TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Mi deciderò prima o poi a crescere…

Ho passato tante epifanie nella casa di montagna dei miei nonni, avevano il caminetto ed era bello alzarsi la mattina del 6 e trovare le calze appese (lavorate a maglia da nonna e coloratissime), dolci sbriciolati, un bicchiere di latte rovesciato, un po’ di carbone; la Befana era venuta a trovarci, malgrado il freddo gelido e spesso la neve…una favola, vero, ma che bella favola!
Quando i miei nonni volarono via la mia mamma appendeva le calze nella cappa sopra i fornelli, non era la stessa cosa, ma la magia rimase intatta.
Una mia amica mi dice che lei mette delle ciabattine sul piano cottura perchè non sa dove appendere le calze.
Ora prendetemi per matta, ma io ancora oggi preparo le calze per Meli, per i bimbi dei miei vicini, per due figli di amici e da quest’anno anche per il figlio di mio nipote.
E le appendo tutte alla cappa, che è piatta perchè di vetro…non potete capire che marchingegni mi invento, ma le calze appese sono troppo magiche, non posso rinunciarci. Finchè avrò la forza di prepararle.
Un’usanza tanto italiana che non vorrei sparisse.

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Come il vento…

…è questo mio passaggio.
Non potevo mancare per augurare a tutti i blogger un SERENO 2019.
Abbracciate, amate, respirate il vento delle idee nuove che verranno, accettate i nuovi amici.
Io lo farò, anche in questo momento di dura sofferenza.

E voglio dire grazie a tutti coloro che continuano a lasciarmi parole e vicinanza. Siete una parte della brezza d’amore che sempre aspetto mi avvolga. E che desidero offrire.

 

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Ai miei blogger

Sarò assente in questi giorni di festa, non per un viaggio, ma per assistere mia mamma.
Vi lascio i miei auguri e il mio immenso abbraccio di pace.
Serene feste a tutti voi e alle vostre famiglie.

 

BUON NATALE

“O Astro che sorgi, splendore della luce eterna, sole di
giustizia: vieni, illumina chi giace nelle tenebre e
nell’ombra di morte.”

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Immancabile

Uvetta, frutta candita…o gocce di cioccolato, ricoperto di granelle o cioccolato bianco, avvolto nello zucchero a velo…comunque esso sia, il panettone è un classico delle feste natalizie in Italia.
Non tramonta mai!

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I Re Magi

Una luce vermiglia
risplende nella pia
notte e si spande via
per miglia e miglia e miglia.
O nova meraviglia!
O fiore di Maria!
Passa la melodia
e la terra s’ingiglia.
Cantano tra il fischiare
del vento per le forre,
i biondi angeli in coro;
ed ecco Baldassarre
Gaspare e Melchiorre,
con mirra, incenso ed oro.


Gabriele D’Annunzio

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Culla d’amore

Gesù Bambino,
il mondo è un vecchio pellegrino
carico di fatica e di dolore,
che va cercando nella notte
la luce del tuo presepe.
Gesù, lasciati ritrovare
nella culla d’amore
perchè il mondo
ti possa riabbracciare.

L. Fiorentini

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Ai miei blogger e a chi passa da queste parti..

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Che cos’è il Natale?

Passeggio per una via della città colma di luci, di suoni e di genteindaffarata per gli acqisti.
Ad un tratto incontro dei ragazzini che abitano nel mio condominio e chiedo loro:”Che cos’è per voi il Natale?”
Gianni dice subito:”E’ un mucchio di panettoni annaffiati da un bicchiere di spumante”.
Lorella invece aggiunge:”E’ un giorno di festa”.
Per Franco il suo Naltale è un robot ultimo tipo che canta e racconta barzellette.
Poi i ragazzi mi chiedono a loro volta:”E per te, che cos’è questo giorno?”.
Rispondo piuttosto deluso:”A me ricorda un bambino appena nato, però per molti è soltanto un supermercato”.

L. Fiorentini

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Verità o bugia?

Quando Meli aveva 7 anni ci siamo trovate a fare spese in un mercatino di Natale, incontriamo un’amica che, dopo i saluti, chiede a Melissa se stesse scegliendo il regalo che mamma e papà gli avrebbero fatto trovare sotto l’albero, lei, nella inncocente ingenuità di quel periodo risponde “No, mamma e papà me lo fanno al compleanno, a Babbo Natale scrivo la letterina e lui se può mi porta un dono per me e uno per chi scelgo io…”
La mia amica mi dice se non sono matta a far credere ancora a mia figlia che sia Babbo a portare i regali, che ormai gli dovrei dire la verità: che lui non esiste.
Ovvio, per me, che non gliel’ho detto, lo ha saputo quando ha iniziato ad intuirlo, ma non è rimasta traumatizzata come previsto da alcuni tra genitori e psicologi, non si è sentita tradita da noi. Un giorno mi ha chiesto:”E’ vero che Babbo non esiste?” “Io gli ho risposto si, è vero, ma ricorda che finchè ci sarà nella tua fantasia, nei tuoi sogni, non scomparirà mai.” E così è.
E certo che è una personaggio irreale, ma perchè non far credere a questa magia? I piccoli devono essere lasciati essere piccoli, non miniadulti. Non facciamoli diventare grandi prima del tempo, non pretendiamo che siano come noi li vorremmo. Il mondo della fantasia non è realtà, ma non è neanche una bugia, è una fiaba e, secondo il mio modesto parere, aiuta a sviluppare proprio la fantasia. Gli inganni raccontati ai piccoli sono ben altri. Quanto sarebbe triste il mondo senza favole, un mondo difficile per i piccoli, duro, a volte mediocre.
E poi lasciamo che i bimbi scoprano piano piano la realtà, ci da la misura della loro maturità, crescono e le favole non servono più…diventano sogni. E non c’è adulto che non ne ha.
Quello che trovo assurdo è dire che Babbo porta doni ai più bravi…questa è la vera buigia degli adulti, un vero ricatto che non appartiene alla “favola”.
(ovviamente rispetto in assoluto chi pensa il contrario di me)

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La vera storia di Babbo Natale

Era una fredda notte d’inverno, fra gli anni 243 e 366 dopo Cristo, quando nell’antica Roma imperiale, amici e parenti si scambiarono le prime “stranae” ovvero strenne, per festeggiare il “dies natalis”. Agli auguri di buona salute, si accompagnarono presto ricchi cesti di frutta e dolciumi, e poi doni di ogni tipo, perché la nascita di Gesù e, insieme, l’anniversario dell’ascesa al trono dell’Imperatore, divenissero il simbolo di una prosperità che avrebbe dovuto protrarsi per l’intero anno.
Passarono i secoli ed, in un bel giorno del 1800, il rito trovò la sua personificazione in un forte vecchio rubicondo dalla barba bianca, residente al Polo Nord dove, secondo la tradizione, aiutato da numerosi gnomi costruirebbe dei giocattoli da distribuire come doni durante la notte di Natale, con l’ausilio di una slitta trainata da renne volanti e passando attraverso i camini delle case  Questo arzillo vecchietto prende il nome di: Babbo Natale  Un personaggio molto simile è realmente esistito, si tratta di San Nicola; questi regalava cibo alle famiglie meno abbienti calandoglielo anonimamente attraverso i camini o le loro finestre. In ogni caso Nicola divenne nella fantasia popolare “portatore di doni”, compito eseguito grazie ad un asinello nella notte del 6 dicembre (S. Nicola, appunto) o addirittura nella notte di Natale.

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