TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Adriano II

Che dire! I papi hanno sempre qualche storia da raccontare…
Ad esempio papa Adriano II, romano, membro di una nobile famiglia romana, mite di carattere, ha la sua bella storia.
Prima di prendere i voti era stato sposato con una certa Stefania, da cui ebbe una figlia.
Al momento della sua elezione papale madre e figlia erano ancora in vita (all’epoca anche a un uomo sposato poteva prendere gli ordini religiosi purché successivamente conducesse una vita casta; che bella invenzione, non vi pare? Le trovano tutte loro…)
Eleuterio, nipote del vescovo di Orte Arsenio, si innammoro follemente della ragazza e la fece rapire insieme alla madre, nell’868.
Adriano chiese aiuto all’imperatore, scongiurandolo di far intervenire i suoi legati per riportare alla ragione Eleuterio che, vedendosi perduto, uccise la giovane amata e la madre di lei.
Eleuterio dopo la cattura fu decapitato.

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La Grande barriera corallina australiana

E’ il più grande ecosistema al mondo: 2010 chilometri di madreperla e un numero incalcolabile di creature viventi.  Incredibilmente fragile e terribilmente compromessa. Questa affascinante luogo, dal 2016, è praticamente sbiancata a causa dell’innalzamento, anche se si pensa temporaneo,  delle temperature del mare, 4°. Questo vuol dire che è sbiancato il 90% dei coralli e il 20% è morto Questo fenomeno era già accaduto nel 1998 e nel 2002. Le attività umane: le estrazioni minerarie, le attività portuali, il turismo, la pesca, la crescita urbana, lo sviluppo industriale, acidificazione degli oceani,…sono la minaccia più reale per questa meraviglia della natura.
Farò mai in tempo a vedere la Heart reef? L’ area protetta nel Queensland, dove è proibito fare immersioni e ogni attività umana se non sorvolarla? 
Spero proprio di si…
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E’ questo il futuro?

.…non mi piace. Quando la tecnologia si diffonderà su cala globale molti lavori ora svolti da persone, circa il 49%, saranno automatizzati. Che tristezza.

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Cassiopea e Cefeo

Secondo la leggenda, Cassiopea, figlia di Arabo (figlio di Ermes) era la bella e vanitosa regina dell’antica Etiopia. moglie di Cefeo re e madre di Andromeda.
Superba e orgogliosa della sua bellezza e di quella di sua figlia dichiarò che addirittura superavano quella delle Nereidi (ninfe del mare), una di queste era Anfitrite, sposa di Poseidone, dio del mare. Le Nereidi chiesero a Poseidone di essere vendicate: il dio mandò allora il mostro marino Tiamat a devastare l’Etiopia
Cefeo, visto il suo regno in pericolo si rivolse ad un oracolo, che lgli suggerì che per salvare il paese doveva sacrificare la figlia Andromeda.
Con il cuore spezzato il re accettò: Andromeda fu allora incatenata a uno scoglio e abbandonata al suo destino
Ma la giovane fu salvata da Perseo che attaccò e sconfisse il mostro e lo pietrificò grazie alla testa di Medusa che aveva ucciso e decapitata
Andomeda sposò Pereo; Cassiopea, per punizione fu trasformata in una costellazione e condannata a girare per sempre con il suo trono attorno al Polo Nord.

Cassiopea costellazione è visibile soprattutto a settembre, per vederla bisogna guardare verso Nord, è una delle stelle più brillanti conosciute della Via Lattea.
Se si individua il timone del Grande Carro la si individua facilmente per la sua forma a W, si incastra fra Cefeo e Andromeda.
Le due costellazioni, sono talmente vicine in cielo da formare le uniche due costellazioni celesti dedicate a un marito e a una moglie. La costellazione di Cefeo è riconoscibile dalla forma, una casetta con tetto.

 

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La più grande industria di ceramiche greche…

…dove sorgeva? Nella valle del Cottone, a Selinunte (Sicilia). Su un’area di 1.250 metri quadrati si estende l’industria di produzione di terrecotte e ceramiche piu’ grande del mondo antico mai ritrovata.
Su questa area, dove sorgeva il quartiere industriale dell’antica colonia greca, datata al V secolo a.C., vi sono ottanta fornaci; si ipotizza che la fornace piu’ grande servisse per la produzione di tegole in terracotta e le altre piu’ piccole per realizzare vasi, statue e altro materiale L’area è ancora ben conservata, pavimentata con tegole in terracotta e dotata di un pozzo profondo e con anelli, sempre in terracotta, dal quale, propabilmente veniva prelevata l’acqua utilizzata per lavorare l’argilla.
E’ stata trovata anche la zona più antica del quartiere, con ceramiche e terrecotte figurative prodotte in loco.
Per questo ritrovamento dobbiamo ringraziare l’Istituto archeologico germanico di Roma e dell’Universita’ di Bonn.

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L’anima è una farfalla?

Gli animali sono spesso dei simboli, secondo popoli e culture.
Ad esempio il cavallo era sacro a Poseidone… gli indiani d’America adoravano il bisonte e il coyote, i Maya il giaguaro, il serpente, il quetzal
I Greci credevano che la farfalla fosse l’immagine dell’animo umano, la chiamavano psyche…anima
Anche per i Cinesi la farfalla era l’anima.
Un grande maestro della Cina antica, Chuang Chou sognò di essere una farfalla, una farfalla che volva qua e là felice, tra i campi in fiore. Chuang Chou dimenticò di essere un uomo!
Quando si svegliò però si rese conto che era lui, come sempre…ma non sapeva più se era Chuang Chou che sognava di essere una farfalla o se era una farfalla che sognava di essere Chuang Chou.
Eppure ci doveva essere una differenza tra il saggio e una farfalla che svolazzava tra i fiori…
Forse la bella farfalla era l’anima?

Io credo di si, l’anima può volare leggiadra ovunque voglia andare….

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Iris

Dai titani Oceano e Teti nacque la ninfa Elettra; da Elettra (ninfa oceanina) e Taumante (divinità marina) nacque Iride, o Iris, sorella delle Arpie
Iris, dea minore dell’Olimpo, era messaggera degli dei e persificazione dell’arcobaleno; poteva andare anche in fondo al mare e nel mondo sotterraneo.
Iris era una bella giovane vergine con l’aureola colorata come l’arcobaleno e le ali d’oro, venerata nell’isola di Ecate presso Delo.
E l’arcobaleno era la traccia che lasciavano i suoi piedi quando scendeva dall’Olimpo sulla Terra per portare messaggi funesti agli uomini (Hermes che portava messaggi propizi).

 

“Iride rugiadosa con crocee penne, nel cielo traendo mille vari colori dal sole…”(Eneide, IV).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Piccolo carro

L’Orsa Minore è individuabile facilmente grazie alla sua stella più luminosa, la Stella Polare, che si trova all’estremo del Piccolo Carro, così è anche chiamata questa costellazione, infatti le sue stelle più brillanti formano un disegno simile a quello del Gran Carro nell’Orsa Maggiore.
Questa costellazione potrebbe essere stata definita per la prima volta nel 600 a.C., dall’astronomo greco Talete.
E’stata sempre usata come guida dai marinai perchè la Stella Polare mostra il nord; anticamente le popolazioni scandinave ritenevano che la Stella Polare fosse attraversata dall’asse attorno al quale gira l’Universo, perderla di vista significava mettere a rischio la vita dei naviganti.
Nella mitologia greca si dice che Zeus lanciò Callisto (ninfa amata da Zeus) verso il cielo, per difenderla dall’ira di Era; volle trasformala in un’orsa e la lanciò tenendola per la coda che, durante il lancio, si allungò tantissimo…per questo la costellazione appare con una coda lunga rispetto all’animale reale.
In Ottobre il Carro sembra rovesciato, anche qui entra in gioco una leggenda, quella che raccontavano i Pellerossa: il carro si rovesciò trasportando dei colori che caddero sulla Terra, questo diede origine al colore delle foglie rosse d’autunno.

Ma quanta magia si racconta delle stelle? Ispirano da sempre….

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Ancora…

Mentre si discute se soministrare o no vaccini, il Centro europeo per il controllo delle malattie mette al corrente che in Europa dieci milioni di persone soffrono di epatite B e C senza saperlo, ed è devastante sapere che ogni anno si registrano 57mila diagnosi nuove di una di queste infezioni.

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Descrivere il mare…

“Soltanto il mare gli brontolava la solita storia la sotto, in mezzo ai fariglioni, perché il mare non ha paese nemmen lui, ed é di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di la dove nasce e muore il sole, anzi ad Aci Trezza ha un modo tutto suo di brontolare, e si riconosce subito al gorgogliare che fa tra quegli scogli nei quali si rompe, e par la voce di un amico.”

Giovanni Verga, 1881

 

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