TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Giaguaro

 

Ma quanto è bello il giaguaro?
Trovo sia un animale affascinante.
Oggi, come la gran parte di alcune specie viventi, rischia l’estinzione.
Purtroppo la deforestazione ha già distrutto il suo habitat per il 50%, la distruzione delle foreste pluviali causa la morte anche delle prede del giaguaro; altro pericolo d’estinzione è costituito dai bracconieri che cacciano il felino per il suo manto maculato.
Gli Aztechi lo riteneveano una creatura degli inferi, animale lunare perchè il suo manto luccica al chiarore della notte, emblema del Regno dei Morti, guida alle anime dei morti, erano convinti che chi fosse riuscito a guardarlo da vicino, negli occhi avrebbe letto il futuro. Un’antica leggenda dice che quattro giaguari rappresentino i guardiani della strada per la pace. La dea della terra azteca e’ raffigurata incinta di un giaguaro con gli artigli.
Per i Maya era anche figlio del Sole, animale solare, con il manto ricoperto di macchie dorate.
Peri i Toltechi, rappresentava la luna: il crepuscolo è un giaguaro che divora il Sole.
Per gli attuali Indios dell’America centrale e dell’Amazzonia è l’animale più rappresentativo dello sciamano che può anche assumere la stessa forma del giaguaro; secondo una leggenda, ha dato all’uomo il fuoco e suggerito l’arte venatoria; si pensa che abbia la capacità di viaggiare tra i mondi e che nel tempo, attraverso questi suoi viaggi, abbia acquisito i suoi molteplici poteri e la saggezza arcaica di tenere segrete le sue conoscenze.
Alcune tribù Indios nutrono un tale sacro rispetto per la sua forza, e lo ammirano talmente tanto che prima di andare a caccia si dipingono il volto, con tinte naturali, per ricalcarne l’aspetto e si conficcano nelle labbra e nel naso delle stecchette di palma che ne imitano le vibrisse. Pur cacciandolo, lo ritengono un amico misterioso.
Nell’Europa occidentale è l’emblema dell’industria di automobili Jaguar (colui che uccide con un balzo, dai nativi americani): omaggio alla sua velocità e potenza
E’ un animale vagabondo, solitario, si arrampica e nuota molto bene, attivo all’alba e al tramonto.
Caccia cervi, pecari, tapiri, scimmie, uccelli di grandi dimensioni e raramente gli animali domestici, si nutre anche di pesci, tartarughe, caimani. Segue le prede fino allo sfinimento e la trascina sugli alberi
Ha un’altezza al garrese di 75 cm e una lunghezza del corpo di 150-180 cm, più la coda che misura 70-90 cm, pesa dai 68 ai 136 kg, i maschi sono il 10-20% più grandi delle femmine; sono dotati di muscolatura possente, ideale per scattare in avanti e agguantare la preda. La folta pelliccia giallo dorata presenta macchie nere a forma di rosetta sulla parte dorsale del corpo e sugli arti, sono abbastanza comuni gli esemplari completamente neri
Come detto è un animale solitario, solo durante il periodo degli accoppiamenti la femmina e il maschio vivono insieme, mentre la struttura sociale è rappresentata dalla madre con i suoi piccoli; ogni 48 mesi nascono mediamente un paio di cuccioli, che dipendono completamente dalle cure materne per i primi due 2 anni di vita, in questo periodo oltre ricevere protezione, cibo e una guida per gli spostamenti, imparano a cacciare
Vive circa 12 anni e comunica principalmente attraverso vocalizzazioni simili a grugniti, ha sensi acuti, specialmente vista e olfatto.

 

.

11 commenti »

L’amore eterno

“I cani, quando amano, amano in modo costante, inalterabile, fino all’ultimo respiro.”
E. Von Arnim

17 commenti »

Lo avevo dimenticato…

…il basilisco. L’ho ricordato solo oggi grazie al mio piccolo vicino di casa che me lo ha mostrato su un suo libro.
La leggenda narra che sia nato da un uovo deposto da un rospo o da un gallo, è un animale fantastico, un mostro dal corpo di serpente con la corona su una testa di gallo. Si dice che: intorno a se creava il deserto perché ha la capacità di seccare gli arbusti, gli uccelli cadevano ai suoi piedi morti, i frutti imputridivano, avvelenava le acque dove beveva, uccideva pietrificando o incenerendo con lo sguardo, quello stesso che potrebbe ucciderlo se si guarda riflesso in uno specchio. Si narra che un cavaliere tentò di ucciderlo con la sua lancia, il veleno da lui prodotto vi si infiltrò e uccise cavaliere e cavallo. Nelle antiche leggende cristiane viene citato come il simbolo della Terra dell’Anticristo o del Diavolo.

Lasciando il fantastico mondo della mia infanzia, nella realtà il basilisco è una lucertola di circa 60 cm di lunghezza che vive negli ambienti fluviali delle foreste del Centro/Sud America; non è letale, ma sa correre sull’acqua per sfuggire ai predatori:, per questo è soprannominato la Lucertola di Gesù Cristo!

17 commenti »

Api

E di pochi giorni fa la notizia dei pesticidi usati da alcuni agricoltori nella zona di Udine che hanno sterminato decine di migliaia di api. Purtroppo già da tempo si sa che c’è una diminuzione delle colonie del -12%, dovuto sia ai pesticidi che ai cambiamenti climatici. Se calcoliamo che in un singolo alveare, in inverno, ci sono 10-20 mila api e in estate addirittura 90.000, viene da se calcolare che quel – 12% è davvero catastrofico.
Le api sono la vita del pianeta

25 commenti »

Leoni

Mi capita davanti agli occhi questa meravigliosa immagine. Ne resto affascinata, il leone è uno di quegli animali che mi rapiscono occhi e anima.
E insieme alla meraviglia mi “acchiappa” la tristezza. Si tristezza, perché questi grandi mammiferi sono a rischio di estinzione.
Sia in Africa che in Asia il numero di esemplari si è notevolmente ridotto, sembrerebbe da una stima datata 2016, ce ne siano circa 25 mila esemplari. Da 20 anni è nella lista rossa degli animali vulnerabili.
Certamente ci sono cause naturali, come ad esempio il virus della tubercolosi trasmesso dai bufali, il virus dell’immunodeficienza felina, ma la mano forte di questo “delitto” è dell’uomo. E si, sempre c’è lo zampino dell’uomo nel disfacimento di cui è preda il nostro meraviglioso pianeta.
I spazi vitali di questa specie si riducono a causa delle attività umane.
L’invasione di alcune aree naturali da parte dell’uomo ad esempio, mette a rischio anche altre specie come gazzelle e zebre…che sono prede del leone, che patisce per scarsità di nutrimento, e poi c’è il bracconaggio, i safari (e non parlo di quelli fotografici), la caccia illegale, che spesso si usa anche per “mostrare” il trofeo, una terribile attività che muove una massa di soldi non indifferente, che addirittura si allarga alle aree protette; e ancora, sul mercato nero asiatico c’è il traffico delle ossa di leone usate per la medicina tradizionale
Forse l’unica sopravivenza di questi maestosi e meravigliosi animali possono essere i parchi protetti di alcune zone come la Namibia, lo Zimbabwe, il Sudafrica dove i leoni vengono protetti e la lotta al bracconaggio è efficace, negli ultimi vent’anni i leoni sono aumentati in queste zone del 12%,.
  Se mi guardo intorno li vedo ritratti su bandiere e stemmi, simboli di coraggio e fierezza
                                                                                 

 

 

8 commenti »

Tori

Il figlio di un amico di famiglia parte il 1 luglio per una vacanza in Spagna.


Sono in cinque, uno di loro va anche per vedere la festa di San Firmino a Pamplona, gli altri si asscociano e comprano biglietti mesi prima (e con grande difficoltà per trovarli) per vederla dal balcone, ma quando sono lì decidono di partecipare attivamente, rivendono i biglietti ad altri ragazzi e si tuffano nelle strade. Il figlio dei nostri amici è contrario, ma poi si fa convincere, non so se hanno bevuto o se l’adrenalina contagiosa del momento lo spinge ad accettare.
Ieri pomeriggio sono andata a trovarlo, è tornato con un braccio fratturato e una brutta ferita alla caviglia, qualche giorno d’ospedale in Spagna e suo padre è dovuto partire per riportarlo a casa.


Ora, il mio istinto è stato di dargli uno schiaffone da fargli girare la testa (per essere moderata), è pentito e amareggiato oltre che impaurito, ma non ha avuto nessuna parola per i poveri tori.

Io sto con il toro alla faccia di chi mi dice “…ma poteva morire…”

       

La corsa (che infondo è una sorta di corrida) è chiamata l’encierro, è fulminea sia per gli uomini che per i tori (che non chiamerò bestie…), questi inseguono l’uomo; il percorso si svolge in salita per circa 900 metri, un percorso delimitato da alcune strade chiuse con palizzate di legno; i tori, che pesano anche più di 450 chili, vengono incitati alla partenza dallo sparo di un petardo. Per me assurdo e inconcepibile voler “giocare” a sfidare un toro per arrivare prima di lui. Il senso? E non voglio neanche sapere come nasce questa festa, proprio non mi interessa.

Ernest Hemingway, pur ammirando la corrida, disse: “Da un punto di vista morale moderno, cioè da un punto di vista cristiano, è assolutamente inammissibile.”

Blasco Ibanez ha detto “…la bestia, la vera bestia feroce, sono gli spettatori.”

Posso chiamre bestie i tori? Credo proprio di no.

29 commenti »

Talpa

talpa   E’ un mammifero presente in quasi tutta l’Europa.
In Italia esistono due tipi principali: la Talpa caeca e la Talpa romana.
La Talpa è lunga 14–16 cm, pesa dai 60 ai 120 g. Le zampe anteriori sono larghe, massicce e munite di unghie corte e molto robuste, questo perchè la talpa vive sottoterra e scava.
La pelliccia è fine e vellutata, morbida, per permettere l’adattamento alle gallerie e il movimento a ritroso, è di colore uniforme, prevalentemente nera, talvolta con riflessi marroncini o grigi o azzurrognoli; ha orecchie invisibili e ben protette (come gli occhi), prive di padiglioni auricolari; il muso è appuntito e la punta del naso è color carne, ha grandi denti, anche questi usati per scavare, oltre che per mangiare, le labbra vengono serrate, mentre scava, per non far entrare la terra..
index  È un animale solitario perche trascorre la maggior parte del tempo nel complesso sistema di gallerie sotterranee (circa 7/9 ore), alcune più profonde, collocate a 15–25 cm dalla superficie, utilizzate come ripari permanenti, ed altre più superficiali, quasi al livello del suolo, che utilizzano come terreno di caccia e che possono arrivare a ricoprire una superficie di 600–900 m².
La sua vista è limitata, ma ha olfatto, udito e senso del tatto sono molto sviluppati.
Nell’arco di 24 ore dorme solo 2/3 ore e non va in letargo.
Si nutre prevalentemente di lombrichi, ne mangia una quantità enorme, ma anche di larve, insetti, lumache…talpa2
La riproduzione avviene una volta all’anno; la gestazione è di circa 4 settimane dalla quale nascono 4-6 piccoli che vengono allattati per circa 6 settimane.
La Talpa vive circa 4-6 anni.
Lo scavo delle gallerie comporta problemi estetici nei giardini e danni all’agricoltura; io ne so qualcosa…ma mai l’avrei uccise…se ne sono andate per quattro anni e la primavera scorsa si sono ripresentate per un paio di mesi e poi di nuovo via…il mio giardino era più o meno così…main_molehills-in-field-banner Roberta mi ha detto di piantare erba cipollina, così ho fatto, sembra un buon metodo, e naturale.
Per le talpe sono mortali tutte le sostanze che l’uomo usa come pesticidi e quant’altro.

18 commenti »

Animali e anima…

421      angel_prayer     angeli-del-bosco

 

angelo-con-gattino Dicono che gli animali non hanno un’anima… bè, io non ci credo. Se avere un’anima significa essere in grado di provare amore, fedeltà e gratitudine, allora gli animali sono migliori di tanti esseri umani (J. Herriot) angioletto-con-coniglio

 

angioletto-con-rana

 

angelo-con-i-pettirossi

25 commenti »

Pedigree e gru

20151206_155612 Questa mattina ci ha fatto visita un amico di mio marito. Ci ha chiesto se volevamo segnare Semir ad una mostra canina. Come sempre (era accaduto anche con Argo e Angel) abbiamo rifiutato, i nostri amici pelosi li abbiamo solo “prestati” per campagne contro la violenza sugli animali e calendari. Il resto per noi non esiste, il cane per noi non è da “esporre”. L’amico insiste e nel discorso ci infila anche il pedigree. Io lo guardo e dico:”Pedigree?” E lui: “Non ditemi che non lo ha! E’ una cane perfetto…” E io (sotto l’occhio terrorizzato di mio marito che sa come la penso, ma dovrebbe sapere anche che sono educata): “Certo che ce l’ha: bellezza, forza, carattere, gioiosità, possessività verso la famiglia, prepotenza, e poi ancora, folle guardiano del territorio dove vive, non puoi toccargli la sua palla, gioca a pallone e a frisbee….è sufficiente? Ma dico, serve il pedigree per dire che è un cane? ” Fine di tutto. Stò pedigree non l’ho mai digerito. Possiamo amarli anche senza documenti, non so se è chiaro, senza discriminazione, senza pensare se è bello, brutto, storto, malato, se viene dall’allevamento del re o dal canalone di scolo delle acque (come Jo ad esempio) DSC07559 DSC07481

20160227_124454  ANGEL 2015 (Angel l’ “anzianotta”)

 

Ma cosa è il pedigree? E’ il documento che riporta l’albero genealogico di madre e padre tracciandone le carateristiche comuni alla razza.
Sapete cosa significa pedigree (dal francese)? Significa zampa di gru, le “dita” sottili di questo animale avrebbero suggerito all’uomo l’idea dell’albero genealogico.
Ma perchè proprio la gru? Perchè nei secoli le gru hanno ispirato fantasie magiche, come l’idea che viva migliaia di anni.
23-shoson_cranes Questo sopratutto in Giappone dove è il simbolo per augurare una lunga e felice vita coniugale, perchè è un animale che rimane fedele al proprio compagno per tutta la sua esistenza. In Giappone è usanza pensare che la gru possa vivere mille anni e che realizzarne con l’origami un grande numero, conferisca longevità e buona salute non solo a colui che le piega, ma anche a colui che le riceverà in dono… Origami 1
sadako-sasaki-illustration Una leggenda dice che chiunque pieghi mille gru avrà i desideri del proprio cuore esauditi: una piccola ragazza giapponese chiamata Sadako Sasaki fu esposta alle radiazioni della bomba atomica di Hiroshima quando era bambina e, nel 1955, a 12 anni, stava morendo di leucemia; conoscendo questa legenda decise di piegare mille gru in modo che si avverasse il suo desiderio, poter continuare a vivere sadako  Purtroppo il desiderio non si avverò, ma i giapponesi eressero una statua nel Parco della Pace di Hiroshima: una ragazza in piedi con le mani aperte ed una gru che spicca il volo dalla punta delle sue dita. I visitatori appoggiano ai suoi piedi ghirlande di gru che incorniciano la targa con la scritta: “Ecco la speranza e la preghiera: che la pace regni nel mondo”.
BunjI4uIgAAq_df La gru giapponese è diventata un simbolo di pace.

 
gru La gru ha come caratteristica la lunghezza del collo, delle zampe, delle ali e del becco.
E’ diffuse in quasi tutti i continenti, tranne il Sud America e i Poli.
Quando vola lo stormo si sposta con la tipica formazione a V gggg
E’ un animale gregario, vive in gruppi numerosi che si tengono in costante contanto grazie a richiami sonori. Trascorre l’inverno nell’Europa meridionale e nel Nordafrica. Nidifica su di dalla penisola scandinava alla Siberia orientale, in passato esistevano aree riproduttive anche nell’Europa centro-meridionale (ad esempio il Delta del Po); il nido viene costruito sul terreno al margine di laghi o paludi, in aree alberate e indisturbate; depone di solito due uova che verranno incubate sia dal maschio che dalla femmina, entrambi partecipano allo svezzamento dei piccoli.
Si ciba prevalentemente di cereali, patate e ghiande, nei luoghi di riproduzione, come distese paludose e acquitrini, si nutrono anche di insetti e pesciolini.

21 commenti »

Le rondini

img767Da alcuni giorni, da quando finalmente il tempo si è stabilizzato regalandoci bellissime giornate di sole e caldo, sono arrivate le rondini. Mi domando dove si erano nascoste in questi ultimi mesi…Come il sole volge al tramonto il cielo si riempie dei loro garriti e dell’intreccio dei loro voli: piroettano, virano, planano, scendono dopo essersi dondolate sul filo del telefono, curvano verso il tetto e con un batter d’ali riprendono quota. Un carosello allegro e fantasioso.
Le rondini appartengono agli Irundinidi, famiglia di uccelli passeriformi caratterizzati dalla nutrizione aerea (ogni rondine può catturare settemila insetti), ecco spiegato il loro movimento, la loro animazione: il cibo.
La capacità di cacciare gli insetti in volo è dovuta: al corpo esile e aerodinamico; alle lunghe ali puntate che danno una forte resistenza a voli relativamente lunghi; alla coda che può essere profondamente biforcuta con un leggero rientro, o di forma quadrata; la coda aumenta la manovrabilità e funziona anche come ornamento sessuale, nei maschi è più lunga e le femmine selezionano i compagni proprio sulla base della lunghezza della coda. Le rondini sono anche in grado di camminare e correre. La lunghezza del corpo varia da 10 a 24 cm e il loro peso da 10 a 60 grammi.
Il piumaggio più comune è quello di un blu scuro lucido o di un verde nella parte superiore e con le parti inferiori normali o striate, spesso bianche o fulve, la specie che vive in zone aride o montagnose è di colore marrone opaco nelle parti superiori.
Alcune specie sono territoriali mentre altre non lo sono, semplicemente difendono il proprio sito di nidificazione che viene selezionato dai maschi; questi, dopo aver costruito il nido attirano le femmine con il canto e con il volo, e poi si pongono a guardia del loro territorio.
Alcune specie formano grandi stormi dove riposano comunitariamente per proteggersi dai predatori (sparvieri e falchi), altre vivono separatamente e se un essere umano si avvicina troppo al loro territorio possono attaccarlo all’interno del perimetro del nido.
Le rondini sono insettivori ma evitano certi tipi di prede, ad esempio gli insetti pungenti come api e vespe, alcune specie però si cibano di frutta e piante, in Africa anche di semi di alberi di acacia; cibandosi di insetti sono più comuni presso corsi d’acqua, laghi, in ambienti aperti come prati, boschi, savane, paludi, mangrovie, boscaglie, dal mare alle aree alpine.
Costruiscono i nidi in cavità già esistenti come i vecchi nidi dei picchi, nei substrati morbidi come banchi di sabbia, nella fanghiglia (soprattutto Africa), in luoghi protetti sia dal clima e che dai predatori, nei fienili, ponti….
Ci sono esemplari non migratori, che vivono vicino alla loro zona di nidificazione per tutto l’anno e esemplari migratori che tornano all’area di nidificazione ogni anno e possono nidificare sullo stesso sito. Il nido è a forma di coppa aperta, fatto di fango e materiale vegetale, la parte interna è foderata di erba, piume ed altri materiali morbidi; la rondine nidifica 2 volte all’anno deponendo 4 o 5 uova che vengono covate dalla femmina per 16 giorni, entrambi i genitori nutrono i loro piccoli.
Le rondini sono distribuite in tutto il mondo e si riproducono in tutti i continenti eccetto l’Antartide; l’Africa detiene la più grande diversità di specie, si ritiene che questi animali siano originari prprio di questo continenete.
Purtroppo, a causa delle attività umane, in molte aree si è osservata una diminuzione del 50% circa in dieci anni; questo meraviglioso animale potrebbe estinguersi in pochi anni.
Qui da noi c’è la rondine denominata comune, la più piccola della famiglia, quella di colore blu scuro, tanto scuro da sembrare nero.
Una curiosita: la rondine comune è diventata l’uccello-simbolo dell’Estonia dal 23 giugno 1960; per gli estoni, la rondine rappresenta il cielo blu, sinonimo di libertà e di felicità eterna e secondo una loro credenza, se qualcuno uccide una rondine diventa cieco.

rondine-300x225

2 commenti »