TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Alberi

E vabbè! Quest’anno le brutte notizie non bastano mai.
Ma teniamo duro.
E la mia grande fortuna sono gli alberi. Qualcuno dirà: gli alberi? Si, gli alberi.
La mia casa è circondata dagli alberi: le “nostre” querce, gli alberi del bosco, quelli lungo la strada per arrivare a casa…
Questa oasi di verde sostiene l’umore, aiuta ad affrontare tante situazioni.
Vivere immersa nella natura stimola i miei sensi, allontana la fatica fisica e dell’anima, allontana lo stress; tutte le emozioni negative svaniscono, via la tristezza, la malinconia…


Su di me gli alberi in particolare esercitano sensazioni di benessere, di piacere. Per me gli alberi sono terapeutici, li accarezzo, mi ci appoggio, li abbraccio…mi incantano. Amo guardarli con il naso all’insù.


Poi una passeggiata nel bosco è il massimo, i suoi profumi, i suoi colori, i suoi suoni….

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La scelta di Barbara

 

 

 

 

 

 

di Christian Petzold

 

Germania dell’Est, Berlino, estate 1980.
Barbara, dottoressa pediatra, progetta, con l’aiuto del fidanzato Jörg che vive all’Ovest, la sua fuga. Intanto chiede un visto di uscita, tenuta sotto stretto controllo dalla Stasi, per punizione viene trasferita in uno sperduto ospedale di campagna dove incontra Andrè, il primario, che inizia a nutrire interesse per lei. Andrè è un chirurgo che ha commesso un grave errore professionale e per questo è stato mandato nell’ospedale dove incontra Barbara. Tra i pazienti della dottoressa c’è una giovanissima ragazza fuggita da un centro di rieducazione, la ragazza è in situazione tragica, ha tentato il suicidio, Barbara si affeziona a lei, tanto da creare la situazione per farla uscire dal paese.

Una storia drammatica e avvincente che mi ha riportato indietro nel tempo, nella Germania del Muro, un muro soffocante, coercitivo, dove la diffidenza e l’oppressione facevano da padrone.
Malgrado il tema forte che viene trattato, trovo sia un film delicato; mi piace la figura di questa donna apparentemente fragile nella sua elegante bellezza, ma molto coraggiosa e misteriosa; brava l’attrice Nina Hoss (la dottoressa), che ha saputo rappresentare con sguardi, gesti e poche parole la complessità caratteriale della protagonista.
Perfetta l’ambientazione: essenziale, inquietante. Bravo il regista nel ricreare l’atmosfera politica e far capire come un medico “vero” sceglie anche nel rispetto deontologico.
Per me un bellissimo film

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