TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Mi deciderò prima o poi a crescere…

Ho passato tante epifanie nella casa di montagna dei miei nonni, avevano il caminetto ed era bello alzarsi la mattina del 6 e trovare le calze appese (lavorate a maglia da nonna e coloratissime), dolci sbriciolati, un bicchiere di latte rovesciato, un po’ di carbone; la Befana era venuta a trovarci, malgrado il freddo gelido e spesso la neve…una favola, vero, ma che bella favola!
Quando i miei nonni volarono via la mia mamma appendeva le calze nella cappa sopra i fornelli, non era la stessa cosa, ma la magia rimase intatta.
Una mia amica mi dice che lei mette delle ciabattine sul piano cottura perchè non sa dove appendere le calze.
Ora prendetemi per matta, ma io ancora oggi preparo le calze per Meli, per i bimbi dei miei vicini, per due figli di amici e da quest’anno anche per il figlio di mio nipote.
E le appendo tutte alla cappa, che è piatta perchè di vetro…non potete capire che marchingegni mi invento, ma le calze appese sono troppo magiche, non posso rinunciarci. Finchè avrò la forza di prepararle.
Un’usanza tanto italiana che non vorrei sparisse.

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