TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Come dimenticare l’Ottobre del 1943?

Mio papà mi diceva sempre: “Andiamo…questo giorno non si può dimenticare…” E andavamo. Lui lo aveva vissuto. Non perchè era di religione ebraica, ma era romano.

 

“Io guardavo…e tutto ciò che vedevo mi sembrava uno spettacolo bellissimo, un interessante teatro all’aperto, e mi mfaceva sognare. Sognavo di crescere, viaggiare, vedere il mondo e visitare altre città belle come la mia……eravamo una famiglia molto unita, non potevo pensare a nulla senza di loro….”
”Erano momenti sereni, a cui avrei pensato molto negli anni a venire, momenti che mi avrebbero tenuto compagnia e restituito tanto calore. Se chiudo gli occhi, rivedo quelle ore del tramonto, e sento….Noi eravamo felici…Allora tutto sembrava semplice e bello e la mia famiglia era serena.”

 

 

“Nessuno può immaginare l’atrocità del lager.

Nessuno che non vi sia stato rinchiuso e vi abbia vissuto.

Nessun altro può capire.

Solo noi che abbiamo trascinato i nostri giorni nell’inferno sappiamo.

Sappiamo e raccontiamo.………….”

 

 

“….Ciononostante tutti trovano la forza per urlare la vita, per gettare parole che sono lacci, catene, abbracci d’amore, reti che tengano stretti i cari, le famiglie, gli amici. Parole strozzate, dalle gole già di fuoco, da cuori già pazzi di terrore, ma ancora cariche di vita…..”

(mia figlia ama moltissimo questo libro, è uno di quelli che ha conservato dopo le scuole medie)

 

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