TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Sotto l’aquila di Roma – Simon Scarrow

Catone è giovane, colto, abituato ai saloti di Roma.
 Macrone è un centurione che ha vissuto innumerevoli battaglie.
I due i incontreranno in Germania, dove l’esercito romano, guidata da Vespasiano, tenterà di conquistare la Britannia. siamo nell’anno 42 d.C.
Per Catone, eletto a Optio (vicecomandante) di Macrone, la vita nell’esercito non sarà inizialmente facile, ma istruito e protetto dal centurione dimostrerà tutto il suo valore.
I due si troveranno coinvolti in una macchinosa cospirazione ai danni dell’imperatore Claudio. Ma la battaglia, per un soldato romano, vale la vita, se si combatte sotto l’Aquila di Roma.

 

E’ una vita che mi propongo di leggere i libri di Scarrow, ora ho iniziato, e intendo leggerli tutti.
Non parliamo di capolavoro, ma io questo libro l’ho trovato stupendo. non si parla solo di battaglie, ma di sentimenti, di donne, di tradizioni, di gladiatori…
Romanzo storico dettagliatissimo, che non ti permette di annoiarti, almeno per chi ama il genere. Lo scrittore conosce perfettamente la storia romana e sa descrivere eccezionalmente la battaglia, le armi, le tattiche della guerriglia romana.

 

 

“Il denaro è la fonte di ogni potere”

 

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E intanto leggo… e sogno

 

“Leggere è sognare per mani altrui”
Fernando Pessoa

 

 

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All’imbrunire bisbigli d’amore – Isabella Scotti

Una raccolta di poesie che incantano.
Isabella ha il potere di raccontare con soavità la vita e i sentimenti che l’attraversano, anche i più tumultuosi diventano un canto forte e coinvolgente.

Grazie Isabella per questo dono inaspettato e graditissimo, quando ti ho conosciuta il tuo sorriso e la tua gioiosa delicatezza mi ha incantata.
Donna forte dall’animo raffinato.

 

“…Tu,
navigatore solitario,
hai preferito,
un’altra volta,
il mare a me.
E sei partito,
più forte
il suo richiamo,
più debole
la mia paura,
icapace di trattenerti….”

da: Ti vedo laggiù

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I Leoni di Sicilia – Stefania Auci

Da Bagnara Calabra a Palermo.
Dalla fine del 1700, atraversando l’800, la famiglia Florio decide di diventare potente.
Paolo e Ignazio Florio da speziali diventano proprietari di navi, terreni, case….Ma soprattutto produttori del vino marsala e innovatori nel conservare il tonno sott’olio.
Tutto ha un prezzo, anche il successo, il potere…E i Florio dovranno subire disprezzo, invidia…dovranno passare per il riscatto sociale, l’ambizione, gli amori voluti e repressi…

 

Questo libro era nel mio destino.
Nel blog https://topperharley.org ne leggo la descrizione (https://topperharley.org/?s=i+leoni+di+sicilia9 e mi viene voglia di comprarlo, dopo qualche giorno Meli me lo regala (https://tuttolandia1.wordpress.com/2019/10/27/grazie-melissa/).
Lo adoro, amo leggere saghe familiari, e in parte conoscendo un po’ della storia di Palermo questo romanzo era nelle mie corde.
Un libro scritto con delicatezza che mi ha affascinato, intriso di storia e sentimenti. E non nego che mi ha fatto sognare, con la mente dipingevo gli abiti, le stanze, i colori…cercavo gli odori…
E la Sicilia mi è ancora più vicina…ne conosco ancora un pezzetto di più.

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In nome di Dio. La morte di Papa Luciani – David A. Yallop

…Gesù entrò nel cortile del Tempio. Cacciò via tutti quelli che vendevano e compravano, buttò all’aria i tavoli di quelli che cambiavano i soldi e rovesciò le sedie dei venditori di colombe. E disse loro: «Nella Bibbia Dio dice: La mia casa sarà casa di preghiera. «Voi invece ne avete fatto un covo di briganti ». (Matteo)

 

“…Il nuovo Papa rappresentava chiaramente una minaccia…e non immaginava quanto arduo fosse il compito che gli era stato assegnato…”

 

 

 

Nella notte tra il 28 e il 29 settembre del 1978 muore improvvisamente papa Giovanni Paolo I, al secolo Albino Luciani, dopo solo trentatré giorni dopo la sua elezione, avvenuta anche grazie ai cardinali del terzo mondo. La sua morte ha destato subito molti sospetti. Suicidio? Morte naturale? Omicidio? Congiura?

 

 

Conversazione tra il Papa e il suo Segretario di Stato avvenuta il 19 settembre. Dopo quarantacinque minuti di discussione luciani lo accompagnò alla porta e gli disse: “Eminenza, abbiamo discusso del controllo delle nascite per circa quarantacinque minuti. Se le informazioni statistiche che ho ricevuto sono esatte, allora durante il periodo di tempo in cui abbiamo discusso, più di mille bambini al di sotto dei cinque anni sono morti per malnutrizione. Durante i prossimi quarantacinque minuti, mentre noi aspetteremo di consumare il pasto, un altro migliaio di bambini moriranno di fame. Tra oggi e domani trentamila bambini che in questo momento sono vivi, saranno morti, per malnutrizione. Dio non sempre provvede.”

A noi romani piaceva. Alla Curia un po meno. Si è sempre detto che non fu morte naturale e io ci credo. E poi, chi mi segue forse si è accorto che spesso riporto qualche curiosità sui papi, e alcune sono…diciamo “particolari”. A fronte di ciò figuriamo se credo alla morte naturale.
Qualche giorno fa con Roberta e mia sorella ci è presa la fantasia di ripercorrere la vita di papa Luciani (è così che è spesso nominato) e ho ripreso un libro letto tanti anni fa, ma sempre assolutamente interessante e, per me, pieno di verità. Yallop, giallista, che magari ha anche romanzato alcuni fatti, ma sicuramente ha aperto varchi di verità su questa torbida e orribile storia. Vale la pena leggerlo, illumina le idee, sconcerta, lascia amarezza, ma scuote l’anima. Scritto benissimo. Io ho vissuto quel perioso politico e credo che tutto ciò che è riportato è pura verità.
La corruzione toccava diverse istituzioni: lo IOR (banca vaticana), il Banco Ambrosiano, la Loggia P2, coinvolse figure come Calvi, Marcinkus, l’arcivescovo Cody, Sindona…
Un libro che è una vera e propria inchiesta. La cosa interessante, che tutti ci siamo chiesti, nel libro è ben delineata: perchè non è stata fatta l’autopsia? Anzi, è stata impedita.
Se siete curiosi leggetelo….

 

“…Fu deciso che non ci sarebbe stata autopsia…”

“…Luciani…si autodefiniva – un uomo povero abituato alle piccole cose e al silenzio -, ora si trovava costretto a fronteggiare la grandiosità vaticana e le manovre della Curia…”

“…I sostenitori dell’arcivescovo ribelle Marcel Lefevbre…proclamava…”E’ difficile credere ad una morte naturale pensando a tutte le creature del demonio che allignano nel Vaticano…”

“..In effetti, tutte le prove sono contro una morte naturale di Luciani e suggeriscono fortemente l’assassinio. Per quanto mi riguarda, non ho dubbi…”

 

 

“…Albino Luciani diede poi una straordinaria dimostrazione del suo sentimento di ripugnanza per una Chiesa ricca e materialistica. Esortò ed autorizzò tutti i parroci e i rettori di santuari a vendere il loro oro, le collane e gli oggetti preziosi. Il ricavato doveva andare al “Don Orione”, il centro per handicappati. Informò i suoi lettori che intendeva endere la croce ornata di gioielli e la catena d’oro che erano appartenuti a Pio XII e che Papa Giovanni gli aveva donato quando era stato ordinato vescovo…”

 

 

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Leggere?

Italiani:
da 3 anni in su: 92,2% = guarda la tv;
legge libri = 40,5%;
 legge al massimo 3 libri, della precedente percentuale, = 45,1%;
 legge i quotidiani 1 volta a settimana = 43,9% della popolazione.

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Fuga da Auschwitz – Joel C. Rosenberg

   Jacob Weisz è ebreo; si oppone inutilmente alla dittatura di Hitler, alla follia nazista.
Viene catturato e deportato ad Auschwit dove assiste allo sterminio di massa di migliaia di innocenti; insieme a Luc, un prete francese, organizza la fuga.

 

Mi aspettavo qualcosa di più da questo libro. Un romanzo ben scritto che comunque regala emozioni.
Emozioni di cui avrei fatto volentieri a meno.

 

27 gennaio – Giorno della Memoria

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E la chiamarono due cuori – Marlo Morgan

A piedi nudi nel deserto australiano, sotto il sole cocente e con temperature asfissianti, ostacoli … cibarsi con formiche, radici, bacche…La simbiosi con la natura. Il tempo che non ha più la sua ragione di essere. Una tribù di aborigeni e una donna che cambierà il suo modo di vedere la vita.

 

Libro affascinante, scritto anni fa dalla Morgan che ha vissuto in prima persona questa avventura
Un libro che mescola modernità, natura, tradizioni, sacralità intesa come rispetto per l’ambiente e la vita.
Il libro scorre incantando con la sua profondità.

 

Volevi essere sicura di non piangere quando me lo avresti donato, è stato chiuso un bel po nel tuo cassetto, poi qualcosa che non dipende da noi ha fatto si che la tua decisione doveva essere presa. Non si poteva più aspettare.
Grazie amica mia carissima, mi dicevi sempre che ti ricordavo qualcuno. Mi emoziono solo a scriverlo. Non vivrò mai questa esperienza, ma la tua frase scritta sulla prima pagina è già la mia avventura di vita.
“A te che hai un indomito coraggio di vivere.”

E ho pianto tutte le lacrime che negli anni ho combattuto.

 

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A occidente con la notte – Beryl Barkham

 

 

 

“L’Africa è mistica; è selvaggia; è un inferno soffocante; è il paradiso del fotografo, il Valhalla del cacciatore, l’Utopia dell’avventuriero. E’ quello che vuoi tu, e si presenta a tutte le interpretazioni. E’ l’ultimo vestigio di un mondo morto, o la culla di uno nuovo e lucente. Per moltissima gente, come per me, è semplicemente “casa”.
E’ tutte queste cose salvo una – non è mai noiosa.”

 

Beryl, trascorre quasi tutta la sua vita in Africa, dall’età di quattro anni, da quando suo padre, ufficiale inglese, abbandonò la sua casa nel Leicestershire e si trasferisce in Kenia, in un capanno di fango.
Abbandonò moglie e figlio, portò con se solo la piccola Beryl.

 

“C’è una leggenda secondo la quale gli elefanti seppelliscono i loro morti interritori segreti, nessuno dei quali è mai stato scoperto. A sostegno di questa teoria, c’è il fatto che il corpo di un elefante, a meno che non sia stato intrappolato o ucciso, raramente è stato trovato. Che ne è degli animali vecchi e malati? Non soltanto gli indigeni, ma molti coloni bianchi hanno sostenuto per anni la leggenda (se mai è una leggenda) che gli elefanti trasportano i loro feriti e i loro malati per centinaia di miglia, se necessario, pur di tenerli lontano dalla portata dei loro nemici. E si dice che gli elefanti non dimentichino mai.”

 

Straordinario romanzo autobiografico in cui Beryl Barkham*, esploratirice, aviatrice inglese prima donna ad attraversare in solitaria l’oceano Atalntico da est a ovest, racconta la sua avventurosa vita.
In ogni pagina traspare l’immenso amore per l’Africa, nel racconto dei paesaggi incontaminati e spesso inospitali, nel racconto degli animali e dei personaggi.
Un racconto avventuroso di un’Africa da amare rispettare ma dove la necessità di vivere “da bianca” a volte prendeva il sopravvento.
Un racconto da leggere con calma, perchè farcito di descrizioni e ricordi, la scrittura è poco raffinata, ma io trovo sia un bellissimo libro.

 

“Un giorno per ogni uomole stelle saranno altrettanto familiari delle pietre miliari, delle curve e delle colline della strada che conduce a casa sua, e un giorno questa sarà una vita nata dall’aria. Ma allora l’uomo avrà dimenticato come si vola; allora gli uomini saranno passeggeri su macchine i cui conducenti saranno stati accuratamente promossi alla familiarità con dei bottoni etichettati, e alle cui menti la conoscenza del cielo, del vento e delle condizioni atmosferiche sarà altrettanto estranea quanto un’invenzione passeggera. E verranno rievocati i giorni dei velieri – e la gente si chiederà se i velieri erano antichità del mare o antichità dell’aria.”

 

*Nasce ad Ashwell, nel Leicestershire, nel 1902, a quasi 4 anni si trasferisce in Kenya, allora colonia britannica, dove il padre vuole avviare una fattoria a Njoro. Dal padre impara ad addestrare i cavalli, dalle popolazioni indigene la lingua, la caccia, uno stile di vita libero. Solo per breve tempo sarà mandata a scuola a Nairobi, ma verrà espulsa e non ci tornerà mai più. I tentativi di imporle precettori sono discontinui e sempre senza successo.
Quando Beryl ha solo 17 anni il padre, in difficoltà economiche, chiude la fattoria e si trasferisce in Perù, lei decide di restare in Africa, con il suo cavallo e due bisacce si trasferisce a Molo dove inizia ad addestrare cavalli e gestire una scuderi. incontra il pilota Tom Campbell Black che le insegna a pilotare un aereo. Da quel momento inizia a volare sull’Africa. Trasporta feriti e medicinali, posta e persone, recupera aviatori dispersi. Accompagna i cacciatori nei safari, avvista per loro gli elefanti dall’alto e comunica la posizione perché possano catturarli. Vola in tutte le condizioni, atterra dove nessun altro avrebbe osato. La licenza di volo l’ha ottenuta studiando sodo ed esercitandosi molto. È convinta che “una vita deve muoversi, altrimenti ristagna.”
Si sposa per tre volte e per tre volte divorzia. La prima a 16 anni, con Jock Purves, da cui si separa dopo neanche due anni. La seconda volta nel 1927 con il ricco Mansfield Markham che conosce durante un safari. Da lui ebbe un figlio, Gervase, e continuò a usarne il cognome dopo il divorzio. La terza con lo scrittore Raoul Schumacher con cui avviò una fattoria in California e che dopo la fine del matrimonio insinuò di aver scritto il libro di memorie della ex moglie. Ma più dei matrimoni sono innumerevoli le relazioni che le si attribuiscono. Beryl, affascinante e bellissima, frequentava la bella società coloniale nota come Happy Valley Set. Era composta soprattutto da inglesi, molti dei quali ricchi avventurieri stabilitisi in Africa nell’area che oggi corrisponde al Kenya e all’Uganda. Il gruppo era noto per il suo stile di vita decadente. Di giorno trascorrevano il tempo impegnandosi nei safari, di notte indulgevano in stravaganze, droghe, promiscuità sessuale. Era un mondo scintillante a cui Beryl veniva ammessa pur non essendo facoltosa. Li accompagnava nei safari e li incantava con il suo stile di vita avventuroso, indipendente e anticonformista, persino per l’eccentrica comunità che frequentava. Nel 1929 ebbe una relazione con Henry, duca di Gloucester, ma i Windsor si opposero fermamente a questa unione.
Vola ogni giorno, per ore. Ma il viaggio più audace avviene nel 1936. Aveva deciso di tentare la trasvolata atlantica, da sola e no-stop, dall’Inghilterra all’America. Fu la prima donna a riuscirci: partì da Abingdon il 4 Settembre, dopo aver rimandato per qualche giorno in attesa di condizioni meteo più favorevoli che non migliorarono e le toccò volare per 21 ore nella nebbia e affrontare anche una tempesta; quando era ormai in vista della costa americana l’ultimo serbatoio di carburante andò in avaria e fu costretta ad atterrare a Baleine Cove, in Nova Scotia, Canada. L’aereo affondò di punta nel fango, lei si ferì alla fronte. Un fallimento, considerando che non aveva raggiunto effettivamente New York a bordo del suo Vega Gull, ma la trasvolata era stata compiuta e fu accolta in città come un’eroina. A Hollywood le viene chiesto di realizzare un film sulla sua impresa che non verrà mai realizzato, qui incontra Antoine de Saint-Exupery, già famoso per i suoi viaggi in aereo, che la incoraggia a scrivere le sue avventure africane. Inizia nel 1941 e il libro viene pubblicato l’anno dopo. Dieci anni dopo torna definitivamente in Kenya, a quella che considerava da sempre la sua vera casa, e ricomincia a dedicarsi ai cavalli ottenendo un successo dietro l’altro. Muore a Nairobi nel 1986.

 

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Pompei – Robert Harris

Anno 79 d.C.
Esomnio, sovrintendente dell’acquedotto Aqua Augusta, a Pompei, scompare.
I funzionari romani chiedono un sostituto: il giovane ingegnere idraulico Marco Attilio Primo.
Intanto a Pompei avvengono una serie di insolite situazioni: improvvisamente muoiono le triglie allevate in vasche annesse a villa Ortensia, dove vive Numerio Popidio Ampliato, ricchissimo liberto; un forte odore di zolfo è percepibile sia nella ville che nelle condutture principali; a Nola e Napoli non arriva l’acqua….
Marco Attilio decide di fare un controllo sulle tubature dell’acquedotto: un’imponente opera d’ingegneria che convoglia le acque del Serino verso occidente, attraversando le pianure vicino al mare, ai piedi del Vesuvio; è l’acquedotto più lungo del mondo, più lungo anche di quelli romani, perché serve nove città della Campania. Il problema è che c’è una forte siccità, quindi Marco Attilio deve trovare nuove sorgenti, ma ogni volta che i suoi operai tentano lo scavo l’acqua si ritira rilasciando vapore. Marco Attilio scopre anche che attorno all’acquedotto girano traffici non legali, in questo verrà aiutato dalla figlia di Ampliato, Corelia.
Il giorno dopo il suo arrivo Plinio nota che la piscina mirabilis è prosciugata e sul fondo è apparsa un’anfora piena di monete d’argento, messa lì da Esomnio. Attilio fa rilevare dal suo segretario le vibrazioni del Vesuvio, piccole scosse che si ripetono a tempo scadenzato e nota sulle pendici del vulcano una cenere bianca, decide allora di scalare il versante dove si sente un forte odore di zolfo; arrivato al cratere trova il cadavere di Esomnio, morto probabilmente per i gas esalati dal vulcano; raggiunto dal caposquadra questi tenta di ucciderlo ma rimane vittima delle esalazioni e muore, Attilio capisce di essere mira di un complotto organizzata da Ampliato per non far scoprire i suoi illeciti; Ampliato tenta di far cadere la colpa su Esomnio, e quando la figlia lo accusa la fa chiudere in una stanza.
Il 23 agosto una forte scossa di terremoto annuncia l’eruzione, iniziano a piovere lapilli tra il fuggi fuggi generale degli abitanti. Attilio si ferma a Ercolano a villa Calpurnia, dove la moglie di Pedio Casco, gli dà un cavallo e una lettera da portare a Plinio, l’ammiraglio della flotta romana, per chiedere aiuto. Arrivato consegna la lettera e si imbarcano per prestare soccorso ai cittadini, ma l’intensa pioggia di pomice colpisce la nave che si arena a Stabia, 5 chilometri da Pompei. Si recano allora nella villa di Pomponiano, vecchio amico dell’ammiraglio, ma la villa inizia a crollare, e si uniscono alla folla in fuga; tra la folla, Attilio vede Popidio che gli dice che Corelia era stata chiusa in camera dal padre. Attilio va a Pompei dove Ampliato ordina a uno schiavo di ucciderlo, ma fortunatamente Corelia e Attilio riescono a fuggire verso il Vesuvio rifugiandosi nelle gallerie dell’acquedotto.
L’Aqua Augusta, riparata da Attilio, continuerà a funzionare per secoli.

 

Romanzo storico ambiento a Pompei, Ercolano e Stabia nei giorni che precedono l’eruzione del Vesuvio che ucciderà decine di migliaia di persone.
Non è la descrizione della catastrofe, ma si argomenta sull’acquedotto costruito dai romani.
La trama è avvincente, tra sentimento, lotta, paura, schiavitù, opulenza, corruzione….natura. Tra usi e costumi di una società ricca e sfruttratrice. Una trama costruita fra fantasia e realtà.
Il libro è quasi un saggio di storia più che un romanzo, ma si legge bene, pur se non tra i migliori che ho letto mi sento di consigliarlo, soprattutto a chi è appassionato dell’antica Roma e di acquedotti, visto i dettagliati particolari sull’argomento. E anche un pizzico di amore.

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