TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Room

di Lenny Abrahamson

Joy, ragazza 17enne viene rapita, mentre andava a scuola, da un maniaco. Subisce regolarmente abusi fino a rimanere incinta.
Nasce Jack, i due vengono tenuti in una stanza di 10 metri quadri, la cui porta è chiusa con un codice di sicurezza, all’interno di un capanno.
Joy, amorevole mamma, racconta al figlio che il mondo è tutto in quella stanza, gli oggetti, ad esempio la lampada, il lavandino…, sono i suoi amici, fuori c’è il cosmo. Tutto ciò che vede alla televisione è finzione. I due vivono in simbiosi, eccetto quando il piccolo si deve nascondere nell’armadio, alcune notti, perchè arriva Old Nick per infilarsi nel letto di suo madre.
Ma’, così chiama Jack l’ormai 24enne mamma, capisce che il bambino, che è vivace, è sempre più annoiato, la incalza con mille domande a cui lei non sa più come rispondere, così quando Jack compie 5 anni decide di raccontargli tutto l’opposto di ciò che gli ha sempre detto. Gli parla degli alberi, dei fiori, delle persone, ma deve anche spiegargli che da lì non possono uscire, perchè Old Nick, così chiamano l’aguzzino, è l’unico che può decidere se farli uscire o no. I due architettano un piano difficile da realizzare, Jack deve fingersi morto, Old Nick lo porterà via con il suo furgone, nel momento che il mezzo rallenta deve scappare e chiedere aiuto. Il bambino ci riesce, chiede aiuto ad un passante, interviene la polizia che rintraccia il capanno e salvano anche Joy.

Per Joy e Jack tornare alla normalità non sarà facile, il bambino stenta ad ambientarsi, la donna deve trovare dentro di se la forza per lasciarsi alle spalle tutto ciò che ha vissuto.
Trovarsi faccia a faccia con la realtà sarà la sfida più spaventosa da affrontare, per entrambi.

     

Pluripremiato, è un film drammatico, ad alto tasso di emozione.
Ho provato paura, ansia, speranza e gioia, un’alternarsi continuo.
Un thriller psicologico, suggestivo, claustrofobico, che cattura anima e mente.
Fondamentale nel film è la visione del bambino all’interno di quei pochi metri quadrati, il regista crea un mondo e poi ne crea un’altro all’esterno, crea incredibili situazioni che lasciano capire la direzione ma poi così non è  e si scopre il perchè della situazione successiva…magistrale regia che trasporta passo passo in emozioni non previste.
Non troverete scene cruenti, forti sono le emozioni che ogni scena creerà, sembra un piccolo mondo felice come solo una madre sa creare, la forte simbiosi tra madre e figlio, ma poi…c’è la follia umana, quella concreta che coraggiosamente qui viene raccontata. Il tema trattato è attuale, le cronache ne parlano.
Regia perfetta, sceneggiatura perfetta, attori meravigliosi: Brie Larson, Ma’, ha interpretato la parte alla perfezione, sconvolgentemente bravo il piccolo Jacob Tremblay, notevole Sean Bridgers.
Film da vedere.

Il film è ispirato al libro “Stanza, letto, armadio, specchio”, scritto da Emma Donoghue, che a sua volta si è ispirata a una storia realmente accaduta, il caso Fritzl, dove una donna austriaca ha vissuto imprigionata per 24 anni, dai 18 ai 42 anni; il padre (ingegnere) costruì un bunker sotterraneo nella cantina di casa. L’uomo abusò sessualmente della figlia e da questi rapporti sono nati sette figli.
 

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Papi e scimmie

Romano di nascita, Giovanni Maria Ciocchi del Monte (1487/1555) venne eletto papa con il nome di Giulio III nel 1550.
Quando l’8 febbraio si seppe della sua elezione, i romani, contenti di vedere di nuovo un loro concittadino sul trono pontificio iniziarono a far festa. Scrive Coleine (membro del senato in epoca pontificia): “..li Romani fecero una caccia in Campidoglio de 6 tori et fecero una bella Commedia et fecero una bella cena alli Parenti del Papa et molti gentiluomini e donne et fo un bello parato: fecero lo gioco del carosello fora 40 o 50 ragazzi e 42 tra trombette et tamburi. Il palio fu turchino e oro.” Il papa presenziò con piacere ai festeggiamenti anche se non avevano nulla di religioso.
Giulio III, in barba alla concezione di vita ecclesiastica e dignità pontificia, si dedicò a splenditi banchetti, dalla loggia della basilica di S.Pietro assistette alla caccia di tori organizzate nella piazza, presenziò a rappresentazioni teatrali in Vaticano, si fece costruire una splendita villa, fuori porta del Popolo, chiamata poi Villa Giulia, dove organizzava grandi celebrazioni e sontuosi ricevimenti; fu nepotista, i suoi parenti trovarono tutti notevoli fonti di reddito negli uffici; concesse alla sorella Giacoma, moglie del perugino Francia della Corgna, il feudo di Castiglione del Lago e del Chiugi, convertito nel 1563 in marchesato per i nipoti Ascanio della Corgna e il cardinale Fulvio; il fratello maggiore Baldovino fu nominato governatore di Spoleto e ottenne la contea di San Savino; il figlio di Baldovino, Giovanni Battista, fu nominato gonfaloniere della Chiesa, quando questi morì in guerra nel 1552 la linea maschile della famiglia risultò estinta, allora Giulio III impose al fratello di adottare Fabiano, un quindicenne depravato, custode delle scimmie, a cui venne dato il nome di Innocenzo del Monte; l’ipotesi è che potesse essere figlio del papa, lo elevò a cardinale e gli affidò la Segretreia di Stato anche se solo nominalmente perchè incapace di curarne gli affari. Girolamo Muzio scrive nel 1550 in una lettera a Ferrante I Gonzaga: “Hor di questo nuovo papa universalmente se ne dice molto male; che egli è vitioso, superbo, rotto (omosessuale) et di sua testa”, questo perchè sembra che in realtà Innocenzo del Monte fosse il suo amante, lo aveva conosciuto ancora tredicenne perchè figlio d’un suo servo, se ne innamorò perdutamente e barattò la connivenza del padre con consistenti favori, cioè il porporato, a Roma ironicamente si diceva che questo era stato possibile perchè la scimmia addomesticata del papa prediligeva le cure del ragazzo.
E qui scattò la Pasquinata:
“Ama Del Monte con ugual ardore
la scimmia e il servitore.
Egli al vago femmineo garzoncello
ha mandato il cappello: (nominato cardinale)
perché la scimmia, a trattamento uguale,
non fa pur cardinale?”
Gli storici cattolici invece negano tutto.
Innocenzo del Monte dopo la morte del suo protettore fu rinchiuso in Castel S.Angelo per aver ucciso due persone e perchè coinvolto in una catena di stupri (eterosessuali), una volta scarcerato gli fu tolta ogni rendita e fu confinato a Tivoli, gli fu tolta anche la dignità cardinalizia, morì all’età di 46 anni e fu indeganmente sepolto in San Pietro in Montorio.
Giulio III, pur soffrendo di gotta, amava i piaceri della vita, forse pensava di vivere ancora a lungo, ma così non fu e si convinse all’ultimo a ricevere l’estrema unzione.
Fu sepolto in un semplice sarcofago nelle Grotte vaticane.
Oltre gli scempi morali comunque Giulio III inaugurò, con l’apertura della Porta Santa della basilica di San Pietro, il X Giubileo nel febbraio 1550; regolamentò i matrimoni misti in cui uno dei due coniugi è di fede cattolica; con la bolla Exsposcit debitum confermò le costituzioni della comunità ebraica; proibì il battesimo forzato dei bambini ebrei senza il consenso dei genitori; confermò i privilegi degli ebrei portoghesi; fu patrono di scrittori e artisti; potenziò l’Università La Sapienza di Roma; fondò l’università della cittadina tedesca di Dillingen.

 

 

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