TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Grazie no, grazie si

su marzo 22, 2020

Difficilmente parlo di politica, il blog non è nato per questo, ma ogni tanto qualche idea la tiro fuori.
Alora, devo dire grazie ai miei governanti? No, mi dispiace no. Premetto che non sono a favore di questo governo che non ho votato, perchè non mi è stato permess di farlo, e anche se fossi a favore, non lo accetto, lo avrei voluto scegliere. Ma comunque non sono per questo governo. Detto questo premetto che qui non parlo nè di destra, nè di sinistra, nè di centro o quant’altro…devo forse credere che esistano ancora? No…e qui mi fermo perchè andremmo su un terreno diverso da quello che mi sono prefissata.
Voi credete ai pipistrelli? Io solo a quelli che vedo volare a fine primavera intorno alla mia casa..quindi non parto da loro, ma dalla responsabilità di chi sicuramente sapeva e ha fatto finta di non sapere, di chi sapeva che stava arrivando qualcosa di grosso ma l’ha “confusa” per una banale influenza, che non ha saputo e non sa gestire con determinazione, se non quella dei propri interessi economici, il momento umanitario ed economico che questa nazione sta affrontando e affronterà; non posso credere a chi è scomparso improvvisamente abbandonando il Parlamento, un luogo che invece dovrebbe essere il cuore pulsante di tutta la situazione, di chi per fare un decreto ci impiega giorni e giorni…(la “diaria” sale e la nostra scompare) per poi dare proclami che arrivano tardi, che hanno già bisogno di altri; devo credere a chi non è stato in grado di fare un’uscita per confortare chi dà la propria vita per noi? E no, non posso…il “io resta a casa” è per noi, loro un minimo di presenza la dovrebbero fare, i sindaci lo stanno facendo; loro che dovrebbero essere la nostra forza sono scomparsi…e poi hanno forse pensato che “donare” uno stipendio, una pensione, un vitalizio a favore di questa nazione potrebbe fare la differenza? E no! meglio chiederlo a noi italiani (e tenere i soldi in caldo in banca, l’Aquila vi ricorda qualcosa? ancora sono li…), magari dopo aver concesso le famose 600euro…vergogna! Mostrare un’IBAN a noi…e loro donare? Non se ne parla, la Costituzione non lo prevede? Ma intanto mandano sulle reti televisive le immagini dei flash-mob, dei monumenti illuminati dal tricolore…perchè così ci dimostrano quanto l’Italia sia coesa…No, non ci sto.
Mai e poi mai vi diro grazie, perchè sapete che c’è? Il coronavirus mi impenzierisce, certo, tanto, ma non ho paura nè ansia, anche se mi dispiace vivere blindata per ben la quarta volta in vita mia, ma pazienza…forse, e dico forse, la natura questo vuole? Sapete cosa mi fa venire l’ansia (in modo simbolico perchè per fortuna non ne soffro)? Non avere la certezza di un governo che sappia sostenermi, mi sento tristemente abbandonata, come cittadina vedo il nulla, non ho certezze, da anni ormai, ma in questo momento ancora di più.

 

 

E invece dico grazie di cuore a tutti gli impenditori di grandi e piccole aziende, ai calciatori, ai gruppi sportivi, ai cantanti, agli atleti, alle cooperative, ai privati, alle catene alimentari, le aziende farmaceutiche, gli istituti bancari, ai gruppi religiosi, al Vaticano…e mi scuso se ho dimenticato qualcuno, che stanno donando per aiutare questo paese ad uscire fuori dal tunnel o quantomeno di alleviare questo momento difficile.


12 responses to “Grazie no, grazie si

  1. gianpiccoli ha detto:

    Che dire?
    Non credo che in altri posti al.mondo, vicini e lontani, vada meglio.
    Soprattutto in democrazia, dove le regole non si possono far rispettare cin la forza.
    Un abbraccio
    Giancarlo

  2. Misteryously ha detto:

    🦋💞❤

  3. Ehipenny ha detto:

    Mi associo a Giancarlo nel dire che la crisi politica è grave anche in altri paesi, qualcuno sul blog mi disse che siamo in un’epoca di declino, e come dargli torto? Non mi sento rappresentata o tutelata dal governo, sono scoraggiata dalla poca chiarezza d’informazione, e dalle conseguenze economiche che tutto questo avrà. Ma mi viene da pensare quel mitico “poteva andare peggio”. Potevamo avere un ministro come Johnson a dirci di abituarci a perdere i nostri cari, o uno come Trump che non ha mosso un dito e si ritrova con +13mila contagi in un giorno. Certo non si può giudicare un operato solo durante un’emergenza, ma tutto sommato comprendo la gravità, l’importanza delle misure, le mille variabili da valutare, perché in ballo c’è il futuro di una nazione con un debito pubblico altissimo e, in vista di una ripresa, con scarsi margini di manovra..

    • fulvialuna1 ha detto:

      Il poteva andare peggio non può essere però una scusa, al momento siamo messi male ed è adesso che vanno prese decisioni ferme e quant’altro. Il discorso sarebbe lungo ed elaborato, questo blog non è nato per una discussione del genere, ma mi sentivo di esprimere un mio pensiero. sinceramente in questo momento è la mia nazione ad essere in pericolo su diversi fronti, muiono le persone che vivono su questo territorio come mosche….e tanto mi basta per dire che non va bene, per niente.
      Ho amici in tutto il mondo, pensi che sia tranquilla? Affatto. Ho parenti in Australia, il mio figlio adottivo, Jak impantanato in Francia, molti blogger amici sparsi ovunque. Pensi che non possa temere per loro? Sono straziata per tutta l’umanità.
      Ecco perchè quel poteva andare peggio non mi appartiene.
      Grazie per il tuo costruttivo commento.

  4. maxilpoeta ha detto:

    di sicuro le polemiche non mancano in questo periodo, io ad esempio non ho capito come mai hanno impiegato 2 settimane per chiudere tutto, che poi se vai a leggere le categorie che rimangono aperte, ti viene da chiedere, ma cosa hanno chiuso, ci saranno almeno 80 categorie. Noi siamo una piccola ditta di impianti elettrici, per nostra scelta abbiamo deciso di stare a casa, ma chi ci comanda è 2 settimane che ci chiede di andare a lavorare. Ora leggendo il decreto risulta che le ditte di impianti elettrici devono andare a lavorare, ma io dico, è una categoria indispensabile? Facciamo quadri elettrici che andranno montati su navi che produrranno se va bene fra un paio di anni, eppure leggendo rientriamo in quella categoria. Domani un nostro collega rientrerà al lavoro, noi per ora ci siamo ancora rifiutati, ma la cosa assurda è che nessuno pensa alla salute, delle serie, sei un elettricista? Allora puoi morire. Sei un impiegato? Allora puoi stare a casa. Queste sono cose che in un’emergenza come questa non si dovrebbero sentire, eppure ci sono anche questi paradossi…

    • fulvialuna1 ha detto:

      Esatto! Hai colto in pieno ciò che intendo.
      Decisione inutili, impastate e reimpastate senza avere una base…
      La ditta dei miei vicini, di impianti elettrici, lavorano per grandi gruppi edili, hanno deciso di stare in casa.

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