TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Una leggenda africana

Un Avvoltoio spesso faceva visita alla Tartaruga.
Tartaruga si dispiaceva di non poter contraccambiare la visita, era troppo lenta …
Un giorno Tartaruga disse alla moglie:”Moglie, nascondimi in fondo a questa bisaccia e riempila d’orzo; poi, quando arriva Avvoltoio, digli che è un regalo per lui”.
L’uccello arrivò, prese il dono, ringraziò e volò verso casa.
Ma mentre volava udì una strana voce:”Avvoltoio, sono io! Sono Tartaruga! Te l’avevo detto che sarei venuto a trovarti. Sono qui, nella bisaccia che stringi nel becco…ooooo!”
Colto di sorpresa Avvoltoio aprì il becco e il saccò precipitò a terra. Nell’urto il carapace di Tartaruga andò in mille pezzi, e da allora il guscio delle tartarughe è segnato da tante crepe!

    

(il culto delle tartarughe, sia terrestri che acquatiche, è molto antico; la tartaruga sopravvive da 250 milioni di anni e ha sempre suscitato nell’uomo curiosità)

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Giaguaro

 

Ma quanto è bello il giaguaro?
Trovo sia un animale affascinante.
Oggi, come la gran parte di alcune specie viventi, rischia l’estinzione.
Purtroppo la deforestazione ha già distrutto il suo habitat per il 50%, la distruzione delle foreste pluviali causa la morte anche delle prede del giaguaro; altro pericolo d’estinzione è costituito dai bracconieri che cacciano il felino per il suo manto maculato.
Gli Aztechi lo riteneveano una creatura degli inferi, animale lunare perchè il suo manto luccica al chiarore della notte, emblema del Regno dei Morti, guida alle anime dei morti, erano convinti che chi fosse riuscito a guardarlo da vicino, negli occhi avrebbe letto il futuro. Un’antica leggenda dice che quattro giaguari rappresentino i guardiani della strada per la pace. La dea della terra azteca e’ raffigurata incinta di un giaguaro con gli artigli.
Per i Maya era anche figlio del Sole, animale solare, con il manto ricoperto di macchie dorate.
Peri i Toltechi, rappresentava la luna: il crepuscolo è un giaguaro che divora il Sole.
Per gli attuali Indios dell’America centrale e dell’Amazzonia è l’animale più rappresentativo dello sciamano che può anche assumere la stessa forma del giaguaro; secondo una leggenda, ha dato all’uomo il fuoco e suggerito l’arte venatoria; si pensa che abbia la capacità di viaggiare tra i mondi e che nel tempo, attraverso questi suoi viaggi, abbia acquisito i suoi molteplici poteri e la saggezza arcaica di tenere segrete le sue conoscenze.
Alcune tribù Indios nutrono un tale sacro rispetto per la sua forza, e lo ammirano talmente tanto che prima di andare a caccia si dipingono il volto, con tinte naturali, per ricalcarne l’aspetto e si conficcano nelle labbra e nel naso delle stecchette di palma che ne imitano le vibrisse. Pur cacciandolo, lo ritengono un amico misterioso.
Nell’Europa occidentale è l’emblema dell’industria di automobili Jaguar (colui che uccide con un balzo, dai nativi americani): omaggio alla sua velocità e potenza
E’ un animale vagabondo, solitario, si arrampica e nuota molto bene, attivo all’alba e al tramonto.
Caccia cervi, pecari, tapiri, scimmie, uccelli di grandi dimensioni e raramente gli animali domestici, si nutre anche di pesci, tartarughe, caimani. Segue le prede fino allo sfinimento e la trascina sugli alberi
Ha un’altezza al garrese di 75 cm e una lunghezza del corpo di 150-180 cm, più la coda che misura 70-90 cm, pesa dai 68 ai 136 kg, i maschi sono il 10-20% più grandi delle femmine; sono dotati di muscolatura possente, ideale per scattare in avanti e agguantare la preda. La folta pelliccia giallo dorata presenta macchie nere a forma di rosetta sulla parte dorsale del corpo e sugli arti, sono abbastanza comuni gli esemplari completamente neri
Come detto è un animale solitario, solo durante il periodo degli accoppiamenti la femmina e il maschio vivono insieme, mentre la struttura sociale è rappresentata dalla madre con i suoi piccoli; ogni 48 mesi nascono mediamente un paio di cuccioli, che dipendono completamente dalle cure materne per i primi due 2 anni di vita, in questo periodo oltre ricevere protezione, cibo e una guida per gli spostamenti, imparano a cacciare
Vive circa 12 anni e comunica principalmente attraverso vocalizzazioni simili a grugniti, ha sensi acuti, specialmente vista e olfatto.

 

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L’amore eterno

“I cani, quando amano, amano in modo costante, inalterabile, fino all’ultimo respiro.”
E. Von Arnim

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Lo avevo dimenticato…

…il basilisco. L’ho ricordato solo oggi grazie al mio piccolo vicino di casa che me lo ha mostrato su un suo libro.
La leggenda narra che sia nato da un uovo deposto da un rospo o da un gallo, è un animale fantastico, un mostro dal corpo di serpente con la corona su una testa di gallo. Si dice che: intorno a se creava il deserto perché ha la capacità di seccare gli arbusti, gli uccelli cadevano ai suoi piedi morti, i frutti imputridivano, avvelenava le acque dove beveva, uccideva pietrificando o incenerendo con lo sguardo, quello stesso che potrebbe ucciderlo se si guarda riflesso in uno specchio. Si narra che un cavaliere tentò di ucciderlo con la sua lancia, il veleno da lui prodotto vi si infiltrò e uccise cavaliere e cavallo. Nelle antiche leggende cristiane viene citato come il simbolo della Terra dell’Anticristo o del Diavolo.

Lasciando il fantastico mondo della mia infanzia, nella realtà il basilisco è una lucertola di circa 60 cm di lunghezza che vive negli ambienti fluviali delle foreste del Centro/Sud America; non è letale, ma sa correre sull’acqua per sfuggire ai predatori:, per questo è soprannominato la Lucertola di Gesù Cristo!

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Api

E di pochi giorni fa la notizia dei pesticidi usati da alcuni agricoltori nella zona di Udine che hanno sterminato decine di migliaia di api. Purtroppo già da tempo si sa che c’è una diminuzione delle colonie del -12%, dovuto sia ai pesticidi che ai cambiamenti climatici. Se calcoliamo che in un singolo alveare, in inverno, ci sono 10-20 mila api e in estate addirittura 90.000, viene da se calcolare che quel – 12% è davvero catastrofico.
Le api sono la vita del pianeta

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Leoni

Mi capita davanti agli occhi questa meravigliosa immagine. Ne resto affascinata, il leone è uno di quegli animali che mi rapiscono occhi e anima.
E insieme alla meraviglia mi “acchiappa” la tristezza. Si tristezza, perché questi grandi mammiferi sono a rischio di estinzione.
Sia in Africa che in Asia il numero di esemplari si è notevolmente ridotto, sembrerebbe da una stima datata 2016, ce ne siano circa 25 mila esemplari. Da 20 anni è nella lista rossa degli animali vulnerabili.
Certamente ci sono cause naturali, come ad esempio il virus della tubercolosi trasmesso dai bufali, il virus dell’immunodeficienza felina, ma la mano forte di questo “delitto” è dell’uomo. E si, sempre c’è lo zampino dell’uomo nel disfacimento di cui è preda il nostro meraviglioso pianeta.
I spazi vitali di questa specie si riducono a causa delle attività umane.
L’invasione di alcune aree naturali da parte dell’uomo ad esempio, mette a rischio anche altre specie come gazzelle e zebre…che sono prede del leone, che patisce per scarsità di nutrimento, e poi c’è il bracconaggio, i safari (e non parlo di quelli fotografici), la caccia illegale, che spesso si usa anche per “mostrare” il trofeo, una terribile attività che muove una massa di soldi non indifferente, che addirittura si allarga alle aree protette; e ancora, sul mercato nero asiatico c’è il traffico delle ossa di leone usate per la medicina tradizionale
Forse l’unica sopravivenza di questi maestosi e meravigliosi animali possono essere i parchi protetti di alcune zone come la Namibia, lo Zimbabwe, il Sudafrica dove i leoni vengono protetti e la lotta al bracconaggio è efficace, negli ultimi vent’anni i leoni sono aumentati in queste zone del 12%,.
  Se mi guardo intorno li vedo ritratti su bandiere e stemmi, simboli di coraggio e fierezza
                                                                                 

 

 

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Talpa

talpa   E’ un mammifero presente in quasi tutta l’Europa.
In Italia esistono due tipi principali: la Talpa caeca e la Talpa romana.
La Talpa è lunga 14–16 cm, pesa dai 60 ai 120 g. Le zampe anteriori sono larghe, massicce e munite di unghie corte e molto robuste, questo perchè la talpa vive sottoterra e scava.
La pelliccia è fine e vellutata, morbida, per permettere l’adattamento alle gallerie e il movimento a ritroso, è di colore uniforme, prevalentemente nera, talvolta con riflessi marroncini o grigi o azzurrognoli; ha orecchie invisibili e ben protette (come gli occhi), prive di padiglioni auricolari; il muso è appuntito e la punta del naso è color carne, ha grandi denti, anche questi usati per scavare, oltre che per mangiare, le labbra vengono serrate, mentre scava, per non far entrare la terra..
index  È un animale solitario perche trascorre la maggior parte del tempo nel complesso sistema di gallerie sotterranee (circa 7/9 ore), alcune più profonde, collocate a 15–25 cm dalla superficie, utilizzate come ripari permanenti, ed altre più superficiali, quasi al livello del suolo, che utilizzano come terreno di caccia e che possono arrivare a ricoprire una superficie di 600–900 m².
La sua vista è limitata, ma ha olfatto, udito e senso del tatto sono molto sviluppati.
Nell’arco di 24 ore dorme solo 2/3 ore e non va in letargo.
Si nutre prevalentemente di lombrichi, ne mangia una quantità enorme, ma anche di larve, insetti, lumache…talpa2
La riproduzione avviene una volta all’anno; la gestazione è di circa 4 settimane dalla quale nascono 4-6 piccoli che vengono allattati per circa 6 settimane.
La Talpa vive circa 4-6 anni.
Lo scavo delle gallerie comporta problemi estetici nei giardini e danni all’agricoltura; io ne so qualcosa…ma mai l’avrei uccise…se ne sono andate per quattro anni e la primavera scorsa si sono ripresentate per un paio di mesi e poi di nuovo via…il mio giardino era più o meno così…main_molehills-in-field-banner Roberta mi ha detto di piantare erba cipollina, così ho fatto, sembra un buon metodo, e naturale.
Per le talpe sono mortali tutte le sostanze che l’uomo usa come pesticidi e quant’altro.

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Animali e anima…

421      angel_prayer     angeli-del-bosco

 

angelo-con-gattino Dicono che gli animali non hanno un’anima… bè, io non ci credo. Se avere un’anima significa essere in grado di provare amore, fedeltà e gratitudine, allora gli animali sono migliori di tanti esseri umani (J. Herriot) angioletto-con-coniglio

 

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Le rondini

img767Da alcuni giorni, da quando finalmente il tempo si è stabilizzato regalandoci bellissime giornate di sole e caldo, sono arrivate le rondini. Mi domando dove si erano nascoste in questi ultimi mesi…Come il sole volge al tramonto il cielo si riempie dei loro garriti e dell’intreccio dei loro voli: piroettano, virano, planano, scendono dopo essersi dondolate sul filo del telefono, curvano verso il tetto e con un batter d’ali riprendono quota. Un carosello allegro e fantasioso.
Le rondini appartengono agli Irundinidi, famiglia di uccelli passeriformi caratterizzati dalla nutrizione aerea (ogni rondine può catturare settemila insetti), ecco spiegato il loro movimento, la loro animazione: il cibo.
La capacità di cacciare gli insetti in volo è dovuta: al corpo esile e aerodinamico; alle lunghe ali puntate che danno una forte resistenza a voli relativamente lunghi; alla coda che può essere profondamente biforcuta con un leggero rientro, o di forma quadrata; la coda aumenta la manovrabilità e funziona anche come ornamento sessuale, nei maschi è più lunga e le femmine selezionano i compagni proprio sulla base della lunghezza della coda. Le rondini sono anche in grado di camminare e correre. La lunghezza del corpo varia da 10 a 24 cm e il loro peso da 10 a 60 grammi.
Il piumaggio più comune è quello di un blu scuro lucido o di un verde nella parte superiore e con le parti inferiori normali o striate, spesso bianche o fulve, la specie che vive in zone aride o montagnose è di colore marrone opaco nelle parti superiori.
Alcune specie sono territoriali mentre altre non lo sono, semplicemente difendono il proprio sito di nidificazione che viene selezionato dai maschi; questi, dopo aver costruito il nido attirano le femmine con il canto e con il volo, e poi si pongono a guardia del loro territorio.
Alcune specie formano grandi stormi dove riposano comunitariamente per proteggersi dai predatori (sparvieri e falchi), altre vivono separatamente e se un essere umano si avvicina troppo al loro territorio possono attaccarlo all’interno del perimetro del nido.
Le rondini sono insettivori ma evitano certi tipi di prede, ad esempio gli insetti pungenti come api e vespe, alcune specie però si cibano di frutta e piante, in Africa anche di semi di alberi di acacia; cibandosi di insetti sono più comuni presso corsi d’acqua, laghi, in ambienti aperti come prati, boschi, savane, paludi, mangrovie, boscaglie, dal mare alle aree alpine.
Costruiscono i nidi in cavità già esistenti come i vecchi nidi dei picchi, nei substrati morbidi come banchi di sabbia, nella fanghiglia (soprattutto Africa), in luoghi protetti sia dal clima e che dai predatori, nei fienili, ponti….
Ci sono esemplari non migratori, che vivono vicino alla loro zona di nidificazione per tutto l’anno e esemplari migratori che tornano all’area di nidificazione ogni anno e possono nidificare sullo stesso sito. Il nido è a forma di coppa aperta, fatto di fango e materiale vegetale, la parte interna è foderata di erba, piume ed altri materiali morbidi; la rondine nidifica 2 volte all’anno deponendo 4 o 5 uova che vengono covate dalla femmina per 16 giorni, entrambi i genitori nutrono i loro piccoli.
Le rondini sono distribuite in tutto il mondo e si riproducono in tutti i continenti eccetto l’Antartide; l’Africa detiene la più grande diversità di specie, si ritiene che questi animali siano originari prprio di questo continenete.
Purtroppo, a causa delle attività umane, in molte aree si è osservata una diminuzione del 50% circa in dieci anni; questo meraviglioso animale potrebbe estinguersi in pochi anni.
Qui da noi c’è la rondine denominata comune, la più piccola della famiglia, quella di colore blu scuro, tanto scuro da sembrare nero.
Una curiosita: la rondine comune è diventata l’uccello-simbolo dell’Estonia dal 23 giugno 1960; per gli estoni, la rondine rappresenta il cielo blu, sinonimo di libertà e di felicità eterna e secondo una loro credenza, se qualcuno uccide una rondine diventa cieco.

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Un’abitante del mare

Le stelle marine fanno parte degli Echinodermi, una forma di invertebrati; ne esistono più di 200 specie.
Sono presenti in tutti i mari del mondo, in quelli tropicali si trovano le più appariscenti.
La maggior parte ha cinque raggi o braccia, che si diramano da un disco centrale, molte specie, però, presentano frequentemente sei o più raggi; molti gruppi Asteroidei, come le Solasteridae, hanno tra 10 e 15 braccia, mentre altre specie, come l’antartico Labidiaster annulatus, ne possono avere fino a 50. Non è raro per specie che normalmente hanno 5 raggi presentarne di più per difetti di sviluppo. Grazie a queste sue braccia la stella marina si può spostare lentamente lungo il fondale marino, sabbioso o roccioso. La bocca non la si può vedere perchè si trova rivolta verso il fondale, al centro del corpo. Le stelle marine hanno un diametro che va da 2 centimetri a 1 metro.
A causa della confermazione del sistema vascolare, le stelle marine non sono in grado di filtrare le tossine e gli agenti inquinanti che risiedono nell’acqua, risultando così particolarmente vulnerabili alle contaminazioni dell’ambiente marino; l’inquinamento da petrolio potrebbe avere un pesante impatto sulle popolazioni di echinodermi.
La stella marina passa la maggior parte della sua giornata in cerca di cibo, possono ingoiare piccole prede intere ma alcune possono rovesciare lo stomaco all’esterno della bocca, farvi aderire animali anche grandi e digerirli esternamente; le sue prede preferite sono piccoli crostacei e molluschi, tra cui ricci e cozze. Con le sue forti zampe riesce ad aprire il guscio anche delle conchiglie più resistenti e a cibarsene. Non hanno nemici fra i predatori ma sono vittime dei parassiti. Nonostante la sua bellezza, la stella marina viene definita come uno degli abitanti più voraci dei fondali marini;
Curiosità: le stelle marine erano considerate una piaga dai pescatori di ricci perché esse erano solite mangiare questi organismi; per liberarsene, una volta pescate, le tagliavano a metà e le rigettavano in mare. Per la loro particolare capacità di rigenerazione (ogni braccio contiene tutte le strutture anatomiche presente nella stella intera) tuttavia, esse erano in grado di ricostruire la parte mutilata diventando così il doppio di quante non fossero; questi animali hanno il fototropismo negativo, che si rileva in quasi tutte le specie: sfuggono la luce e perciò si possono trovare più facilmente nelle zone d’ombra,l’intensità luminosa dell’ambiente viene valutata grazie a degli organi di senso posti all’apice delle braccia.

 

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