TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Per i piccoli che hanno cominciato l’anno scolastico

Che cosa rimane dell’estate?

 

Che cosa c’è rimasto
di questa lunga estate?

Un mazzo di bellissime
cartoline illustrate
con il porto, il moletto,
la pineta, il laghetto,

un pugno di conchiglie,
uno zoccolo rotto,
un sasso levigato
che l’acqua ha modellato

tante foto ricordo
con i monti alle spalle
e le casette alpestri
serene nella valle;

granelli di sabbia in fondo
alla borsa del mare
e una macchia di more
che non si può lavare.

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Macienka e il principe pesce

Una leggenda narra che: la principessa Macienka non voleva sposarsi.
Rifiutava principi, duchi, cavalieri, finchè un giorno suo padre, che era re, perse la pazienza.
“Macienka”, le disse, “non sei più una bambina, è giunta l’ora di trovare un marito, perciò ho convocato mille giovani, i più forti, i migliori del regno e dei regni vicini. Eccoti una mela d’oro, essa ti suggerirà la scelta migliore. Quando avrai trovato il tuo sposo gliela getterai come pegno di fedeltà e celebreremo le nozze”.
Macienka, che non voleva saperne di sposarsi, uscì piangendo in giardino e buttò la mela nella vasca dei pesci; poco dopo le acque della vasca si agitarono e un pesciolino con un guizzo veloce e rapido saltò nel grembo della principessa.
“Macienka “ disse, “ mi hai lanciato la mela d’oro dunque sarai la mia sposa”.
“Sposare un pesce? E’ follia!” protestò la ragazza.

Giunta nel Salone degli Smeraldi, trovò mille giovani schierati, li guardò uno a uno, senza decidersi, finchè ne vide uno, palliduccio, che portava un cappello a forma di pesce. Spinta da un impulso misterioso, gli diede la mano e fu lui il prescelto.


Più tardi si scoprì che il giovanotto era il principe di un grande reame, una strega lo aveva trasformato in un pesce e gettato nella vasca; lì sarebbe rimasto finchè una mela d’oro, gettata da una fanciulla, non lo avesse liberato dal terribile incantesimo.
Il principe amò Macienka di un amore tenero e insieme vissero felici e contenti.

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Seimila treni

Seimila treni tutti pieni
per l’Italia se ne vanno
tutti i giorni di tutto l’anno!

Vanno a Milano, vanno a Torino,
a Siena, Bibbiena, Minervino,

vanno a Napoli e a Venezia,
a Firenze, a Bari a La Spezia…

A Piacenza attraversano il Po,
senza bagnarsi nemmeno un po’,

e a Reggio Calabria, questo è il bello,
anche i treni vanno in battello!

Che fila farebbero, a metterli in fila
uno dietro l’altro tutti e seimila! 

E su ogni treno c’è un macchinista
che le rotaie non perde di vista.

Le locomotive non vanno da sole:
le ferma tutte, lui, se vuole!

Dunque signori, per piacere:
non fate arrabbiare il ferroviere…

Gianni Rodari

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Tutti a bordo!

Sono soddisfatta, ho terminato di leggere Ventimila leghe sotto i mari  di Jules Verne ai miei piccoli vicini. Di solito guardiamo film, disegniamo, giochiamo a pallone se le giornate sono assolate, ma qualche giorno fa ho proposto di leggere qualche libro…la proposta è stata accettata ma con la clausula che la maggior parte delle pagine le avrei letto io. Accettato! Mi sembra un buon inizio.
Abbiamo iniziato con un sommergibile…uno dei più affascinanti, quello con cui puoi viaggiare e fantasticare tra creature strane e luoghi meravigliosi. E’ piaciuto tantissimo.

 

“Quante navi sono affondate, quanti bastimenti sono scomparsi dalla costa algerina alle rive della Provenza.
Così, in quella veloce passeggiata attraverso gli strati più profondi, quanti rottami vidi giacere sul fondo, alcuni già corrosi e ricoperti di corallo, altri rivestiti solamente di uno strato di ruggine!
Quante àncore, cannoni, palle, guarnizioni di ferro, pezzi d’elica, brandelli di macchine, cilindri spezzati, caldaie sfondate e chiglie che ancora non si erano posate sul fondo alcune dritte, altre rovesciate…
Quando il Nautilus vi passava in mezzo e le avviluppava con il suo fascio di luce, sembrava che quelle navi stessero per salutarlo.”

 

 

 

 

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Come vorrei vedere i piccoli correre di nuovo liberi nei parchi!

Filastorta

Filastorta lunga o corta
vuoi sapere dove porta?
Verso il monte, lungo il mare
dove poi si può tuffare,
per andare fino in fondo
e girare tutto il mondo.

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Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Essere bambini è bello?

Fai questo! Fai quello!
Lascia stare tuo fratello!
Ma ci vedi?!
Solleva i piedi!
Tieni dritta la schiena!
Dio mio! Fai proprio pena!
Non ti ingozzare!
Smetti di cantare!
Sei un musone!
Ti mollo un ceffone!
Mi fai ammattire!
Stai sempre a dormire!
Portami da bere!
Questo è da vedere!
Non ti sporcare!
Ti devi arrrangiare!
Fammi spazio!
Sei uno strazio!
E smetti di tirar su!
Non ti sopporto più!
Guarda lui com’è buono!
Basta con questo frastuono!
Essere bambini è bello?
Macché! è solo un pesante
fardello.

Susanne Kilian

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Le mie querce perdono le ghiande…

Caccia alle ghiande

 

Era ora di pranzo. Pimpi guardò nella credenza ed esclamò:”E’ rimasta solo una ghianda!”
Per farla durare i mise a mangiarla molto lentamente. Ma ben presto la ghianda finì.
Allora Pimpi prese il cestino e si incamminò nel bosco per raccoglierne altre, guardò sotto ogni quercia, ma non riuscì a trovarne neanche una.
Pimpi guardò perfino a casa di uno scoiattolo, “Sei rimasto senza ghiande anche tu!” disse.
“Non ci sono ghiande qui intorno!” disse “Forse Kanga può aiutarmi.”
Kanga non aveva ghiande, ma al loro posto diede a Pimpi una squisita fetta di torta; “E’ molto buona!” disse Pimpi, “Ma non è come una ghianda!”
Allora Pimpi chiese a Tigro se aveva visto delle ghiande. “Qui non ce ne sono!” disse Tigro.
Pimpi si sentiva molto triste. “Forse Pooh può tirarmi su il morale”, pensò.
Pimpi bussò alla porta di Pooh.
“Ciao Pimpi, sei arrivato al momento giusto!” disse Pooh.  “Giusto per cosa?” chiese Pimpi, “Per una bella sorpresa!” disse Pooh e fece entrare l’amico in casa.
“Evviva le ghiande! Evviva Pooh!” gridò Pimpi e si avventò sulla torta.

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Come una fiaba…

…potrei dire. Oggi la mia vicina mi lascia la sua nipotina per un paio di ore, giochiamo in giardino e poi mentre facciamo merenda mi chiede di raccontargli una favola…Una favola? Ma è una vita che non sento una richiesta simile. E’ una bimba romantica, una ballerina e allora mi viene in mente Il soldatino di piombo di Andersen. E’ una fiaba dolce/amara, ma a me piace da sempre. E lei ha gradito.

“…la cosa più bella era una fanciulla,  che stava ritta sul portone  del castello: era di carta  ritagliata anche lei…”

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L’autunno bizarro…

SALVATE LE FOGLIE

Un giorno, Pimpi notò che tutte le foglie volavano via staccandosi dagli alberi.
“Presto non resterà neanche una foglia” disse Pimpi a Pooh, sospirando. “Bhe, se il vento soffia via le foglie dagli alberi” disse Pooh, “noi risoffiamole indietro!” Pooh riunì i suoi amici. Tutti si diedero un gran da fare  per soffiare più forte che potevano. “Proviamo ad incollarle!” disse Pooh. “Usiamo il miele super appicicoso!” Così Pooh si sedette su un ramo e cominciò ad incollare le foglie col miele. Il ramo fu presto ricoperto di foglie…e Pooh di miele appiccicoso! In quel momentoarrivò Christopher Robin. “Che cosa stai facendo, orsetto Pooh?” chiese.
Pooh alzò una zampa appiccicosa per salutare. Ma appema lo fece…scivolò! Cadde dall’albero…e atterrò proprio su un soffice mucchio di foglie secche! Pooh allora spiegò cosa stavano facendo. “Scioccherelleo!” disse ridendo Christopher Robin. “Le foglie cadono sempre in autunno”, spiegò agli amici. “Poi in primavera ne crescono di nuove!”
Pooh pensò al suo soffice atterraggio. “Dopotutto, è una buona cosa che le foglie cadano!” disse.

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La lucciola

Una sera sono sceso in cortile e ho visto le lucciole; volevo prenderne una, ma non ci riuscivo. Dopo un pò ne ho presa una al volo.
Sono rientrato in casa e l’ho fatta vedere a mia mamma e a mio fratello, poi sono andato in camera mia e l’ho messa dentro una scatolina sopra il comodino. Volevo vedere se si accendeva e se illuminava la scatolina. però vedevo che non si accendeva.
La lucciola stava tutta ferma… ho provato a toccarla con un dito, ma muoveva un po’ le zampine e poi si fermava.
Allora ho pensato che si sentiva triste e sola e forse non ci voleva più stare lì dentro…ho aspettato un po’ e poi ho deciso di liberarla. Ho aperto la finestra, l’ho messa sul davanzale e ha incominciato a volare. E ha riacceso anche la luce, che sembrava un piccolo faro nel buio della sera.
Mia mamma e mio fratello dicevano che nella scatolina non si accendeva perchè non respirava; io però dico che non si accendeva anche perchè si sentiva sola, triste e non voleva volare.

(da Il mondo bambino, M.Lodoli)

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