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"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

La leggenda del cane rosso – Beatrice Fiaschi

su aprile 5, 2019

Tra le dune che lambiscono la città di Voltunna, l’ispettrice di polizia Cristina Corbe cerca di districare il caso di misteriose apparizioni di uomini incappucciati, cani rossi, sparizioni, morti inaspettate.
La sua mente razionale non può arrendersi alle leggende che aleggiano in paese.
Cristina, pur essendo stata scottata da una precedente storia d’amore, non disdegna l’attrazione, che comunque combatte, per il suo capo, il commissario Valerio Fante.
Tra sogni fantastici, musiche esotiche e suggestive, viaggi della mente, dialoghi interiori, cani magici, campi magnetici, bunker, Cristina riuscirà a risolvere il caso e leggere in se stessa?

 

 

Un libro con una trama che fonde thriller e fantasy.
Un percorso di vita ma anche dell’anima.
Scritto con un italiano ricercato, che non leggevo da molto tempo, con immagini davvero squisite (…mentre i suoi pensieri si affastellavano come formiche all’ingresso di un formicaio….), l’ho trovato dettagliato, con descrizioni di ambienti e  personaggi molto accurate.
Nella parte che descrive l’ambiente marino mi sembrava di percepire l’odore dei pini marittimi, nella descrizione dei cani riuscivo a vedere le loro movenze. Mi ha appassionato la leggenda (che non svelo ovviamente), anche la storia mi è piaciuta, una storia “moderna”,  al passo con i tempi,  che strizza l’occhi anche alla tecnologia….
Dettagliata la personalità dell’ispettrice, una donna apparentemente forte, e nel lavoro lo è, ma fragile nella vita sentimentale, la definirei un’anima razionale e istintiva allo stesso tempo, comunque complessa.
Al di fuori della trama, trovo che questo libro sia un percorso psicologico che mette a nudo molto l’anima della donna nella sua complessità. E punta sull’istinto naturale che noi uomini, purtroppo, abbiamo perso nel tempo.
Qualche dialogo mi ha lasciata perplessa, se potessi suggerirei all’autrice di ampliarli, rendeli più corposi. La cosa che mi è mancata è sapere chi fossero gli uomini incappucciati…svaniscono in una descrizione fantastica senza che ci sia la descrizione reale di cosa poi volessero realmente attuare o per chi lavorassero nell’oscuro, e perchè in quel territorio? Forse lasciare aperta una porta può far aprire la nostra fantasia…
Indubbiamente originale questo libro, di cui penso che forse tutta la trama è un immenso sogno onirico dell’autrice, un viaggio nella psiche, autrice di cui percepisco una importante cultura. E scusate se è poco.
Lo consiglio.

 

Se deciderete di acquistarlo, sappiate che parte dei proventi vanno a favore di associazioni animaliste (e qui scatta il mio immenso applauso).


3 responses to “La leggenda del cane rosso – Beatrice Fiaschi

  1. annaecamilla ha detto:

    Grazie, bella recensione👍💖

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