TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Si avvicina….

…un Angelo anonimo si presentò a Giuseppe per annunciare la notizia del mistero che stava per compiersi in quella donna che egli voleva ripudiare. Ce lo racconta Matteo (1,18-25):
18 Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
19 Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.
20 Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.
21 Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
22 Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
23″ Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi”.
24 Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.
25……..

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Noi due

Io e Roberta. Oggi abbiamo tremato, pianto, ci siamo fatte forza e poi gioito. Mai l’avrei lasciata sola. E quando mi sono sentita svenire lei ha sostenuto me. perchè i suoi figli sono i miei, mia figlia è la sua.

“Quando un amico chiede non c’è domani.”
(George Herbert)

Please letter
(Alfred Steven)

 

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Domanda stupida…

Cosa ne pensate dei bambini star che cantano alla tele le canzoni degli adulti?

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Le Madri

Il tempo è inclemente…un forte temporale ci ha lasciati per due giorni senza linea telefonica e internet.
La pioggia oggi è stata meno intensa. Ieri tutto il giorno chiusi in casa, ho riguardato le fotografie, quelle in bianco e nero, quelle con mia mamma che mi teneva in braccio e mi cullava.
Che bello! Anche se solo con un’immagine sentivo il calore del suo amore. E la sua assenza. Questa nostalgica malinconia che ad onde mi assale in alcune giornate, un piccolo seme di dolore mi ricorda il vuoto che ha lasciato. Il lutto crea una frattura, ma il dolore non mi spezza, trovo in lui un punto di rinascita. E proprio oggi, con questa leggera pioggerella decido di entrare nel bosco, tra i profumi dell’autunno e il colore buio che lo avvolge; il cielo cinerino è una finestra chiusa, nuvoloni lontani, il silenzio è totale. Dove sono finiti gli animali?
Ma mi piace così, sola, con il mio solo respiro. Una sensazione fisica forte mi trapassa, come se tutte le anime che ho perso negli anni mi venissero incontro, passeggiano con me.
Divento anima, spirito, pioggia, bosco. Amore.
E torno a casa con la gioia nel cuore.
La Natura è Madre, e come faceva mia madre mi sa consolare.

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L’amore eterno

“I cani, quando amano, amano in modo costante, inalterabile, fino all’ultimo respiro.”
E. Von Arnim

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Scrittrice taiwanese

“Una persona che ha
almeno un sogno ha un
motivo per essere forte.”

Sanmao

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Ci sono momenti della vita…così…tristi

Non sono giorni sereni…un mio giovane amico se ne è andato in pochi minuti, e tra le braccia della sua giovanissima figlia, una vera tragedia. E dai miei occhi ha iniziato a sgorgare il dolore.
E poi i pompieri…tre coltelli infilati nel mio cuore, che è sempre più strizzato dal dolore…oltre gli occhi.
E questa mattina vedo la figlia di una mia amica, giovanissima, magra da far spavento, mi avevano detto che era all’estero, no, era chiusa in casa, l’ho vista per caso, era in giardino sotto la pioggia, forse pensava che nessuno sarebbe uscito con il diluvio universale che da questa mattina lava le strade. Scappa in casa appena mi vede, citofono e arriva sua mamma, ci siamo guardate negli occhi e tutte due ci siamo messe a piangere, sotto l’acqua, come due naufraghe in mezzo all’oceano.
Mi dice solo: è anoressica, non me ne sono accorta subito, è un male subdolo…sarà colpa mia? Presto me lo dirà la psicoterapeuta.
Non rispondo, gli stringo la mano e l’unica cosa che riesco a dire: ci sono, quando vuoi, sempre, per tutte e due.
Ci abbracciamo e me ne vado.
Questa notte sarà una dura notte.

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Santi, torciatori, zitelle

A Roma c’è una chiesa dedicata a S.Caterina d’Alessandria: S. Caterina de’Funari, che è l’antichissima chiesa di S.Maria dominae Rosae, forse chiamata così riferendosi alla benefattrice e fondatrice di questa, identificazione difficile per mancanza di documenti.
Nel 1536 papa Paolo III concesse la chiesa a Ignazio di Loyola, che fondò nel monastero una casa per ragazze povere, spesso figlie di prostitute, che venivano chiamate figlie del luogo, ma vi si rifugiavano anche le stesse ragazze dopo essere rimaste vedove o se venivano maltrattate dai mariti. Venivano ospitate anche giovanissime ragazze zitelle che venivano collocate come serve che, dopo sei anni di lavoro, ottenevano dai padroni una dote di 150 scudi per maritarsi. Nel giorno di S. Caterina, il 25 Novembre, le giovani fanciulle, vestite di bianco, andavano in processione verso la Basilica dei SS. Apostoli, per essere scelte dai futuri mariti. Nel 1611 durante la processione una delle ragazze scomparve misteriosamente: per tale motivo si interruppe tale uso per diversi anni e la processione non si svolse più fino al 1640, quando la tradizione fu ripristinata. S. Ignazio e altri devoti uomini, molti dei quali erano nobili e ricchi spagnoli, si offrirono di mettere al sicuro e salvare dal pericolo le figlie di cortigiane e di donne di mal costume che, per il cattivo esempio domestico o per l’estrema povertà, potevano cadere vittime della seduzione. Esse dovevano essere di gradevole aspetto, residenti a Roma da almeno due anni e di età dai nove ai dodici anni. Erano sorvegliate dalle suore agostiniane, che inizialmente furono scelte tra le stesse ragazze aventi vocazione religiosa; istruivano, insegnavano le virtù cristiane, il cucito, il ricamo e ogni arte domestica che potesse formare ciascuna di esse in una donna onesta e timorata di Dio se avevano attitudini alla vita matrimoniale, altrimenti venivano indirizzate alla vita monastica.
Nel 1876 fu trasformato in istituto destinato all’istruzione di orfane di famiglie di condizione civile cadute in povertà. Oggi questo istituto/monastero non esiste più.
La strada prende il nome dai funari, i torciatori di funi (fabbricanti di funi) che si erano stabiliti in questa via dalla vicina riva sinistra del fiume Tevere, per utilizzare come botteghe gli androni dell’antico Circo Flaminio.

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Ci credo

Quando scende il sole e la luna si accende, quando le foglie vorticosamente si rincorrono nel vento fresco della sera, quando gli uccelli creano cori al mattino, quando il silenzio del bosco diventa immenso…

Ecco, io credo, anche nella mia fatica umana, che Dio esiste.

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