TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Belle…

Ancora si incorona Miss Mondo…mha! La più bella!!! Sarà vero poi? Qual’è lo scopo?
Mi viene in mente Cleopatra, che bella non era (da Plutarco) come la cinematografia ci vuole far credere
Figlia del faraone Tolomeo XII, salì al potere a 18 anni e vi rimase per circa un ventennio. Intelligente, estroversa, curiosa, colta: conosceva l’astronomia, la geometria, l’aritmetica, la medicina; era poliglotta (sempre Plutarco) conosceva almeno otto lingue.
Donna di grande fascino, ammaliò uomini del calibro di Cesare, che aveva più del doppio dei suoi anni (52 lui, 21 lui), e Marco Antonio, da cui ebbe tre figli, e che fu probabilmente il suo vero amore. Si suicidò molto probabilmente per non cadere schiava dei romani, dopo aver provato a sedurre anche Ottaviano, quando questi entrò ad Alessandria.
Prima di uccidersi Cleopatra espresse il desiderio di essere sepolta accanto a Marco Antonio. Le cronache dicono che Ottaviano l’accontentò, ma la tomba dei due sposi non è mai stata trovata, anche se l’egittologo Zahi Hawass annunciò di aver scoperto il luogo dove i due riposavano, una camera nascosta al di sotto del tempio di Taposiris Magna, 50 km a ovest di Alessandria, dove sono state rinvenute 10 mummie appartenenti alla nobiltà del tempo, l’attribuzione non è ancora stata confermata.

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Perchè no?

Da qualche anno in Germania è attivo Heimwegtelefon: una linea telefonica di volontari che assistono le donne che rientrano da sole la notte, sostengono conversazione fino all’arrivo delle donne a casa. I volontari sono in contatto con la polizia che può così intervenire immediatamente in caso di bisogno. Ovviamente bisogna fornire il percorso scelto per il rientro a casa. Le ideatrici sono due ragazze tedesche che hanno ripreso l’idea dalla Svezia, dove hanno vissuto per un periodo. Un’idea interessante.

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A occidente con la notte – Beryl Barkham

 

 

 

“L’Africa è mistica; è selvaggia; è un inferno soffocante; è il paradiso del fotografo, il Valhalla del cacciatore, l’Utopia dell’avventuriero. E’ quello che vuoi tu, e si presenta a tutte le interpretazioni. E’ l’ultimo vestigio di un mondo morto, o la culla di uno nuovo e lucente. Per moltissima gente, come per me, è semplicemente “casa”.
E’ tutte queste cose salvo una – non è mai noiosa.”

 

Beryl, trascorre quasi tutta la sua vita in Africa, dall’età di quattro anni, da quando suo padre, ufficiale inglese, abbandonò la sua casa nel Leicestershire e si trasferisce in Kenia, in un capanno di fango.
Abbandonò moglie e figlio, portò con se solo la piccola Beryl.

 

“C’è una leggenda secondo la quale gli elefanti seppelliscono i loro morti interritori segreti, nessuno dei quali è mai stato scoperto. A sostegno di questa teoria, c’è il fatto che il corpo di un elefante, a meno che non sia stato intrappolato o ucciso, raramente è stato trovato. Che ne è degli animali vecchi e malati? Non soltanto gli indigeni, ma molti coloni bianchi hanno sostenuto per anni la leggenda (se mai è una leggenda) che gli elefanti trasportano i loro feriti e i loro malati per centinaia di miglia, se necessario, pur di tenerli lontano dalla portata dei loro nemici. E si dice che gli elefanti non dimentichino mai.”

 

Straordinario romanzo autobiografico in cui Beryl Barkham*, esploratirice, aviatrice inglese prima donna ad attraversare in solitaria l’oceano Atalntico da est a ovest, racconta la sua avventurosa vita.
In ogni pagina traspare l’immenso amore per l’Africa, nel racconto dei paesaggi incontaminati e spesso inospitali, nel racconto degli animali e dei personaggi.
Un racconto avventuroso di un’Africa da amare rispettare ma dove la necessità di vivere “da bianca” a volte prendeva il sopravvento.
Un racconto da leggere con calma, perchè farcito di descrizioni e ricordi, la scrittura è poco raffinata, ma io trovo sia un bellissimo libro.

 

“Un giorno per ogni uomole stelle saranno altrettanto familiari delle pietre miliari, delle curve e delle colline della strada che conduce a casa sua, e un giorno questa sarà una vita nata dall’aria. Ma allora l’uomo avrà dimenticato come si vola; allora gli uomini saranno passeggeri su macchine i cui conducenti saranno stati accuratamente promossi alla familiarità con dei bottoni etichettati, e alle cui menti la conoscenza del cielo, del vento e delle condizioni atmosferiche sarà altrettanto estranea quanto un’invenzione passeggera. E verranno rievocati i giorni dei velieri – e la gente si chiederà se i velieri erano antichità del mare o antichità dell’aria.”

 

*Nasce ad Ashwell, nel Leicestershire, nel 1902, a quasi 4 anni si trasferisce in Kenya, allora colonia britannica, dove il padre vuole avviare una fattoria a Njoro. Dal padre impara ad addestrare i cavalli, dalle popolazioni indigene la lingua, la caccia, uno stile di vita libero. Solo per breve tempo sarà mandata a scuola a Nairobi, ma verrà espulsa e non ci tornerà mai più. I tentativi di imporle precettori sono discontinui e sempre senza successo.
Quando Beryl ha solo 17 anni il padre, in difficoltà economiche, chiude la fattoria e si trasferisce in Perù, lei decide di restare in Africa, con il suo cavallo e due bisacce si trasferisce a Molo dove inizia ad addestrare cavalli e gestire una scuderi. incontra il pilota Tom Campbell Black che le insegna a pilotare un aereo. Da quel momento inizia a volare sull’Africa. Trasporta feriti e medicinali, posta e persone, recupera aviatori dispersi. Accompagna i cacciatori nei safari, avvista per loro gli elefanti dall’alto e comunica la posizione perché possano catturarli. Vola in tutte le condizioni, atterra dove nessun altro avrebbe osato. La licenza di volo l’ha ottenuta studiando sodo ed esercitandosi molto. È convinta che “una vita deve muoversi, altrimenti ristagna.”
Si sposa per tre volte e per tre volte divorzia. La prima a 16 anni, con Jock Purves, da cui si separa dopo neanche due anni. La seconda volta nel 1927 con il ricco Mansfield Markham che conosce durante un safari. Da lui ebbe un figlio, Gervase, e continuò a usarne il cognome dopo il divorzio. La terza con lo scrittore Raoul Schumacher con cui avviò una fattoria in California e che dopo la fine del matrimonio insinuò di aver scritto il libro di memorie della ex moglie. Ma più dei matrimoni sono innumerevoli le relazioni che le si attribuiscono. Beryl, affascinante e bellissima, frequentava la bella società coloniale nota come Happy Valley Set. Era composta soprattutto da inglesi, molti dei quali ricchi avventurieri stabilitisi in Africa nell’area che oggi corrisponde al Kenya e all’Uganda. Il gruppo era noto per il suo stile di vita decadente. Di giorno trascorrevano il tempo impegnandosi nei safari, di notte indulgevano in stravaganze, droghe, promiscuità sessuale. Era un mondo scintillante a cui Beryl veniva ammessa pur non essendo facoltosa. Li accompagnava nei safari e li incantava con il suo stile di vita avventuroso, indipendente e anticonformista, persino per l’eccentrica comunità che frequentava. Nel 1929 ebbe una relazione con Henry, duca di Gloucester, ma i Windsor si opposero fermamente a questa unione.
Vola ogni giorno, per ore. Ma il viaggio più audace avviene nel 1936. Aveva deciso di tentare la trasvolata atlantica, da sola e no-stop, dall’Inghilterra all’America. Fu la prima donna a riuscirci: partì da Abingdon il 4 Settembre, dopo aver rimandato per qualche giorno in attesa di condizioni meteo più favorevoli che non migliorarono e le toccò volare per 21 ore nella nebbia e affrontare anche una tempesta; quando era ormai in vista della costa americana l’ultimo serbatoio di carburante andò in avaria e fu costretta ad atterrare a Baleine Cove, in Nova Scotia, Canada. L’aereo affondò di punta nel fango, lei si ferì alla fronte. Un fallimento, considerando che non aveva raggiunto effettivamente New York a bordo del suo Vega Gull, ma la trasvolata era stata compiuta e fu accolta in città come un’eroina. A Hollywood le viene chiesto di realizzare un film sulla sua impresa che non verrà mai realizzato, qui incontra Antoine de Saint-Exupery, già famoso per i suoi viaggi in aereo, che la incoraggia a scrivere le sue avventure africane. Inizia nel 1941 e il libro viene pubblicato l’anno dopo. Dieci anni dopo torna definitivamente in Kenya, a quella che considerava da sempre la sua vera casa, e ricomincia a dedicarsi ai cavalli ottenendo un successo dietro l’altro. Muore a Nairobi nel 1986.

 

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Donne

“Non dire mai di essere debole, perchè sei una donna.” 
Mary Kom (pugile indiana)

 

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Donne!…

…non è arrivato l’arrotino…ma ho trovato questa frase di Annie Lennox, dedicata alle donne,  che mi è piaciuta tantissimo.
“Indignatevi, commuovetevi,
siate parte
del cambiamento.”

 

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Il Maggio di Maria

 

(in questo mese mariano ogni tanto posterò immagini, storie o quant’altro  che riguardano Maria, indipendentemente da date o ricorrenze, un omaggio alla madre di Gesù)

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Il Maggio di Maria

Maria
Jan Styka
1890

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8 Marzo

“La rivoluzione più grande è, in un Paese,  quella che cambia le donne e il loro sistema di vita. Non si può fare la rivoluzione senza le donne. Forse le donne sono fisicamente più deboli, ma moralmente  hanno una forza cento volte più grande”.

Oriana Fallaci (“Il sesso inutile”)

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Donne

Le donne sanno reinventarsi, le donne sono belle, e non parlo esteticamente, le donne sanno giocare, le donne sanno essere felici, le donne sanno essere splendide, le donne sanno amare…le donne sono…
Ci dobbiamo credere sempre, anche dopo gli anni che vengono considerati critici (come i 50…60…).
Alle donne, tutte, voglio dire che il tempo è nostro. Viviamolo.

 

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Le battaglie di Anna

Anna Franchi nasce a Livorno nel 1867 in una famiglia borghese.
Amante della musica prende lezioni di pianoforte da Ettore Martini (violinista e direttore d’orchestra) che sposa nel 1883 e dal quale avrà 4 figli.
Dopo il fallimento del matrimonio, a causa dei tradimenti e la passione del gioco del marito, resta sola, pur se piena di debiti lasciati da Martini, non può vendere i beni senza l’autorizazzione del marito, come prevedeva una legge in quel periodo. Scrive allora il romanzo Avanti il divorzio (1902), che sarà uno scandalo ma avrà grande successo, crede fermamente nella necessità di introdurre il divorzio in Italia.


Per mantenersi inizia un’attività come traduttrice e inizia a scrivere romanzi per bambini, il più famoso è Il viaggio di un soldatino di piombo.


Diviene giornalista e scrive commedie e testi teatrali. Dal 1906 si appassionano alle tesi antiaustriache ed irredentiste di Filippo Corridoni. Nel 1916 i figli Gino (che morirà in guerra) e Ivo si arruolano volontari
Fonda la Lega di Assistenza tra le Madri dei Caduti per aiutare le povere donne rimaste prive di mezzi e pubblica Il figlio alla guerra.
Durante il periodo fascista si dedica solo alla letteratura, interrompendo ogni attività sociale e politica
Negli anni trenta scrive su numerose riviste femminili con gli pseudonimi di Donna Rosetta e Lyra, dove dà consigli sulla bellezza, sui vestiti, descrive ricami e lavori a maglia.
Nel 1943 aderisce alla Resistenza e nel 1946 esce Cose d’ieri dette alle donne d’oggi (dove rivendica alla sua generazione e alle socialiste il merito di aver portato avanti delle battaglie di uguaglianza e di parità di diritti, come il diritto di voto).
Muore nel 1954 a Milano.
Anna Franchi nel corso della sua vita si è sempre impegnata in battaglie scomode e a volte pericolose.

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