TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

I Figli della Mezzanotte

di Deepa Metha

India, Bombay.
I bambini nati nella mezzanotte del 1947, anno in cui viene dichiarata l’indipendenza dell’India dall’Inghilterra, vengono chiamati “I figli della mezzanotte”, ognuno di loro ha una dote straordinaria.
Quella notte nasce Shiva, da genitori benestanti, e nasce Saleem, da genitori della casta umile dei mendicanti.
L’infermiera che è di turno quella notte in ospedale decide di scambiarli.
I due crescono attraverserando sessanta anni circa di vita accompagnando il fermento contraddittorio dell’India, vivranno l’uno il destino dell’altro, uno l’odio verso l’altro e delle loro famiglie. Parvati, la bella strega sarà sempre presente.

                           

Tratto dal best seller di Salman Rushdie è un film che alterna la drammaticità alla gioia.
Bellissime le immagini, di grande impatto, suggestive. Vi troverete tante location, bambini, elefanti…
Un film pervarso di magia ma anche di realtà, amore e rabbia, poesia e storia…Il ricco e il povero, una trama forse scontata, un film lungo, altalenante, ma io consiglio di vederlo.

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Whiplash

di Damien Chazelle

 

C’è un maestro di orchestra jazz spietato, Terence Fletcher (J. K. Simmons) che lancia sedie e insulti; c’è l’allievo batterista, Andrew (Miles Teller), al suo primo anno in una scuola di musica jazz, che si esercita fino a farsi sanguinare le mani
Un inferno di prove e umiliazioni per il ragazzo, vessato da un maestro aguzzino, direi sadico. Non mancano gli imprevedibili colpi di scena.

Un film che mi è piaciuto molto, anche se “sofferto”, non leggero. Avvincente nel voler dimostrare l’immensa fatica che accompagna il talento, le rinunce ad una vita comune per amore della musica. Una storia forte, commovente, non commerciale. Difficile la figura del maestro che sembra distruggere più che costruire.
Bravissimi gli interpreti, direi eccellenti; pregiata la regia, di classe, che mette in risalto la possibilità di superare i propri limiti anche nei percosi apparentemente distruttivi che la vita presenta in diverse forme (qui il maestro), anche attraverso la sofferenza, il sacrificio…che a volte non da i frutti aspettati; una regia a tratti esagerata, ma coerente. Bellissima la fotografia con immagini bellissime.

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I due volti di Gennaio

di Hossein Amini

 

Grecia 1962: Chester, affascinante quarantenne truffatore americano, Colette, sua moglie, giovane, bella, inquieta, Rydal, giovane intraprendente americano, guida turistica.

I tre si incrociano casualmente in albergo, dove si presenta anche un ispettore che indaga su una truffa che Chester ha perpetrato ai danni di malavitosi.
Durante una colluttazione l’ispettore muore.
Per Chester, Rydal e Colette la vita non sarà più la stessa, complicata dal crimine e dal legame che nasce tra i tre…Rydal resterà affascinato da Colette e dalla misteriosa personalità di Chester.

 

 

Storia tratta dall’onomino romanzo di Patricia Highsmith (che non ho letto).
Location stupenda, bellissima la fotografia, per una storia con tutti i canoni per essere un ottimo thriller, ma abbastanza approssimativo come sceneggiatura, con vuoti sulla trama nel finale; poco credibile Kirsten Dunst (Colette), anche se affascinante e sensuale, deliziosamente raffinata nei costumi, meraviglioso Viggo Mortense, stupenda la sua prestazione nei panni del cinico, tormentato, geloso uomo di affari.

 

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Giovani si diventa

di Noah Baumbach

Josh, regista di documentari, e Cornelia, produttrice, entrambi quarantenni, incontrano Jamie e Darby, una coppia di giovanissimi, innamorati di tutto ciò che apparteneva alla generazione che li ha preceduti.
Josh e Cornelia sono una coppia unita, che ha rinunciato ad avere figli dopo alcune gravidanze perse; l’incontro con i due ragazzi li trascina verso uno stile di vita “esuberante”.
Josh inizia ad indossare un cappello cool, lei prende lezioni di hip hop, partecipano ad una cerimonia dove si usano bevande allucinogene per “liberarsi”…. L’incontro li porta ad avere la convinzione di poter tornare indietro, di poter avere ancora un soffio di giovinezza.

 

 

 

In questi giorni avevo voglia di qualcosa di “leggero”, con Roberta, che mi fa sempre compagnia, soprattutto nei momenti “delicati” della mia vita, abbiamo scelto questo film.
Una commedia divertente ma non accattivante, a tratti un po noiosa. Anche la situazione è abbastanza prevedibile, nella svolta che prendererà la storia.
Comunque bravi gli attori (tra gli altri Ben Stiller, Naomi Watts), ottima la colonna sonora.

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Che cosa aspettarsi quando si aspetta

di Kirk Jones.

 

 

 

Cinque donne in attesa….ognuna diversa per tipo di vita e personalità. Cinque storie diverse.
La fissata dell’autoaiuto, la convinta dell’allattamento, l’alternativa, la top model tacco 12, la giovanissima….. E maschi al seguito.

 

 

Una noiosa e superficiale commedia, neanche mi ha fatto sorridere nelle parti più ilari.
Brave le attrici, Chace Crawford, Brooklyn Decker, Jennifer Lopez, Elizabeth Banks, la migliore. Cameron Diaz, davvero noiosa e “gommosa”

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300 – 300, l’alba di un impero

di Zack Snyder.

 


Leonida, re spartano, incontra gli emissari del re persiano Serse che vuole convincerlo a sottomettersi.
Gli emissari vengono uccisi e Leonida decide di combatter i persiani, ma il consiglio della città non lo approva e Leonida va in guerra utilizzando la sua guardia personale: 300 guerrieri
I spartani vengono tradiiti da uno di loro che, essendo fisicamente deforme non viene fatto combattere. Alle Termopili vengono attaccati dall’esercito di Serse e, dopo diversi giorni di resistenza, vengono sopraffatti e uccisi tutti.
Le città greche, venute a conoscenza del sacrificio dei 300, decidono di organizzare un esercito e affrontare i persiani.

 

 

Film datato 2007, ma i figli di Roberta lo volevano vedere e sapendo che amo il cinema mi hanno invitato in questa full immersion…
Bravi gli attori: Gerard Butler, Lena Headey, Michael Fassbender…Ma più che un film mi è sembrato un videogioco dalla ottima tecnologia.
Storia raccontata con una visione che sconvolge la realtà storica.

 

 

di Noam Murro

Battaglia navale tra i greci e i prsiani, Temistocle contro Serse, le battaglie di Maratona e Salamina
Alle armate di Serse si unisce Artemisia, regina della Caria, rimasta vedova, coraggiosa e sanguinaria, che si porta dentro il dolore dello sterminio della sua famiglia da parte dei greci quando ancora era piccolache comanda una parte della flotta
I greci, che non volevano combattere contro una donna, misero una taglia sulla sua testa. L’astuzia di Temistocle sarà fondamentale per contrastare la flotta persiana.

 

Anche qui immagii forti, che colpiscono. Un sequal violento dove il corpo di Serse domina prepotentemente, dove le sanguinose battaglie si appoggiano a incredibili effetti speciali. dove c’è l’unica scena di sesso, abbastanza forte.

Anche se lontani dalla verità storica e ben farciti di violenza non posso dire che questi film non mi hanno interessato.

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Blue Jasmine

di Woody Allen

 

Jasmine, sposata con un ricco uomo d’affari, Hal, è una donna viziata, snob e nevrotica
Quando Hal fa bancarotta e viene arrestato Jasmine crolla, sottoposta ad antidepressivi si trasferisce a San Francisco dalla sorella Ginger, che vive modestamente
La nuova vita è completamente diversa dalla precedente, per mantenersi è costretta ad inventarsi una nuova vita, mantenendo tutte le sue debolezze.
Jasmine tenterà di cambiare anche la vita della sorella.

 

 Film del 2013. Un film amaro, che mette in risalto come chi si nasconde dalla realtà non può riconoscersi in nessun luogo, in nessuna persona.
Una regia di Allen curata, raffinata ma anche ironica, una Cate Blanchett (Premio Oscar per la Miglior attrice protagonista) sofisticata, meravigliosa, perfetta nella parte patetica della protagonista, ci trasmettono un dramma quasi assurdo dove però non viene dimenticatà l’umanità dei personaggi, una storia centrata sul femminile.
Un film da vedere per capire che la realtà non la puoi sconfiggere.

 

 

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Captain Fantastic

di Matt Ross

 

Foreste del del Nord America, madre, padre, sei figli.
Ben, il padre, uomo fuori dai schemi, educa i ragazzi all’allenamento fisico, alla caccia, a stretto contatto con la natura, ma non dimentica la parte intellettuale: letteratura, scienze, storia….
Vivono lontano dalla civiltà, un’esistenza fuori dal comune, un’esistenza che si infrange con la morte della moglie che, malata, vive l’ultimo periodo nella casa dei genitori.
La tragedia obbliga la famiglia ad avvicinarsi ala “civiltà”, un viaggio nel mondo reale dove emozioni e pericoli li travolgeranno inesorabilmente; dove si troveranno impreparati davanti alle convenzioni.

                          

Un film emotivamente emozionante, con un Viggo Mortensen poliedrico e carismatico come sempre, bravissimi i giovani attori.
Un film bizzarro come i suoi personaggi che non sono superficiali, ma che propone il rapporto padri-figli, che propone la felicità di vivree isolati dal mondo.
Un film in bilico tra irrealtà e propabilità alternativa di vita, che poi non è così irreale. Una realtà che applica leggi ristrettive ma allarga il raggio di conoscenza in modo alternativo, certamente questo comporta limiti e contraddizioni. La prova che il tipo di vita scelto dal padre sia giusto non può che essere lo scontro dei dubbi che il contatto con la realtà porta inevitabilmente.
Personalmente mi è piaciuto molto e mi ha anche divertito in alcune scene, trovo sia un bel film con suggestive immagini e una domanda: possiamo vivere davvero lontano dai stereotipi che ci offre l’odierna società? Possiamo avere un pensiero diverso dalla globalizazzione?

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Big Eyes

di Tim Burton

 

Siamo negli anni ’50/’60, Margaret Ulbrich, lascia il marito portando con se la figlia.
Margaret è una pittrice; dipinge bambine/i dai grandi occhi tristi che sembrano guardare il nulla.
Casualmente incontra Walter, pittore paesaggista. Si innamorano e si sposano.
Walter, forte del potenziale dei quadri della moglie, inizia a vendere le opere spacciandole per sue, ingannando l’America intera.. Margarth continua a dipingere nascondendosi per circa dieci anni, fino a quando trova la forza per reagire.
Margaret e Walter si separano e inizia un iter legale per far riconoscere la paternità delle opere.
Fino all’ultimo Walter si assegnerà la creazione dei quadri.

 

 

E’ la vera storia di Margaret Keane*, pittrice degli anni cinquanta e sessanta, e del marito Walter Keane.
Un bel film, scorrevole, una bella storia, con un pizzico di rivalsa femminista e strizza l’occhio alla falsificazione. Un po mi ha deluso il finale, troppo esasperatamente centrato sulla figura di Walter.
Ho trovato davvero eccellenti Chistoph Waltz (Walter) e Amy Adams (Margaret ), ben calati nella parte.
Ottima la sceneggiatura. Ottima la colonna sonora.

 

 

 

 

*Margaret Keane, pittrice, nasce il 15 settembre 1927 a Nashville
Sposa Frank Ulbrich dal quale si separa dopo qualche anno e dal quale avrà una figlia.
Conosce e sposa Walter Keane, si trasferisce alle Hawaii, dove vivrà per ventisette anni, nel 1965 divorzia da Walter; nel 1970 si sposa per la terza volta, con Dan McGuire, un giornalista sportivo di Honolulu; nello stesso anno, annuncia pubblicamente, di essere l’autrice dei suoi lavori; diventa Testimone di Geova.
L’ex marito Walter Keane avvia un’azione legale per la paternità delle opere, al processo viene riconosciuto ufficialmente che Margaret è l’artista che ha dipinto i quadri.
Nel 2000 muore Walter senza aver mai ammesso la verità.
Ancora oggi la Keane è una delle artiste più attive di tutto il mondo

 

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A United Kingdom – L’amore che ha cambiato la storia

di Amma Asante.

 

Siamo nel 1947, una serata di danza: Seretse Khama (David Oyelowo), studente, erede al trono del Botswana, conosce, a Londra, Ruth Williams (Rosamund Pike), impiegata, di famiglia medio-borghese.
I due si innamorano e decidono di sposarsi prima che Seretse torni in Africa per diventare re.
Le autorità britanniche non sono d’accordo, le autorità africane neanche, le famiglie di entrambi non approvano.
Il timore è il terremoto politico che l’unione avrebbe scatenato in Sudafrica dove i matrimoni misti erano proibiti dopo la proclamazione dell’apartheid nel 1948.
I due, malgrado tutto, si sposano, partono per il Bechuanaland (oggi Botswana, Africa del Sud), dove, inizialmente, anche il popolo non accetterà l’unione. Tutto è contro di loro, vengono separati, costretti alla lontananza.
Ma l’amore vincerà sopra ogni ostacolo.

 

 

E’ una storia vera, i due personaggi principali sono realmente esistiti e sono riusciti ad abbattere pregiudizi, politica e privato.
Una storia romantica, drammatica, di libertà, che ha sgretolato i muri del pregiudizio.
Un film da vedere, una lotta contro il razzismo, un film che emoziona. Un grande amore che ha pagato comunque un prezzo altissimo.
Bella la colonna sonora, scenografia perfetta, bravi gli attori.

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