TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Un autunno romano

AUTUNNO

Indove ve n’annate,
povere foje gialle,
come tante farfalle spensierate?
Venite da lontano o da vicino?
da un bosco o da un giardino?
E nun sentite la malinconia
der vento stesso che ve porta via?
Io v’ho rivisto spesso
su la piazzetta avanti a casa mia,
quanno giocate e ve correte appresso
fra l’antra porcheria de la città,
e ballate er rondò co’ la monnezza
com’usa ne la bona società.

Jeri, presempio, quanti mulinelli
ch’avete fatto in termine d’un’ora
assieme a un rotoletto de capelli!
Èreno forse quelli
ch’ogni matina butta una signora…
Je cascheno, così, come le foje,
e, come (come accade) a voi, nessuno l’ariccoje
manco in memoria de li tempi belli!

Forse quarche matina,
fra l’antre cose che ve porta er vento,
troverete le lettere amorose
che me scriveva quela signorina,
quela che m’ha mancato ar giuramento.
L’ho rilette e baciate infìno a jeri:
oggi, però, le straccio volentieri
e ve le butto… Bon divertimento!

Trilussa

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Sole d’Ottobre

È così pura questa                                               
gioia fatta di luce e d’aria: questa
serenità ch’è d’ogni cosa intorno
a te, d’ogni pensiero entro di te:
quest’armonia dell’anima col punto
del tempo e con l’amore che il tempo guida.

Non più grano, né frutti
ha ormai la terra da offrire.
Sta limpido l’Autunno
sul riposo dell’anno…
Il fisso azzurro, immemore
di tuoni e lampi,
stende il suo gran velo di pace
sulle rosseggianti chiome
delle foreste.

Quand’è falciata
la spiga, spoglia la pannocchia,
rosso il vin nei tini, e le dorate noci
chiaman l’abbacchio, e fuor del
riccio scoppia
la castagna, che importa la minaccia
dell’Inverno, alla terra?..
Trasparente luce
d’ottobre, al cui tepor nulla matura
perché già tutto maturò: chiarezza
che della terra fa cosa di cielo.

Ada Negri

(questa poesia mi piace molto, la parte che ho evidenziato è quella che più mi rapisce)

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E’ arrivato…

“Nessuna bellezza di primavera, nessuna bellezza estiva
hanno la grazia che ho visto in un volto autunnale.”

J.Donne

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Sera d’autunno

Nella chiarezza v’è delle autunnali   
sere un tenero, un misterioso incanto:
lo splendore degli alberi sinistro,
il languido frusciare delle foglie
porporine, il velato e calmo cielo
sopra la terra triste e desolata,
e, annunzio delle prossime bufere,
un brusco, freddo vento qualche volta,
un mancare e sfinirsi – e quel sorriso
mite di sfioritura, su ogni cosa,
che in essere senziente noi chiamiamo
sacro pudore della sofferenza.

 Fedor Tjutcev

 

Poesia dalla bellezza malinconica, aspettando il passare di questa stagione  che invita la natura al silenzio totale.

 

 

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Autunno: la mia poesia

Mattinata in solitudine.
Lontana da tutti. In un luogo dove mi rifugio quando ho bisogno di stare sola e con la natura a farmi compagnia. Neanche sotto tortura direi dove. E’ un luogo segreto di cui solo mio marito e mia figlia ne conoscono l’ubicazione.
Non vogliono che vada da sola, i tempi sono quelli che sono, ma io li non ho paura, sono anni che vado e sono sempre stata sola. Unica compagnia un po pericolosa i cinghiali.
Li, le fronde degli alberi sono dipinte di rosso e arancio, più ti addentri nel bosco più senti l’odore dei funghi, delle castagne che cadendo marciscono. Vedi stormi d’uccelli volare, vedi la nebbiolina avvolgerti. Mi passa un brivido di freddo, ma il magnifico spettacolo che mi avvolge mi sussurra parole appassionate, mi regala fruscii eleganti, e il brivido passa dalla pelle all’anima. Un brivido vivace, fecondo, che mi spinge ad andare avanti, ad inoltrarmi dove posso incontrare i primi spruzzi di viola, dove la luminosità diminuisce…
Il cellulare è spento, lo porto in caso di estremo bisogno, ma non lo userei mai per disturbare tanta magia, non metto le cuffie per ascoltare la musica, preferisco giocare con i suoni ovattati e particolari del sottobosco.
Questo luogo è lontano da ogni paese dela zona, è una città nascosta dove mi diverto a fantasticare, ad immaginare di trovare all’improvviso angoli ancora nascosti da dipingere nei miei occhi. E’ un luogo incantato, dove puoi incontrar creature che neanche pensi esistano più, piccoli topi, il tasso, uccelli di cui ignoro il nome, e poi vedi in lontananze le querce, le magnifiche possenti querce, gli alberi che in assoluto amo più di tutti.
Il silenzio non silenzio mi ha rigenerato il fisico e l’anima, i miei muscoli sono indolenziti dalla camminata lunga e a tratti faticosa, tutto il mio corpo però ne ha trovato giovamento.
Per l’anima una medicina che non ha prezzo.
Autunno: stagione da me amata, è poesia che non mi abbandona mai.

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Canzone d’autunno

I lunghi singulti 
dei violini
d’autunno
mi lacerano il cuore
d’un languore
monotono.

Pieno d’affanno
e stanco, quando
l’ora batte
io mi rammento
remoti giorni
e piango.

E mi abbandono
al triste vento
che mi trasporta
di qua e di là
simile ad una
foglia morta.

 

Paul Verlaine

 

Una poesia che amo molto, per la malinconia autunnale che l’attraversa, per la precarietà del tempo che scorre.
Per quel destino che  trascina senza meta,  come se l’uomo fosse una  foglia morta.

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Paesaggio d’Autunno

I lunghi singhiozzi dei violini d’autunno
feriscono il mio cuore
d’un monotono languore.

Paul Vernaile

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Autunno

Oggi è il vero primo giorno d’autunno. Il cielo è terso, la temperatura gradevole, spira una brezza fresca che arriva dai monti, spinta dalle nuvole che ancora danzano sulle cime dopo le pioggie violente di ieri. Qualche albero stà sfogliando, lentamente, e presto le foglie si trasformeranno in un arcobaleno multicolore dai colori forti e intensi.

KING104

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L’autunno va via…

561911_353231684738973_278893018839507_75769209_92295657_nSiamo prossimi al solstizio d’inverno; questo autunno lascia spazio a Messer inverno.  Questo  è stato un autunno con alternarsi di vento, pioggia, sole, temperature bassissime e ora in risalita; ci lascia portandosi via la sua magia, fatta di colori intensi e malinconici allo stesso tempo, ci lascia alla natura che rallaenta i suoi cicli vitali, ci lascia un manto di foglie ormai calpestate. A me lascia una leggera malinconia che svanirà per accogliere la prossima stagione che accarezzerà il mio viso con una brezza più fredda e placherà la mia anima in notti sempre più buie.

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Foglie gialle

Ma dove ve ne andate,

povere foglie gialle,

come tante farfalle

spensierate?

Venite da lontano

o da vicino?

Da un bosco

o da un giardino?

E non sentite la malinconia

del vento stesso

che vi porta via?

 Trilussa

 

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