TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Madonna col Bambino tra i santi Michele Arcangelo e Andrea

 

 

Un dipinto che adoro (olio su tavola) di Cima da Conegliano.
La Vergine e il Bambino Gesù, san Michele Arcangelo, di cui sono innamorata da sempre…guardare questa opera mi fa pensare alla rinascita sulla distruzione di ciò che è passato…il paesaggio mi suscita questo pensiero: le rovine fatiscenti e ben particolareggiate, in lontananza la città solida, ben strutturata (nella collocazione storica sicuramente un borgo, se ben ricordo proprio Conegliano).
I colri poi, armonia e quel dorato colore che sa tanto d’antico e mi infonde pacatezza. Guardarlo mi da la certezza, Maria e suo Figlio, sono la rinascita su ogni distruzione.

 

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Petrus Christus

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Natività

 

Madonna di Exeter

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Cena in Emmaus

Dipinto (1526 circa) a olio su tela, del Moretto, conservato nella Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia.
Un capolavoro che si riferisce al Vangelo di Luca: due apostoli che invitano un viandante e in questi riconoscono Cristo risorto.
Sembra di guardare una scena a teatro; tutto in dettaglio e particolari. Trovo bellissima la ragazza e il suo lussuoso abito.

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Quadri

“Cristo nutrito dagli Angeli nel deserto” – Ludovico Carracci – Berlino

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La Dama col liocorno

Un dipinto di Raffaello Sanzio conservato nella Galleria Borghese a Roma.
Se osservo l’intenso sguardo della dama, non vedo la gentilezza che la figura sembra rimandare (bionda, elegantemente vestita, occhi azzurri, verginale se si pensa al liocorno, secondo la mitologia)
Io in questo sguardo vedo la freddezza.

 

Buona serata blogger!

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L’ultima cena

Un opera che a me piace molto, Ultima Cena di Daniele Crespi, conservata a Milano, Pinacoteca di Brera. Guardate lo sguardo di Giuda (la prima figura sulla destra, con il mantello rosso), sembnra osservarci con cupezza e una punta di malvagità, o forse di arroganza?

 

Altra opera che adoro,  L’ultima cena del Tintoretto, conservata nella Basilica di San Giorgio Maggiore a Venezia.
Inusuale collocazione: un’osteria; un contesto popolare, una vita quotidiana, con cane, gatto, servitori…Personaggi in ombra ed evanescenti figure angeliche. Una scena terrena che non manca di spiritualità. 

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Cavaliere in rosa

Qualche giorno fa mi sono imbattuta nell’immagine di questo dipinto.
L’autore è Giovan Battista Moroni, che lo ha dipinto nel 1560, è conservato a palazzo Moroni, Bergamo.
Il personaggio ritratto è il ventiquattrenne Gian Gerolamo Grumelli.
Non è proprio il genere di quadro che mi piace, di questo personaggio ritratto mi ha colpito il colore dell’abbigliamento, la seta lussuosa, ma anche la spavalderia dello sguardo.
Quante opere meravigliose esistono!

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La Pietà Bandini

Michelangelo Buonarroti la scolpisce tra il 1547 e il 1555 circa.
Un capolavoro, uno degli ultimi dell’artista, dove troviamo quello che sembra essere un suo autoritratto, la figura di Nicodemo.
Un’opera che rappresenta una tragedia (visto il tema rappresentato), un’opera che mi avvince per il fascino estetico ed emozionale.

Museo dell’Opera del Duomo a Firenze.

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Bacco

 

Michelangelo – Museo nazionale del Bargello – Firenze

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Sogno del cavaliere

Il “Sogno del cavaliere”, conservato nella National Gallery di Londra, è un’opera di Raffaello Sanzio che mi ha sempre attratto. Originalmente faceva parte dell’opera intitolata Tre Grazie.
Il cavaliere è ritratto addormentato tra due figure femminili che personificano Virtù e Piacere.
Adoro i raffinati colori di questo quadro, il velato azzurro delle colline, le figure.
Un vero “sogno”.

 

 

Buonanotte blogger!

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