TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Giovani si diventa

di Noah Baumbach

Josh, regista di documentari, e Cornelia, produttrice, entrambi quarantenni, incontrano Jamie e Darby, una coppia di giovanissimi, innamorati di tutto ciò che apparteneva alla generazione che li ha preceduti.
Josh e Cornelia sono una coppia unita, che ha rinunciato ad avere figli dopo alcune gravidanze perse; l’incontro con i due ragazzi li trascina verso uno stile di vita “esuberante”.
Josh inizia ad indossare un cappello cool, lei prende lezioni di hip hop, partecipano ad una cerimonia dove si usano bevande allucinogene per “liberarsi”…. L’incontro li porta ad avere la convinzione di poter tornare indietro, di poter avere ancora un soffio di giovinezza.

 

 

 

In questi giorni avevo voglia di qualcosa di “leggero”, con Roberta, che mi fa sempre compagnia, soprattutto nei momenti “delicati” della mia vita, abbiamo scelto questo film.
Una commedia divertente ma non accattivante, a tratti un po noiosa. Anche la situazione è abbastanza prevedibile, nella svolta che prendererà la storia.
Comunque bravi gli attori (tra gli altri Ben Stiller, Naomi Watts), ottima la colonna sonora.

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Che cosa aspettarsi quando si aspetta

di Kirk Jones.

 

 

 

Cinque donne in attesa….ognuna diversa per tipo di vita e personalità. Cinque storie diverse.
La fissata dell’autoaiuto, la convinta dell’allattamento, l’alternativa, la top model tacco 12, la giovanissima….. E maschi al seguito.

 

 

Una noiosa e superficiale commedia, neanche mi ha fatto sorridere nelle parti più ilari.
Brave le attrici, Chace Crawford, Brooklyn Decker, Jennifer Lopez, Elizabeth Banks, la migliore. Cameron Diaz, davvero noiosa e “gommosa”

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300 – 300, l’alba di un impero

di Zack Snyder.

 


Leonida, re spartano, incontra gli emissari del re persiano Serse che vuole convincerlo a sottomettersi.
Gli emissari vengono uccisi e Leonida decide di combatter i persiani, ma il consiglio della città non lo approva e Leonida va in guerra utilizzando la sua guardia personale: 300 guerrieri
I spartani vengono tradiiti da uno di loro che, essendo fisicamente deforme non viene fatto combattere. Alle Termopili vengono attaccati dall’esercito di Serse e, dopo diversi giorni di resistenza, vengono sopraffatti e uccisi tutti.
Le città greche, venute a conoscenza del sacrificio dei 300, decidono di organizzare un esercito e affrontare i persiani.

 

 

Film datato 2007, ma i figli di Roberta lo volevano vedere e sapendo che amo il cinema mi hanno invitato in questa full immersion…
Bravi gli attori: Gerard Butler, Lena Headey, Michael Fassbender…Ma più che un film mi è sembrato un videogioco dalla ottima tecnologia.
Storia raccontata con una visione che sconvolge la realtà storica.

 

 

di Noam Murro

Battaglia navale tra i greci e i prsiani, Temistocle contro Serse, le battaglie di Maratona e Salamina
Alle armate di Serse si unisce Artemisia, regina della Caria, rimasta vedova, coraggiosa e sanguinaria, che si porta dentro il dolore dello sterminio della sua famiglia da parte dei greci quando ancora era piccolache comanda una parte della flotta
I greci, che non volevano combattere contro una donna, misero una taglia sulla sua testa. L’astuzia di Temistocle sarà fondamentale per contrastare la flotta persiana.

 

Anche qui immagii forti, che colpiscono. Un sequal violento dove il corpo di Serse domina prepotentemente, dove le sanguinose battaglie si appoggiano a incredibili effetti speciali. dove c’è l’unica scena di sesso, abbastanza forte.

Anche se lontani dalla verità storica e ben farciti di violenza non posso dire che questi film non mi hanno interessato.

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Blue Jasmine

di Woody Allen

 

Jasmine, sposata con un ricco uomo d’affari, Hal, è una donna viziata, snob e nevrotica
Quando Hal fa bancarotta e viene arrestato Jasmine crolla, sottoposta ad antidepressivi si trasferisce a San Francisco dalla sorella Ginger, che vive modestamente
La nuova vita è completamente diversa dalla precedente, per mantenersi è costretta ad inventarsi una nuova vita, mantenendo tutte le sue debolezze.
Jasmine tenterà di cambiare anche la vita della sorella.

 

 Film del 2013. Un film amaro, che mette in risalto come chi si nasconde dalla realtà non può riconoscersi in nessun luogo, in nessuna persona.
Una regia di Allen curata, raffinata ma anche ironica, una Cate Blanchett (Premio Oscar per la Miglior attrice protagonista) sofisticata, meravigliosa, perfetta nella parte patetica della protagonista, ci trasmettono un dramma quasi assurdo dove però non viene dimenticatà l’umanità dei personaggi, una storia centrata sul femminile.
Un film da vedere per capire che la realtà non la puoi sconfiggere.

 

 

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Captain Fantastic

di Matt Ross

 

Foreste del del Nord America, madre, padre, sei figli.
Ben, il padre, uomo fuori dai schemi, educa i ragazzi all’allenamento fisico, alla caccia, a stretto contatto con la natura, ma non dimentica la parte intellettuale: letteratura, scienze, storia….
Vivono lontano dalla civiltà, un’esistenza fuori dal comune, un’esistenza che si infrange con la morte della moglie che, malata, vive l’ultimo periodo nella casa dei genitori.
La tragedia obbliga la famiglia ad avvicinarsi ala “civiltà”, un viaggio nel mondo reale dove emozioni e pericoli li travolgeranno inesorabilmente; dove si troveranno impreparati davanti alle convenzioni.

                          

Un film emotivamente emozionante, con un Viggo Mortensen poliedrico e carismatico come sempre, bravissimi i giovani attori.
Un film bizzarro come i suoi personaggi che non sono superficiali, ma che propone il rapporto padri-figli, che propone la felicità di vivree isolati dal mondo.
Un film in bilico tra irrealtà e propabilità alternativa di vita, che poi non è così irreale. Una realtà che applica leggi ristrettive ma allarga il raggio di conoscenza in modo alternativo, certamente questo comporta limiti e contraddizioni. La prova che il tipo di vita scelto dal padre sia giusto non può che essere lo scontro dei dubbi che il contatto con la realtà porta inevitabilmente.
Personalmente mi è piaciuto molto e mi ha anche divertito in alcune scene, trovo sia un bel film con suggestive immagini e una domanda: possiamo vivere davvero lontano dai stereotipi che ci offre l’odierna società? Possiamo avere un pensiero diverso dalla globalizazzione?

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Big Eyes

di Tim Burton

 

Siamo negli anni ’50/’60, Margaret Ulbrich, lascia il marito portando con se la figlia.
Margaret è una pittrice; dipinge bambine/i dai grandi occhi tristi che sembrano guardare il nulla.
Casualmente incontra Walter, pittore paesaggista. Si innamorano e si sposano.
Walter, forte del potenziale dei quadri della moglie, inizia a vendere le opere spacciandole per sue, ingannando l’America intera.. Margarth continua a dipingere nascondendosi per circa dieci anni, fino a quando trova la forza per reagire.
Margaret e Walter si separano e inizia un iter legale per far riconoscere la paternità delle opere.
Fino all’ultimo Walter si assegnerà la creazione dei quadri.

 

 

E’ la vera storia di Margaret Keane*, pittrice degli anni cinquanta e sessanta, e del marito Walter Keane.
Un bel film, scorrevole, una bella storia, con un pizzico di rivalsa femminista e strizza l’occhio alla falsificazione. Un po mi ha deluso il finale, troppo esasperatamente centrato sulla figura di Walter.
Ho trovato davvero eccellenti Chistoph Waltz (Walter) e Amy Adams (Margaret ), ben calati nella parte.
Ottima la sceneggiatura. Ottima la colonna sonora.

 

 

 

 

*Margaret Keane, pittrice, nasce il 15 settembre 1927 a Nashville
Sposa Frank Ulbrich dal quale si separa dopo qualche anno e dal quale avrà una figlia.
Conosce e sposa Walter Keane, si trasferisce alle Hawaii, dove vivrà per ventisette anni, nel 1965 divorzia da Walter; nel 1970 si sposa per la terza volta, con Dan McGuire, un giornalista sportivo di Honolulu; nello stesso anno, annuncia pubblicamente, di essere l’autrice dei suoi lavori; diventa Testimone di Geova.
L’ex marito Walter Keane avvia un’azione legale per la paternità delle opere, al processo viene riconosciuto ufficialmente che Margaret è l’artista che ha dipinto i quadri.
Nel 2000 muore Walter senza aver mai ammesso la verità.
Ancora oggi la Keane è una delle artiste più attive di tutto il mondo

 

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A United Kingdom – L’amore che ha cambiato la storia

di Amma Asante.

 

Siamo nel 1947, una serata di danza: Seretse Khama (David Oyelowo), studente, erede al trono del Botswana, conosce, a Londra, Ruth Williams (Rosamund Pike), impiegata, di famiglia medio-borghese.
I due si innamorano e decidono di sposarsi prima che Seretse torni in Africa per diventare re.
Le autorità britanniche non sono d’accordo, le autorità africane neanche, le famiglie di entrambi non approvano.
Il timore è il terremoto politico che l’unione avrebbe scatenato in Sudafrica dove i matrimoni misti erano proibiti dopo la proclamazione dell’apartheid nel 1948.
I due, malgrado tutto, si sposano, partono per il Bechuanaland (oggi Botswana, Africa del Sud), dove, inizialmente, anche il popolo non accetterà l’unione. Tutto è contro di loro, vengono separati, costretti alla lontananza.
Ma l’amore vincerà sopra ogni ostacolo.

 

 

E’ una storia vera, i due personaggi principali sono realmente esistiti e sono riusciti ad abbattere pregiudizi, politica e privato.
Una storia romantica, drammatica, di libertà, che ha sgretolato i muri del pregiudizio.
Un film da vedere, una lotta contro il razzismo, un film che emoziona. Un grande amore che ha pagato comunque un prezzo altissimo.
Bella la colonna sonora, scenografia perfetta, bravi gli attori.

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Black Sea

di Kevin Macdonald.

 

 

Il capitano Robinson, frustrato da una vita piena di fallimenti, sia familiari, economici, che lavorativi, decide di recuperare un carico d’oro che nel 1941 era trasporatato da un sottomarino russo per il Fuhrer.
Il recupero è complicato, viene usato un vecchio, fatiscente sottomarino russo e assoldato un equipaggio di uomini non proprio “in regola”, sia russi che inglesi, poco addestrati, che non desiderano altro che l’oro, e che si tollerano a malapena a causa dell’odio razziale che serpeggia, un equipaggio litigioso.. Tra gli uomini assoldati c’è Tobin, giovanissimo ragazzo che instaurerà un rapporto particolare con il capitano, quasi filiale.
Finale inatteso per un’avventura pericolosa e piena di colpi di scena..

 

 

Stupenda la regia di Kevin McDonald, abile nel creare un film d’avventura ma anche psicologico.
Cast eccezionale, bravissimo Jude Law che, nella figura del comandante duro ma anche umano, riesce ad essere il fulcro di tutto il film.
Scenografia vincente, buona la fotografia, ottima la colonna sonora, accattivante l’idea della recitazione anche in lingua.
Film drammatico dove viene evidenziato il lato peggiore dell’animo umano: la cupidigia, l’egoismo, il razzismo…Tutto il negativo umano prenderà il sopravvento fino a giungere al finale massacrante.
E se nel titolo c’è del “nero” vi renderete conto del perchè….io la definirei una claustrofobica missione. Da vedere.

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Carol

di Todd Haynes

 

 

New York, primi anni ’50, due donne si incontrano: la bella, algida, ricca e matura Carol, la giovane, deliziosa, fragile, commessa dei grandi magazzini Therese.
Si incontrano per caso, si innamorano, e sfidando le convenzioni sociali e le proprie vite-gabbie, fuggono per vivere il loro amore.
Carol è sposata, ma in fase di divorzio, ha un figlio; Therese è fidanzata e prossima al matrimonio.

 

 

                                                                           

Cate Blanchett (Carol) e Rooney Mara (Therese), regalano interpretazioni straordinarie, dove l’infelicità di Carol si incastra alla perfezione con l’inconsapevolezza irrequieta di Therese. Raffinate interpretazioni che giocano sull’allusione, sull’accennato, il sottinteso, la voglia di libertà. Cate Blanchett, tra le mie attrici contemporane preferite: sempe bellissima, elegante e seducente, una vera scoperta per me Rooney Mara: interpretazione perfetta.
Interessante l’argomento proposto: l’amore saffico che, per l’epoca in cui è ambientato il film, sconvolge e propone un cambiamento nella cultura di un’America ancora intrisa di tabù e convenzioni.
Film premiatissimo, bella la fotografia, ottima la colonna sonora.
Un film drammatico che non mi è dispiaciuto, ma che non mi ha coinvolto complessivamente (salvo le mise di Carol che avrei indossato piacevolmente eccetto pelliccia), ma che un po’ mi ha annoiato, a tratti troppo lento, avrei voluto un respiro sensuale maggiore, a parte gli sguardi non ho sentito emotivamente questo amore, forse mancava l’emozione del momento vissuto tra le due donne, sicuramente gravato dalle situazioni familiari e sociali,  mi saspettavo un’altro finale, un amore coraggioso, pronto a sfidare davvero le convenzioni, vissuto fino in fondo. Cercavo un’alchimia totale che forse è mancata. Comunque da vedere.

 

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Di nuovo in gioco

regia di Robert Lorenz

 

 

Un talentscout del baseball, Gus, in avanzata età a cui non si vuole arrendere; una figlia, Mickey, avvocato, trascurata dal padre e con cui ha un rapporto conflittuale, che decide di accompagnarlo nel Nord Carolina per conoscere una nuova proposta dello sport.
Lui è anziano, quasi cieco, ha bisogno della figlia. La figlia è convinta che l’unico amore del padre sia il baseball.
Lei mette in pericolo la sua carriera pur di accompagnarlo e diventare i suoi occhi, spiegargli i colpi del battitore, anche se lui li riconosce solo ascoltandone il rumore…La riconciliazione non è poi un sogno.

 

 

Film che mi era stato proposto molto tempo fa dal conduttore del blog wwayne, ma che non riuscivo mai a vedere. Fino a oggi pomeriggio
Mi aspettavo di più, Clint per me è un mito, mi piace molto come regista.
Mi aspettavo di più dal film, Clint, nelle vesti di un attempato uomo, quale è ormai, è davvero bravo, eprime emozioni.
Il film è comunque emozionante, prevale l’amore per lo sport.
Buona la sceneggiatura e bravi tutti gli attori.

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