TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Un’opera “speciale”

 

 

San Pietro in Vincoli, una basilica romana, situata sul colle Oppio. Ma non è di questo sito che voglio parlare, pur conservando sotto l’altare maggiore la catena con cui era stato legato San Pietro a Gerusalemme, ma di un’opere incredibile qui conservata: la tomba di Giulio II, papa dal 1503 al 1513 (che però è sepolto nella basilica di San Pietro in Vaticano).
Una tomba di stupefacente bellezza, che contiene il Mosè di Michelangelo. Un opera maestosa e affascinante, dal volto espressivo e realista, emozionante.
La realizazzione di questa opera meravigliosa costò litigi, contrasti, invidie, ostilità.
L’opera doveva contenere più di quaranta statue, ma di fatto ne contiene sette. Papa Giulio II non la vide mai, fu completata dopo la sua morte
Se transitate in Roma, non fatevi scappare questo capolavoro.

                                                        

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Montagne artistiche

Quelle che vengono chiamate Monti Arcobaleno.
Cina: provincia di Gansu, parco Zhangye Danxia.
I monti di questo paesaggio hanno incredibili colori, strati multicolori frutto di depositi di vari minerali dalle pigmentazioni diverse, rosso, grigio, viola… rocce modellate dal vento, dal gelo e disgelo… l’erosione ha creato grotte, colonne, picchi di rara bellezza.

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Perchè no?

Da qualche anno in Germania è attivo Heimwegtelefon: una linea telefonica di volontari che assistono le donne che rientrano da sole la notte, sostengono conversazione fino all’arrivo delle donne a casa. I volontari sono in contatto con la polizia che può così intervenire immediatamente in caso di bisogno. Ovviamente bisogna fornire il percorso scelto per il rientro a casa. Le ideatrici sono due ragazze tedesche che hanno ripreso l’idea dalla Svezia, dove hanno vissuto per un periodo. Un’idea interessante.

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Lo avevo dimenticato…

…il basilisco. L’ho ricordato solo oggi grazie al mio piccolo vicino di casa che me lo ha mostrato su un suo libro.
La leggenda narra che sia nato da un uovo deposto da un rospo o da un gallo, è un animale fantastico, un mostro dal corpo di serpente con la corona su una testa di gallo. Si dice che: intorno a se creava il deserto perché ha la capacità di seccare gli arbusti, gli uccelli cadevano ai suoi piedi morti, i frutti imputridivano, avvelenava le acque dove beveva, uccideva pietrificando o incenerendo con lo sguardo, quello stesso che potrebbe ucciderlo se si guarda riflesso in uno specchio. Si narra che un cavaliere tentò di ucciderlo con la sua lancia, il veleno da lui prodotto vi si infiltrò e uccise cavaliere e cavallo. Nelle antiche leggende cristiane viene citato come il simbolo della Terra dell’Anticristo o del Diavolo.

Lasciando il fantastico mondo della mia infanzia, nella realtà il basilisco è una lucertola di circa 60 cm di lunghezza che vive negli ambienti fluviali delle foreste del Centro/Sud America; non è letale, ma sa correre sull’acqua per sfuggire ai predatori:, per questo è soprannominato la Lucertola di Gesù Cristo!

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E la santità?

Alessandro VI, (Rodrigo Borgia 1431/1503) catalano/aragonese, fu uno dei papi rinascimentali più controversi, sinonimo di libertinismo e nepotismo.
Si trasferì in Italia ancora giovanissimo dove studiò giurisprudenza e si laureò in diritto canonico.
Il suo pontificato fu contrassegnato, oltre che dall’ambizione e comunque una elevata dose di intelligenza (non racconto tutto il suo percorso “politico”, la mia curiosità è di ben altro genere), dalla lussuria e dai vizi.
Suoi grandi sostenitori furono: Ascanio Sforza (cardinale) che nominò Vicecancelliere e gli cedette il palazzo della famiglia Borgia, il cardinale Colonna a cui cedette la città di Subiaco e i vicini castelli, il cardinale Orsini a cui cedette i possedimenti di Soriano nel Cimino e Ponticelli, il cardinale Savelli a cui cedette Civita Castellana. Suo acerrimo nemico e accusatore fu Girolamo Savonarola, a cui, nel 1495, gli proibì di predicare a Roma.
Alessandro VI ebbe una lunga relazione con Vannozza Cattanei (si dice che la sposò tre volte), locandiera romana, da cui ebbe Cesare, Giovanni, Lucrezia e Goffredo; da donne ignote ebbe altri tre figli; l’amante ufficilae però era la bella Giulia Farnese, moglie di Orsino Orsini, qualificata come concubina papae, in termini blasfemi, sposa di Cristo
Il pontificato di questo lussurioso papa mirava a rendere grande la sua famiglia, favorendo la creazione di un regno per il figlio Cesare e imparentando per puri calcoli politici la figlia Lucrezia.
Mirava ad una egemonia politica e territoriale. Grazie ai proventi finanziari dell’Anno Santo e alla vendita di numerose cariche ecclesiastiche e cappelli cardinalizi, riuscì a ottenere i fondi necessari per allestire di un’armata alle dipendenze del figlio, che riuscì a conquistare gran parte del centro Italia, questo fece in modo che lo Stato della Chiesa perse una parte cospicua del suo territorio, passando nelle mani della famiglia Borgia.
Alessandro VI cercò di indebolire la nobiltà romana per favorire l’ascesa della famiglia nella città eterna: fece confiscare alcuni possedimenti a diverse importanti famiglie per ridistribuirli tra i membri della famiglia Borgia, anche perpertando l’assassinio di alcuni cardinali; addirittura diventò Duca di Nepi il figlio dello stesso papa, Giovanni, di due anni e Duca di Sermoneta Rodrigo, figlio di due anni di Lucrezia.
Alessandro VI, morì nel 1503 per cause non del tutto chiare, ufficialmente morì a causa dalla malaria, un’altra versione vuole che la morte sia avvenuta per avvelenamento durante un pranzo organizzato per uccidere il cardinale Castellesi allo scopo di incamerarne i beni, il corrotto coppiere dei Borgia, aveva versato della canterella (veleno a base d’arsenico) insieme al vino, ma la coppa fu inavvertitamente data al papa.
Il cadavere di Alessandro VI fu prima deposto furtivamente (a causa dei disordini scoppiati dopo la sua morte), senza alcuna celebrazione funebre, in San Pietro, fu poi traslato nei sotterranei del Vaticano, nel 1610 le sue spoglie furono portate nella chiesa di Santa Maria di Monserrato, la chiesa degli Spagnoli in Roma, dove rimasero praticamente dimenticate per secoli, nel 1889 gli fu dedicato un monumento degno di un pontefice.

Al busto di Pasquino fu affisso questa scritta (in latino):
“Tormenti, insidie, violenze, furore, ira, libidine,
siate spugna orrenda di sangue e crudeltà!
Giace qui Alessandro Sesto; godi ormai libera,
Roma perchè la mia morte fu vita per te.”

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La fantasia….viaggia!

Bloccata per un paio di giorni a causa di un piccolo intervento, non mi resta che la fantasia. E allora parto e arrivo in Arizona, e nel Havasu Canyon (Riserva Indiana Havasupai) mi appare una cascata dalle acque color smeraldo: l’Havasu Creek
Magnifiche! Nelle piscine naturali che creano mi vorrei immergere e bearmi di cotanta meraviglia!

 

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Airone e il delfino

Il poeta greco Arione vive a Corinto, presso il tiranno Periandro.
Arione partecipa ad una gara di poeti in Sicilia, vince e riceve molti doni che carica sulla nave che lo riporterà a Corinto.
I marinai decidono di appropriarsi dei tesori e progettano come sottrarli al poeta, ma Arione sogna Apollo (protettore dei poeti) che lo mette in guardia. Arione, dopo essersi svegliato, si accorge che il timoniere si avvicina con una spada, allora il poeta chiede di poter avere la cetra per suonare l’ultimo canto. Ottenuto il permesso inizia a suonare la cetra, ma improvvisamente si tuffa in mare; un delfino, attratto dalla musica, si avvicina alla nave, e salva Arione trasportandolo in Grecia sul dorso
Gli dei decidono di premiare il delfino per il suo generoso gesto e lo trasformano, assieme alla cetra di Arione, in una nuova costellazione.

 

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2020

Allarme! Uno studio inglese prevede che entro il 2020 sparità il frumento….e quindi gli spaghetti!!!
E no! Gli spaghetti proprio no!

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Un meraviglioso “fossile”

Nel 1959 il governo cinese, al fine di alimentare la città di Hangzhou, capitale della provincia di Zhejiangiù, tra le più industrializzate e ricche della Cina, che era in piena espansione demografica, creò un bacino idroelettrico ai piedi del Monte Wu Sh (Monte dei Cinque Leoni). Per creare questo bacino vennero sommerse 28 cittadine, tra queste Shi Cheng (Città del Leone), che si trova a a una profondità di 26-40 m. ed è perfettamente conservata.
E’ un’antica città costruita durante la Dinastia Han nel 25-200 d.C. Fu abitata per oltre 1300 anni da 290mila persone, l’intero nucleo urbano è rimasto intatto: sei strade principali, edifici, templi….

Ora si pensa a farla diventare un importante polo turistico

 

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Un incontro “malato”

Parlavo oggi con un’amica della situazione di mia mamma, lei mi ha raccontato un’interessante ricerca che è stata fatta per capire l’origine dell’Alzheimer. E mi sono documentata.
Sinceramente sono rimasta frastornata, ma anche affascinata.
Frastornata perchè non avrei mai immaginato, affascinata da quanto la ricerca possa svelare misteri incredibili.
Sui circa 45.000 abitanti di Yarumal (Colombia) pende una scure di non poca drammaticità.
Prima della ricerca, ciò che vi racconterò, era definita “la leggenda della maledizione di Yarumal, la maledizione che fa perdere la memoria”, chiamata dalla popolazione La Bobera (la follia).
Gli abitanti di questa cittadini sono predisposti alla perdita di memoria fin dalla più giovane età. Ma non è una maledizione, bensì la causa di un’anomalia genetica.
L’Università di Antioquia grazie a prelievi di sangue sulla popolazione ha scoperto dei cromosomi geneticamente anomali, è stato scoperto che la mutazione è stata introdotta da un conquistatore spagnolo all’inizio del 17° secolo, che ha avuto figli da donne locali; infattii i profili genetici provengono dall’Europa occidentale. Il problema della diffusione è dovuto all’isolamento geografico e ai matrimoni fra parenti.
Purtroppo tutti i tentativi farmacologici non sono andati a buon fine in quanto sono stati testati quando ormai la malattia era diffusa in modo esponenziale; chi ha uno dei genitori portatore ha il 50% di possibilità di ammalarsi, chi ha entrambi i genitori si ammala sicuramente, di questi il 50% prima dei 45 anni, a volte già dall’età di 40 anni si hanno le prime manifestazioni.
Ma gli studiosi non demordono, stanno studiando un test sulle placche del cervello.

 

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