TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

A Roma ci sono gli Angeli?

Certo! A ponte Sant’Angelo.
L’imperatore Adriano lo volle per collegare il suo mausoleo alla riva sinistra del Tevere, risale al 134 d.C. Nel 1535 papa Clemente VII ha fatto collocare all’ingresso del ponte le statue dei Santi Pietro e Paolo che tengono fra le mani rispettivamente le chiavi del Paradiso e una spada, alla base ci sono due iscrizioni: “Di qui il perdono per gli umili” “Di qui la retribuzione dei superbi”.

                                                                         

Papa Clemente IX fece poi collocare dieci statue raffiguranti gli angeli della Passione, chiamati così perchè portano gli oggetti simbolo della Passione di Cristo, le incisioni alla base delle statue sono prese dall’Antico Testamento, tutti gli angeli hanno sotto i piedi delle nuvole che li sorreggono. Due statue furono scolpite dal Bernini, otto angeli da altri artisti di cui il Bernini si fidava, gli angeli fatti dal Bernini erano talmente belli che per paura si potessero deteriorare furono affidati a un cardinale e sostituite con due copie, le due opere del Bernini oggi si trovano nella chiesa di Sant’Andrea delle Fratte.

 

Angelo con i flagelli Il flagello con cui fu fustigato. (Artista: Lazzaro Morelli)
Angelo con la colonna La colonna alla quale fu legato durante la flagellazione. (Artista: Antonio Raggi)

Angelo con la corona di spine Corona di spine che, terminata la flagellazione, gli venne posta sulla testa per schernirlo in quanto veniva acclamato come Re da una parte della popolazione (Artista: Paolo Naldini)
Angelo con il sudario o Angelo con il Volto Santo Velo della Veronica sul qual rimase impresso con il sangue il suo volto. (Artista: Cosimo Fancelli)

Angelo con la veste e i dadi La tunica che i soldati si giocarono a dadi. (Artista:Paolo Naldini )
Angelo con i chiodi I chiodi con cui lo crocifissero. (Artista: Girolamo Lucenti)

 

Angelo con la croce La croce su cui venne crocifisso (Artista: Ercole Ferrata)
Angelo con il cartiglio La scritta INRI che venne apposta sopra lo croce per indicare il motivo della condanna a morte. (Artista: Bernini con l’aiuto di Giulio Cartari)

Angelo con la spugna La spugna imbevuta di aceto che gli porsero per dargli da bere  (Artista: Antonio Giorgetti)
Angelo con la lancia La lancia con cui gli trafissero il costato per essere certi della sua morte (Artista: Domenico Guidi)

 

 

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Il Cardellino – Donna Tartt

Theo Decker, tredici anni, sopravvive, ma perde la madre, in un attentato terroristico al Metropolitan Museum Art di New York, una perdita che sarà un trauma, una ferita per tutta la vita, una solitudine interiore, un evento che lo trasporterà dall’adolescenza al mondo degli adulti. Una vita devastata da incontri distruttivi, una vita in cui l’amorevole figura materna sarà l’unica parte positiva che non lo abbandonerà. Theo trova conforto nel quadro “Il cardellino” del pittore olandese Carel Fabritius, un quadro che ha salvato e nascosto, ultimo legame con la madre; un quadro che lo legherà ad un intrigo internazionale.

Quasi 900 pagine, che ti coinvolgono nel profondo, un intreccio di storie che mi hanno tenuta legata fino all’ultima pagina. Tra New York e Las Vegas, tra antiquariato e droga, amore e solitudine, sofferenza…non riesci a mollare, devi sapere dove arriverà quel tredicenne solo e disperato.
Io lo definisco un capolavoro, un gran bel romanzo che non lascia indifferenti, ti commuove, ti impegna, ti cattura. Tante pagine, ma si leggono con fluidità anche se ricche di descrizioni e avvenimenti.

“…Che la vita – qualunque cosa sia – è breve.Che il destino è crudele ma forse non casuale. Che la Natura (intesa come Morte) vince sempre, ma questo non significa che dobbiamo inchinarci e prostrarci al suo cospetto…”

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