TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Dedicato

 Per te dolcissimo amico mio; grazie per la passeggiata nel bosco e sulle rive del ruscello, spero che entrerai con me nella magia di queste immagini
(non sono brava come te a fotografare e ho un cellulare non proprio all’altezza)

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Anna dei miracoli

di Arthur Penn

 

Alabama, anni venti. Helen Keller, perde completamente la vista e l’udito a causa di una malattia non ben diagnosticata.
Helen ha un carattere forte, è ribelle,  è stata viziata e lasciata libera di fare ciò che vuole, quasi una ricompensa a fronte del suo handicap, i genitori che non sanno come gestirla; la considerano una “malata”, tanto che si sfiora l’idea di chiuderla in un manicomio.
Dopo diversi tentennamenti decidono di assumere un’istitutrice, Annie Sullivan. La conflittualità tra le due è forte, vista anche la violenza che spesso dimostra la bambina, ma la costanza e l’amore di Annie darà ottimi risultati, l’istitutrice riuscirà a far conoscere alla bambina ciò che la circonda sfruttando l’intelligenza che la piccola dimostra.

 

Film ispirato alla vera storia della scrittrice e attivista Helen Keller*, che in un libro ha raccontato la sua esperienza vissuta accanto ad Annie Sullivan.** 
Il film è emotivamente forte, a tratti commovente, crudo in alcune scene, quando ad esempio la bambina mangia inappropriatamente durante il pranzo familiare,.
Film pluripremiato e pluricandidato con un’attrice superba e intensa, Anne Bancroft nel ruolo dell’istitutrice, e con la meravigliosa Patty Duke nella parte di Anne.
Per me film capolavoro, che vidi la prima volta a 14 anni e che ho rivisto ieri assieme alle mie amiche; film che non si avvale di artefici, in bianco/nero. Il film offre un ristretto campo di azione perché centrato sulle figure principali.
La morale di questa opera può essere vista come un incentivo a non farsi mai frenare da avversità, problemi, ostacoli, barriere.
E’ un film drammatico, dove sono discutibili  alcuni metodi usati per insegnare, oggi sarebbero improponibili (il film risale al 1962), intelligenti nel capire che il tatto era l’unica via per iniziare a comunicare; difficile è entrare nel mondo oscuro della bambina, come nelle complesse tematiche interiori dell’istitutrice che ha sensi di colpa per la prematura scomparsa del fratellino.

 

 

*Helen Keller nasce nel 1880,  è stata una scrittrice, attivista e insegnante statunitense, sordo-cieca dall’età di 19 mesi.
Grazie a una volontà di ferro e a un’insegnante altrettanto fuori dal comune, riuscì a imparare a scrivere, a parlare, e a laurearsi nel 1904. E’ stata la prima paladina dei diritti dei disabili in tutto il mondo.
La sua infermità fu dovuta presumibilmente ad una meningite non riscontrata, cresceva viziata e selvaggia nella tenuta dei genitori in Alabama. Era una bambina molto intelligente che aveva continue crisi di rabbia per il fatto di non essere compresa. La sua sete di apprendere la portò a imparare il francese, il latino, e infine alla decisione di iscriversi all’università, nonostante l’opposizione dei genitori. Con Anne sempre al suo fianco, che le traduceva con infinita pazienza nel linguaggio tattile le lezioni di letteratura, di filosofia e tutto ciò che dicevano i professori del Radcliffe College, (corrispettivo femminile dell’Università di Harvard), Helen sosterrà gli esami fino alla laurea in lettere, diventando la prima persona cieca a raggiungere l’incredibile traguardo. Helen Keller si spegnerà nel 1968.

**Anne Sullivan, nasce nel 1866, era ipovedente per un’infiammazione batterica contratta da bambina, il tracoma; aveva imparato il linguaggio tattile alla Perkins School for the Blind, migliore studentessa del corso si era poi diplomata insegnante. Armata di una ferma pazienza, impose la disciplina alla piccola Helen insegnandole a sillabare nel palmo della mano la prima parola della sua vita; appena fu in grado di sillabare un certo numero di parole, Anne le insegnò a leggere dandole delle strisce di cartone su cui quelle parole erano scritte in lettere in rilievo. Helen imparò presto che ogni parola stampata corrispondeva a un oggetto. Le costruirono poi una cornice dove inserire le strisce di cartone e formare così le prime frasi. Imparò poi a pronunciare le prime parole. Quando la salute di Anne inizia a peggiorare, per fare compagnia a Helen viene chiamata Polly Thomson. Anne muore nel 1936

 

 

Questo post nasce da questa frase, che ho trovato tra i miei mille foglietti.

“Le cose migliori e più belle di questo mondo non possono essere viste e nemmeno ascoltate, ma devono essere sentite col cuore”
Helen Keller

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