TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Tonya

su gennaio 14, 2022

di Craig Gillespie

 

Portland, Oregon: Tonya Harding cresce con la madre LaVona, i genitori sono separati; una madre severa, anaffettiva, anche sadica se vogliamo, di mestiere fa la cameriera e ha il vizio del bere, ma che cucirà personalmente e a mano i costumi che la figlia avrebbe indossato durante le competizioni.
L’infanzia di Tonya non è facile, pur soffrendo d’asma la madre spinge la figlia ad intraprendere la carriera di pattinatrice, all’età di quattro anni Tonya sa già pattinare, ma non ha mai ricevuto un gesto d’affetto, eppure è allegra, spiritosa…
Crescendo Tonya acquisisce un atteggiamento mascolino, è un’accanita fumatrice, non possiede la grazia che di solito hanno le pattinatrici (anche dovuto al fatto di avere un fisico imponente) ma è incredibilmente talentuosa tanto da essere in grado di eseguire un triplo axel.
I giudici di gara non la amano molto per il suo atteggiamento e comportamento, ma lei ci mette tutta la sua energia per vincere e riesce nell’obiettivo.


All’età di quindici anni, Tonya incontra Jeff Gillooly, di cui si innamora e lo sposa. Il matrimonio sarà un fallimento: violenze e abusi sono all’ordine del giorno, violenze a cui la ragazza fa fatica a sottrarsi.
Nel 1994, alla vigilia dei campionati nazionali Usa, la pattinatrice Nancy Kerrigan, rivale acerrima di Tonya, viene colpita alle gambe da un uomo, questi, dopo essere stato identificato, dichiarerà di aver agito su richiesta del marito della Harding.

E’ doverosa una premessa, ovviamente che sia lei l’autrice del misfatto o no (ancora tutto è poco chiaro), non giustifico un atto tanto odioso e assurdo, ma non riesco a non provare una “tenerezza” per questa atleta, ma soprattutto per quella bambina, dalla vita tanto atroce, questa mia “simpatia” dichiarata per lei mi è costata molte critiche. Ma tengo il punto. Ho precisato perchè a qualcuno la recensione può sembrare “di parte”.

 

 

Il film è tratto da una storia vera che ricordo perfettamente e che mi lasciò frastornata e delusa da quell’America “perfetta” che sempre sembra essere. Racconta una parte di vita di Tonya Harding talentuosa pattinatrice statunitense, siamo negli anni ’90.


Il film è bello, tanto. Un film doloroso e colmo di disperazione, disincantato. Film da vedere assolutamente. E’ stato pluricandidato e pluripremiato.
Eccellente l’interpretazione della bravissima Margot Robbi (Tonya), assolutamente strepitosa Allison Janney (LaVona Golden).
Come accadde all’epoca, anche nel film non è ben chiaro cosa sia veramente accaduto tra i protagonisti della terribile storia*, ma sicuramente mette in evidenza il retroscena della vita faticosa vissuta da Tonya Harding.
Una madre ingombrante, una bambina che cresce senza affetto, nella violenza che si porterà dietro come stile di vita, quasi fosse la normalità. Una protagonista vittima di un’infanzia difficile, di un matrimonio violento, una ragazza che cercava di emergere, voleva un riscatto: gli allenamenti duri, cercare di raffinarsi, curarsi…uscire dal misero proletariato in cui era vissuta e ancora viveva.
Per me, una bambina e poi donna fragile, umiliata, che voleva solo essere amata, che voleva un riscatto socio/economico in un America opulenta e ingannatrice.
Forse voleva solo essere amata da una madre/padrona che alla fine l’ha in qualche modo distrutta (la Harding ha dichiarato di essere stata picchiata e umiliata dalla madre già da quando aveva sette anni).
Anche se riconosco che siamo sempre liberi di scegliere che strada prendere, a volte non è facile capire qual’è quella giusta.

(potete vedere il triplo axel di Tonya su youtube)

 

*Mentre si prepara ai campionati del 1994, Tonya riceve una lettera minatoria, Jeff (marito) ipotizza che Nancy (pattinatrice rivale) stia cercando di spaventarla, l’uomo convince sua moglie a vendicarsi.
Il 6 gennaio del 1994, a Detroit, Shane Stant, assoldato da Jeff Gillooly e dalla guardia del corpo di Tonya, tenta di rompere con una sbarra di ferro il ginocchio destro di Nancy Kerriga, per fortuna gli procurerà solo un infortunio transitorio.
Alle Olimpiadi invernali di Lillehammer in Norvegia la Kerrigan riuscì ad arrivare seconda, mentre la Harding al quarto posto.
Dopo svariate investigazioni e accuse incrociate, si decise che Tonya, pur non essendo la mandante dell’attacco, ne era però al corrente non impedendo che avvenisse, le indagini misero fine alla sua carriera di pattinatrice. Non si è mai saputo con certezza se sia stata lei la mandante, forse fu per evitare il carcere che dichiarò di essere a conoscenza del piano e venne condannata a 500 ore di servizio in comunità e 100.000 dollari di multa.
Anni dopo Tonya si diede alla boxe come peso leggero (dal 2002 al 2004). Nel 2010, mentre era incinta, riuscì a stabilire un record di velocità alla guida di un’antica Ford Model partecipando anche a varie gare di macchine vintage, mette su una band, compare in tv e in qualche film, si sposa altre due volte, lavora come saldatrice, verniciatrice in una fabbrica di metalli, scrive la sua autobiografia The Tonya tapes.

 

 “A un certo punto della mia vita sono stata la migliore pattinatrice del mondo.”

«Volevo essere l’eroina di una fantasia disneyana sul ghiaccio. Inseguivo il sogno americano del riscatto… quello del film Rocky.”


6 responses to “Tonya

  1. Ehipenny ha detto:

    Ricordo di averlo recensito anch’io questo film, non sapevo la storia di Tonya ma allora venne pubblicizzato il film e rimasi incuriosita. Certo, è particolare, con le voci fuoricampo, ma gli dà quel tocco di originalità che ti rimane impressa. Bel film 🙂

  2. Kikkakonekka ha detto:

    Ricordo quanto accadde, davvero uno scandalo.
    Incredibile dove si possa arrivare per invidia e gelosia.

  3. macalder02 ha detto:

    Era un caso molto noto e l’attenzione dei media era molto grande intorno a lei. Dopo l’evento e il film, si tende piuttosto a sentirsi dispiaciuti per la storia della sua vita. Per molto tempo è stato in prima pagina. Il film è molto interessante e mostra che il fine non giustifica mai i mezzi. Buon articolo Fulvia.

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