TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Tanti numeri…

…vengono continuamente riferiti nei tg da quando siamo in emergenza Covid, ma vorrei ricordare un numero terrificante, quello delle donne che muoiono in tutto il mondo, ogni giorno, durante la gravidanza e il parto; la stima è di circa 300.000, dato fermo da due anni, si prospetta possano essere circa 500.000.

 

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25 aprile, anniversario della liberazione d’Italia

Alle fronde dei salici

«E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento».

S. Quasimodo

Una poesia che è sempre incastonata nel mio cuore

E grazie a tutti coloro che hanno permesso di arrivare a questo giorno donando la vita per la libertà e grazie ai miei nonni materni che in due azioni distinte, tramandate in famiglia vocalmente, mi hanno regalato la forza di non arrendermi mai alle sopraffazioni, anche con la paura nel cuore .

 

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Il destino di un uomo (Sud’ ba celoveka)

di Sergei Bondarchuk

 

Andrei, dopo 17 anni di matrimonio e tre figli, parte per la guerra. Viene fatto prigioniero dai nazisti e spostato in diversi campi di concentramento. Tenta la fuga, che non gli riesce, fino a quando con uno stratagemma riesce ad arrivare alle linee amiche.
Torna a casa, nel paese di Vorond, che trova completamente distrutto dai bombardamenti, grande il dolore quando scopre che la moglie e le figlie sono morte, riesce a scoprire però che il figlio è vivo, ma è una momentanea vittoria, anche questi cadrà sotto il fuoco nemico.
Distrutto dal dolore inizia a lavorare come camionista, per caso incontra un bambino orfano e abbandonato, decide di prenderlo con se facendogli credere di essere il padre.

Film russo del 1959, tratto da un racconto di Mikhail Sciolokov.
Bianco/nero, dove le musiche sono il commento principale in tutte le scene.
Film bellissimo, intenso, con un’attore (Sergej Fëdorovič Bondarčuk), il protagonista, davvero sorprendente. La tecnica di regia malgrado sia d’epoca mi ha affascinato tantissimo.
In questo film, dove ovviamente c’è un realismo socialista e una condanna all’orrore del nazismo, c’è anche la volontà di mettere in risalto la forza di un singolo individuo, la voglia di non arrendersi neanche nel dolore, la possibilità di non abbandonare la coscienza neanche nel dramma.
Ci sono scene di struggente bellezza e di struggente dolore.
Ringrazio Maria, del blog https://eternamenta.wordpress.com, per avermelo fatto conoscere.

 

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La rossa..

…che adoro e adorato da sempre; artista eclettica e intelligente

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Una maestra…

“Imparerai più cose dalla natura che dai libri”

San Bernardo

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L’uragano e la vita

E poi arriva l’uragano, scompiglia i pensieri, strappa l’anima, ghiaccia la pelle…ma il cuore no, non ce la fa, è ben protetto sotto strati di lana morbida, dentro la gabbia che Madre natura gli ha creato attorno, ricoperto da membrane di leggiadra consistenza, irrorato di linfa rossa d’amore.
E lo sfidi l’uragano, pur sapendo che potrebbe strapparti per sempre dalle tue fondamenta, ma lo sfidi…continui a passeggiare nel verde che ti dona pace, lo sfidi con la musica che ti rasserena l’anima, guardando quegli occhi che sono la parte preziosa della vita, pensando che ci sono cene con gli amici che non hanno prezzo, pensando al tutto e al nulla, pensando che te stessa sei un bene prezioso di Dio.
E la serenità conquistata con tante sofferenze, con la dolce consapevolezza che la vita “è un uragano”, con la coscienza salda e forte, non puoi cederla, si va avanti perchè la vita va vissuta. Comunque.

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Giornata della Terra

Quanto mi piacciono queste giornate di sensibilizazzione in cui i capi di Stato rinnovano promesse, ne promuovono di altre, i tg inviano filmati meravigliosi, alcune emittenti invitano gli addetti ai lavori a parlare del riciclo, smaltimento e quant’altro…ma alla fine? Tutto peggiora e anche noi cittadini ci impegniamo lo stretto indispensabile (e anche meno). Ci lamentiamo del clima: oggi piove che noia, domani tira vento uffa, che caldo insopportabile, la neve ….insomma non va mai bene niente, tutto sembra fuori luogo. E in alcuni casi lo è, ma la natura ormai fa da padrona, stanca delle nostre offese. E ricordiamoci che clima è anche salute. I cambiamenti climatici sono associati  a fenomini estremi, soprattutto l’aumento delle temperature. Le conseguenze possono essere il cambiamento della qualità dell’aria, dell’acqua, minaccie sull’agricoltura, insetti che si spostano da un continente all’altro causando l’arrivo di malattie che sono facilitate nella diffusione… E ci sono governi ancora deboli e impreparati per affrontare malattie, non hanno risorse, e come sempre i più deboli ne fanno le spese.

“Quando le generazioni future giudicheranno coloro che sono venuti prima di loro sulle questioni ambientali, potranno arrivare alla conclusione che questi non sapevano: accertiamoci di non passare alla storia come la generazione che sapeva, ma non si è preoccupata”.
Mikhail Sergeevich Gorbachev – Premio Nobel per la Pace 1990

 

“Tutti vogliono tornare alla natura, ma nessuno ci vuole andare a piedi.”
Andrew J. Wollensky

 

Una canzone recitava: “Meraviglioso.Ma come non ti accorgi di quanto il mondo sia meraviglioso…”
forse facciamo ancora in tempo a lasciare qualcosa di buono alle nuove generazioni…
Buona vita Mondo!

 

 

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Buon Compleanno bella Roma mia!

Ti omaggio con il profumo del Gelsomino e di una delle tante storie che ti hanno attraversato

Il Granduca di Toscana era l’unico a possedere dei gelsomini, portati da poco in Italia; ne era geloso, tanto che ordinò al proprio giardiniere, che li accudiva, di non regalare a nessuno neanche un fiore.
Ma il giardiniere era innamorato di una bella ragazza e decise di donarle un’intera pianta di gelsomino, che attecchì. La giovane inizio così a venderne i fiori riuscendo a farsi la dote e sposare il giardiniere, scatenando l’ira del Granduca.
Anticamente le spose toscane usavano adornarsi, nel giorno del loro matrimonio, con questo fiore.
Un toscano, giunto a Roma, decise di aprire un’osteria con l’insegna del gelsomino per ricordare questa leggenda. Da questa insegna la strada venne chiamata Via del Gelsomino.
La strada si trova nel rione Aurelio, qui sorgevano diverse fornaci per la lavorazione di mattoni, nacque così un borgo negli anni ’20; negli anni ’40, con la chiusura delle ultime fornaci, la strada venne accorciata ma mantiene ancora una gran parte di palazzi risalenti al periodo in cui l’area era abitata dai fornaciari.

 

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Two mothers

 di Anne Fontaine

 

 

Lil e Roz sono amiche fin dall’infanzia.
Lil ha un figlio, Ian, è vedova.
Roz ha un figlio, Tom, è separata.
Roz e Ian diventano amanti e, dopo averlo scoperto, anche Tom decide di intraprendere una relazione con Lil.
Per una serie di avvenimenti le due “coppie” si separeranno, ma dopo qualche anno decidono di ritrovarsi per una spensierata giornata al mare…una delle due coppie capirà che la passione che li aveva avvinti non si è mai sopita.

 

Film tratto da un romanzo di Doris Lessing.
Bellissime e bravissime Naomi Watts e Robin Wright (top), bellissimi i due attori che interpretano Ian e Tom, ma questo non mi ha aiutato a non annoiarmi, ad affascinarmi è stata solo la location: l’Australia.
Non che la storia sia banale, ma non sono riuscita ad entrare in empatia con questo film, non mi ha creato nessuna emozione nè mi ha fatto giungere un messaggio, neanche quello dell’amore, che forse la regista voleva far trasparire se ripenso alla scena finale sulla spiaggia; direi che è più una storia di attrazione e desiderio in un contesto torbido, neanche tanto originale.
Neanche la colonna sonora mi ha coinvolto.

 

 

 

 

 

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Dormo e son sveglia…

Un detto popolare dice “Aprile dolce dormire”.
In effetti questi giorni faccio fatica a svegliarmi…perchè l’aria è fredda, pioviggina, a volte tira vento.
Quando esce un raggio di sole mi ci infilo dentro per sentirne il tepore, e controllo le gemme sugli alberi, i gerani che nascono, i gigli…e mi piacerebbe indossare qualcosa di più leggero e colorato.
Invece…ecco perchè la mattina non vorrei uscire dalle coperte, quelle ancora pesanti.
Da ieri ho ricominciato con l’attività fisica, che purtroppo avevo abbandonato da più di tre mesi per un problema di salute.
E proprio la voglia di ripartire mi ha fatto ricordare un’altro detto popolare “Chi dorme non piglia pesci!”, quindi giù dal letto e pedalare!

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