TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

La domanda (mi) sorge spontanea (diceva qualcuno)….

Ma perchè i papi che volevano rinnovare la Chiesa in quel che sembrava uno spirito cristiano/evangelico durano poco?
Uno di questi è stato Marcello II, fu eletto nel nell’aprile del 1555 e dopo 22 giorni di pontificato morì a maggio.
Marcello era antinepotista, proibì alla sua famiglia di venire a Roma; voleva tenersi lontano dala politica; voleva cercare di riconciliare spiritualmente alcuni popoli.
Per la sua incoronazione non volle festeggiamenti, anzi devolve il denaro dei festeggiamenti ai poveri, impose una vita morigerata a corte: niente lusso e niente vasellame d’oro o d’argento a tavola; durante la settimana santa si recò a piedi in San Pietro, malgrado il passo malfermo a causa di una ulcera maligna alla gamba, da cui sperava guarire ma così non fu e che sembra fu la causa della morte (qualcuno parla di colpo apoplettico).
Unico lusso a lui dedicato è la Messa a sei voci di Giovanni Pierluigi da Palestrina, che fu cantata per la prima volta nel giorno di Pasqua in San Pietro, uno dei capolavori più eccelsi della musica sacra.
Marcello II fu fu sepolto nelle Grotte vaticane in un sarcofago cristiano antico, come avreva desiderato.

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Sotto sotto…

Sotto l’Antartide è stato scoperto da qualche anno (grazie ai due satelliti Grace della Nasa) una anomalia gravimetrica in corrispondenza della Terra di Wilkes.
E’ un’area di 320 situata a 1600 metri di profondità sotto i ghiacciai, sotto quasi 2 mila metri di ghiaccio.

   
Inizialmente sono state fatte ipotesi fantasiose, tra le tante anche quella che fosse una base di dischi volanti (UFO) addirittura risalente ai nazisti nella Seconda guerra, rimasta intatta e sepolta dal ghiaccio.
L’ipotesi più accreditata è che si tratti di un enorme cratere dal diametro di 480 km provocato dall’impatto di un asteroide di quasi 50 km di diametro, che cadde 251 milioni di anni e che provocò la più grande estinzione di massa della storia della Terra (sparì il 90% delle specie marine e il 70%dei vertebrati terrestri) e che inoltre aprì la strada all’evoluzione dei dinosauri; propabilmente
provocò il distacco dell’Australia dall’Antartide.
Il cratere è molto più grande di quello provocato dall’asteroide di Chicxulub (18 km) che contribuì all’estinzione dei dinosauri.

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Viaggi aerei…

Un teem di ricercatoti di vari Paesi (Usa, Francia, Russia, Cile, Israele) hanno ipotizzato che i batteri possono viaggiare per migliaia di chilometri attraverso l’aria da un capo all’altro della Terra; i ricercatori del Massachussets institute of technology (Mit) hanno scoperto, grazie alle videocamere ultrarapide e immagini a fluorescenza, che anche la pioggia fa viaggiare i batteri per distanze molto lunghe, quando le gocce cadono a terra il suolo diventa il rifugio temporaneo dei batteri; una singola goccia di pioggia può trasferire lo 0,01% dei batteri che riescono a sopravvivere per oltre un’ora. Questo dimostra che i batteri non viaggiano solo grazie agli animali, ma con una sorta di ponte aereo e ciò spiegherebbe lo scambio di batteri tra luoghi lontani.
La dimostrazione che ciò è possibile è stato il ritrovamento di batteri che vivono in pozze d’acqua caldissima in luoghi molto remoti, dove è difficile che gli animali possano arrivare.

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Papi e scimmie

Romano di nascita, Giovanni Maria Ciocchi del Monte (1487/1555) venne eletto papa con il nome di Giulio III nel 1550.
Quando l’8 febbraio si seppe della sua elezione, i romani, contenti di vedere di nuovo un loro concittadino sul trono pontificio iniziarono a far festa. Scrive Coleine (membro del senato in epoca pontificia): “..li Romani fecero una caccia in Campidoglio de 6 tori et fecero una bella Commedia et fecero una bella cena alli Parenti del Papa et molti gentiluomini e donne et fo un bello parato: fecero lo gioco del carosello fora 40 o 50 ragazzi e 42 tra trombette et tamburi. Il palio fu turchino e oro.” Il papa presenziò con piacere ai festeggiamenti anche se non avevano nulla di religioso.
Giulio III, in barba alla concezione di vita ecclesiastica e dignità pontificia, si dedicò a splenditi banchetti, dalla loggia della basilica di S.Pietro assistette alla caccia di tori organizzate nella piazza, presenziò a rappresentazioni teatrali in Vaticano, si fece costruire una splendita villa, fuori porta del Popolo, chiamata poi Villa Giulia, dove organizzava grandi celebrazioni e sontuosi ricevimenti; fu nepotista, i suoi parenti trovarono tutti notevoli fonti di reddito negli uffici; concesse alla sorella Giacoma, moglie del perugino Francia della Corgna, il feudo di Castiglione del Lago e del Chiugi, convertito nel 1563 in marchesato per i nipoti Ascanio della Corgna e il cardinale Fulvio; il fratello maggiore Baldovino fu nominato governatore di Spoleto e ottenne la contea di San Savino; il figlio di Baldovino, Giovanni Battista, fu nominato gonfaloniere della Chiesa, quando questi morì in guerra nel 1552 la linea maschile della famiglia risultò estinta, allora Giulio III impose al fratello di adottare Fabiano, un quindicenne depravato, custode delle scimmie, a cui venne dato il nome di Innocenzo del Monte; l’ipotesi è che potesse essere figlio del papa, lo elevò a cardinale e gli affidò la Segretreia di Stato anche se solo nominalmente perchè incapace di curarne gli affari. Girolamo Muzio scrive nel 1550 in una lettera a Ferrante I Gonzaga: “Hor di questo nuovo papa universalmente se ne dice molto male; che egli è vitioso, superbo, rotto (omosessuale) et di sua testa”, questo perchè sembra che in realtà Innocenzo del Monte fosse il suo amante, lo aveva conosciuto ancora tredicenne perchè figlio d’un suo servo, se ne innamorò perdutamente e barattò la connivenza del padre con consistenti favori, cioè il porporato, a Roma ironicamente si diceva che questo era stato possibile perchè la scimmia addomesticata del papa prediligeva le cure del ragazzo.
E qui scattò la Pasquinata:
“Ama Del Monte con ugual ardore
la scimmia e il servitore.
Egli al vago femmineo garzoncello
ha mandato il cappello: (nominato cardinale)
perché la scimmia, a trattamento uguale,
non fa pur cardinale?”
Gli storici cattolici invece negano tutto.
Innocenzo del Monte dopo la morte del suo protettore fu rinchiuso in Castel S.Angelo per aver ucciso due persone e perchè coinvolto in una catena di stupri (eterosessuali), una volta scarcerato gli fu tolta ogni rendita e fu confinato a Tivoli, gli fu tolta anche la dignità cardinalizia, morì all’età di 46 anni e fu indeganmente sepolto in San Pietro in Montorio.
Giulio III, pur soffrendo di gotta, amava i piaceri della vita, forse pensava di vivere ancora a lungo, ma così non fu e si convinse all’ultimo a ricevere l’estrema unzione.
Fu sepolto in un semplice sarcofago nelle Grotte vaticane.
Oltre gli scempi morali comunque Giulio III inaugurò, con l’apertura della Porta Santa della basilica di San Pietro, il X Giubileo nel febbraio 1550; regolamentò i matrimoni misti in cui uno dei due coniugi è di fede cattolica; con la bolla Exsposcit debitum confermò le costituzioni della comunità ebraica; proibì il battesimo forzato dei bambini ebrei senza il consenso dei genitori; confermò i privilegi degli ebrei portoghesi; fu patrono di scrittori e artisti; potenziò l’Università La Sapienza di Roma; fondò l’università della cittadina tedesca di Dillingen.

 

 

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Il fascino del passato

Il disco di Nebra è uno dei più interessanti ritrovamenti archeologici degli ultimi anni, è la più antica rappresentazione della volta celeste che si conosca.


Prende il nome della cittadina tedesca vicino alla quale è stato ritrovato (Nebra in Sassonia)
Sembrerebbe essere stata realizzata attorno al 1600 a. C. da un popolo vissuto in Europa prima dell’arrivo dei Celti.
E’ un disco di bronzo di circa 32 cm di diametro, con sopra impresso un diagramma in oro dei cieli, le raffigurazioni non sono fatte a caso e nemmeno a mano libera, ma basate su rigorosi calcoli matematici che fanno intravedere una competenza astronomica di altissimo livello.
Ritrovato nel 1999 da due cacciatori di tesori in una cavità in pietra all’interno di un antico bastione sulla cima del Mittelberg, venne scambiato erroneamente per il coperchio di un secchio e fu venduto illegalmente e dopo essere passato per diverse mani, nel 2002 venne offerto sul mercato nero fino ad arrivare in possesso delle autorità competenti, dal 2008 è esposto nel il museo regionale della preistoria di Halle, in Sassonia-Anhalt.


La cima del Mittelberg, quando ancora la montagna non era stata ricoperta dall’alta vegetazione, probabilmente potrebbe essere stato utilizzata nel neolitico come osservatorio astronomico, il sito si trova a circa 20 chilometri dall’osservatorio solare di Goseck.
Era costituito da un circolo del diametro di 75 metri, composto in origine da una collinetta circondata da una serie di quattro anelli concentrici, un fossato e, tutt’intorno, due palizzate realizzate con pali di legno dell’altezza di un uomo.

   
Il disco di Nebra è stato esaminato da un archeologo, da un astronomo, da archeologi chimici e da un’archeologa e studiosa delle religioni dell’età del Bronzo.
Secondo le loro interpretazioni, le placchette circolari più piccole rappresentano le stelle, dove spicca un gruppetto di sette placchette più ravvicinate che rappresenterebbero le Pleiadi. I due dischi maggiori, quello circolare e quello a forma di falce, rappresentano rispettivamente il Sole (ma potrebbe essere anche la Luna piena) e la Luna crescente. Le linee curve incastonate sui bordi del disco dovevano rappresentare porzioni dell’orizzonte visibili dal sito in cui il manufatto è stato ritrovato, questa interpretazione è sostenuta dal fatto che esse coprono un angolo di 82°, che è proprio la differenza angolare tra i punti di sorgere e tramonto del Sole sull’orizzonte, alla latitudine del luogo del ritrovamento, nei periodi compresi tra i solstizi d’estate e d’inverno. Sul bordo del disco è presente un arco dorato che ricorda una barca a vela sul mare, interpretato come la “Barca del Sole”. Le piccole rientranze lungo ogni lato dell’arco potrebbero rappresentare i remi della nave. Molti popoli dell’antichità immaginarono il Sole in viaggio da levante a ponente a bordo di una nave speciale.
Il disco racchiuderebbe i simboli di un tema profondamente religioso come il sole: l’orizzonte per i solstizi, la barca del sole, la luna ed altri esemplari particolari di stelle: le Pleiadi; gli artefici del disco hanno voluto sicuramente raggruppare tutti gli altri simboli di culto venuti alla luce anche in diverse regioni europee; esso fa parte quindi di un complesso sistema religioso diffuso in tutta Europa; forse indica un messaggio religioso.
Infine, sul bordo del disco sono impressi con estrema precisione 40 fori di circa 3 mm, lo scopo dei fori laterali non è chiaro; probabilmente servivano a fissarlo, cosa che fa pensare ad un utilizzo del disco anche come oggetto di culto.

 

 

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Come si dice? Perde il pelo ma non il vizio…

E non parlo del lupo ma…
…di Papa Paolo III, nato Alessandro Farnese, che fu papa dal 1534 al 1549, anno della sua morte. E indovinate un po? Anche durante il suo pontificato il nepotismo fu uno dei suoi sommi pensieri.
Favorì i suoi quattro figli (da cardinale, nomina ottenuta a soli 27 anni grazie alla bellissima sorella Giulia, amante di Papa Alessandro VI), avuti da Silvia Ruffini e di cui richiese la loro legittimazione per salvare il casato dal pericolo incombente dell’ estinzione, una ragione che i pontefici Giulio II (da cardinale aveva avuto a sua volta tre figlie) e poi Leone X (per grande amicizia) compresero e accolsero con tolleranza; creò per il figlio Pierluigi il Ducato di Parma e Piacenza; i nipoti Alessandro e Ranuccio Farnese (figli del figlio Pier Luigi) e Guido Ascanio Sforza (figlio della figlia Costanza) divennero cardinali; si fece costruire uno splendido palazzo nel cuore di Roma dove accasò tutta la sua famiglia. Per la sua fama di donnaiolo fu soprannominato Cardinal della Gonnella. Volle una riforma della disciplina e dei costumi della Chiesa, ma lui rimase legato ai piaceri della tavola: si faceva arrivare dai suoi possedimenti cervi e cinghiali da Castro, fagiani e spigole dall’isola di Bisentina, trote e anguille da Montalto, cipolle e verdure da Gradoli, melaranci da Capodimonte, olio e miele da Canino, adorava i tortellini emiliani; amava anche bere, coltivava un culto per il vino, aveva una bottiglia per ogni ora del giorno, per ogni mese dell’anno, per quando viaggiava e per quando si sentiva afflitto dal peso della vecchiaia.
Malgrado tutto ciò fu considerato un grande pontefice, per aver iniziato la Controriforma, fper essere stato un gran mecenate, per aver dato impulso all’edilizia di Roma: fece costruire e restaurare cappelle, chiese e grandi monumenti romani, fontane, aprì nuove strade; mise sotto la sua ala protettiva eruditi e letterati. A lui si devono la Piazza del Campidoglio, la Cappella Paolina e la Sala Regia in Vaticano, il Giudizio Universale di Michelangelo.
E’ sepolto in San Pietro in un mausoleo opera di Guglielmo della Porta.
Le statue marmoree che lo compongono rappresentano le virtù del defunto: Giustizia, Prudenza, Abbondanza e Pace.
Tre statue erano piuttosto discinte, la Giustizia, praticamente nuda. Papa Clemente VIII, turbato dalle statue diede immediatamente ordine che fossero levate oppure ricoperte in modo decente. La Prudenza e la Pace, erano due donne con il seno scoperto ma di età avanzata e dunque scarsamente lascive, l’Abbondanza aveva una tunica molto aderente, quindi non svestita, per questi motivi furono lasciate come si presentavano; la Giustizia, ritenuta sensuale fu ricoperta con una veste di metallo imbiancato in modo che imitasse il marmo (una protezione mobile, come si scoprì nel Settecento). L’olandese Arnold von Buchell mise in piedi quella che sembra essere una leggenda: i volti delle quattro Virtù potrebbero essere i ritratti delle donne che avevano contato di più nella lunga e disinvolta vita di Paolo III: la madre, la figlia, la sorella e la concubina.

Sulla tomba giunse puntualmente la pasquinata:
In questa tomba giace
un avvoltoio cupido e rapace.
Ei fu paolo farnese,
che mai nulla donò, che tutto prese.
Fate per lui orazione:
poveretto, morì d’indigestione.

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Dinosauri europei e no…

E’ stato rinvenuto in Francia il fossile del Canardia garonnensis, l’ultima specie vissuta prima della grande estinzione di massa che colpì i dinosauri 66 milioni di anni fa.
Vissuto tra i 68 e i 66 milioni di anni fa, era un dinosauro erbivoro appartenente al gruppo degli adrosauri o dinosauri dal becco d’anatra, chiamati così perché avevano un muso appiattito e largo come quello delle anatre odierne.


La novità su questo dinosauro è che, il ritrovamento di uno scheletro di 70 milioni di anni fa, perfettamente conservato perché mummificato, affiorato nella provincia dell’Alberta in Canada, ha messo in evidenza che questi dinosauri avevano il cranio anche ornato da una cresta fatta interamente da tessuti simile a quella degli odierni galli. La presenza di creste sul cranio potrebbe aver avuto due funzioni principali: comunicazione sociale (come definire gerarchie all’interno del branco) e maturità sessuale (mandare messaggi).


Sempre affascinante trovare informazioni su queste mitiche (come le definisco io) creature.

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Gli dei e il salmone

La grotta di Lascaux (Francia) viene definita come la Cappella Sistina del Paleolitico.
Al suo interno si possono ammirare 1.900 opere d’arte risalenti al Paleolitico: raffigurazioni di diverse dimensioni che rappresentano cavalli selvatici, cervi, orsi, tori, stambecchi e cervi, un gruppo di leoni, un uomo con la testa di uccello e il pene eretto che viene gettato a terra da un bisonte che ha una lancia conficcata nel ventre, ci sono poi linee e punti disegnati a tutt’oggi indecifrabili.
Ma c’è anche un disegno particolare, il primo disegno della storia che rappresenta un salmone maschio, un rilievo della lunghezza di 1 metro originariamente dipinto con ocra rossa.

Sul salmone vi voglio raccontare una leggenda.

 

 

 

 

Loki, dio della mitologia vichinga era il dio del’astuzia e dell’inganno, della distruzione, un dio maledetto e impertinente, attaccabrighe, camaleontico.
Si narra che un giorno gli Asi (così si chiamavano i dei vichinghi) si adirarono con Loki, questo scappò sule impervie montagne dove si costruì una casa con quattro porte, per poter vedere in tutte le direzioni. A volte si trasformava in salmone e si nascondeva in una cascata per non farsi trovare.
Un giorno gli Asi giunsero sulla montagna, videro la cascata e pensarono di pescare, intrecciarono una rete e arrivarono ai piedi della cascata, accanto al fiume.
Tra gli Ari c’era Thor, il dio della forza.
Thor su una sponda e gli Ari sull’altra trascinavano la rete, Loki cadde nella trappola e veloce guizzò tra le rocce, ma Thor, velocissimo, lo afferrò vicino la coda; Loki allora tentò di divincolarsi e scivolare via, ma Thor lo strinse ancora di più.
Ecco perché da quel giorno i salmoni hanno il corpo assottigliato verso la coda.

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Ancora siamo così?

757milioni di adulti e 115milioni di giovani non sanno né leggere né scrivere.
2/3 degli adulti sono donne.
Il 75% dei bambini analfabeti è concentrato nei Paesi a basso reddito, il 53% sono bambine, oggi a circa 60milioni di bambine è negata la possibilità di studio.
L’analfabetismo femminile è più diffusa in Asia meridionale, Asia ocidentale, Africa subsahariana. Le scuole sono lontane o inesistenti, le risorse economiche scarse; le ridotte disponibilità per l’istruzione favorisce i figli maschi e le bambine restano in casa per le faccende domestiche, per accudire familiari, o sono impiegate a cercare lavoro.

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Faraoni

“Naturalmente i fori non furono creati per guardare
dentro, ma perché il faraone potesse guardare fuori,
magari verso quelle stelle del firmamento settentrionale
che non tramontano mai.”

Jean-Philippe Lauer, egittologo

 

 

Parlo di Djoser, faraone della III dinastia egizia, considerato il fondatore dell’Antico Regno (ca. 2680 – 2180 a.C.).
Era anche chiamato Netjerykhet, che significa Divino nel corpo.
Si pensa sia figlio della regina Nimaathap e del faraone Khasekhemui. Si ritiene che abbia reganato per circa 30 anni.
Numerose furono le sue imprese architettoniche, soprattutto a Saqqara.


La più importante è la Piramide a Gradoni, la più antica piramide egizia; la sua forma costituì il modello di tutte le altre piramidi dell’Antico Regno.
La Piramide è in pietra calcarea, contiene solo uno stretto corridoio che porta nel cuore della costruzione fino a una camera dove era celato l’ingresso al pozzo sepolcrale; originariamente era alta 62 metri e ricoperta di calcare bianco finemente levigato.
Era un’opera colossale, nata propabilmente per sbalordire gli antichi egizi e incutere rispetto verso la potenza divina del faraone. Era il più grande edificio al mondo.
La Piramide a Gradoni era una scala, tramite cui l’anima del faraone poteva salire al cielo, per unirsi ai dei nell’immortalità.
Djoser fu inumato nella Piramide a gradoni.
All’interno della piramide si trova un luogo curioso, una struttura in pietra, il serdab, sul cui fronte sono praticati due fori: guardandovi attraverso si incontra lo sguardo del re, incastonato nel volto di una statua a grandezza naturale dipinta, questo accorgimento consentiva al ka (elemento che assicura l’esistenza e la vita agli dei e agli uomini) del re di comunicare con il mondo esterno (attualmente la statua è una copia, l’originale è esposto nel Museo Egizio del Cairo), è probabilmente la più antica statua a grandezza naturale di un faraone che sia mai stata realizzata in un contesto funerario.
Con Djoser l’antico Egitto iniziò a sorgere.

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