TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Letture del 1894

su gennaio 4, 2022

Quando i tre Magi videro spuntare in Oriente la stella miracolosa, sollecitarono i preparativi per andar a render omaggio al divino infante.
Melchiorre e Gaspare fecero caricare parecchi cammelli di oro, incenso e mirra; ma il re Baldassarre non sapeva risolvere il da farsi.
Egli era padre di parecchi bambini, che giocavano sui ricchi tappeti sotto la tenda di porpora; bei fanciulli dalla carnagione dorata e dagli occhi neri; il suo orgoglio insomma, la sua gioia.
E guardandoli pensava, con maggior tenerezza dei suoi compagni, al povero re appena nato: il quale per culla non aveva che un po’ di paglia nella stalla di Betlemme.
– E’ un Dio, – pensava il buon re Baldassarre – ma è un bambino. Come si potrebbe onorarlo degnamente ? –
Riflettè a lungo il brav’uomo fissando i figlioli, di cui il maggiore addentava, un grosso fico seccato al sole; il secondo succhiava una chicca di miele; la terza, una graziosa bambina, con atto materno, cullava fra le braccia una bambola
vestita, come lei, di seta bianca ricamata in oro.
A quella vista, il re alzò il capo con un sospiro di soddisfazione e si mise a preparare i suoi doni.
Un cammello, uno solo, fu caricato di oro e di profumi.
Su cento altri fu posta una soma ben diversa: fichi, datteri, miele, dolci squisiti, conserve deliziose, giocattoli meravigliosi.
Quando tutto fu all’ordine, la carovana, si mise in moto.
Dinanzi marciavano i Re Magi, con la corona in testa.
Seguivano gli schiavi con la lunga fila dei cammelli; chiudeva il corteo una numerosa schiera di ufficiali, ministri, ecc.
Per molti giorni e molte notti, la brillante comitiva, viaggiò attraverso il deserto, offrendo un magnifico spettacolo così alla luce ardente del sole, che al mite raggio della luna.
Guidati dalla stella rivelatrice, i tre Re giunsero finalmente a Betlemme, dove i pastori li avevano preceduti, recando pur essi i loro doni.
Presentatisi al divino fanciullo, si curvarono ad adorarlo, e deposero ai suoi piedi, fra mezzo agli agnellini e alle bianche colombe già offerte a Gesù, le ricchezze portate seco dall’Oriente.
Ma il buon re Baldassarre, il padre tenero dei suoi bambini, volle baciare le manine al fanciullo divino e presentargli lui stesso un bel fantoccio, per vederlo sorridere.
Gesù stese le mani verso il giocattolo.
Un Dio però non è un fanciullo come gli altri.
Egli si mostrò lieto, per far lieto il buon re; ma il giocattolo non era per lui.
Altre cure, altri pensieri germogliavano in quella testa di bimbo.
E però, narra la leggenda, che tutti i doni furono messi da parte – nessuno può dir dove – ma non si esauriscono mai; e i Magi vanno ogni anno a prenderne per empire le scarpette dei bimbi buoni e felici.
I quali, a loro volta, imitando l’esempio del buon re Baldassarre, ne danno parte ai bimbi poveri, cui spesse volte la paglia serve da letto.

Tratto Da “ Il Lieto Fine “
Letture illustrate per i fanciulli, del 1894

 


4 responses to “Letture del 1894

  1. luisa zambrotta ha detto:

    E’ una storia bellissima 💙❣️💙❣️💙

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