TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

I libri sono tesoro

“Certi libri costituiscono un tesoro, un fondamento; letti una volta, vi serviranno per il resto della vita”

Ezra Pound

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Attesa di Dio – Simone Weil

“Ritengo che bisogna sostenere sempre ciò che si pensa, anche se così si sostiene un errore contro una verità. Ma nel contempo bisogna pregare ininterrottamente per ottenere più verità ed essere pronti in qualsiasi momento ad abbandonare la propria opinione, quale che sia, non appena l’intelligenza abbia ricevuto luce. Ma non prima di allora”.

 

La ricerca difficile, disperata della scrittrice verso la “verità assoluta”.
Una vita breve alla ricerca e nell’attesa di vivere spiritualmente e fisicamente l’amore di Dio.
Considerazioni, lettere, testi, saggi, una raccolta di scritti che presentano il pensiero di Simone Weil svelandone l’intimo più segreto, dove presenta una religione basata, si sulla preghiera, ma anche sulla ragione, la parte che gli impedì di entare nella Chiesa cattolica.

 

Ho letto con difficoltà questo libro straordinario che mi ha presentato come l’intelligenza e la fede possano coesistere.
La profondità dei pensieri della Weil mi ha spesso obbligato a leggere e rileggere le pagine, anche perchè nel libro mi si apre una visione non comune, originale, dal normale modo di pensare e guardare il mondo religioso.
Vita e pensiero, ricerca e partecipazione…pensieri affascinanti, alcuni mi hanno letteralmente “acchiappato” emotivamente, un percorso che trovo attuale se penso alla società in cui viviamo in relazione alla cristianità; un pensiero rispettoso anche nelle critiche alle Chiese, a cui non perdona il pensiero indotto che ha sempre confezionano; il suo punto maggiore è l’insegnamento di Gesù, è lo studio della figura di Cristo; la ricerca della scrittrice passa per l’intelletto non per l’appartenenza religiosa o per la gerarchia ecclesiastica.
Per la scrittrice l’attesa e lasciare aperta l’anima, svuotata dai pregiudizi per ricevere la luce di Dio.
Il libro fu pubblicato postumo.

 

Simone Weil visse in ritiro per quattro anni prima di narrare come l’aveva affascinata irrimediabilmente una poesia di George Herbert:

“Nel 1938 ho passato dieci giorni nell’abbazia di Sollerno, dalla domenica delle Palme al martedì di Pasqua, seguendo tutte le funzioni. Un giovane inglese cattolico mi fece conoscere quei poeti inglesi del 600 che venivano detti metafisici, più tardi nel leggerli vi ho scoperto una poesia intitolata “Amore”, l’ho imparata a memoria e spesso, nei momenti culminanti delle violenti crisi di emicrania, mi sono esercitata a recitarla, ponendovi la massima attenzione e aderendo con tutta l’anima alla tenerezza che essa racchiude. Credevo di recitarla soltanto come una bella poesia, mentre a mia insaputa quella recitazione, aveva la virtù di una preghiera, fu proprio mentre la stavo recitando che Cristo è disceso e mi ha presa”.
Nel monastero benedettino di Solesmes (Francia), aveva incontrato un giovane durante la settimana santa che le aveva fatto scoprire il testo di George Herbert; la Weil era arrivata a Solesmes particolarmente sofferente, tormentata da devastanti emicranie che la tormentavano da tempo, la poesia la recitava quando le emicranie erano insopportabili.

Amore

L’Amore mi accolse; ma l’anima mia indietreggiò,
colpevole di polvere e peccato.
Ma chiaroveggente l’Amore, vedendomi esitare
fin dal mio primo passo,
mi si accostò, con dolcezza
domandandomi se qualcosa mi mancava..
«Un invitato» risposi «degno di essere qui».
L’Amore disse: «Tu sarai quello».
Io, il malvagio, l’ingrato? Ah! mio diletto,
non posso guardarti.
L’Amore mi prese per mano, sorridendo rispose:
«Chi fece quest’occhi, se non io?»
«È vero, Signore, ma li ho insozzati;
che vada la mia vergogna dove merita».
«E non sai tu» disse l’Amore «chi ne prese il biasimo su di sé?»
«Mio diletto, allora servirò».
«Bisogna tu sieda», disse l’Amore «che tu gusti il mio cibo».
Così mi sedetti e mangiai.

 

 

 

 

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Leggiamo?

“Leggete per vivere”

Gustave Flaubert

 

Nel tardo pomeriggio ho assistito ad una conferenza sulla lettura e il teatro; l’avvenimento è stato organizzato da un’associazione privata culturale allo scopo di sensibilizzare i cittadini dell’area in cui vivo.
Ci potete credere se vi dico che eravamo in dieci? Mi sarei messa a piangere, e non credete che l’assenza sia dovuta a ferie o simili…è sempre così quando si tratta di cultura.
Da un sondaggio fatto risulta che qui pochissimi leggono e ancor meno vanno a teatro (e vi posso garantire che è vero, esperienza diretta).
Uscita dalla conferenza mi è venuto di pensare che i tagli sulla cultura che in Italia si fanno  qui neanche se ne accorgono, interessa a ben pochi 😦
Già lo stato ci mette di suo per distruggerla, spererei almeno che noi cittadini riusciamo ad impedire uno scivolone verso la “povertà” che ciò comporta. A tutti i livelli sociali, non è solo per alcuni.
Se solo penso a quanto sia bello leggere, è un viaggio: nel tempo, nello spazio infinito, in strade nuove da esplorare, nelle vite in cui ti puoi immergere.
E sono lieta che mia figlia, che usa il computer tantissimo, va al cinema (televisione quasi zero come me), ritiene i libri ancora una priorità assoluta. Una magia. Lei dice che leggere è tante vite; su di un foglio che è attaccato nella sua camera ha scritto una frase tratta da un libro che ha letto, una frase che secondo lei dice tutto ciò che pensa dei libri,”Mi taglio sfogliando il mio libro preferito. Questo è amore.”

 

“…Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero.
Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto.
La porta è meglio chiuderla; di là c’è sempre la televisone accesa.
Dillo subito, agli altri:”No, non voglio vedere la televisione!”
Alza la voce, se no non ti sentono:”Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!”

Italo Calvino
da Se una notte d’inverno un viaggiatore

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Palazzo Sogliano – Sveva Casati Modignani

A Palazzo Sogliano vive una dinastica famiglia di corallari di Torre del Greco.
Orsola, i suoi figli e la suocera, sono riuniti per un pranzo a cui manca solo Edoardo, ma uno squillo di telefono mette fine all’attesa, l’uomo non tornerà più a causa di un mortale incidente d’auto.
La morte dell’uomo farà emergere un segreto: un’altro figlio.

 
Ora, dopo aver letto questo libro alle mie amiche (ecco mi sento tanto una funne del circolo pensionate Rododendro, https://tuttolandia1.wordpress.com/2017/01/24/funnele-ragazze-che-sognavano-il-mare-katia-bernardi/ 😀 ) ho detto loro che mai più avrei letto libri di questa autrice. Solita famiglia di ricchi, soliti amori, solite storie contemporanee che si intrecciano al passato, solite donne forti e umane fino all’inverosimile, tanto melense, dopo essere state presentate come dure e toste, da dover esigere un caffè amaro.
Una lettura scontata, prevedibile, noioso, deludente fino all’inverosimile, personaggi descritti tanto per riempire le pagine. Fallimento completo. Ma alla Casati gli piacciono le principesse che da povere diventano ricche? (io salvo solo Cenerentola, guai chi me la tocca!) Ma la conosce la vita reale?

 

Prossimo giro (ormai l’impegno c’è), se vogliono una mia lettura scelgo io (vabbè è poco democratica la cosa, ma sinceramente se devo “sprecare” il mio tempo….)

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Donne – Andrea Camilleri

  Quasi un’autobiografia raccolta in storie d’amore.
La scoperta dell’universo femminile.

 

 

39 donne.
39 ritratti di femminilità diverse, sentimenti, emozioni.
Amore e odio che attraversando i secoli hanno coinvolto le donne fino ad oggi. Romanzate e reali le donne di Camilleri divertono, intrigano, fanno sognare.
Ho adorato il racconto su Elena di Troia.
Un libro visto con gli occhi di un uomo che ama le donne, da leggere con leggerezza, con facilità, una lettura che non impegna ma coinvolge.

 

 

“Le ho amate tutte, per un’ora
o per sempre. Alcune con grazia,
altre con irruenza, altre ancora
le ho solo immaginate.
Senza di loro, non sarei stato io.”
Andrea Camilleri.

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Brida – Paulo Coelho

  La ventunenne Brida O’ Fern, irlandese,  vuole diventare una strega, quella che potrebbe essere l’altra parte di se, quella parte che l’attrae verso la magia..
Per avviare questo percorso chiede aiuto ad un mago, uomo solitario, che la metterà alla prova con una serie di ostacoli che gli faranno capire che l’amore è il tramite per accedere al mondo spirituale. Il mago sa che lei è la predestinata, avendo in se una sensibilità rara. Brida farà un viaggio nelle donne del passato.

 
Libro consigliatomi da Gianni del blog http://giannipianofortista.blogspot.it.  Il libro è basato su una storia vera.
La trama è intrisa di misticismo, spiritualità, religione, magia, esoterismo, reincarnazione, amore.
Il libro è piacevole da leggere anche se non particolarmente coinvolgente, i fili della trama si intrecciano e a volte si perdono. Però mi è piaciuto attraversare le donne del passato.

 

 

 

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Il cacciatore di aquiloni – Khaled Hosseini

book1  Due ragazzi: Amir, afgano di etnia pashtun; Hassan, afgano di etnia hazara, bravissimo nel tiro con la fionda. Vivono a Kabul.
I due sono grandi amici anche se Hassan e Alì, suo padre, lavorano come domestici per Baba, padre di Amir.  Anche Baba è amico di Alì.
Hassan ha il labbro leporino è Baba si propone di pagargli l’intervento chirurgico anche se il costo è elevato, Baba ha un forte affetto per questo ragazzo e glielo dimostra spesso, mentre per il figlio Amir ha una certa freddezza, ritenendolo la causa della morte della moglie dopo il parto.
Amir si rifugia così nel conforto di Daniele Carusim, amico del padre, appassionato come lui di letteratura.
Amir ed Hassan crescendo decidono di partecipare a quello che è il gioco più importante della città: la caccia agli aquiloni, dove bisogna tagliare il filo dell’aquilone degli avversri e impossessarsene.
Amir riuscirà a vincere la competizione con l’aiuto di Hassan. Ma questa vittoria costerà cara ad entrambi, minerà la oro amicizia e il rapparto tra Baba e Alì.
Amir e suo padre scapperanno in America, dove il agazzo troverà l’amore e dove Baba morirà.
Ma il passato si riaffaccerà nella vita di Amir nelle vesti di Rahim; il passato porterà Amir di nuovo nel suo paese d’origine dove conoscerà una verità sconvolgente, dove si metterà a confronto con i demoni della sua adolescenza, dove cercherà di annodare i fili di un imprevisto destino tramite Sohrab. Suo nipote.

 
Lo so, un libro “datato”, ma io e Meli lo abbiamo riletto insieme, a lei era stato assegnato un compito proprio su questo romanzo.
Sinceramente rileggerlo è stato bello, mi sono rituffata in un mondo scomparso, ho riprovato emozione, dolore, rabbia.
Un libro dove si parla di amicizia, coraggio, paura, dolore, amore, guerra, destino.

Abbiamo deciso di rivedere anche il film.

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Il grande futuro – Giuseppe Catozzella

9788807031762_0_0_300_80  Alì, ancora piccolo, mette il piedi su una mina. Si salva ma porterà una cicatrice sul corpo che segnerà per sempre la sua vita.
La madre gli cambia nome chiamandolo Amal, speranza. Amal è figlio di servi, generazioni che servono la famiglia di Ahmed, suo grande amico.
Nell’isola dove vive conoscerà la pace in famiglia, la guerra tra l’Esercito Regolare e i Neri, la parola rassicurante del mare, il tradimento, l’abbandono.
Cercherà se stesso nella Grande Moschea del Deserto, dove incontrerà religione, integralismo, ascetismo, solitudine, odio, amore. Dove lascerà l’innocenza dell’infanzia per capire il segreto del padre.
Diverrà guerriero, marito, padre.

 

Una storia intrisa di pathos, anche leggende, ma tratto dalla storia vera di un ex fondamentalista.
Racconto scritto bene che ci fa confrontare con il mondo islamico; vale la pena leggerlo per capire dove inizia il male e dove va a sfumare per trovare il bene e viceversa, per capire quanti io possiamo avere dentro.
Personalente a volte ho provato rabbia, a volte tristezza, a volte poesia. Ho comunque conosciuto un mondo in parte sconosciuto anche se tanto attuale.

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Funne/Le ragazze che sognavano il mare – Katia Bernardi

index 12 ottantenni di Daone, Trentino, organizzano una raccolta fondi per andare a vedere il mare.
Le “funne”, cioè le “donne” secondo il dialetto locale, fanno parte del circolo pensionate “Rododendro”, dove si gioca a tombola, si balla, ci si racconta della vita, si sogna di abiti meravigliosi.
Molte di loro non hanno mai visto il mare e nell’occasione del ventesimo anniversario del circolo vorrebbero concedersi questa gita.
Ma economicamente il circolo è in deficit e le “ragazze”, tutte più o meno ottantenni, cercano un’idea: vendere torte? fare un calendario? vendere ricami? le idee non mancano.
Cosa escogiteranno queste irriducibili per coronare un sogno?

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La storia raccontata in questo libro è vera.
Tra le imponenti montagne innevate le funne fanno partire un sogno, un’avventura che le porterà anche ad organizzare un croadfanding. Il sogno è il mare della Croazia.
Tra le righe troveremo sorrisi, dolori, invidie; conosceremo la forza della presidentessa del circolo, Erminia, un vulcano di idee, Iolanda, che prepara le migliori torte di mele del paese, Armida, bravissima ballerina di liscio…. funne
Divertente la descrizione del calendario, della sua realizzazione, anche grazie a Massimo il fotografo, della personalità di ogni funne, interessante la dscrizione delle loro vite nel quotidiano. Un libro che scorre veloce.
E’ una storia poetica che sembra irreale, che ci insegna che per sognare non c’è età, che l’energia non ha età, che la curiosità non ha età.
Che un calendario può avere tredici pagine.

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funne_poster  Su questa storia è stato girato anche un documentario (sempre di Katia Bernardi) simpaticissimo, da vedere se vi capita. La storia ha fatto il giro del web e del mondo.

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La ragazza che guardava il cielo -Alberto Reggiori

“Cominciava a conoscere il cerchio delle stagioni, gli acquazzoni con l’arcobaleno, i cieli solcati dalle andide nubi imponenti come velieri, i campi prosciugati durante la siccità, il sorgere del sole quando accompagnava la madre a prendere l’acqua, i tramonti gialli e caldi mentre si accendevano i primi fuochi per cucinare la cena, le paurose notti nere come la pece ….Epoi i saggi consigli che sua madre le regalava durante il cammino, o le storie spaventose, piene di spiriti e malochio….”

ragazza-guardava-cielo-reggiori_5_1  Zamu nasce in Uganda nel 1962.
Mentre la madre grida di dolore viene sancita l’indipendenza del Paese che però scivolerà nella dittatura.
Zamu è intelligente e forte, vuole studiare, ma ciò non gli impedisce di essere data come sposa, a solo sedici anni, ad un uomo mai visto e tanto più vecchio di lei.
Zamu tra un matrimonio e l’altro avrà dei figli che crescerà da sola, nella disperazione, fino ad arrivare ad una disperazione immensa, quando gli verrà diagnosticata l’Aids.
Zamu conoscerà l’Amore di una forza divina che gli farà comprendere la fede e la porterà a lottare per se ma soprattutto per gli altri. Per questo Amore cambierà il suo nome in Veronica.

 

“Le vie di accesso al continente nero erano costellate di croci piantate su tumuli di terra. L’Africa non si concedeva a buon prezzo e usava le sue invincibili armi per non lasciarsi violare: le malattie, il clima e la natura feroce”

Non è un racconto di fantasia, è una storia vera di una giovane donna malata, che ha conosciuto violenza, dolore, abbandono, miseria, ma anche speranza e riscatto. A raccontarla in questo meraviglioso libro è Alberto Reggiori, il medico italiano che ha curato Zamu a Hoima.
Troveremo tradizioni africane ancestrali, come la sposa bambina, la pratica di fango e cenere che da secoli le levatrici spalmano sulle partorienti durante il travaglio, conosceremo la fuga dalla guerra, il flagello devastante dell’Aids, conosceremo l’Avsi* e il Meeting Point**, conosceremo l’Highly Active Anti-Retroviral Therapy , combinazione di tre farmaci che tiene in vita molti malati di AIDS.
Il libro ha un’impronta cristiano/cattolica, ma è scritto con umiltà e immensa umanità.
Mi ha commosso questo libro, la storia di questa donna è struggente e dolorosa, ma non so perchè mi fa sognare di un’Africa meravigliosa, dove ancora, in alcune zone, le donne non possono frequentare la scuola e sono trattate come merce.
Mi ha affascinato la forza di questa giovane che non ha mai rinunciato a guardare le stelle e pregare (e posso solo immaginare quanto sia bello il cielo stellato in quel travagliato meravigliso continente), che non ha esitato a farsi chiamare Veronica, colei che allevia…

“…una tradizione africana: chi guarda un leone negli occhi e sopravvive sarà invincibile.”

* AVSI: fondazione per uno sviluppo sostenibile e capace di rispondere ai bisogni reali delle persone, impegnata soprattutto alla difesa e valorizzazione della dignità della persona.
** Meeting Point:centro creato da un malato di AIDS per trattare in modo più umano chi è ammalato.

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