TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

E non ci dimentichiamo di altre Bellezze

Grazie a Barbara Bricca e i suoi Allievi

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Un’altro papa…

…mio marito dice che ho la fissa…forse è vero, ma non sono nata a Roma? Città di papi e guarda caso vivo nella città dei Papi, di cui un giorno o l’altro vi parlerò.

 

Adriano VI
Fu eletto papa nel gennaio del 1522, volle essere un riformatore, severo e intransigente, ma fu ostacolato dai stessi cardinali e poco amato dagli italiani che lo ritenevano, oltre che essere straniero (olandese), indifferente, anzi ostile verso l’arte e la bellezza delle antichità, ad esempio voleva distruggere la volta della Cappella Sistina; ridusse di molto gli stipendi degli artisti e dei musicisti, come Carpentras, compositore e cantore, maestro di cappella, da allora i livelli qualitativi musicali del Vaticano declinarono significativamente. Molti artisti lasciarono Roma durante il suo pontificato. La sua “colpa” era quella di voler riportare la chiesa ad essere un ambiente consono al profilo ecclesiastico, quindi eliminare belle donne, poeti e buffoni, ma sia il popolo che i porporati erano abituati a baldorie e feste….iniziarono così anche le pasquinate, tanto che Adriano VI voleva fare a pezzi il torso della statua parlante…
Era immune dal nepotismo, tanto che quando arrivarono a Roma alcuni suoi parenti che desideravano trovare il benessere e la ricchezza, il papa disse:”…di lavorare nei loro mestieri, perchè egli non era divenuto papa per dare il patrimonio della Chiesa ai suoi”, e agli ecclesiastici che venivano giustamente privati dei loro immensi benefici, diceva:”Il papa deve ornar le chiese con i prelati e non i prelati con le chiese”.
Non ebbe polso per affrontare la rivolta protestante in Germania e altre problematiche politiche.
Adriano VI durante il suo pontificato ha creato un solo cardinale, Willem van Enckenvoirt, vescovo di Tortosa (Spagna), suo grande amico.
Adriano si ammalò improvvisamente e morì a settembre del 1523. Un breve e inefficace pontificato (mi viene da pensare breve come altri pontificati che vertevano ad un rigoroso riformismo…)
Fu seppellito provvisoriamente in San Pietro, tra Pio II e Pio III, e la pasquinata arrivò anche lì, “Qui giace un non pio tra i Pii”, c’è da dire che le pasquinate rivolte a questo papa erano scritte da poeti su commissione di porporati, prelati e nobili esclusi dal potere, voci di curia non di popolo. Alla pasquinata rispose il suo unico difensore, Willem van Enckenvoirt, che nobilmente rispose “Qui giace Adriano VI, che ebbe la maggiore delle sventure, quella di regnare”; lo stesso Enckenvoirt, nel 1533 fece trasferire le spoglie nel mausoleo nella chiesa dei Tedeschi, Santa Maria dell’Anima a Roma, per altro bellissimo.
Adriano scrisse Quaestiones in quartum Sententiarum, un’opera non dottrinale, dove dichiarò che il papa è fallibile, anche in materia di fede; tale opera, che fu ristampata con la sua autorizzazione dopo l’elezione al soglio pontificio, contiene anche l’affermazione che diversi papi abbracciarono e insegnarono dottrine eretiche, un’opera che ha fatto discutere: i cattolici sostengono che si tratta solo di un’opinione personale, non di un’affermazione ex cathedra, e quindi non è in conflitto con il dogma dell’infallibilità papale; altri sostengono che il concetto di ex cathedra si sia affermato solo nel XIX secolo. Gran parte dei documenti ufficiali di Adriano VI scomparvero poco dopo la sua morte (anche qui trovo assonanze con altre sparizioni…).

   

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