TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

La mia nostalgia…

In mattinata, causa grande attacco di nostalgia,  riordinavo alcune scatole in cui ho chiuso i quaderni di sartoria di mia mamma, li adoro, mi ricordano il suo atelier, le sue creazioni, l’odore dei tessuti e del profumo che lei usava…. Ho accarezzato i suoi disegni, le sue matite blu e rosse (e si, ancora le conservo), i suoi modelli, tra cui quelli che mi facevano impazzire: da gran sera, da cocktail, da pomeriggio…una volta si usava avere queste differenze nel vestirsi. Per non parlare degli abiti da sposa che mi affascinavano tantissimo. Comprava “figurini” e libri che la ispiravano, e allora mi sono ricordata di questa stilista.

Nasce a Milano nel 1906 Elvira Leonardi, in una famiglia dell’alta borghesia milanese aristocratica, ricca; fin da piccola frequenta ambienti raffinati, culturali, eleganti, tra teatri, musica, arte.
Suo nonno era Giacomo Puccini, che la chiama Bicchi, vezzeggiativo di birichina.
Pur essendo erede di un notevole patrimonio preferisce lavorare, dichiarando aver avuto “…il privilegio di scegliere se lavorare o no”.
Uscendo dai canoni familiari, che ritenevano la sua aspirazione non idonea a una ragazza del suo ambiente, decide di seguire quello che lei definisce “il mio chic naturale” inizia una collaborazione con Vera Borea, che ha un piccolo atelier di lingerie a Parigi , città che spesso frequentava. Dalla loro collaborazione, su suggerimento di D’Annunzio, sempre presente alle sfilate, nasce il marchio Domina.
Quando il progetto fallisce, Elvira Leonardi si mette in proprio con lo pseudonimo di Biki, sempre su suggerimento di D’Annunzio, ricavato dal vezzeggiativo Bicchi.
Nel 1936 sposa il collezionista d’arte e antiquario Robert Bouyeure da cui avrà la figlia Roberta (che collaborerà con lei).
Donna energica, vitale, con incredibili capacità imprenditoriali e organizzative, nel maggio del 1936 apre il primo atelier a Milano, in via Senato, dove si svolge una sfilata per presentare la sua collezione: tailleur, abiti da sera, abiti di gala, costumi da bagno.
Usa preziosi tessuti accostando inusuali colori non usati in quel periodo, dando ricchezza e originalità alle sue creazioni.
La sua casa è frequentata da personalità della cultura, della finanza, dello spettacolo, le sue clienti sono donne dell’alta borghesia milanese, Maria José di Savoia, Edda Ciano Mussolini, Maria Callas…
Le sue creazioni arrivano anche all’estero: Europa, anche nella rivale Francia e negli Stati Uniti.
Nel dopoguerra Biki si associa al Centro italiano della moda di Marinotti della Snia Viscosa.
Negli anni Sessanta è tra le prime sarte d’alta moda a stringere accordi con la grande industria: la linea Cori-Biki viene da lei firmata per il Gruppo finanziario tessile. La sua moda in questo periodo diventa più sobria
Muore a Milano nel 1999 e la maison viene chiusa.


Frase di Biki:«Quando ho iniziato ho avuto un’idea rivoluzionaria, creare camicie da notte come se fossero abiti da sera. Fu quasi uno scandalo. Quelle camicie scollate e trasparenti erano tremendamente sexy e sostituivano i camicioni di cotone della nonna».

 

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