TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Non sposate le mie figlie!

di Philippe de Chauveron

 

Claude e Marie, cattolici, borghesi e provinciali, hanno quattro figlie bellissime.
La prima sposa un musulmano, la seconda un ebreo, la terza un cinese.
Quando la quarta figlia annuncia di volersi sposare con un cattolico Claude e Marie ne sono entusiasti fino a quando non scopriranno che…è nero!
Nascono situazioni imbarazzanti ma molto esileranti.

 

Non è un capolavoro, è una commedia molto francese che ha fatto passare a me e alle mie amiche quasi due ore di sano relax e allegria, avevamo voglia di divertirci, sorridere, respirare….ma non volevamo i cinepanettoni o affini, niente volgarità.
Nel film si parla di razzismo, e religione, ma tutto con estrema intelligenza, delicatezza, ironia, allegria. Il tema multietnico è affrontato anche con romanticismo ma senza superficialità.
Una storia forse impropabile, ma che porta un messaggio di tolleranza, di integrazione.
Non sarebbe bello vedere il mondo in cui le diverse culture sono unite dall’amore?
Ottima la regia, la sceneggiatura, la colonna sonora, bravissimi gli attori.
Ve lo consiglio.

 

 

 

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A che età si invecchia? Datemi un numero.

Ma perchè oggi c’è tanta paura di “invecchiare”? Ancora devo capire quando la gente pensa a che età inizia ad “invecchiare”, quando lo chiedo non mi danno mai un’età, tentennano o fanno battute sarcastiche…Ma tanto si invecchia, così è in natura. Invecchiare, una parola che si rifiuta da anni.
Sognamo farmaci che rallentino l’invecchiamento, abbiamo terapie genetiche che ti dicono quali malattie potremmo evitare, farmaci che riescono a sconfiggere il cancro, ripariamo il cuore e i suoi annessi, abbiamo il silicone che ci rimodella, creme che all’apparire della prima ruga la rimpolpano…in fondo la vita si è allungata, in occidente la media è di 80/85 anni…e allora perchè abbiamo paura della parola “invecchiare? In fondo la allontaniamo sempre più questa fase del vivere…o no?
Vogliamo fermare il tempo…addirittura ci facciamo ibernare….e i furbi, che hanno capito che umanità di dei vogliamo diventare, fanno soldi a palate, ed economicamente il divario cresce, i ricchi sempre più ricchi (e belli) e i poveri sempre più poveri (e come sono restano).
Lo so il mio è un discorso un po farneticante, nato dal vedere sui giornali solo gente bella e patinata, statue a cui non riesco a vedere la scintilla dell’anima…
Forse sto invecchiando, si decisamente è così…sto invecchiando e magari, non essendo ricca mi disturba non potermi “sistemare”. Si forse è così…vorrei appartenere agli dei che peseranno sempre più su una società futurista che sarà sempre “giovane”.
Poi mi guardo allo specchio e rido, si rido, perchè le medicine con me hanno fatto effetto salvandomi la vita, il mio cuore è stato riparato…ma le rughe le ho, eccome se le ho, e me le voglio tenere, perchè mi dicono che sono io, sono me stessa e lo so che un giorno finirò e, lasciando stare che credo che c’è un’altra vita oltre ed è quella che mi interessa senza ibernazione, rido perchè la mia “giovinezza” è aver accettato “l’invecchiamento”, faccio i conti con il tempo che passa e mi adeguo, e mi abbraccio e mi godo ogni giorno che mi è concesso vedere con la gioia nel cuore. E come si dice a Roma…”campo finchè er bon Dio vorrà”!

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