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"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Astranzia maggiore

L’ Astranzia maggiore (Astrantia major L.) è una specie protetta, è una pianta perenne che può sopportare temperature molto rigide.
Il nome astrantia deriva dal latino “aster” che significa stella, il nome major serve per distinguere l’altra specie, minor. di dimensioni più piccole e per la diversa forma del calice dei fiori.
Si riproduce annualmente per mezzo di gemme al livello del suolo; è eretta, alta fino a 1 metro, ha piccolissimi fiori a forma di ombrella e poche foglie.
I fiori hanno colore bianco-verdognolo con sfumature rossastre; i petali sono cinque, ricurvi all’interno, mentre gli stami sono molto più lunghi.
Questa pianta fiorisce da giugno a settembre e l’impollinazione avviene tramite coleotteri e altri insetti.


E’ una pianta montana ed alpina dei Pirenei, Carpazi e Balcan), ma è presente anche nel Caucaso fino in Anatolia, in Italia è comune sulle Alpi nei prati grassi montani o margini dei boschi e rivi, preferisce zone calcaree. Cresce dai 600 a 2300 m sul livello del mare.
Anticamente era molto usata come pianta medicinale, ora non più, viene usata prevalentemente per la decorazione dei giardini.
In medicina era previsto solo l’uso delle radici essiccate che contengono sali, tannino, sostante purganti, l’infusione della pianta ha proprietà diuretiche, mentre i decotti sono purgativi.
Nell’indutria è usata come colorante e per resine particolari.

 

In questo blog c’è spazio per la tristezza, il dolore, ma c’è immenso spazio, sempre, per la bellezza. E la natura è bellezza, e la bellezza sarà l’unica cosa che resterà, anche oltre l’uomo.

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Callicarpa giraldiana

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E’ originaria dell’ Asia orientale , dell’ Australia e del centro e nord America.
Può essere considerata un piccolo albero, ha un’altezza massima di 2,50 metri.
index In primavera produce numerosi fiorellini di colore bianco o rosato raccolti in grappoli, in autunno produce piccoli frutti, riuniti in grappoli, di un diametro di circa 2-5 mm di colore viola, rosa che tende al vermiglio, di solito restanono sulla pianta anche in inverno.
I rami ricoperti di bacche vengono usati anche a scopo decorativo.
E’ una bella pianta, rustica, decorativa, che tollera senza problemi temperature al di sotto dello zero anche se, in climi particolarmente rigidi ed esposti a correnti molto fredde, può risentire sensibilmente; non ama ristagni idrici.
Di solito viene usata in gruppo per ottenere un punto colorato all’interno dei giardini, o all’interno di una siepe mista.

 

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Sagittaria sagittifolia

saggittaria326   Per la caretteristica delle sue foglie (a freccia) la chiamano erba saetta, ma il suo nome è Sagittaria sagittifolia.
Conta circa venti specie acquatiche o palustri perenni.
Originaria dell’America del nord, si è diffusa anche nel nord e sud America, Hawaii, Caraibi.
Parliamo della Saggittaria europea, che come in Australia era anticamente considerata un’erba invasiva, è diffusa anche in Asia.
E’ coltivata soprattutto nelle zone umide e specchi d’acqua dove l’acqua non deve superare il metro; la pianta può raggiungere un’altezza di un metro e mezzo.
Le radici sono dei tuberi bianchi arrotondati commestibili di cui si cibano soprattutto le popolazioni del nord America e dell’Asia orientale, in Giappone è chiamato fungo buono, viene mangiato soprattutto nel periodo dei festeggiamenti del Capodanno cinese, ha un sapore simile alla patata; i fiori sono composto da tre petali bianchi e tre sepali di colore verde, si manifestano in primavera; questa pianta ha la caratteristica di presentare fiori maschi e femminili sullo stesso fusto, ma non è detto che si fecondino tra di loro. I frutti sono degli acheni di piccole dimensioni che durante la stagione estiva producono semi.
Preferisce una posizione soleggiata ma si adatta benissimo anche ad ambienti ombrosi e resiste bene anche a temperature molto fredde.

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Edera Terrestre

Molti cercano di arrampicarsi, ma c’è qualcuno che imperterrito continua a strisciare e non per questo è meno importante di altri.
edera431L’Edera terrestre (Glechoma hederacea) non va confusa con l’edere rampicante, questa piccola pianta delle Lamiaceae è strisciante, è infestante e cresce nei terreni incolti, fiorisce in primavera, ha foglie cuoriformi con miniscole ghiandole oleifere; non produce bacche. I fiori e le foglie contengono sostanze aromatiche dal gusto gradevole e rinfrescante tanto da poterne ricavare, in estate, un infuso tonico e dissetante, il nettare attrae api e bombi. Foglie e fiori possono esse usati anche in cucina aggiungendola ad insalate o ricotta.
Anticamente veniva definita come erba magica, infatti si creavano delle ghirlande che adornavano il bestiame che partiva per l’alpeggio in modo che i spiritelli dispettosi ne restassero lontani.
Per le sue proprietà magiche veniva raccolta la notte di san Giovanni (24 giugno) perchè veniva aggiunta alle zuppe di erbe e ai filtri d’amore
Nel XVI secolo la pianta era impiegata per curare piaghe e ferite in genere, era anche usata per sconfiggere la pazzia; in Inghilterra si faceva fermentare con la birra perchè la rendessa chiara.

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Quell’abete rosso

In Svezia vive il più antico organismo conosciuto: un abete rosso.
Il tronco ha 600 anni, ma le radici sono nate durante l’ultima glaciazione e contengono la lettura di tutti i cambiamenti climatici degli ultimi 8 millenni.
Questo albero fa parte di un gruppo di alberi, nel centro della Svezia, che fortunatamente non è stato tagliato.
L’albero è alto 5 metri, nel tempo ha generato diversi cloni (se muore il tronco, la radice ha la facoltà di far rinascere un nuovo tronco).
La scoperta si deve al professor Leif Kullman che gli ha dato il nome del suo defunto cane, Old Tjikko.

 

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Il Carvi

Carum_carvi_-_Köhler–s_Medizinal-Pflanzen-172A fine primavera (o inizio autunno) possiamo seminare il Carvi, chiamato anche cumino dei prati (da non confondere con il cumino).
Il Carvi in Italia è diffuso nelle zone subalpine e sull’Appennino settentrionale (tra 800 e 2200 m), ama caldo e sole. I frutti vengono usati come spezie nel Nord Europa per aromatizzare il pane, nell’Europa centrale e in Scandinavia per insaporire carni, formaggi e acquaviti; i frutti hanno un sapore simile all’anice.
Le radici possono essere consumate bollite o cotte a vapore.
Gli oli essenziali, contenuti nei semi (che sono tossici per alcuni tipi di volatili), vengono utilizzati nell’industria cosmetica per la loro fragranza che è molto profumata.
Gli oli essenziali contengono anche principi attivi che hanno proprietà terapeutiche benefiche per l’organismo umano: favoriscono il processo digestivo, ripristinano la flora batterica, contrastano la flatulenza, stimolano l’appetito; usati sotto forma di vapori sono mediamente efficaci contro alcuni batteri che provocano infiammazioni alle vie respiratorie; abbassano il colesterolo, contrastano i radicali liberi proteggendo da tumori, malattie cardiovascolari, invecchiamento precoce, malattie degenerative; leniscono le allergie e, a differenze dei comuni antistaminici, non hanno effetti collaterali; annusati hanno funzione di espettoranti in caso di tosse e raffreddore, assunti con miele e acqua calda sciolgono il muco nelle vie respiratorie; sono tonficanti agendo su fegato, cuore, muscoli, rallentando la formazione di rughe, ricaricano le energie aumentando le forze.
L’uniche controindicazioni del Carvi sono: l’irritazione quando il suo olio essenziale viene assunto in forme molto concentrate, contenendo il carvone non può essere assunto dai bambini con meno di tre anni e dalle donne in gravidanza.

 

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Curiosità: bud in Libano è usato nel Meghli, un budino con farina di riso, anice, cannella, che si prepara per festeggiare la nascita di un bambino e viene offerto agli ospiti in coppette, in genere con sopra del cocco grattugiato e frutta secca.
Nel medioevo il Carvi veniva utilizzato in cucina per insaporire minestre, zuppe ed insalate, i suoi semi venivano serviti ricoperti di zucchero a fine pasto per facilitare la digestione.
dioscorides_detail Già nel I°secolo d.C. il medico e farmacista greco Dioscoride descriveva nel suo trattato sulle erbe “De Materia Medica “ le proprietà digestive di questa pianta lib
marco Sempre nel I° secolo d.C. Marco Gavio Apicio, gastronomo romano, divenne famoso per usare spezie e sopratutto il Carvi, con cui insaporiva focacce di grano, salse dolci e salate.
Ildegarda_Von_Bingen Secondo Ildegarda Di Bingen i semi hanno un’azione riscaldante sugli organi interni così da contribuire al rafforzamento dell’organismo contro il freddo invernale.

 

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Peonia

La peonia ha fiori di bellezza meravigliosa, sontuosa, ha colori sublimi: rosa pastello, giallo intenso, rosso fuoco.

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latona Secondo un mito greco, Latona nel dare alla luce i gemelli Apollo e Artemide sarebbe potuta morire, allora Peone (medico degli dei) gli fece bere il succo di un fiore senza nome che rese il parto facile; il fiore fu chiamato così peonia e Peone fu tramutato in fiore.
diana Un mito invece racconta che Apollo non gradì che sua sorella Diana, dea della luna e abile cacciatrice con l’arco, si fosse innamorata di Orione, figlio di Nettuno, dio del mare. Un giorno, Apollo sfidò Diana a cercare di colpire un bersaglio mobile che all’orizzonte camminava sulle acque profonde, la dea accettò e scoccò una sola freccia che colpì in pieno il bersaglio. Quando il corpo arrivò a riva, Diana capì di avere ucciso l’amato con un solo tiro e dove caddero le sue lacrime di dolore nacquero delle belle peonie; Diana pianse disperatamente mentre Sirio, il cane fedele, ululava; Giove ebbe pietà di quel dolore e accolse Orione e Sirio in cielo tra le splendenti costellazioni.
ade Un’altro mito raccomnta che Ade (dio degli inferi), ferito da Eracle, chiamò al suo capezzale Peone che lo curò egregiamente, Asclepio, dio della medicina, so ingelosì e ne fu invidioso tanto da diventare furioso, Ade per proteggere Peone lo tramutò in un fiore: la peonia.
La peonia divenne l’unico fiore a essere coltivato nell’Olimpo.
Se ci spostiamo nel Catai troviamo un’altra leggenda: l’imperatrice Wu-Tu-Tian, dotata di poteri magici, ordinò ai fiori dei giardini imperiali di sbocciare tutti insieme, ma la peonia si rifiutò allora l’imperatrice, che non poteva tollerare questa disubbidienza, la confinò sui monti in mezzo alla neve. Il fiore sbocciò ugualmente e meraviglioso. L’imperatrice allora ridiede alla peonia il ruola di regina dei fiori.
In Oriente, da dove proviene, la peonia è associata all’immortalità, alla nobiltà, alla raffinatezza, alla luce, alla gloria, all’amore, al matrimonio felice, alla buona fortuna, alla ricchezza, alla giovinezza e alla felicità. Le peonie bianche sono il simbolo tradizionale delle giovani ragazze che si sono distinte per bellezza, ma soprattutto per arguzia; quelle rosse sono il simbolo erotico dei genitali femminili, per cui quando scende la rugiada, che rappresenta lo sperma, il fiore si apre.
Molti secoli prima di Cristo, nella Cina Imperiale, la peonia era amata maniacalmente dall’imperatore, che la faceva raffigurare sulle preziose porcellane dell’epoca e pagava una fortuna a chiunque presentasse una nuova varietà.
wuzetian2 Si dice che l’imperatrice Wu Zetian (624-705 d.C.), chiese ai giardinieri di palazzo di poter ammirare le peonie nei giardini coperti di neve e fu così forte la sua rabbia quando si rese conto che il desiderio non poteva essere esaurito, che ordinò che venissero bruciate, ma le radici resistettero a quello scempio, da allora la peonia viene chiamata anche il “fiore eterno”.
In Cina a questa pianta venne attribuita un’origine soprannaturale, nella Riserva naturale della “Montagna dei Diecimilafiori” (regione cinese dello Shaanxi) si trovano padiglioni raffiguranti la sua nascita: la leggenda narra che la peonia è il frutto dell’unione tra un vigoroso contadino e una dea che gliene ne donò una in ricordo prima di essere richiamata nella volta celeste.
wbbzno1436786669177 Ancora oggi in Cina la peonia è considerata “regina dei fiori”, portatrice di buona fortuna tanto che i dipinti che la rappresentano sono spesso appesi in casa come portafortuna e in ufficio per concludere buoni affari. Secondo il significato della complementarietà degli opposti, la peonia è di influenza positiva sulla donna e sull’uomo per quanto riguarda il loro vivere insieme in armonia. Per creare una buona energia Feng Shui, quando si è alla ricerca di una compagna fedele e amorevole, un dipinto raffigurante le peonie cinesi o un vaso di questi fiori dovrebbe essere collocato all’interno del ‘settore matrimonio’, nell’angolo a sud-ovest della propria camera da letto, per attirarvi la partner ideale o per migliorare la situazione sentimentale e condurre o mantenere un matrimonio felice; una coppia di peonie rosa invece vale da catalizzare energetico soprattutto per migliorare l’amore e per il romanticismo. mat Alcuni maestri di Feng Shui sconsigliano alle coppie di anziani di tenere in camera da letto l’immagine di una peonia in fioritura per evitare relazioni con donne più giovani.
Nella città di Luoyang, che fu a lungo capitale della Cina, la peonia è al centro di un festival che richiama ogni anno decine di migliala di visitatori.

Peonia,
petalo a petalo
palpiti,
ti apri,
ti ricomponi
(Ogiwara Seisensui)

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In Occidente le peonie erano conosciute fin dall’antichità per le loro virtù medicinali, Teofrasto le apprezzava come eccellente rimedio contro l’epilessia.
La prime piante erbacee di peonia furono introdotte dalle legioni romane nel 1200 in Inghilterra, quelle arbustive arrivarono per la prima volta nella seconda metà del ‘700, dirette ai giardini reali londinesi Kew Gardens, infatti l’Inghilterra fu la prima nazione a coltivarle per la loro bellezza, poi seguirono la Francia, e gli Stati Uniti dove arrivò grazie ai coloni inglesi.
Bouquet-peonie-e-rannuccoli In Occidente è simbolo delle romantiche storie d’amore, è usata nei matrimoni, celebra il 12° anniversario di matrimonio.
Secondo la medicina popolare, la peonia officinalis aveva molti benefici: i semi appesi al collo del neonato lo preservavano dai dolori della dentizione; radici e petali avevano effetti sull’epilessia e la malari; oggi la sua radice viene ancora usata come antispasmodico, sedativo calmante nelle forme di ansia, insonnia e come anti-dolorifico.
Nell’antichità, secondo i riti magici cacciava gli spiriti maligni, proteggeva dagli incubi notturni, veniva utilizzata dai marinai come amuleto portafortuna per proteggersi dalle tempeste, proteggeva dai furti se se ne utilizzavano i fiori secchi collocati dove si riponevano le chiavi di casa.

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Fiori che amo

Peonie, rose esagerate, rose
dionisiache, rose in guardinfanti,
rose superbe simili ad infanti
che si specchiano in differenti pose.

Odalische che ignude e voluttuose
prendono il bagno, tra gli specchi astanti
uguali a grandi eunuchi non curanti,
nei vasi di maioliche preziose.

Rose incinte di rosso (oh ombelicato
ventre d’estasi). Il loro lieve odore
dà come il sentimento di frescure
d’un languido crepuscolo rosato
dopo la pioggia, quando canta un gallo,

o d’un placido specchio di cristalli
(Corrado Govoni)

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Sfiduciata (con speranza)

Domenica, a Parigi inizierà il vertice organizzato dall’Onu per salvare il Pianeta dalle emissioni di Co2 che stanno facendo aumentare vertiginosamente la temperatura dell’atmosfera e dei mari, con le conseguenze ormai note a tutti: spaventosi disastri naturali.
190 Paesi partecipanti.
Riusciranno/riusciremo davvero a ottenere qualcosa? Sono anni che vengono imposte drastiche norme che puntualmente non vengono messe in atto. Non ci vogliono parole, protocolli…cioè ci vogliono, ma ci vuole una grande convinzione, che scetticamente non vedo.
Non sto qui a nominare quali Paesi hanno promesso e non mantenuto…e sperando che questa volta abbiano voglia di lasciare seriamente questo nostro meraviglioso mondo un po meno malandato ai nostri figli (no i nostri figli no, nipoti…) dico che intanto:

 

– Italia: l’Oms ha stimato che, a causa della concentrazione di polveri sottili dovute a traffico, industrie e riscaldamento, muoiono 8mila persone all’anno;

-Cina: a causa dell’inquinamento industriale le alghe invadono le coste dell’est, ne sono state rimosse circa 7mila tonnellate ;alg nella provincia di Gansu avanza la desertificazione, a causa delle tempeste di sabbia, mai avvenute in quella zona, che coprono le terre coltivabili;

-Artico: l’Agenzia Spaziale Europea ha inviato immagini dei ghiacci perenni, si riducono, sono diventati sottilissimi, spariranno fra 2020 e 2030.

-Canada: nel nord/ovest, terra degli inuit, l’erosione delle coste e lo scioglimento del permafrost, ne compromette la vita;

-Russia: in Siberia il permafrost, suolo perennemente ghiacciato, si sta sciogliendo provocando lo sprofondamento delle case;

-Himalaya: in 20 anni i ghiacciai del Tibet si sono ridotti dell’8%, spariranno entro il 2040 img739

-Perù: i lama, sostentamento primario di molte popolazioni stanno diminuendo a causa delle estati troppo calde e degli inverni troppo gelidi che fannno ammalare questi animali;

-USA: Colorado, i pini delle Montagne Rocciose si stanno ammalando e muoiono a causa dell’arrivo di parassiti non abiituali della zona;

-Italia: Basilicata, la spiaggia di Metaponto si sta riducendo a causa dell’erosione causata da piogge e temporali di natura tropicale, in 10 anni ci sono stati 15 metri di spiaggia in meno;

-Monte Bianco: ghiacciaio del Prè de Bar, si riduce di 20/30 metri di lunghezza e di5/7 metri di spessore all’anno prima dopo (ho avuto la fortuna di vederlo 24 anni fa, spettacolare e imponente, lo riconoscerei oggi?)

-Oceani: temperatura con picchi di 17° in superficie, muore così la barriera corallina e scompare il fitoplancton (microrganismi che alimentano i pesci) Copia di img739

“La terra ti ascolta, il cielo
e le montagne ti scrutano.
Se riesci a comprendere questa verità
vivrai a lungo!
(canto luiseno)

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Fior di loto

Non è il titolo di una poesia, anche se poesia è, quella della natura.
loto Il suo vero nome è Nelumbo che ha altri nomi accanto per specificarne la provenienza: Asia, Australia o America.
01_11115_01_maxilot E’ un genere di pianta molto decorativa, sia per la forma delle foglie, che possono raggiungere un diametro di oltre un 1 metro, che per i suoi fiori, spesso grandi, composti da più di 20 petali di colore bianco, rosa, giallo, rosso… e dal profumo inebriante.
È una pianta acquatica che cresce rapidamente in stagni o in piccoli bacini privi di corrente che non devono superare la profondità di 3m. Esigono molte ore di irradiamento solare ed il terreno deve essere molto pesante misto ad argilla e limo, le radici devono essere sempre ad una temperatura calda e costante; alcune varietà rustiche resistono alla stagione invernale senza bisogno di protezioni lotoo
Queste piante producono frutti i quali, giunti a maturazione, lasciano cadere i semi nell’acqua.
Il fiore di Loto e la femmina, chiamata fiore di Lota, sono ermafrodite in quanto possono cambiare a loro volta sesso.
I frutti, essiccati, vengono utilizzati nelle composizioni floreali.
I fiori, i semi, le foglie giovani e i rizomi sono tutti commestibili; in Asia i petali vengono mangiati mentre le foglie sono utilizzate come piatto per il cibo; i rizomi in Cina, in India, in Pakistan, in Giapponese, sono utilizzati come condimento per un tipo di zuppa o per i fritti. Petali, foglie e rizomi possono essere consumati anche crudi, ma il rischio di trasmissione di parassiti è alta, meglio consumarli cotti.
torta luna In Cina tutti gli anni viene festeggiata in autunno la luna e il giorno delle torte della luna, in cui si mangia e regala tradizionalmente la torta della luna, fatta con pasta di semi di loto e rossi d’uovo di anatra salati. Il popolo cinese ritiene che il loto sia un cibo molto salutare e per questo è usato da molti secoli, studi fatti hanno dimostrato che esso è ricco di fibre, vitamina C, potassio, tiamina, riboflavina, vitamina B6, fosforo, rame e manganese e contiene pochi grassi.
In Vietnam i semi (che sono simili a noccioline) vengono mangiati assieme ad un’erba detta liánhua mentre gli stami essiccati vengono usati per la preparazione di un tè profumato; in Cina i semi possono essere consumati freschi, essiccati o cucinati come i popcorn, se ne ricava anche una pasta utilizzata in pasticceria per la preparazione di dolciumi, o bolliti e ricoperti di zucchero per la preparazione di una zuppa dolce.
Una curiosità: la casa del lusso italiana Loro Piana ha avviato un progetto con le popolazioni dell’Ille Lake in Birmania al fine di realizzare un tessuto per sartoria ricavato dai gambi del fiore di loto che va raccolto, rullato e filato entro 24 ore con speciali tecniche delle popolazioni locali tramandate da secoli; si potranno produrre massimo 50 metri al mese; il prezzo al pubblico è di circa 2.500,00 euro al metroLOTUS_FLOWER_008lora-piana-lotus-flower1

 

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Ninfea gialla (Nuphar lutea)

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Vista la giornata piovviginosa e particolarmente grigia, ho pensato di postare l’immagine di questa bella pianta acquatica, la Ninfea gialla (Nuphar lutea).

imagesh E’ una pianta acquatica perenne , molto decorativa e di facile coltivazione, che ama vivere in acque dolci, ferme o a lento decorso, dove le radici la tengono ancorata al fondale; le acque devono essere poco profonde (15/30 cm) e se la posizione è soleggiata garantiscono una fioritura abbondante. Fiorisce da aprile a settembre
E’ una pianta poco numerosa, conosciuta già dagli antichi greci grazie agli scritti di Dioscoride Pedanio (40–90 circa), medico, botanico e farmacista che esercitò a Roma ai tempi dell’imperatore Nerone; gialla322 scientificamente il suo nome è stato proposto dal botanico inglese Sir James Edward Smith (1759 – 1828) nella sua opera intitolata ”Florae Grecae Prodromus” del 1809.
images L’altezza varia da 50 a 200 cm (dipende dalla profondità del bacino acquatico)
Le foglie sono molto grandi, appiatite, galleggiano o sono semi-sommerse; la lamina superiore è protetta da uno strato ceroso che gli permette di non essere bagnata, così l’acqua scivola via senza bloccare le aperture aerifere; la parte superiore è di colore verde, quella inferiore è violacea. Nuphar_luteum.1377508019  In Italia le sue foglie sono più grandi di ogni altra pianta acquatica presente.
In Italia ha una diffusione discontinua ma sparsa su tutto il territorio, isole incluse, su alcune zone delle Alpi è rara.
In Europa è diffusa su tutti i rilievi e le pianure, come in Asia settentrionale e nell’Africa del Nord; ovunque non la si trova mai però al di sopra dei 1500 mt.
nuphar_lutea_10de La pianta contiene notevoli quantità di acido tannico, concentrato soprattutto nelle foglie e nel rizoma.
La medicina popolare ne usa rizoma, foglie e fiori per le loro proprietà balsamiche come azione sedativa nei confronti delle vie respiratorie, come astringenti per la secrezione dei liquidi, la dissenteria e l’emorragia.
In erboristeria è usata come ansiolitico, calmante, anafrodisiaco, lenitivo, per guarire sintomi quali dissenteria, cefalea, emicrania, coliche renali, forti pruriti, perdita di capelli, indebolimento del cuoio capelluto. La medicina non ne riconosce l’uso.
In Turchia i fiori servono a preparare una bibita ghiacciata (tipo sorbetto) chiamata Pufer; dai semi, essiccati e macinati tramite mortaio, ottengono una vera e propria farina.

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