TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Il fascino del passato

su dicembre 19, 2020

Il disco di Nebra è uno dei più interessanti ritrovamenti archeologici degli ultimi anni, è la più antica rappresentazione della volta celeste che si conosca.


Prende il nome della cittadina tedesca vicino alla quale è stato ritrovato (Nebra in Sassonia)
Sembrerebbe essere stata realizzata attorno al 1600 a. C. da un popolo vissuto in Europa prima dell’arrivo dei Celti.
E’ un disco di bronzo di circa 32 cm di diametro, con sopra impresso un diagramma in oro dei cieli, le raffigurazioni non sono fatte a caso e nemmeno a mano libera, ma basate su rigorosi calcoli matematici che fanno intravedere una competenza astronomica di altissimo livello.
Ritrovato nel 1999 da due cacciatori di tesori in una cavità in pietra all’interno di un antico bastione sulla cima del Mittelberg, venne scambiato erroneamente per il coperchio di un secchio e fu venduto illegalmente e dopo essere passato per diverse mani, nel 2002 venne offerto sul mercato nero fino ad arrivare in possesso delle autorità competenti, dal 2008 è esposto nel il museo regionale della preistoria di Halle, in Sassonia-Anhalt.


La cima del Mittelberg, quando ancora la montagna non era stata ricoperta dall’alta vegetazione, probabilmente potrebbe essere stato utilizzata nel neolitico come osservatorio astronomico, il sito si trova a circa 20 chilometri dall’osservatorio solare di Goseck.
Era costituito da un circolo del diametro di 75 metri, composto in origine da una collinetta circondata da una serie di quattro anelli concentrici, un fossato e, tutt’intorno, due palizzate realizzate con pali di legno dell’altezza di un uomo.

   
Il disco di Nebra è stato esaminato da un archeologo, da un astronomo, da archeologi chimici e da un’archeologa e studiosa delle religioni dell’età del Bronzo.
Secondo le loro interpretazioni, le placchette circolari più piccole rappresentano le stelle, dove spicca un gruppetto di sette placchette più ravvicinate che rappresenterebbero le Pleiadi. I due dischi maggiori, quello circolare e quello a forma di falce, rappresentano rispettivamente il Sole (ma potrebbe essere anche la Luna piena) e la Luna crescente. Le linee curve incastonate sui bordi del disco dovevano rappresentare porzioni dell’orizzonte visibili dal sito in cui il manufatto è stato ritrovato, questa interpretazione è sostenuta dal fatto che esse coprono un angolo di 82°, che è proprio la differenza angolare tra i punti di sorgere e tramonto del Sole sull’orizzonte, alla latitudine del luogo del ritrovamento, nei periodi compresi tra i solstizi d’estate e d’inverno. Sul bordo del disco è presente un arco dorato che ricorda una barca a vela sul mare, interpretato come la “Barca del Sole”. Le piccole rientranze lungo ogni lato dell’arco potrebbero rappresentare i remi della nave. Molti popoli dell’antichità immaginarono il Sole in viaggio da levante a ponente a bordo di una nave speciale.
Il disco racchiuderebbe i simboli di un tema profondamente religioso come il sole: l’orizzonte per i solstizi, la barca del sole, la luna ed altri esemplari particolari di stelle: le Pleiadi; gli artefici del disco hanno voluto sicuramente raggruppare tutti gli altri simboli di culto venuti alla luce anche in diverse regioni europee; esso fa parte quindi di un complesso sistema religioso diffuso in tutta Europa; forse indica un messaggio religioso.
Infine, sul bordo del disco sono impressi con estrema precisione 40 fori di circa 3 mm, lo scopo dei fori laterali non è chiaro; probabilmente servivano a fissarlo, cosa che fa pensare ad un utilizzo del disco anche come oggetto di culto.

 

 


13 responses to “Il fascino del passato

  1. Massi Tosto ha detto:

    Buona Domenica Sister

  2. shio76 ha detto:

    Ne avevo sentito parlare anche a Voyager e forse anche su Quark, è una scoperta che mi affascina molto.

  3. luisa zambrotta ha detto:

    Che post affascinante! Grazie per averlo condiviso🙏💖🙏💖🙏

  4. maxilpoeta ha detto:

    davvero interessante questo post, quante cose del nostro passato ancora non conosciamo e quanti misteri vengono fuori ad ogni nuovo ritrovamento. E’ davvero affascinante l’archeologia, con tutte le cose che ci fa scoprire…

  5. marzia ha detto:

    Caspita quante professionalità son intervenute per questo raro oggetto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: