TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

La Pietà Bandini

Michelangelo Buonarroti la scolpisce tra il 1547 e il 1555 circa.
Un capolavoro, uno degli ultimi dell’artista, dove troviamo quello che sembra essere un suo autoritratto, la figura di Nicodemo.
Un’opera che rappresenta una tragedia (visto il tema rappresentato), un’opera che mi avvince per il fascino estetico ed emozionale.

Museo dell’Opera del Duomo a Firenze.

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Bacco

 

Michelangelo – Museo nazionale del Bargello – Firenze

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Sogno del cavaliere

Il “Sogno del cavaliere”, conservato nella National Gallery di Londra, è un’opera di Raffaello Sanzio che mi ha sempre attratto. Originalmente faceva parte dell’opera intitolata Tre Grazie.
Il cavaliere è ritratto addormentato tra due figure femminili che personificano Virtù e Piacere.
Adoro i raffinati colori di questo quadro, il velato azzurro delle colline, le figure.
Un vero “sogno”.

 

 

Buonanotte blogger!

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Buonanotte blogger

Vi lascio con questa meravigliosa opera d’arte, La belle jardinière (1507), conservato nel Museo del Louvre, un olio su tavola di Raffaello, conoscita anche come La Vergine con il Bambino e san Giovanni Battista. Trovo che in questa opera ci sia un’immensa dolcezza. E uno sfondo da scrutare.

 

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Angelo annunciante

 

Trovo questa scultura di Francesco Mochi splendida. Fa parte del gruppo scultoreo dell’Annunciata; viene definita la prima statua barocca. L’altra statua è la Madonna Annunciata anche essa bellissima, ma l’Angelo mi ha conquistata..i drappeggi, la bellezza del volto…meraviglia!

Sono conservate al Museo dell’Opera del Duomo, Orvieto.

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Buonanotte blogger!

La partita di calcio (1935)
Carlo Carrà

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Lettere d’amore…

Giovane donna che legge una lettera

 

Come potevo commentare questo bellissimo quadro (1734) di Jean Raoux, dove questa giovane donna è rapita dalla lettera che sta leggendo?

Cosi!

“Sto passeggiando qui tra le righe

della mia lettera, alla luce dei tuoi occhi,

nel respiro della tua bocca,

come in un bel giorno di piena felicità.”

Franz Kafka, da una lettera a Milena Jesenská

 

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Leonardo da Vinci…a modo mio

Leonardo l’ho sempre considerato bizzarro per il suo tempo, un eccellente matematico, un astronomo, un curioso rivoluzionario che non amava le regole.
Un mito. Un’inventore di macchine incredibili (alcune belliche però…ma l’uomo…) per volare ad esempio, un pittore, uno scultore.
Dipinge il San Gerolamo (incompiuto) geniale, elaborato ; L’Adorazione dei Magi (incompiuta) ; la Vergine delle rocce, un’altro capolavoro dell’artista, dal paesaggio inatteso, silenzioso, prima versione    seconda versione
Alla National Gallery è conseravto il Cartone di Sant’Anna, mai utilizzato per essere disegnato su tela, la Madonna e sant’Anna con Gesù e Giovanni, lo definirei un disegno tecnico come impostazione, mi affascina .
E ancora opere: La Dama con l’ermellino, un ritratto di Cecilia Gallerani, amante di Ludovico il Moro  e ancora, l’Ultima cena, il grande ordinato dipinto, con il Cristo al centro . E la raffinata splendita Annunciazione, immediata, intensa, dai particolari contrastanti, dai profili netti, natura e divino
E un disegno che io adoro: Disegno botanico, Stella di Betlemme

 

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Allegoria della prudenza

 

Tiziano rappresenta le le tre età della vita (giovinezza, maturità, vecchiaia): giovane allegro come un cane, maturo e forte come un leone e vecchio con la saggezza del vecchio lupo.
Sopra il triplice ritratto Tiziano ha inserito un motto diviso in tre parti che spiega il senso dell’allegoria: EX PRAETERITO / PRAESENS PRVDENTER AGIT / NI FVTVRA(M) ACTIONE(M) DETVRPET (Sulla base del passato / il presente prudentemente agisce / per non guastare l’azione futura).
I tre volti raffigurati compongono un ammonimento che invita alla Prudenza, intesa come saggio agire, rappresenta un emblema della sua famiglia e della saggia prudenza con la quale egli aveva provveduto al suo futuro, questo si ricollega a chi sono i personaggi che rappresentano nel quadro le tre età dell’uomo?
Nella figura del vecchio si può riconoscere Tiziano stesso, Erwin Panofsky ipotizza che uno dei volti possa essere il figlio Orazio (divenuto aiuto di Tiziano nell’amministrazione degli affari di famiglia) e di un lontano parente, Marco Vecelli, che il vecchio maestro aveva accolto nella sua casa avviandolo all’arte della pittura.

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Albrecht Dürer

800px-durer_selfporitrait Albrecht Dürer nasce a Norimberga nel 1471 da padre ungherese, orafo di professione.
Albrecht ha diciotto fratelli, ma il padre si rende conto che solo lui ha doti eccellenti per diventare un artista, tanto che decide, all’età di quindici anni, di affidarlo al pittore Michael Wolgemut, pittore importante che si dedica all’illustrazione di libri stampati usando la tecnica della xilografia, tecnica che Dürer considera una forma d’arte incredibile che lo affascina e che perfezione portandolo a diventare il migliore incisore di stampe antiche.
Grazie al suo fascino, bellezza e simpatia Dürer si inserisce nei livelli sociali elevati e culturalmente importanti di Norimberga. A ventitre anni sposa Agnes Frey, figlia di un orafo, da cui non ebbe figli. Grazie a Federico di Sassonia, che gli commissiona numerose opere, inizia la sua carriera. Animo inquieto, sempre propenso alla conoscenza, inizia ad interessarsi ai viaggi.
Nel 1495 compie il primo viaggio in Italia, per conoscere le opere dei maggiori artisti rinascimentali italiani e per vedere le opere di Giotto, Raffaello, Leonardo…Di questo viaggio si sa ben poco. In Italia compirà un secondo viaggio nel 1505 dove incontrerà Leonardo da Vinci con il quale condivise la visione dell’uomo come parte armoniosa della natura. Durante un soggiorno Venezia resta affascianto dagli abiti delle donne, dai quadri rappresentanti la mitologia, dal verde, dai grandi spazi, dalla prospettiva; frequenta non solo artisti ma anche musicisti, letterati, entra in contatto con ambienti che lo porteranno verso l’aggregazione esoterica. Il soggiorno durò quasi due anni nei quali l’artista creò diversi ritratti, acquarelli, paesaggi, trittici, pale…
albrecht_durer_s037_il_bagno_delle_donne_1496  Nel 1509 è ormai artista affermato, benestante, con una notevole cultura; un’artista non sottomesso a nessuno, uno spirito libero che si dedica a forme d’arte originali (realizzazione di oggettistica di alta oreficeria mettendo a frutto le conoscenze apprese da ragazzo nella bottega del padre, miniatura, illustrazioni di libri, progettazione di sculture, di architettura e arredo come fontane, monumenti o lampadari e cornici per le proprie opere).
Nel 1520 visita i Paesi Bassi, consolidando la sua fama e il suo prestigio artistico in tutta l’Europa; durante questo viaggio si ammala gravemente di una forma di malaria che, mal curata, non l’abbandonò più; muore improvvisamente il 6 aprile 1528 lasciando la moglie unica erede di opere e di una cospicua soma di denaro.
Albrecht Dürer è stato un grande artista, introspettivo, individualista e anche narcisista (inizia a farsi autoritratti all’età di tredici anni) albrecht-durer-autoritratto-a-tredici-anni-1484; è stato un grande analista della natura, cercando i particolari, i dettagli; portato per l’estetica, l’osservazione, la percezione, non ha mai usato l’astratto gi

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