TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Sole d’Ottobre

È così pura questa                                               
gioia fatta di luce e d’aria: questa
serenità ch’è d’ogni cosa intorno
a te, d’ogni pensiero entro di te:
quest’armonia dell’anima col punto
del tempo e con l’amore che il tempo guida.

Non più grano, né frutti
ha ormai la terra da offrire.
Sta limpido l’Autunno
sul riposo dell’anno…
Il fisso azzurro, immemore
di tuoni e lampi,
stende il suo gran velo di pace
sulle rosseggianti chiome
delle foreste.

Quand’è falciata
la spiga, spoglia la pannocchia,
rosso il vin nei tini, e le dorate noci
chiaman l’abbacchio, e fuor del
riccio scoppia
la castagna, che importa la minaccia
dell’Inverno, alla terra?..
Trasparente luce
d’ottobre, al cui tepor nulla matura
perché già tutto maturò: chiarezza
che della terra fa cosa di cielo.

Ada Negri

(questa poesia mi piace molto, la parte che ho evidenziato è quella che più mi rapisce)

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E’ arrivato…

“Nessuna bellezza di primavera, nessuna bellezza estiva
hanno la grazia che ho visto in un volto autunnale.”

J.Donne

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Sera d’autunno

Nella chiarezza v’è delle autunnali   
sere un tenero, un misterioso incanto:
lo splendore degli alberi sinistro,
il languido frusciare delle foglie
porporine, il velato e calmo cielo
sopra la terra triste e desolata,
e, annunzio delle prossime bufere,
un brusco, freddo vento qualche volta,
un mancare e sfinirsi – e quel sorriso
mite di sfioritura, su ogni cosa,
che in essere senziente noi chiamiamo
sacro pudore della sofferenza.

 Fedor Tjutcev

 

Poesia dalla bellezza malinconica, aspettando il passare di questa stagione  che invita la natura al silenzio totale.

 

 

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Canzone d’autunno

I lunghi singulti 
dei violini
d’autunno
mi lacerano il cuore
d’un languore
monotono.

Pieno d’affanno
e stanco, quando
l’ora batte
io mi rammento
remoti giorni
e piango.

E mi abbandono
al triste vento
che mi trasporta
di qua e di là
simile ad una
foglia morta.

 

Paul Verlaine

 

Una poesia che amo molto, per la malinconia autunnale che l’attraversa, per la precarietà del tempo che scorre.
Per quel destino che  trascina senza meta,  come se l’uomo fosse una  foglia morta.

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Autunno

Oggi è il vero primo giorno d’autunno. Il cielo è terso, la temperatura gradevole, spira una brezza fresca che arriva dai monti, spinta dalle nuvole che ancora danzano sulle cime dopo le pioggie violente di ieri. Qualche albero stà sfogliando, lentamente, e presto le foglie si trasformeranno in un arcobaleno multicolore dai colori forti e intensi.

KING104

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L’autunno va via…

561911_353231684738973_278893018839507_75769209_92295657_nSiamo prossimi al solstizio d’inverno; questo autunno lascia spazio a Messer inverno.  Questo  è stato un autunno con alternarsi di vento, pioggia, sole, temperature bassissime e ora in risalita; ci lascia portandosi via la sua magia, fatta di colori intensi e malinconici allo stesso tempo, ci lascia alla natura che rallaenta i suoi cicli vitali, ci lascia un manto di foglie ormai calpestate. A me lascia una leggera malinconia che svanirà per accogliere la prossima stagione che accarezzerà il mio viso con una brezza più fredda e placherà la mia anima in notti sempre più buie.

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Foglie gialle

Ma dove ve ne andate,

povere foglie gialle,

come tante farfalle

spensierate?

Venite da lontano

o da vicino?

Da un bosco

o da un giardino?

E non sentite la malinconia

del vento stesso

che vi porta via?

 Trilussa

 

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L’autunno

La mia stagione preferita, quella in cui i colori brillanti ed eccitanti dell’estate si trasformano in un altalena di colori forti come il rosso cupo e tenui come i verdi sbiaditi, violenti come il rosso violaceo e dolci come il giallo; la stagione della lentezza dove tutto si rallenta, la natura si prepara al sonno invernale; la stagione dove hai voglia di farti abbracciare dal crepuscolo  e dalla notte fonda. La sua calma è avvolgente, morbida, sensuale.

 

Buon fine settimana a tutti.

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San Martino

La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor dei vini
l’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
su l’uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’esuli pensieri,
nel vespero migrar.

Giosuè Carducci

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