TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Corruzione in Laterano…

Nasce a Roma nel 937, sua nonna era Marozia, per anni padrona assoluta di Roma e della Chiesa.
Parlo di Ottaviano, diventato papa con l nome di Giovanni XII. Papa a diciotto anni, un pincipe viziato e lussurioso.
Diventare papa non gli impedì di continuare la vita di piaceri: ubriaco nominò diacono uno stalliere, consacrò vescovo un un ragazzo di dieci anni di cui era innamorato, consacrò vescovi dietro pagamento, regalò a prostitute di alto lignaggio vasi sacri, comandò omicidi, uccise il cardinale subdiacono Giovanni, dopo averlo castrato, accecò il suo padre spirituale Benedetto, giocava a dadi invocando i dei, ebbe rapporti incestuosi con le sorelle e la nipote, comandò gli eserciti come un vero militare, partecipò a battute di caccia, fece mozzare naso e lingua ai cardinali che in sua assenza avevano votato l’elezione di un’altro papa.
E come mai poteva morire un papa di questo tipo? Il 14 maggio 964 venne scaraventato fuori da una finestra della taverna dove alloggiava, dal marito di Stefanetta, che l’aveva sorpreso a letto con sua moglie (qualcuno dice morto di colpo aplopettico)
Mi domando come possa essere possibile che una tale figura, che aveva trasformato il Laterano (allora sede papale e residenza ufficiale dei romani pontefici) in una casa di piacere, ad esservi stato sepolto e ancora lì stazionare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Mondiali

Sto seguendo i Mondiali, chi mi legge da tempo sa quanto adori il gioco del calcio. non ce la faccio a starci lontano….fisicamente si purtroppo, non posso più giocarci.
Oggi ho visto Francia-Argentina. Ma non voglio parlare della partita, ma di un ricordo.
Squadra dell’Argentina, e mi è tornato in mente quello che mi raccontò mio padre, e che io oggi ho raccontato a Meli.
Gli ho parlato di el Lobo (il Lupo), Jorge Omar Carrascosa, capitano dell’albiceleste, che prima dei Mondiali del 1978 si ritirò dalla Nazionale. Calciatore grintoso, immediato, poco raffinato tecnicamente, ma travolgente.
Perchè? Per protestare contro la dittatura militare che in quel periodo governava l’Argentina, la dittatura dei colonelli del generale Videla.
Un uomo praticamente sconosciuto ai più, che avrebbe potuto avere soldi e riconoscimenti, ma che invece ha deciso di essere se stesso contro una forma di governo devastante.
(quell’anno mio padre decise di non vedere i mondiali, e io con lui).

(figurina Panini)

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Tuffo!

La Quebrada (il crepaccio), Acapulco, Oceano Pacifico, altezza di 45 metri, flusso e riflusso del mare.
Tuffo!Ccoraggiosi o incoscienti? Mi piace pensare coraggiosi.
Io non lo farei…(ma un dolce uomo un po’ folle, mio amico, lo ha fatto), voi? 

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Paese che vai…

…leggenda che trovi.

 

Per i Maori la stella più brillante della costellazione della Lira è chiamata Whanui.
Ma chi era Whanui?
Era un giovane uomo che una notte incontrò Pani, la bella moglie di Rango-Maui, rimase sconvolto dalla sua bellezza e, pur sapendo di compiere una cattiva azione, sedusse Pani e fece l’amore con lei. Dal loro amore nacquero le patate dolci. Suo marito Rango-Maui odiava tanto la loro presenza che Pani gli permise di mandarle sulla Terra. Whanui andò su tutte le furie e, per vendetta, spedì sulla Terra tre diversi tipi di bruco che si nutrivano di patate dolci.
Per questo, prima che Whanui appaia in cielo all’alba, gli uomini della Terra depositano le patate dolci nel suolo per evitare che i bruchi le mangino.

 

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Tulipani

In Ottawa, Canada, nel mese di maggio si svolge il Canadian Tulips Festival, 15 chilometri di colore, parate, concerti, spettacoli dal vivo.
Ammirare i tulipani di Ottawa è come guardare un immenso tappeto fitto fitto che non si riesce a scorgere la terra.
Questa manifestazione è legata al paese dei mulini a vento, l’Olanda.
Perché? L’origine ha inizio quando la regina dei Paesi Bassi, Juliana, alla fine della seconda guerra mondiale fece inviare alla capitale canadese 100.000 tulipani come ringraziamento per l’ospitalità ricevuta nel periodo in cui la sua terra era occupata dai nazisti.
Quando la follia nazista arrivò ad occupare l’Olanda e a perpetrare anche lì le sue violenze, la principessa Juliana trovò rifugio in Canada. Arrivò a Ottawa nel 1940 con le due bambine, Beatrice e Irene. Qui nacque la principessa Margherita. Jiuliana si rese subito amabile al popolo canadese: mandò le figlie alla scuola pubblica chiedendo che lei e le figlie venissero trattate come una delle tante famiglie in quei tempi difficili, si fece chiamare semplicemente “Signora” e non “Vostra Maestà”, condusse una vita normale andando, ad esempio, a fare la spesa personalmente, amava andare al cinema e si metteva in coda per i biglietti. Si fece amare e rispettare dal Canada e dai Paesi Bassi aiutando chi era in difficoltà con le sue proprie forze, ad esempio quando la sua vicina stava per partorire si offrì di badare agli altri figli della donna.
Tornata in Olanda alla fine della guerra, espresse la sua gratitudine verso il Canada inviando alla città di Ottawa centomila bulbi di tulipani. L’anno seguente ne donò altri 20.500, e da allora ogni anno arrivano i tulipani dall’Olanda.
Ecco come nasce il Festival dei tulipani.

Un po’ di storia: quando la regina Guglielmina, madre di Juliana, iniziò la ricerca di un marito per la figlia si trovò nella difficoltà di trovare un principe protestante di una famiglia regnante; furono esaminati principi dal Regno Unito e dalla Svezia, ma rifiutarono (la corte olandese era alquanto noiosa) o vennero respinti dalla principessa. L’incontro con il principe Bernardo di Lippe-Biesterfeld, ai Giochi olimpici del 1936, fu risolutivo, la principessa Jiuliana si innamorò profondamente del ragazzo, un amore che sarebbe durato una vita. Il fidanzamento reale della principessa Jiuliana venne così preparato dalla madre: fu redatto un documento legale che stabiliva esattamente cosa il principe tedesco poteva e non poteva fare, e la quantità di denaro che poteva aspettarsi dall’unica erede della vasta fortuna della famiglia reale olandese, l’astuta regina Guglielmina non lasciò niente al caso; il documento venne firmato, e il fidanzamento della coppia venne annunciato l’8 settembre 1936. L’annuncio del matrimonio divise la nazione che non si fidava della Germania di Adolf Hitler. Prima delle nozze, il 24 novembre 1936, il principe Bernardo ottenne la cittadinanza olandese e cambiò la pronuncia del suo nome da tedesca a olandese. La coppia si sposò a L’Aia il 7 gennaio 1937, la stessa data in cui i nonni di Jiuliana, (re Guglielmo III e la regina Emma) si erano sposati cinquantotto anni prima.
Il clima politico in Europa era già estremamente teso per la crescente minaccia della Germania nazista e la tensione andò ad aumentare nei Paesi Bassi quando Hitler lasciò intendere che il matrimonio reale era un segno di alleanza tra i Paesi Bassi e la Germania. Una furiosa regina Guglielmina fece rapidamente una denuncia pubblica del commento di Hitler, ma l’incidente causò ulteriore risentimento per la scelta del marito tedesco fatta da Jiuliana. Ulteriori rivelazioni circa la condotta del principe Bernardo si aggiunsero al crescente risentimento della popolazione olandese (pur se di carattere dolce il principe Bernardo era un “uomo di mondo” con uno stile di vita vivace, ebbe relazioni extraconiugali e figli illegittimi), ma dopo l’invasione tedesca del maggio 1940, le sue azioni fecero molto per cambiare l’opinione pubblica in suo favore.
Durante la seconda guerra mondiale e l’occupazione tedesca dei Paesi Bassi, il principe e la principessa decisero di lasciare il paese con le due figlie per il Regno Unito. Jiuliana vi rimase per un mese prima di portare le figlie a Ottawa.
Jiuliana e i canadesi crearono un legame duraturo che venne rinforzato quando i soldati canadesi combatterono e morirono a migliaia (1944/45) per liberare i Paesi Bassi dal nazismo. Il 2 maggio 1945 Jiuliana, assieme alla regina Guglielmina, fece ritorno con un aereo da trasporto militare, nelle parti liberate dei Paesi Bassi, raggiungendo Breda per installare un governo olandese provvisorio. La gratitudine di Juliana verso il Canada, come già detto, fu l’invio dei centomila bulbi di tulipano. L’anno seguente Jiuliana donò altri 20.500 bulbi, con la richiesta che una porzione di questi venisse piantata nei giardini dell’ospedale dove aveva dato alla luce Margherita. Allo stesso tempo, promise a Ottawa un dono annuale di tulipani per il resto della sua vita, per mostrare il suo duraturo apprezzamento per l’ospitalità ricevuta in tempo di guerra.

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Cheope

Quando parliamo di Cheope la mente corre inevitabilmente a uno dei più famosi monumenti dell’Antico Egitto: la Grande Piramide o Piramide di Cheope.
È la più antica delle sette meraviglie del mondo antico e l’unica a rimanere in gran parte intatta.
Ma cosa si sa di Cheope? Il faraone di cui non è comunque mai stato trovato alcun cartiglio che contenga il suo nome?
Di fatto si sa ben poco.
Si sa che potrebbe essere figlio di Snefru (padre o patrigno) e della regina Hetep-heres (probabile sposa di Snefru, sepolta accanto alla Piramide di Cheope); nel Papiro Westcar Medjedu è descritto come un sovrano benevolo, è stato artefice dell’unificazione territoriale e di un periodo di notevole prosperità per l’Egitto; avviò numerose riforme destinate ad accrescere il suo potere, riordinò l’amministrazione dello Stato ponendovi a capo il visir che in questo modo assunse un ruolo di primissimo piano, ben al di sopra di tutti gli altri funzionari statali e molto vicino alla famiglia reale, ottenendo il risultato di aumentare il controllo su tutti i funzionari; in ambito religioso limitò i privilegi dei sacerdoti scegliendo, inoltre, i sommi sacerdoti delle principali divinità tra i membri della sua famiglia; il suo regno fu caratterizzato dalla convivenza pacifica con i popoli vicini; le uniche spedizioni al di fuori dei confini del Regno, verso il Sinai e la Nubia, furono effettuate con lo scopo di approvvigionarsi di minerali. Per quanto riguarda la sua vita privata, Cheope si sposò tre volte e da queste unioni nacquero tre figlie e sei figli, quattro dei quali gli successero al trono. Secondo lo storico greco Erodoto (più di duemila anni dopo) invece fu un tiranno che avrebbe schiavizzato il popolo allo scopo di erigere il proprio monumento funebre,
Manetone gli attribuisce un regno di 66 anni, mentre il Canone Reale ne riporta solamente 23, come protendono gli attuali studi; dal 2008 si conoscono solo due date riferite al regno di questo sovrano: una posta nella piramide di Giza, che riporta anno del 17esimo conteggio di Medjedu, ed un’altra rinvenuta presso l’oasi di Dakhla, nel deserto del Sahara, che riporta anno dopo il 13esimo conteggio del bestiame.
La maggior parte dei papiri scoperti è databile all’anno 27 del regno di Cheope e descrive come l’amministrazione centrale inviasse cibo e forniture ai navigatori egiziani; un documento importante è il diario di Merrer, dignitario coinvolto nelle costruzione della grande piramide di Cheope. Secondo recenti studi la Sfinge di Giza rappresenterebbe non Userib ma Medjedu stesso.
Per preparare il suo passaggio nell’oltretomba, diede l’avvio alla costruzione di una monumentale opera, che finì per oscurare tutte le altre: nacquero così la Grande Piramide e il complesso funerario che la circonda, destinato ad accogliere parenti e funzionari.
La famiglia reale di Cheope era assai estesa. Nel 1925 fu scoperta la tomba della regina Hetepheres I a est della Piramide di Cheope: il pozzo sepolcrale conteneva un prezioso corredo funerario.
La Pietra di Palermo riporta che, durante il regno di Cheope, venne eretta una statua alta sette metri e venne realizzata un’altra statua interamente in oro.
Di lui però possediamo solo una piccola statua in avorio (alta circa 7,5 cm), attribuibile con sicurezza, che si trova al museo de Il Cairo

 

Una curiosità: a fianco della piramide sono state rinvenute fosse contenenti le barche solari del sovrano.
La barca solare di Cheope è una delle imbarcazioni più antiche del mondo; fu scoperta dagli archeologi nel 1954 nella piana di Giza, in una fossa sul lato sud della Grande piramide.
Racchiusa in una camera ermeticamente sigillata, la barca era scomposta in 1224 pezzi, il cui legno si è conservato intatto per più di 4600 anni.
Per ricostruirla sono occorsi 13 anni. Lunga circa 43 metri, ha cinque remi per lato più due a poppa, con funzione di timoni e, dal 1982, è esposta nel museo creato appositamente a fianco della piramide e progettato dall’architetto italiano Franco Minissi.
Una delle domande alle quali si è cercato, tuttora inutilmente, di dare risposta è quale fosse la funzione di queste imbarcazioni.
Gli egittologi propendono nel credere che Cheope sia stato trasportato verso la tomba su un’imbarcazione funeraria simile (in effetti sembrerebbe che la barca sia stata usata in navigazione).
Resta comunque il problema per quale motivo sarebbe stata sepolta a così poca distanza da un’altra barca dello stesso tipo. E, inoltre, perché tagliarla in 1224 pezzi invece di seppellirla intera? Anche a questi interrogativi non si è riusciti a dare una risposta, considerando anche che le “barche solari” sono presenti fin dalle prime dinastie.

A 4500 anni dalla sua costruzione, la piramide di Cheope continua a sorprenderci. Un team internazionale di scienziati ha individuato al suo interno una grande e misteriosa camera segreta, lunga 30 metri e alta 15, che si trova poco sopra la Grande Galleria che conduce alla Camera del Re. Da quando Nature è stata scoperta si fanno mille congetture: conterrà il tesoro che da millenni si cerca nella piramide? Sarà la vera tomba di Cheope, la cui mummia non è stata mai trovata? Rivelerà finalmente i misteri della costruzione del più imponente edificio dell’antichità?
La nuova cavità scoperta nella piramide di Cheope potrebbe ospitare un trono di ferro meteoritico che sarebbe servito ad aiutare il faraone a ‘sedere fra le stelle. Nei riti funerari egizi (come testimoniano le scritture ritrovate nelle piramidi) il faraone, per raggiungere le stelle del nord, avrebbe dovuto attraversare la ‘porta del cielo’ seduto su un trono di ferro”, la sedia, in sostanza, aveva la funzione di aiutare il faraone nel suo passaggio all’aldilà; gli antichi egizi erano soliti costruire oggetti con il ferro ricavato dai meteoriti (riconoscibile dall’elevata percentuale di Nichel).
La stanza segreta è stata individuata grazie ad una nuova tecnica di scanning utilizza un mix di termografia a infrarossi, ricostruzione 3d e scanning ai muoni, particelle subatomiche prodotte dallo scontro dei raggi cosmici con l’atmosfera, capaci di penetrare decine di metri di solida roccia e fornire – in modo non invasivo – una mappa dell’interno delle mastodontiche piramidi.

 

 

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Carta

Tsai-Lun, ministro dell’Agricoltura cinese (II secolo A.C), che visse durante il regno dell’imperatore Hoti della Dinastia Han, sarebbe l’inventore della carta.
Una leggenda racconta che prese spunto dalle vespe.
Incuriosito dall’insistente ronzare vide che si dirigevano verso un bambù, raccoglievano minuscoli pezzetti di fibra che bagnavano con la saliva, li masticavano e li impastavano. Mettevano la pallottolina ricavata tra le zampe e volavano via.
Notò un nido a forma di grappolo con tante cellette dove le api appoggiavano la pallottolina e iniziavano a plasmarla a colpi di zampe, le riducevano in lamine piatte e creavano nuove cellette che seccandosi si indurivano.
Tsai-Lun provò allora a macinare i pezzi di bambù nell’acqua ottenendo una poltiglia liquida che filtrava attraverso un setaccio, l’appiattiva e la lasciava asciugare al sole.
Così nacquero i fogli di carta.
La leggenda dice che per attirare l’attenzione dell’imperatore sulla sua invenzione, Tsai-Lun si finse morto e come ultima volontà chiese che venisse bruciata la carta di canapa posta intorno alla sua bara, simulò poi la sua risurrezione e attribuì il merito alla sua invenzione.
Da allora divenne tradizione in Cina bruciare carta di canapa nei funerali.

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Sette

427 volte è nella Bibbia
i giorni della Creazione formano la settimana
per i Pitagorici era formato dal 4, gli elemnti della natura (il femminile) e dal 3 dello spirito (il maschile)
così erano le meraviglie del mondo per i greci
le piramidi hanno 4 lati e tre facce
tanti sono i spiriti venerati dai cinesi
la vita per gli antichi romani si rinnovava alla scadenza di questo numero in anni
per i matematici è il più alto numero primo ad una cifra
tanti sono i colori dell’arcobaleno
indica quanti sono i colli romani
tante sono le virtù
e i peccati capitali
e i bracci del candelabro ebraico
il gatto ne ha di vite
la musica di note
addirittura si parla di culti lunari preistorici.

7 è un numero magico, sacro, nodale, legato a molte simbologie. In molte culture.

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Papi e prostitute

Nasce a Roma nel 892 circa, Marozia, bella, spregiudicata, assassina, ingannatrice, astuta, indomita, attraversò per vent’anni la Chiesa di Roma acquistando un potere immenso, anche politico.
   Ancora adolescente fu concubina di papa Sergio III, che era anche suo cugino e che, a quanto sembra, la donna uccise avvelenandolo.
Sposò, incinta (senza avere certezza di chi fosse il padre del futuro nascituro), l’anziano Alberico di Spoleto che la lasciò presto vedova.
In seconde nozze sposò il marchese di Toscana, Guido, oppositore di papa Giovanni X che fu carcerato e che morì in prigione. Guido acquistò il potere su Roma, Marozia triplicò il suo facendo eleggere Leone VI e Stefano VII, ma la sua grande vittoria fu l’elezione a pontefice del suo primo figlio, ventunenne, Giovanni XI. Marozia lo pilotò senza riguardo.
Alla morte di guido sposò Ugo di Provenza che lei voleva re, ma il secondo figlio, Alberico II, riuscì a cacciarlo da Roma e arrestò la madre.
Trasferita in un convento di clausura, sempre a Roma, vi trovò la morte nel 955 circa.
Una delle leggende romane parla di una papessa donna, Giovanna, in molti credono sia stata ispirata a lei.
Il suo potere venne definito pornocrazia: letteralmente, governo delle prostitute.
Marozia era figlia di Teodora, altra donna di potere, si dice fosse amante di papa Giovanni X.

 

Liutprando da Cremona scrisse: “Mariozza, bella come una dea e focosa come una cagna, viveva nel cubicolo del Papa e non usciva mai dal Laterano”.

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Viaggio?

Dove?
A Mataiva, un’atollo, delle isole Tuamotu, con una foresta formata da una cortina di palme da cocco.
La laguna è costituita da una serie di bacini (circa 70), non molto profondi (crca 10 mt), separati da un’unico reticolo di corallo che in bassa marea è idealmente percorribile.
La conformazione di Mataiva si è formata a causa di movimenti tellurici sottomarini avvenuti nei secoli. Il sollevarsi e l’abbassarsi dei fondali hanno formato delle vasche non comunicanti che essendo poco profonde, sonoadattissime alla pesca, maggiore attività della popolazione.
Mataiva è tra gli atolli della Polinesia meno frequentati dal turismo di massa e molto amata dai sub

 

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