TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Festa dei nonni

La nanna nella savana

 

Nella savana africana possiamo trovare tanti animali, piante, insetti…e rumori.
Di giorno tutto va bene, ma la notte chi non è abituato non riesce a dormire.
Nel villaggio di Nondormo un cucciolo su tre non riusciva a chiudere gli occhi.
Mentre Tania Giraffa russava, Ippociccio era sveglio, e camminando contava gli alberi per addomentarsi, ma erano troppi e così perdeva il conto…si domandava quale fosse il modo migliore per riuscirci. Gli animali attorno a lui facevano rumore…
La notte seguente però riuscì a prendere sonno, ma non ci riusciva Lea leoncina. Camminando per il villaggio udì il lento russare di Ippociccio, e pensava cosa potesse fare per dormire almeno un po’ ….camminò ancora, ma poi decise di tornare nella sua stanza , dove la sorellina Macchietta dormiva beata . Pensò di contare le pecore, ma nella savana non esistevano, voleva ascoltare una ninna nanna ma chi gliela avrebbe cantata? Voleva leggere un libro, ma non ne era capace…
Allora decise di fare ancora una passeggiatina tra l’erba invasa dai rumorosi insetti.
Seduto sotto una pianta c’era un vecchio leone, dai lunghi baffi. Lea gli chiese chi era e lui rispose:”Sono un nonno!”
“E chi sono i nonni?”
“Sono quelli che sanno il segreto per far dormire i cuccioli”
Lea esclamò “Davvero?”
Il nonno prese un libro, inforcò gli occhiali e iniziò a raccontare una storia, con voce dolce e calma…la leoncina si addormentò.

Il nonno la portò nella sua stanzetta, la mise a letto e le rimboccò le coperte.
Da quel giorno i cuccioli di Nondormo divennero amici dei nonni, che raccontavano loro storie meravigliose, e alcuni nonni sapevano canzoni dolcissime, le ninne nanne…i cuccioli si addormentavano sereni, nella savana piena di dolce amore.

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Nel Bosco dei Cento Acri…

…Pimpi e Pooh discutono se è meglio essere una formica e vedere tutto più grande  ad esmpio le foglie o le ghiande che diverrebbero un pasto per una settimana, se essere formica può farti trasportare dalle farfalle ovunque… ma potrebbe anche voler dire essere indifesi, ad esempio quando piove e le gocce diventano pozzanghere giganti difficili da attraversare e per fare tanta strada ci vuole un tempo infinito…E allora pensano che sia meglio essere giganti e percorrere la strada con pochi passi, guardare oltre gli alberi… ma vorrebbe anche dire non passare sui ponti che crollerebbero  cercare il doppio del mangiare per sfamarsi, battere la testa ovunque…insomma cosa è meglio? Piccoli o grandi? Alla fine decidono che è meglio essere così come nasciamo…

 

(dalle storie che raccontavo a Melissa quando era piccola piccola)

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Un sogno di don Bosco

Leggevo degli aricoli sul calcio, mi sono imbattuta in questa storia davvero carina, e visto che è iniziato il campionato ho pensato di postarla…

 

E Dio creò il calcio

L’angelo era titubante, tossicchiò con discrezione per avvertire il Principale della sua presenza. Dio naturalmente stava creando.
“C’è qui don Bosco che vorrebbe avere un colloquio”
“Uh, il caro Giovanni, fallo entrare, fallo entrare” disse il Signore.
Don Bosco entrò con la berretta in mano.
“Buongiorno, Signore”
“Vieni, Giovanni, vedo che non hai cambiatola veste talare e che hai un bello strappo lì al fondo”.
“Giocando a Barra Rotta, una ragazzino mi ha pestato la veste, proprio mentre stavo correndo all’inseguimento di un’altro, che era velocissimo. Ma l’avrei preso, eh!”
“Non ne dubito, Giovanni. Ti ho fatto piuttosto in gamba… Sono contento di vedere che ti piaccia ancora giocare”.
“Proprio per questo sono qui, Signore. Tu sai quanto sia importante per me che i ragazzi abbiano lo spazio per scatenarsi nel gioco e nell’allegria.”
“Lo dici a me, che li ho inventati! Le urla dei ragazzi in un cortile sono la mia musica preferita: i cori degli angeli sono così noiosi…”
“Scusami, Signore. Ma trovo che i giochi che abbiamo richiedano trampoli, corde, bastoni o hanno regole complicate. Non potresti inventare un gioco semplice semplice, che piaccia a tutti i bambini del mondo, che si possa giocare dovunque, in un cortile, un prato, una piazza, in uno spazio grande come in uno piccolo, al freddo e al caldo, con le scarpe e a piedi nudi? Che ne dici?”
Il buon Dio sorrise: “E’ una buona idea. Penso di potercela fare. Sarà un regalo per i tuoi oratori”.
“Grazie, Signore” disse don Bosco e si congedò con un devoto inchino. Dopo un pò Dio si rialzò trionfante e disse “Fatto!”.
Il Signore chiamò l’angelo assistente: “Trovami subito ventidue giovani angeli in forma per un esperimento. Devo collaudare la mia idea”.
In Paradiso, le cose si fanno in fretta e così un attimo dopo, ventidue angeli divisi in due squadra si affrontavano in un duello accanito dietro ad un pallone.
Il Signore guardava compiaciuto: “Lo chiamerò calcio e divertirà i ragazzi di tutto il mondo. Gli oratori di don Bosco lo apprezzeranno parecchio”.
Anche i ventidue angioletti si divertivano fin troppo.
Ad un certo punto uno dei giocatori intervenne un po’ troppo rudemente sulle gambe di un avversario e ne nacque una zuffa furiosa.
Il Buon Dio si rabbuiò un pochino:”Devo fare un ritocco” disse.
Tornò al lavoro e creò l’arbitro.

 

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Conta dei pensieri

Penso ai pensieri che avevo ieri
Penso ai pensieri che avrò domani
Chissà chi dorme nei buchi neri
Chissà chi dorme dentro ai vulcani
Penso a stasera, penso a stanotte
Chissà chi dorme dentro le grotte
Penso all’oceano, penso al profondo
Penso ai pensieri che pensa il mondo
E mentre penso non penso più
Qualche pensiero pensalo tu.
Sabrina Giarratana

 

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Una filastrocca…

…dice: “…la Befana vien di notte
                 con le scarpe tutte rotte
                 col cappello alla romana
                 viva viva la Befana…”

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Ora avrà le scarpe rotte, sto’ cappello alla romana, si dice che sia strana, ma qui un grande dono lo ha portato: Lorenzo! Davvero una notte magica.

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Babbo Natale viene di notte

Babbo Natale viene di notte,
viene in silenzio a mezzanotte.
Dormono tutti i bimbi buoni
e nei lettini sognano i doni.

Babbo Natale vien fra la neve,
porta i suoi doni là dove deve.
Non sbaglia certo: conosce i nomi
di tutti quanti i bimbi buoni.

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…è più bello!

L’altro giorno,
quando mi sono sentita triste,
ho chiesto alla mamma
di consolarmi.
Mi sono sentita subito meglio!

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Quando ho cominciato
a riconoscere le stelle nel cielo,
ho chiamato a raccolta
la famiglia ad ammirarle.
Come siamo stati bene
tutti insieme!

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Volete sapere una cosa?
In compagnia il mondo è molto più bello!

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In tanti è meglio (Anita Harper – Susan Hellard)

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IL VENTO

Sentila soffia,
sentila sbuffa:
dolce ti graffia,
un’aria buffa.
Senti che voce,
senti che fiato,
vento veloce,
vento fatato.
Senti carezza,
senti spintone,
aria di brezza,
vento burlone.

R. Piumini

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Martedi grasso!

La canzone delle mascherine

Mascherine,mascherine
per i bimbi e le bambine!
Son venute da lontano,
nel costume antico e strano:
Pulcinella ed Arlecchino,
Pantalone e Colombina.
Facce buffe, occhio ridente,
saltan tutte lietamente
tra i bambini e le bambine.
Benvenute, mascherine!

G.Vaj Pedotti

carnevale

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Voglio fare un regalo alla Befana

La Befana, cara vecchietta,
va all’antica, senza fretta.

Non prende mica l’aeroplano
per volare dal monte al piano,

si fida soltanto, la cara vecchina,
della sua scopa di saggina:

è così che poi succede
che la Befana… non si vede!

Ha fatto tardi fra i nuvoloni,
e molti restano senza doni!

Io quasi, nel mio buon cuore,
vorrei regalarle un micromotore,

perché arrivi dappertutto
col tempo bello o col tempo brutto…

Un po’ di progresso e di velocità
per dare a tutti la felicità!

Gianni Rodari

Fireworks

Auguro a tutti i bimbi di trovare le calze appese al camino piene di leccornie e qualche gioco, a chi le calze le porta solo ai piedini di trovare chi li prenda per mano e li accompagni per le strade del mondo, a chi invece le calze neanche le ha ai piedi, di trovare chi con amore li prenda tra le braccia.

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