TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Una festa “mobile”

E’ in arrivo Pasqua, la festa più importante dell’anno liturgico.
Pasqua in aramaico è “pasah” che in greco è stata tradotta “pascha”, significa “passare oltre”: il passaggio di Gesù dalla morte alla vita.
In ebraico è “Pesach”, che vuol dire “passare oltre”, ricorda il passaggio dell’angelo che segnò con il sangue d’agnello le case degli ebrei perchè i primogeniti fossero salvati, mentre punisce i figli degli egiziani che tenevano il popolo ebraico prigioniero.
La Pasqua cade sempre di domenica ma non nello stesso giorno numerico, questo perchè cade nella prima domenica dopo il plenilunio di primavera (quindi sempre dopo il 21 marzo), questa regola venne stabilita nel 325 d.C. durante il Concilio di Nicea.
Viene definita Pasqua bassa quando cade tra il 22 marzo e il 2 aprile; media tra il 3 e il 13 aprile; alta tra il 14 e il 25 aprile.

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Più di questo….

…non credo che riuscirò a fare… 😀

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Prova

Sono in confusione totale…trovo il nuovo editor noioso e complicato….ho davvero dei limiti incredibili con tutto ciò che è tecnologia…

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Mi fermo

Non riesco ad usare l’editor a blocchi, spero di riuscire a capirlo.

Mi fermo, se troverò difficoltà non continuerò questa bella avventuura.

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Thine Eyes Still Shined

Thine eyes still shined for me,                                                 
Though far I lonely roved the land or sea:
As I behold yon evening star,
Which yet beholds not me.

This morn I climbed the misty hill,
And roamed the pastures through;
How danced thy form before my path
Amidst the deep-eyed dew!

When the redbird spread his sable wing,
And showed his side of flame;
When the rosebud ripened to the rose,
In both I read thy name.

Ralph Waldo Emerson

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I tuoi occhi brillavano ancora per me,
Anche se ho vagato da solo per la terra o il mare:
Mentre vedo quella stella della sera,
Che ancora non mi guarda.

Questa mattina ho scalato la collina nebbiosa,
E vagavano per i pascoli;
Come ha ballato la tua forma davanti al mio sentiero
In mezzo alla rugiada dagli occhi profondi!

Quando l’uccello rosso allargò la sua ala di zibellino,
E ha mostrato il suo lato di fiamma;
Quando il bocciolo di rosa maturò fino alla rosa,
In entrambi ho letto il tuo nome.

Ralph Waldo Emerson

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dalla poesia Il viaggio

“——————————————————
Ma i veri viaggiatori partono
per partire;
cuori leggeri, s’allontanano come palloni,
al loro destino mai cercano di sfuggire,
e, senza sapere perchè,
sempre dicono: Andiamo!
I loro desideri hanno la forma
delle nuvole,
e, come un coscritto sogna il cannone,
sognano voluttà vaste,
ignote, mutevoli
di cui lo spirito umano non conosce il nome!”

Charles Baudelaire

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Il buio oltre la siepe

  di Robert Mulligan

 

 

Atticus Finch, avvocato, vive in una tranquilla cittadina dell’Alabama.
Vedovo e con due figli, Jem e Scout, che sono accuditi dalla domestica di colore Calpurnia, Atticus Finch accetta di difendere Tom Robinson, uomo di colore, accusato di aver stuprato Mayella, bianca, figlia dell’iroso Bob Ewell; Tom Robinson viene ritenuto colpevole e tentando la fuga viene ucciso.
Finch, durante il processo aveva esplicitamente fatto capire che le violenze subite dalla figlia potessero essere opera del padre, questi per vendicarsi tenta di fare del male a Jem e Scout che vengono salvati da Boo, un giovane con problemi psichici che nessuno aveva mai visto vivendo sempre chiuso in quella che i bambini chiamano la casa maledetta.

 

Film pluripremiato, tratto dal romanzo della scrittrice Harper Lee.
E’ stato girato el 1962, la prima volta che lo vidi avevo 10 anni (1968), mio padre riteneva fosse l’età giusta e di questo l’ho sempre ringraziato, è stato il film che mi ha aperto a tematiche di cui all’epoca si parlava velatamente nelle famiglie, ma a casa nostra erano in primo piano. L’ho visto almeno dieci volte, film drammatico, malinconico, bellissimo. I miei genitori mi preparano per vederlo e tutto ciò che ho visto e assimilito è ben radicato in me. Ingiustizie, razzismo, psiche, bambini, adulti…
Questo film è il primo di una lunga lista di film revaival (così li abbiamo classificati) che io e le mie amiche intendiamo vedere, l’ho proposto io dopo aver letto in collettivo il libro da cui è tratto; abbiamo pensato che non è male guardare indietro.
Quello che mi lascia sempre stupita è come dal profondo Sud di un’epoca dove il “nero” e il “portatore di handicap” erano emarginati (e mi sembra una parola insufficiente per spiegare…) a tutt’oggi ancora persistone le stesse tematiche, che sicuramente non sono mai scomparse ma che anzi tornano a galla prepotentemente.
Ancora ignoranza, inciviltà, pregiudizio sono ordinaria amministrazione.
Magistarale l’interpretazione di Gregory Peck, ma comunque tutti davvero eccellenti gli attori.

  

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ll buio oltre la siepe (Uccidere un passerotto) – Harper Lee

Jean Louise e Jeremy sono figli di Atticus, avvocato vedovo che si prende cura di loro con saggezza, supportato da Calpurnia, domestica di colore.
I due bambini sono vivaci, gioiosi e in estate vengono raggiunti da Dill, nipote di una vicina e inventore di storie.
Sulla stessa strada dove vivono c’è una casa chiamata “la casa misteriosa” dove vive Boo, che non esce mai, il padre non glielo permette. I ragazzi ne hanno paura ma ne sono anche affascinati.
Atticus deve difendere Tom Robinson, bracciante nero, accusato di aver violentato e picchiato una ragazza bianca. Atticus riesce a dimostrare la sua innocenza e a dimostrare che il vero colpevole è il padre della ragazza; malgrado questo, la giuria, composta da bianchi razzisti, giudica Tom colpevole. Tom tenta la fuga e viene ucciso dalle fucilate delle guardie… come un uccellino indifeso. Bob Ewell, padre della ragazza stuprata, odia tanto Atticus che una sera tenta di uccidere Jem e Scout mentre tornano a casa da una festa. In aiuto dei bambini arriva Boo che uccide Ewell, ma non verrà accusato dallo sceriffo, che fa passare l’omicidio per un incidente.

 

L’ho letto a 14 anni, poi a 30 e qualche giorno fa.
Libro scritto benissimo, a me piace molto per la spontaneità di cui è pervarso malgrado la commovente drammaticità dei temi trattati, temi ancora oggi attualissimi: bianchi, neri, poveri, emarginati, bambini, adulti, pregiudizi, diversità…ma il fulcro del libro è senz’altro il razzismo. Una trama coerente e godibile. Anche la figura di Scout è coinvolgente, anticonformista se si pensa al periodo in cui è ambienta la storia. Lo definirei un libro di formazione.

 

 

 

 

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Un giorno devi andare

di Giorgio Diritti

 

 

Augusta, coraggiosamente, lascia l’Italia e con suor Franca, amica della mamma, va in Brasile.
Suor Franca vuole evangelizzare gli indios, lo fa spostandosi su un battello. Augusta decide di proseguire il viaggio da sola e si ferma a Manaus, capitale dell’Amazonia, sulla riva del Rio Negro. Vuole vivere nelle favela dove la povertà è tangibile.
Augusta cerca pace e cerca Dio dopo aver perso un bambino, aver perso la possibilità di averne, un dramma che le cambia la vita, ed essere stata lasciata dal marito, l’uomo che ama profondamente.
Augusta diverrà più fragile o più forte?

Film drammatico, delicato, una metafora della vita, un film che racconta un grande dolore, che mette in dubbio le priorità e in crisi le certezze.
Buona la sceneggiatura, importanti i temi trattati, stupenda la fotografia, anche grazie ai luoghi scelti per girare il film, bella la colonna sonora.
Brava Jasmine Trinca anche se non mi ha convinta totalmente, i dialoghi, pochi, secondo me dovevano essere supportati da un coinvolgimento più espessivo più intenso.

 

 

 

 

 

 

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Festa del Papà

E Dio creò il padre

Quando il buon Dio decise di creare il padre, cominciò con una struttura piuttosto alta e robusta. Allora un angelo che era lì vicino gli chiese: «Ma che razza di padre è questo? Se i bambini li farai alti come un soldo di cacio, perché hai fatto il padre così grande? Non potrà giocare con le biglie senza mettersi in ginocchio, rimboccare le coperte al suo bambino senza chinarsi e nemmeno baciarlo senza quasi piegarsi in due!».
Dio sorrise e rispose: «È vero, ma se lo faccio piccolo come un bambino, i bambini non avranno nessuno su cui alzare lo sguardo».
Quando poi fece le mani del padre, Dio le modellò abbastanza grandi e muscolose.
L’angelo scosse la testa e disse: «Ma… mani così grandi non possono aprire e chiudere spille da balia, abbottonare e sbottonare bottoncini e nemmeno legare treccine o togliere una scheggia da un dito». Dio sorrise e disse: «Lo so, ma sono abbastanza grandi per contenere tutto quello che c’è nelle tasche di un bambino e abbastanza piccole per poter stringere nel palmo il suo visetto».
Dio stava creando i due più grossi piedi che si fossero mai visti, quando l’angelo sbottò: «Non è giusto. Credi davvero che queste due barcacce riuscirebbero a saltar fuori dal letto la mattina presto quando il bebè piange? O a passare fra un nugolo di bambini che giocano, senza schiacciarne per lo meno due?».
Dio sorrise e rispose: «Sta’ tranquillo, andranno benissimo. Vedrai:
serviranno a tenere in bilico un bambino che vuol giocare a cavalluccio o a scacciare i topi nella casa di campagna oppure a sfoggiare scarpe che non andrebbero bene a nessun altro».
Dio lavorò tutta la notte, dando al padre poche parole ma una voce ferma e autorevole; occhi che vedevano tutto, eppure rimanevano calmi e tolleranti.
Infine, dopo essere rimasto un po’ soprappensiero, aggiunse un ultimo tocco: le lacrime.
Poi si volse all’angelo e domandò:
«E adesso sei convinto che un padre possa amare quanto una madre?».

 

Una signora confidò: «È qualche anno che è morto mio padre e ancora sento fortemente il rimorso di non avergli mai detto:
“Papà, ti voglio bene”».
Oggi è il giorno giusto. Ovunque sia tuo padre, diglielo!

Bruno Ferrero dal Bollettino Salesiano

(dal web)

 

 

 

Auguri papà, sei sempre con me ❤

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