TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Tre opere…

…che mi affascinano da sempre.

Sette opere di misericordia – Caravaggio
Che gran movimento in questa opera!
Una donna con bambino, una prostituta, un carcerato, un ubriacone…la morte; neanche l’alito del vento può allontanare l’aria soffocante di questo spaccato di vita.
Ma c’è la carità, c’è dolcezza, c’è realismo…quello che solo un grande artista come il Caravaggio poteva donare alle sue figure.

 

Cena di Emmaus (1601)

Cena di Emmaus (1606)
Avrà avuto anche un cartteraccio, ma che grande talento!
Lo stesso tema per due opere dove alcuni elementi scompaiono, altri resitono, dove la figura del Cristo viene rivoluzionata nell’intensa drammaticità.

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Non invidio il look…soprattutto in estate…

…ma complimenti a Carlo Ceresa (1609-1679), pittore italiano, per i ritratti tanto dettagliati.

Arciduchessa Maria Erna

Ritratto dell’Infanta Isabella Clara Eugenia

Isabella, regina di Spagna 

Ritratto di una lady

Ritratto di una giovane lady

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Madonna col Bambino tra i santi Michele Arcangelo e Andrea

 

 

Un dipinto che adoro (olio su tavola) di Cima da Conegliano.
La Vergine e il Bambino Gesù, san Michele Arcangelo, di cui sono innamorata da sempre…guardare questa opera mi fa pensare alla rinascita sulla distruzione di ciò che è passato…il paesaggio mi suscita questo pensiero: le rovine fatiscenti e ben particolareggiate, in lontananza la città solida, ben strutturata (nella collocazione storica sicuramente un borgo, se ben ricordo proprio Conegliano).
I colri poi, armonia e quel dorato colore che sa tanto d’antico e mi infonde pacatezza. Guardarlo mi da la certezza, Maria e suo Figlio, sono la rinascita su ogni distruzione.

 

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Cena in Emmaus

Dipinto (1526 circa) a olio su tela, del Moretto, conservato nella Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia.
Un capolavoro che si riferisce al Vangelo di Luca: due apostoli che invitano un viandante e in questi riconoscono Cristo risorto.
Sembra di guardare una scena a teatro; tutto in dettaglio e particolari. Trovo bellissima la ragazza e il suo lussuoso abito.

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La Dama col liocorno

Un dipinto di Raffaello Sanzio conservato nella Galleria Borghese a Roma.
Se osservo l’intenso sguardo della dama, non vedo la gentilezza che la figura sembra rimandare (bionda, elegantemente vestita, occhi azzurri, verginale se si pensa al liocorno, secondo la mitologia)
Io in questo sguardo vedo la freddezza.

 

Buona serata blogger!

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L’ultima cena

Un opera che a me piace molto, Ultima Cena di Daniele Crespi, conservata a Milano, Pinacoteca di Brera. Guardate lo sguardo di Giuda (la prima figura sulla destra, con il mantello rosso), sembnra osservarci con cupezza e una punta di malvagità, o forse di arroganza?

 

Altra opera che adoro,  L’ultima cena del Tintoretto, conservata nella Basilica di San Giorgio Maggiore a Venezia.
Inusuale collocazione: un’osteria; un contesto popolare, una vita quotidiana, con cane, gatto, servitori…Personaggi in ombra ed evanescenti figure angeliche. Una scena terrena che non manca di spiritualità. 

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La Pietà Bandini

Michelangelo Buonarroti la scolpisce tra il 1547 e il 1555 circa.
Un capolavoro, uno degli ultimi dell’artista, dove troviamo quello che sembra essere un suo autoritratto, la figura di Nicodemo.
Un’opera che rappresenta una tragedia (visto il tema rappresentato), un’opera che mi avvince per il fascino estetico ed emozionale.

Museo dell’Opera del Duomo a Firenze.

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Bacco

 

Michelangelo – Museo nazionale del Bargello – Firenze

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Leonardo da Vinci…a modo mio

Leonardo l’ho sempre considerato bizzarro per il suo tempo, un eccellente matematico, un astronomo, un curioso rivoluzionario che non amava le regole.
Un mito. Un’inventore di macchine incredibili (alcune belliche però…ma l’uomo…) per volare ad esempio, un pittore, uno scultore.
Dipinge il San Gerolamo (incompiuto) geniale, elaborato ; L’Adorazione dei Magi (incompiuta) ; la Vergine delle rocce, un’altro capolavoro dell’artista, dal paesaggio inatteso, silenzioso, prima versione    seconda versione
Alla National Gallery è conseravto il Cartone di Sant’Anna, mai utilizzato per essere disegnato su tela, la Madonna e sant’Anna con Gesù e Giovanni, lo definirei un disegno tecnico come impostazione, mi affascina .
E ancora opere: La Dama con l’ermellino, un ritratto di Cecilia Gallerani, amante di Ludovico il Moro  e ancora, l’Ultima cena, il grande ordinato dipinto, con il Cristo al centro . E la raffinata splendita Annunciazione, immediata, intensa, dai particolari contrastanti, dai profili netti, natura e divino
E un disegno che io adoro: Disegno botanico, Stella di Betlemme

 

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Giovanni Duprè

dScultore, nasce a Siena il 1º marzo 1817.
Figlio di un intagliatore del legno, lo diventò a sua volta frequentando la bottega di Paolo Sani; poi, trasferitosi a Firenze frequentò l’Accademia di Belle Arti.
800px-Giovanni-Dupre-Abel morenteL’opera più famosa dell’artista è “Abele morente”: aveva venticinque anni quando prese in affittato un piccolo studio e, al corso di nudo dell’Accademia, scelse Antonio Petrai (il Brina) per fargli da modello; il lavoro fu eseguito nel 1842 e fu completato per l’Esposizione del settembre del medesimo anno; l’opera riscosse un grande successo di pubblico e fu lodato da Lorenzo Bartolini e Luigi Pampaloni, ma altri lo criticarono affermando che Duprè aveva fatto un calco dal vero anziché modellare la statua, addirittura venne fatto spogliare il Petrai per dimostrarlo, ma le dimensioni del modello non coincidevano affatto con quelle del marmo; l’opera fu acquistata dalla zar di Russia e ora si trova all’Ermitage (una copia in bronzo è alla Galleria d’arte moderna di Firenze).ab
A Firenze si sosteneva che l’artista fosse capace di riprodurre solo statue sdraiate, per mettere a tacere questa diceria il conte Del Benino, ottimo conoscitore d’arte e sincero amico di Duprè, gli suggerì di eseguire una scultura eretta; un anno dopo eseguì “Caino”caino, finanziato dal conte, anche quest’opera è conservata all’Ermitage; pieta_38-smallaltro capolavoro è la Pietà (cappella Bichi Ruspoli nel Cimitero della Misericordia di Siena). Le prime due opere menzionate sono considerate ad alta qualità tecnica a differenza di altre ritenute mediocri (es.il Monumento a Cavour-Torino).
Tra le più considerate c’è la statua di Giotto, commissionatagli dalla granduchessa Maria Antoniettag; anSant’Antonino (loggiato degli Uffizi); saffo abbandonataSaffo abbandonata (Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma).
Altre opere di rilevante importanza sono: il busto di Letizia Cristina Bonaparte (Museo del Colle del Duomo di Viterbo), figlia del fratello di Napoleone I;SanLorenzo_5250MsSanLorenzo_5250detail il monumento funerario per la contessa Berta Moltke Ferrari-Corbelli (basilica di San Lorenzo a Firenze); tra le sue ultime opere, San Francesco (cattedrale di San Rufino ad Assisi).s._francesco_di_giovanni_duprè_03
Duprè scrisse anche un libro autobiografico intitolato “Pensieri sull’arte e ricordi autobiografici” (1876/1878), pubblicato nel 1879, che ebbe un notevole successo e fu tradotto anche per l’estero; restano dell’artista anche “Scritti minori e lettere”. Muore a Firenze nel  gennaio 1882 .
ondaIl nome di Duprè è legato alla Contrada dell’Onda (Siena) dove, nella sede storico-museale, della sono conservate diverse opere dello scultore che è anche ricordato nell’inno dell’Onda.

“…..Su te veglia il più grande Patrono,
per te Siena, nel mondo si onora
del Duprè che alla fede innamora
con la bella immortale ” Pietà “. ….

La sua casa natale, che si trova nell’omonima via, è segnalata da una lapide inserita sopra l’entrata principale del palazzo, su cui è inciso:
« Questa umile casa ove nacque Giovanni Dupré onore dell’arte e d’Italia rammenti ai figli del popolo a che riesca la potenza del genio e della volontà. »

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