TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

L’altra metà della storia

di Ritesh Batra

 


Tony, uomo in là con gli anni, divorziato, è proprietario di un negozio in cui vende e ripara vecchia macchine fotografiche.
La sua vita cambia quando riceve una lettera da uno studio notarile che l’informa che la madre di Veronica, sua fidanzata dei tempi del liceo, gli ha lasciato un diario in eredità.
L’amore perduto e l’amicizia tragicamente interrotta del passato tornano per chiedere il conto, Tony dovrà affrontare un viaggio a ritroso nel tempo che lo metterà crudemente difronte a se stesso.
Ma il misterioso diario a chi appartiene? Può il passato influenzare il presente?

Tratto dal romanzo (che non ho letto e non intendo farlo) Il senso di una fine scritto da Julian Barnes, è un film che alterna il presente al passato.
Mette in evidenza il passaggio adolescenziale a quello della maturità, attraverso sentimenti e cultura, frustrazioni e sessualità.
Ben recitato, lento al punto giusto da far riflettere sui temi toccati, soprattutto il sentimento; bravissimo Jim Broadbent, grande Charlotte Rampling, cast ottimo.
Intelligente la sceneggiatura.
E’ sicuramente un film da vedere, anche se non mi ha entusiasmato, un film quasi enigmatico, direi irrisolto…come se mancasse l’altra metà…sfuggente come lo possono essere i ricordi o la memoria.

 

 

 

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Trilussa era anche questo…

L’AMANTE DE PRIMA E QUELLO D’ADESSO

Prima annava a trovà l’innammorata,

sonanno la chitara allegramente,

eppoi montava, coraggiosamente,

su ‘na scala de seta preparata.

 

Adesso, invece, è tutto differente:

mo cosamo una donna maritata,

senza chitara, senza serenata,

senza scala de seta, senza gnente.

 

Dev’ésse propio granne l’affezzione,

si je sonamo, senza fà rumore

er campanello elettrico ar portone.

 

E ammalapena che ce fa er segnale,

se famo portà su da l’ascenzore,

mentre er marito scegne pe le scale.

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