TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

La poesia c’è

Le immagini distorte dalle gocce d’acqua sui vetri del bus, il vociare dei turisti che invadono una Roma piovigginosa umida e calda, gli odori persistenti di profumi e sudori, non riescono a scalfire quell’intimo senso di pienezza dell’anima che provo dopo aver ascolatato le “parole”.
“Parole” di chi della poesia sa parlare, di chi la sa recitare, ma soprattutto di chi la poesia la incide sul foglio bianco; è perno delle anime che la sanno ascoltare, che ancora ne sanno apprezzare la forza discreta ma penetrante che non può lascire indifferenti.
La parola bella e ricercata che ben si sposa ad una Via Margutta che, se pur scalfita nella sua eterna bellezza da segnali stradali mal posizionati e obsoleti, è poesia lei stessa, con i suoi ciotoli, le sue mura inondate da cascate di verde smeraldo, le gallerie d’arte, piccole ma importanti, che espongono opere di generi diversi.
Nella calda/umida serata romana, Marco Corsi è riuscito a legare la mia anima alla sua poesia, ai ricordi di una Paola giovane incantata da una Roma che era silenzio meraviglioso di anni artisticamente costruttivi, al ciabattare confusionario e superficiale del momento sociale.
Una Roma che è comunque meraviglia.

 

Versi dissennati

 

Seppure avessi bisogno di toccare i tuoi sospiri
avvolti in sogno di cristallo,
chiederei il permesso al consesso delle stelle
amiche delle magie degli uomini,
custodi innammorati
in donna illuminata!

 

Marco Corsi

 

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