TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Angeli

Quando sento un delicato soffio d’aria colpirmi, in assenza di vento, non so perchè sono convinta che sia il mio angelo custode. Mi piace pensare di averlo sempre con me.

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Autunno: la mia poesia

Mattinata in solitudine.
Lontana da tutti. In un luogo dove mi rifugio quando ho bisogno di stare sola e con la natura a farmi compagnia. Neanche sotto tortura direi dove. E’ un luogo segreto di cui solo mio marito e mia figlia ne conoscono l’ubicazione.
Non vogliono che vada da sola, i tempi sono quelli che sono, ma io li non ho paura, sono anni che vado e sono sempre stata sola. Unica compagnia un po pericolosa i cinghiali.
Li, le fronde degli alberi sono dipinte di rosso e arancio, più ti addentri nel bosco più senti l’odore dei funghi, delle castagne che cadendo marciscono. Vedi stormi d’uccelli volare, vedi la nebbiolina avvolgerti. Mi passa un brivido di freddo, ma il magnifico spettacolo che mi avvolge mi sussurra parole appassionate, mi regala fruscii eleganti, e il brivido passa dalla pelle all’anima. Un brivido vivace, fecondo, che mi spinge ad andare avanti, ad inoltrarmi dove posso incontrare i primi spruzzi di viola, dove la luminosità diminuisce…
Il cellulare è spento, lo porto in caso di estremo bisogno, ma non lo userei mai per disturbare tanta magia, non metto le cuffie per ascoltare la musica, preferisco giocare con i suoni ovattati e particolari del sottobosco.
Questo luogo è lontano da ogni paese dela zona, è una città nascosta dove mi diverto a fantasticare, ad immaginare di trovare all’improvviso angoli ancora nascosti da dipingere nei miei occhi. E’ un luogo incantato, dove puoi incontrar creature che neanche pensi esistano più, piccoli topi, il tasso, uccelli di cui ignoro il nome, e poi vedi in lontananze le querce, le magnifiche possenti querce, gli alberi che in assoluto amo più di tutti.
Il silenzio non silenzio mi ha rigenerato il fisico e l’anima, i miei muscoli sono indolenziti dalla camminata lunga e a tratti faticosa, tutto il mio corpo però ne ha trovato giovamento.
Per l’anima una medicina che non ha prezzo.
Autunno: stagione da me amata, è poesia che non mi abbandona mai.

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L’impossibile

Credete nell’impossibile?
Se si ama abbastanza la vita a volte l’impossibile diventa possibile.

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Quando scende il buio e le mie notti si fanno lunghe, cerco un ponte che mi accompagni fino al chiarore dell’alba…
Quel ponte è il mondo onirico che non mi abbandona mai.

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Mi scuso…

…con tutti i blogger che seguo e che mi seguono per la mia assenza…periodo difficile da gestire.

Vi lascio con una delle mie passioni: Nina Simone

Buonanotte

 

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Madri e figli

Questa sera mia figlia parlava con una mia amica di mamme e figli, di educazione dei piccoli, della differenza che c’era nei comportamenti delle mamme di tanti tanti anni fa (tempi miei) e di quelli delle mamme oggi…io ascoltavo involontariamente i loro discorsi. Mi ha stupito, sembra una che non si interessi di alcune cose e invece, è un’osservatrice.
La frase che mi ha commosso però è quando ha detto alla mia amica:”Non chiedo mai perchè, ma i miei amici sono tutti innamorati della mia stravagante mamma…” Chissà perchè mi ha definito stravagante…non glielo chiedo, la amo e basta, come amo tutti i bambini/giovani che incontro. E che sento figli miei.

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Che piaccia o no!

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Sogno? O son desta?

Immagine creata da Paola Bernardi, con pittura digitale.

 

Sogno di una notte di mezza estate, come la maggior parte di voi (o tutti 😉 ) saprà, è una commedia di William Shakespeare.
Ma qui non parlo certo di questo…ma dello spettacolo a cui ho assistito domenica pomeriggio a Roma, sfidando burrasche di pioggia e vento irrivrente.
Ma come mancare a questo appuntamento che (notare il sottotitolo sulla locandina) mi ha solleticato?
Il tema è ovviamente l’amore, che ci appare come un “sogno”, un “incanto”. Ma dai sogni ci si sveglia con la morbidezza dell’anima e mille colori che non sbiadiscono mai o facendoci cadere in una cruda realtà.
E allora in questo spettacolo c’è l’amore per convenienza che apparentemente è mieloso e appassionante, c’è il rapporto che non vuole vedere ciò che realmente sta accadendo: una frattura insanabile ma che viene tollerata cercando altre scappatoie, come l’infedeltà, e c’è l’amore omosessuale, che è dedizione, è scoperta, è purezza, è mettere i piedi ben saldi sulla terra quando lo si scopre.


E c’è l’amore di una vita vissuta tra alti e bassi, ma che attraversa il tempo
E come dice il sottotitolo, credetemi, c’è di che divertirsi, di che meravigliarsi, c’è su cosa riflettere con un pizzico d’irriverenza, ma con tanta realtà, quella che spezza la convenzione, quella che si fa finta di non conoscere ma poi la si vive.
Questa opera rompe gli schemi e come dice mia figlia incastra la fantasia (ampolline piene di una polvere magica che se spruzzata vi farà dormire….) e la leggerezza con la realtà.


Complimenti ai registi Barbara Bricca e Guido Del Vento per la stesura di questo testo che da origine a uno spettacolo surreale, bello, importante, con tanti significati dentro, da cercare, e si trovano, ve lo garantisco.
Bravi gli attori in ruoli non sempre facili, bella la coreografia, le luci, i costumi.

 

Scenografia ideata da Barbara Bricca, realizzata da Maria Antonietta Paradiso

 

 

fotografie di Melissa Reale

 

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Mi ricostruisco

Le tempeste lasciano ferite profonde, la mia anima ha bisogno di balsamo in questo momento e quale migliore se non la natura?
Mi ricostruisco passeggiando tra gli alberi che stanno abbandonando i colori verdi di questa estate prolungata per  tingersi dei colori meravigliosi dell’autunno, elementi decorativi che rasserenano il cuore e gli occhi.
La natura trasforma la battaglia in un oasi di pace, i confini del mondo umano svaniscono davanti a tanta magnificienza.
La natura è la rinascita della mia anima, mi fa immergere nella tranquillità.
Anche la vecchia villa abbandonata, in cui non vado mai, mi ha regalato scorci stupendi, la natura pittrice non ha dimenticato di far passare il suo angelo pittore ad elargire sensazioni a chi da sempre crede il Lei.

 

 

“La natura non fa niente di inutile.”

Aristotele

 

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Voglio un ombrello

Voglio un ombrello,
rosso? perchè no?
Sarà l’unico colore
in questo vicolo doloroso
dove tu mi hai portato.

Voglio un ombrello
che  non mi permetta
di guardare oltre la
mia testa.

Voglio un ombrello
per non guardare il nero
laccio che ha abbracciato
di morte il tuo collo
che ha fatto tremare
il tuo corpo
che ti ha lasciato
inerme e indifeso
agganciato a quelle scale
fredde di marmo.

Voglio un ombrello
che non mi permetta
di vedere
la carta di quella ludica
illusione che ha bevuto il tuo sangue.

Voglio un ombrello,
rosso? perchè no?
Sarà l’unico colore
in questo vicolo doloroso
che soffoca il mio cuore.

E inatnto la pioggia fredda
di morte bagna i miei
occhi.

Paola

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