TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

A Star Is born

di Bradley Cooper

 

Jack Maine, star famosa del rock country, incontra Ally, cantautrice occasionale in un pub.
Lui è dipendente da alcol e droghe, lei una cameriera in cerca della carriera da artista.
Jack, affascinato dal talento della ragazza, la invita ad un suo spettacolo e riesce a coinvolgerla nel salire sul palco e cantare davanti al pubblico. I due iniziano una intensa relazione amorosa.
Grazie all’interessamento e un contratto di Rez, produttore discografico, Ally intraprende la carriera di cantante pop, sempre sostenuta da Jack che le propone anche il matrimonio.
L’ascesa di Ally è sorprendente, viene anche premiata come migliore nuova artista con i Grammy Awards, tanto quanto è parallela la caduta di Jack, alcolizzato e a fine carriera. Presa coscienza della grave situazione in cui si trova, Jack decide di partecipare a un programma di riabilitazione. Un percorso che non avrà l’esito desiderato.

Film drammatico, con tanto di sentimentalismo e musica.
Il film non racconta niente di nuovo, storia abbastanza banale (la rockstar alcolizzata e drogata, la cameriera con un sogno da realizzare, la storia d’amore tra i due), ma devo riconoscere che mi è piaciuta molto Lady Gaga, l’ho trovata brava e carismatica nella recitazione, sorvolo sul canto perchè non credo ci sia niente su cui dubitare. Non male Bradley Cooper come regista.

 

 

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50 primavere

 di Blandine Lenoir

 

Aurore ha due figlie, un ex marito, una amica del cuore e 50 anni.
Perde il lavoro, una figlia è incinta, l’altra ha problemi sentimentali, arriva la menopausa con tutto ciò che comporta.
Casualmente rincontra un amore di gioventù.
Può tornare ad amare? Può essere ancora desiderabile? O l’aspetta solitudine e vecchiaia?


Un film per le donne, non solo quelle che hanno superato i 50 anni. Una commedia leggera, tenera, piacevole, semplice, fin troppo, non c’è originalità nella sceneggiatura; il punto di forza è la bella interpretazione, nei panni della protagonista, di Agnès Jaoui.

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La La Land

di Damien Chazelle.

 

Lei, barista, aspirante attrice sogna Hollywood.
Lui, jazzista, mira ad aprire un locale tutto suo.
Voglia di realizzare i propri sogni anche se con difficoltà.
Si inizia ballando tra le automobili ferme sull’autostrada per Los Angeles.

Sicuramente una bella favola musicale, con un montaggio moderno, ma con il solito rivisto finale: il sogno è l’amore e il successo.
Colori, volteggi, musica…una brava, anche se non meravigliosa, Emma Stone, sempre con la stesso sorriso; la faccia sempre uguale anche se non disdicevole di Ryan Gosling…ma che noia! Almeno per me!
Film pluripremiato, decantato come il film che doveva riportare in auge il genere del musical…
E lo so che mi attirerò le ire degli amanti di questo film…ma ripeto: che noia! Avrebbe dovuto omaggiare i vecchi film musicali, personalmente ho visto solo tanto caos nel primo balletto, una storia banale vista e rivista. Quando uscì sembrava che fosse il capolavoro del secolo…critiche meravigliose sui giornali, pubblicità a non finire….come sempre quando c’è troppo rumore mi eclisso, aspetto…dopo un po il silenzio…con un’amica decidiamo di vederlo…ma per carità! Tanto rumore per niente. Film musicali ce ne sono stati che possono dirsi davvero stupendi.
Qui la sceneggiatura a tratti si perde, coreografie spesso simili, tutto troppo colorato, troppa musica…non no…un film da dimenticare, un film che non è il capolavoro che sembrava dovesse essere.

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Jupiter-Il destino dell’universo

 

 

 

 

 

di Andy e Lana Wachowski

 

 

Jupiter Jones lavora come donna delle pulizie, ha alle spalle una serie di fallimenti sentimentali.
Caine è un licatante, metà uomo metà lupo, ex militare geneticamente potenziato, proviene da un altro mondo.
E’ arrivato per portare Jupiter con lui, perché lei è stata prescelta per modificare l’equilibrio del cosmo, scopre di essere geneticamente rinata come fosse la regina Seraphi.
Jupiter, mai abbandonata da Caine, scoprirà che l’uomo ha avuto origine sul pianeta Orous. Incontrerà visir/gufo, lucertolne, conoscerà elisir di lunga vita, insidie inaspettate…e i tre fratelli Abrasax, una delle più potenti dinastie dell’universo.

 

 

Oggi mi è toccato di fare la baby-sitter ai “ragazzi” (10 12 13 anni) dei miei vicini. Proposta: vediamo un film di fantascienza? Ok, decidono per questo.
Diciamo che non mi dispiacciono fil del genere, quindi mi appresto fiduciosa alla visione….
Delusione, abbastanza prevedibile come trama, argomenti sfruttati, caotico nelle immagini, anche se graficamente belle…niente che non sia già stato visto. Colonna sonora frastornante, attori sotto tono, malgrado i begli occhi della protagonista, Mila Kunis
Avventura tra i pianeti, minacce, azione amore…ma l’adrenalina dov’è?

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Io prima di te

di Thea Sharrock.

Will, ricco trentenne, è costretto sulla sedia a rotelle a causa di un incidente, vive cinicamente e dolorosamente rassegnato.
Lou, ventiseienne, ex cameriera, viene assunta per occuparsi di Will.
6 mesi di tempo, prima che Will, per sua volontà, andrà in Svizzera per affrontare il suicidio assistito.
Le loro vite cambieranno per sempre.

 

Tratto dall’omonimo libro. Film romantico, fa commuovere, ma non è patetico.
Mi ha fatto sorridere l’abbigliamento di Lou, una sensuale Emilia Clarke.
L’amore che porta all’accettazione dell’altro, quasi una missione, diventa il tema un po’ fiabesco, del film, mentre i temi più importanti sono trattati superficialmente. Mi aspettavo qualcosa di più. Non c’è novità,
Sceneggiatura scontata.
Ma poi penso che una fiaba ogni tanto fa bene, la speranza fa bene al cuore.

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Io e te

di Bernardo Bertolucci

 

Roma, il quattordicenne Lorenzo racconta alla madre di una settimana bianca con la scuola, in realtà, il giorno della partenza, si nasconde in cantina, dove ha preparato scorte di cibo, videogiochi, libri e un piccolo formicaio. Lorenzo è un ragazzo solitario, senza amici, afflitto da un disturbo narcisistico della personalità.
Ma la sua quiete sarà breve, nella cantina irrompe la sorellastra, venticinquenne eroinomane, ribelle, con cui non è mai andato d’accordo.
Tra i due ci saranno scontri, incomprensioni, accuse….ma qualcosa cambierà quando Olivia avrà una crisi d’astinenza.

Film di qualche anno fa, tratto da un romanzo di Niccolò Ammaniti.
Film drammatico, claustrofobico, un viaggio nel disagio giovanile; giovani distaccati dalla realtà, dalla vita sociale, insoddisfatti, problematici, con rapporti genitoriali difficili.
Mi piace come Bertolucci ha trattato con delicatezza la fragilità di queste giovani anime sole. Mi commuove sempre la fragilità dei giovani e la loro solitudine.
Bellissima la fotografia, raffinata la regia, bravissimi gli attori: ottima l’interpretazione di Jacopo Olmo Antinori, brava Tea Falco in un ruolo difficile.
Stupenda la colonna sonora.
Un film da vedere.

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Io e lei

di Maria Sole Tognazzi.

Cinque anni di vita insieme.
Marina, ex attrice, ora ristoratrice, non ha mai nascosto la sua omosessualità.
Federica, architetto, un matrimonio fallito, un figlio, tante incertezze.
Arriva la crisi, Federica ritrova un amico, sua vecchia fiamma e tradisce Federica.
Si potrà ricostruire il sentimento che le ha unite? La tenerezza che provavano una per l’altra? La forza di aver creato un rifugio sicuro?

 

Marina è interpretata da Sabrina Ferilli, Federica da Margherita Buy.
Devo dire che insieme non mi hanno convinto, se devo dire che il film mi sia piaciuto…sinceramente mi ha lasciato indifferente.
Una commedia, leggera, anche con punte di humour, ma non mi ha trasmesso niente.
La Ferilli sempre troppo romana, la Buy sempre uguale e terribilmente perbene, dinamica di coppia uguale a migliaia di coppie, una sceneggiatura povera, il sesso sembra bandito dallo schermo…devo ancora capire se sono una coppia o amiche che vivono insieme, devo capire se c’è passione o solo la ricerca di una vita felice ma monotona. Devo ancora capire qual’è il messaggio che la regista vuole dare. Non c’è innovazione, non c’è denuncia, non c’è originalità.
Di tutto il film salvo Fantastichini, un cammeo la sua apparizione.

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Dunkirk

di Christopher Nolan

 

Spiaggia di Dunkerque, Francia. Maggio 1940.
Migliaia di soldati inglesi, un esercito di ragazzini, accerchiati dalle truppe naziste.
L’Ammiragliato britannico promuove l’operazione Dynamo, realizzata anche con l’aiuto di centinaia di barche di pescatori dall’Inghilterra.

 

Film pluripremiato. Spettacolare.
Un film che mi ha fatto emozionare.
Mi aspettavo un film di guerra, ma in effetti trovo sia un film sulle coscienze, sull’altruismo, sull’individualismo che inevitabilmente porta poi alla colletività.
E’ un film sulla paura, quella vissuta dai giovani ragazzi, anzi ragazzini, accerchiati. Una tragedia come solo le guerre creano. Un film sulla morte prima ancora del sogno di salvezza.
Scenografia forte, coinvolgente, ottima la colonna sonora. Mi è piaciuta molto l’idea l’idea di separare le storie individuali dal contesto generale, anche come temporaneità delle scene.
Bravissimi gli attori principali, ma mi hanno piacevolmente sorpreso i giovani attori.

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In un posto bellissimo

di Giorgia Cecere

Asti: una coppia: Andrea e Lucia, un figlio…
Solito tran tran, il lavoro, la casa…lui la tradisce, lei sa ma non sa cosa fare…
Lucia conosce Feysal, immigrato che vive di espedienti.

 

Non chiedetemi altro, non so più di quello che ho scritto sopra. Mi sono addormentata, film noiosissimo, recitazione piatta…forse non l’ho capito, ma sono convinta di non essermi persa niente.

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In nome di mia figlia

di Vincent Garenq

 

André Bamberski, commercialista francese, viene contattato dalla ex moglie che gli comunica la morte della loro figlia Kalinka, di 14 anni, che si trovava in Germania con lei per le vacanze.
Apparentemente sembra un incidente ma Bamberski non ne è convinto. Le indagini da lui svolte e l’autopsia sembrano confermare i suoi sospetti: il nuovo compagno della moglie, il dottor Dieter Krombach avrebe violentato, drogato e ucciso la ragazza.
La giustizia tedesca è a favore del medico, ma André Bamberski farà del tutto per far aprire un procedimento giudiziario in Francia.

Un film crudo e bellissimo.
Film basato su una storia vera, una battaglia giudiziaria drammatica e dolorosa.
Lasciatemi dire che Daniel Auteuil (attore che a me piace tantissimo) è incredibile, davvero calato nel personaggio, la sua recitazione è toccante. Una figura paterna intuitiva nel suo sconvolgente dolore. Ripeto, la storia è drammatica e commovente, ma il film è da vedere. Non sono riuscita a perdermi neanche un minuto, davvero coinvolgente, anche se una storia triste è di grande coraggio. Una battaglia durata 30 anni.

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