TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

ragazzi di vita – Pasolini


(il libro di mio padre)

 

Roma. 1950, una città ancora distrutta dopo la seconda Guerra Mondiale.
In una calda estate bande di giovanissimi allo sbando totale nel. Il degrado sociale è forte.
Giovani violenti che, oltre a divertirsi, scorrazzano nelle borgate più povere compiendo furti, rapine, cercano nell’immondizia; giovanissime donne incinte che si prostituiscono, ragazzi che incontrano omossessuali per soldi, la famiglia è quasi inesistente. Dove il fiume sarà protagonista, dall’inizio alla fine.
Tra tutti spicca il Riccetto, un misto di delinquenza e umanità fino alle soglie del progredire della società, da cui verrà inglobato diventato un perfetto “borghese”.

 

Il libro è composto da una serie di episodi che si intrecciano. Alcuni colpiscono il cuore e l’anima.
Pasolini definisce i protagonisti Ragazzi di vita. Leggere questo testo non è facile se non si ha dimestichezza con il dialetto romano, così è il lessico originale*, ma non è facile leggere questo testo anche per la durezza di vita che è descritta, la vita vera di quelle che erano le borgate romane: sporcizia, miseria, squallore.
Il libro è stato acquistato da mio padre appena pubblicato (1955), aveva capito perfettamente di cosa trattava, lui che non era un ragazzo di vita, ma che è nato e cresciuto a Roma, non in borgata. Lui che aveva amici di borgata con cui giocava a pallone, lui che aveva conosciuto la povertà dopo un periodo di agiatezza.
Questa è la quarta volta che lo leggo, la prima volta ho stentato, adesso volevo ritrovare la voce di mio padre che mi correggeva quando sbagliavo gli accenti romani, volevo ritrovare Pasolini, per me, l’unico che ha descritto con reale crudezza la vita nelle borgate romane, quella vita che non esiste più piena di famiglie numerose e scarso pane sulla tavola, quella dei monolocali sovraffollati, quella anche della volgarità, quella che anela al benessere che poi la distruggerà, quella che ho conosciuta dai racconti di mio padre.
Puro romanzo neorealista che fa riflettere su molti aspetti della vita, non escluso quello religioso, che è stata e che in parte è radice anche del benessere post guerra. La fame di avere.
Lo consiglio, perché dentro c’è umanità, emozioni e intense descrizioni.

Aggiungo delle informazioni:
il libro esce nel 1955, ma viene ritirato e Pasolini viene accusato di oscenità a causa perché si parla di omosessualità e prostituzione maschile, addirittura la magistratura di Milano fa scattare la denuncia di carattere pornografico del libro. Grazie a diverse testimonianze di intellettuali e all’intervento di Carlo Bo che testimonia che “essere il libro ricco di valori religiosi perché spinge alla pietà verso i poveri e i diseredati” e che non contiene nulla di osceno perché “i dialoghi sono dialoghi di ragazzi e l’autore ha sentito la necessità di rappresentarli così come in realtà”, l’autore viene assolto e il libro viene pubblicato:
Il lavoro di Pasolini è frutto della passione che ha messo nel voler descrivere un mondo semplice e non corrotto dal consumismo, l’autore ha frequentato i luoghi e le persone delle borgate per rendere più reali e vitali storie e personaggi.
Dal testo sono state ricavate le trame di alcuni film dello stesso Pasolini.

*alla fine del libro c’è il glossario.

 

Sò romana e amo Pasolini perciò ve autorizzo a pensà che sò de parte!

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Zuccotto e la Piccola Strega – Elena Ramylie Ronchi

Nel Bosco delle Querce vive la Strega Camilla, molto amata da tutti.
Con lei vive la sorellina, Myrtle, aspirante Apprendista strega.
Un giorno Myrtle trova il libro degli incantesimi di Camilla e, pur sapendo che ancora i suoi poteri non sono sviluppati, decide di provare un incantesimo.
Quale? Trasformare una zucca in un abito per la sorella, che sicuramente vedendolo, avrebbe apprezzato la sua bravura.
Ma l’incantesimo non ha l’esito sperato, al posto di un abito appare Zuccotto! Uno spiritello dispettoso.
Chi aiuterà Myrtle a rimettere in ordine i guai che Zuccotto seminerà nel villaggio, dove veloce come il vento si sarebbe diretto?

 

Se volete sapere come va a finire questa dolce e delicata favola, che non parla solo di streghe e magie, ma anche di amicizia e …non vi resta che sfogliare il libro.
Anche per deliziarvi con i meravigliosi disegni che accompagnano la storia.
Nella pagine finale del libro troverete le parole dell’autrice che ci spiega come sia nata questa storia, dal sapore di una volta e dall’insegnamento intramontabile.

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Cambiare l’acqua ai fiori – Valérie Perrin


Violette Toussaint è una giovane donna, solare e gentile.
Violette è stata una bambina abbandonata perchè nessuno l’ha mai adottata, è stata sola fino a quando non ha conosciuto Philippe, che sposerà e con il quale avrà un rapporto complesso.
Ora è la “guardiana” di un cimitero della Borgogna..
Violette si occupa di cambiare l’acqua ai fiori, parla con i morti, con i suoi colleghi, con gli animali, con i fiori, con Dio. E con se stessa.
Tra le tante persone che arrivano da lei, si presenta un poliziotto che arriva da Marsiglia, ha una strana richiesta da fare: eseguire il desiderio della madre, quello di essere sepolta nella stessa tomba di uno sconosciuto che riposa in quel cimitero.
Violette dovrà allora fare i conti con il suo passato e i drammi vissuti.
Quale sarà il mistero della richiesta? E qual è il filo che lega la protagonista ad altre storie?

 

Il libro me lo ha prestato un’amica, ci teneva che lo leggessi. E non mi sono pentita.
Non è un capolavoro, è un racconto delicato, semplice che in me ha suscitato commozione, emozione e ricordi*.
Si legge velocemente, la narrazione è ben scritta.
C’è l’ascolto, Violette lo fa con chi entra nella sua casa, c’è sentimento, emozione, ci sono personaggi ben descritti, c’è il passato che si intreccia con il presente e che darà modo di scoprire le situazioni che legano i personaggi e la protagonista, c’è l’ironia.
C’è la morte, ma anche tanta vita.
E tanto colore.

 

*Ho vissuto per qualche anno in un paese di 2000 anime sempre nella zona della Ciociaria.
Quando mi recavo al cimitero, e ci passeggiavo dentro perché è piccolo e delizioso, mi incontravo con il custode, Franco. Un uomo sulla sessantina dagli occhi straordinari e dalla dolcezza infinita. Avevamo preso l’abitudine di passeggiare insieme mentre lui esplicava le sue mansioni: togliere i fiori secchi, sistemare le piante, pulire i vialetti, svuotare i cassonetti…ci siamo fatti compagnia e di tanto in tanto quando scendeva (visto che il cimitero è situato in una parte alta fuori paese) per tornare a casa passava da me per un caffè.
E’ stata una conoscenza piacevole, purtroppo se ne è andato troppo presto, per una puntura di una zecca a cui inizialmente nessuno aveva fatto caso.
Ora il cimitero è controllato da una cooperativa del paese, ci vado spesso, ma non parlo più con nessuno, solo con i morti, perchè li c’è una grande fetta della mia vita.

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All’ombra di Alagna. Il circo maledetto – Cassandra Graziosi

La strega Cassandra vive finalmente la storia d’amore con il bellissimo vampiro Tristan, in Venétia.
Dopo la prolungata separazione dalle famiglie, decidono di tornare ad Alagna, dove tutto era iniziato.
L’antica città torna così a ripopolarsi di magia e di creature della notte.
L’armonia sembra ormai raggiunta, l’amore tra tutti loro li rende sereni, fino al giorno in cui il Signor Divertimento decide di tornare in Alagna con il suo circo maledetto….

 

Secondo libro della trilogia All’ombra di Alagna.
Prosegue la saga dei Corvo, dei Keaneoff, degli Alba…
Se nel primo libro (https://tuttolandia1.wordpress.com/2020/07/19/allombra-di-alagna-larrivo-del-male-cassandra-graziosi/) troviamo come argomento importante l’accettazione della diversità, in questo secondo libro troviamo predominante l’amore verso la famiglia, i legami sentimentali e familiari, la voglia di condividere e capire come l’unità di un nucleo possa essere una grande forza per fronteggiare ogni situazione.
Nel libro troviamo ambienti che richiamano al gotico, troviamo la magia della luna, descrizioni di interni molto dettagliate, l’amore passionale…e la malvagità.
L’autrice fa uso di visioni poetiche e richiami alle tradizioni culinarie della zona in cui è ambientato il libro, per arrivare a descrivere i sentimenti dei personaggi.
La storia avvince, la scrittura, rispetto al primo libro, è migliorata, ma a mio giudizio ancora deve maturare nei dialoghi che vorrei più intensi.
Se avete voglia di perdervi nelle notti e nelle nebbie insieme ai vampiri non perdete tempo….

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Leggiamo?

Avrei bisogno di diverse vite per leggere tutto ciò che vorrei, vabbè! In realtà mi ci vorrebbero infinità di vite per fare tutto ciò che vorrei ma intanto parlo di letture.
Ho una pila incredibile pronta in sala, un’altra sul comodino, poi mi è venuto in mente di rileggere i libri di mio nonno, sono strana davvero.
Le mie amiche ogni tanto mi criticano, dicono che guardo poco la tele e troppo poco fiction (a dire il vero mai) e i canali televisivi non tradizionali, ma che ci posso fare? Ciò che mi mette in moto un libro, il resto non lo fa, forse il cinema, si, i film si.
Comunque…se guardo qualche dato mi sento triste, è vero che c’è stato un incremento sul venduto dei libri dal 2020, ma pochino… il +3%, il 43% degli italiani legge almeno un libro all’anno (compresi quelle di ricette), il 6% un libro al mese; negli ultimi 30 anni i lettori sono rallentati. Gli e-book, che avevano avuto una buona vendita, hanno rallentato.
Il genere giallo va per la maggiore.
In compenso sono aumentati gli scrittori…forse c’è un bisogno interiore di comunicare e a parole non riusciamo?
Non so, mi piace pensare che ancora leggere fa navigare in mondi sconosciuti, magici, fa guardare dentro noi stessi e metterci davanti a verità che ignoravamo, che leggere apre la mente, l’anima e il cuore.

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E l’eco rispose – Khaled Hosseini

Shadbagh, piccolissimo paese dell’Afghanistan.
Abdullah e Pari sono fratello e sorellina di tre anni.
Vivono con il padre Sabur, poverissimo, la matrigna, che soffre di depressione e un fratellastro.
Sabur un giorno decide di affrontare un viaggio verso Kabul, con lui porterà Pari, ma Abdullah, che è legatissimo alla sorellina decide di partire con loro.
Pari viene viene venduta ai coniugi Wahdati, famiglia benestante, dietro un ottimo compenso economico che aiuterà la famiglia di Sabur a risollevarsi in parte dalla povertà..
Abdullah è distrutto da questa decisione, ma che non può impedire e che non perdonerà mai al padre.
Di Pari si prende cura Nilla, che non può avere figli. E’ una donna colta, una poetessa dalle idee progressiste.
Diversi eventi tragici, tra cui la guerra russo-afghana sconvolgerà le vite di tutti i protagonisti, e nuove persone entreranno nelle loro vite.
Riusciranno i due fratelli a ritrovarsi? E che ruolo avranno le piume di uccello nelle loro vite?

La storia è accattivante, come tutte le storie scritte da questo autore.
La trama è ricca di personaggi e intrecci delle loro vite. E’ una storia drammatica, toccante, ma d’altra parte quando sono coinvolti i bambini il mio cuore trema.
Mi sento di consigliarlo, ben scritto, anche se rispetto agli altri libri che ho letto dello stesso autore, è quello che mi piace di meno. A tratti è pesante, trovo ci sia troppa carne sul fuoco, troppe storie a volte dissonanti tra loro, anche se ognuna è legata alle altre, un puzzle a volte non molto chiaro e con troppi salti temporali, la trama coinvolge tre generazioni, dagli anni ’50 a oggi.
E’ interessante leggerlo comunque anche per scoprire quanto amore ha Khaled Hosseini per la sua terra.

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Le stagioni con Nonna Rosa – Sara Senarega

Nonna Rosa ha un librone di favole.
Lo apre ogni volta che arrivano Matteo e Manuela, i suoi adorati nipotini.
E inizia il racconto…

 

Un libro per bambini, dolce e delicato.
Troverete racconti che hanno il sapore del passato. E invitano i piccoli lettori a mettersi al lavoro…

Tutti i disegni all’interno del libro sono opera dell’autrice.

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L’essenza fatale – Beatrice Fiaschi

“Ichi go, ichi e”

Celeste Zanetti, vice ispettrice della Omicidi, abile nel travestirsi sotto copertura, affianca il commissario Almeida per un’indagine complessa: omicidi seriali che hanno come caratteristica la presenza, nel luogo di ritrovamento del cadavere, di un forte e persistente odore di gelsomino e, fatto ancora più inquietante, è che l’ultima persona a vedere le vittime è Celeste, che con ognuna di loro ha avuto una relazione.
Celeste viene indagata; Almeida non la lascerà sola e, oltre ad aprirsi una strada per la risoluzione del caso, per loro potrebbe aprirsi una strada nuova, lasciandosi alle spalle storie traumatiche che hanno vissuto privatamente ed individualmente.

“Strana sostanza il cloroformio: a seconda della dose sortisce effetti diversi, proprio come l’amore! Può solo stordire, farci sentire strani, ma può anche ucciderci”.

 

Non ho voglia di dare più dettagli sulla trama di questo libro, è intrigante leggerlo e scoprire cosa racchiude.
E’ un giallo che si snoda in varie zone di Roma, luoghi veri, non di fantasia, ogni luogo fisico è in realtà uno spazio emotivo che riempie la narrazione; conoscendo io la maggior parte di questi luoghi ho avuto spesso i brividi leggendo il libro, la scrittrice ha una forza descrittiva incredibile.
Questo libro è più che un giallo, è un viaggio che parla di sentimenti travagliati, di ferite difficili da curare, di traumi, di vittime che cercano riscatto, di solitudine…
E’ un viaggio nella psicologia umana, nella psicologia delle donne ferite nell’anima. E’ un viaggio verso la speranza di una nuova vita, è riscatto.
Credetemi se vi dico che l’autrice (di cui ho letto un altro libro e racconti), è riuscita perfettamente a farmi entrare nei personaggi fisici e nelle loro emozioni, non chè ad incuriosirmi per scoprire chi è il killer.
Leggetelo e incontrerete un narcotrafficante, l’infermiere, l’Erborista, la psicologa, Maria e…il Chirurgo!

 

“…La firma al gelsomino….Bastano poche gocce per diffondere dappertutto un profumo persistente….”

 

Per chi fosse interessato


Io ci sarò!

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La voglia di creare…

 

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Cigni selvatici. Tre figlie della Cina – Jung Chang

  Tra la fine dell’800 e la fine della dittatura di Mao Zedong si sviluppa la vita di tre donne (l’autrice, sua madre e sua nonna).
La Cina è attraversata da tragedie, rivoluzioni, guerre, dittature…. E cambiamenti.
Tre donne che vivono dolori, amori, persecuzioni, deportazioni, torture e speranze….

 

Questo libro a mio giudizio è un capolavoro. E’ una storia vera.
Non si legge tutto di un fiato, non si può; la narrazione è complessa ma efficace nel far capire la storia di una nazione che ha attraversato incredibili momenti storici e culturali, alcuni periodi li ben ricordo. Ci sono intrecci narrativi non solo sulle vite vissute dalle tre protagoniste ma anche sulla politica, la società, la cultura, la scuola…un grande quadro che fa ben capire come si viveva in questo immenso Paese.
E’ un libro che ampia gli orizzonti, che riporta realmente fatti e vite, che a tratti commuove. Ci vuole tempo ma vale la pena leggerlo.

 

“La luce si fa più bianca quando a notte diventa scura,
la mia penna corre incontro all’alba…”

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