TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Zitti, zitti, presto a letto!

Zitti, zitti! Presto, a letto!
La Befana è qui sul tetto!
Sta guardando dal camino
se già dorme ogni bambino,
se la calza è ben appesa,
se la luce è ancora accesa…
Quando scende? Appena è sola!
Svelti, sotto alle lenzuola!
Li chiudete o no quegli occhi?
Se non siete stati buoni,
niente dolci, nè balocchi:
solo cenere e carbone!

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Grazie…

…a tutti i blogger per i graditissimi auguri ❤

Buonanotte

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A tutti i blogger!!!

Cosa augurarvi per l’Anno che sta per entrare?
Vediamo…vediamo….

Mi sento di augurare un 2020 colmo di “cibo” per l’anima e per il cuore e di “ubriacarvi” del sapore immenso della vita!
Vi amo tutti, la Vostra compagnia è l’augurio che mi faccio per il Nuovo Anno ❤

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Paese che vai…

…usanza che trovi! Recita un antico proverbio.
E allora andiamo in Finlandia, dove per divertirsi con famiglia e amici, la notte di Capodanno, i finlandesi leggono il loro futuro grazie alle formine di stagno.
Esecuzione: si prende un pezzo di stagno, si fa fondere e lo si butta in acqua fredda, la mini-scultura che ne uscirà verrà interpretata per prevedere il futuro.
Un simpatico gioco….non credo che davvero si possa cedere a questa “previsione”!


Ah, dimenticavo, questa pratica si chiama “molibdomanzia”.

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Dal passato…aspettando il futuro

Gli antichi romani celebravano l’anno nuovo nel tardo marzo, ma il loro canlendario era continuamente ‘manomesso’ dai vari imperatori; si scelse quindi di “sincronizzarlo” con il sole.
Fu Giulio Cesare, nel 46 a.C., a creare quello che ancora oggi è conosciuto come il “calendario Giuliano”, che stabiliva che l’anno nuovo iniziava il primo gennaio.

Re Numa Pompilio istituì un antichissimo collegio sacerdotale: I Salii.
La tradizione vuole che la loro prerogativa era scandire il passaggio, nell’anno romano, da tempo militare (dedicato alla guerra, che andava da marzo ad ottobre), a tempo civile, e viceversa.
Il nome Salii deriva dal verbo latino salire, cioè saltare, questo perchè durante le processioni sacre, percorrendo la città, cantavano e ballavano al ritmo della musica. La danza doveva essere a saltelli. Se la processione era dedicata a Marte, protettore dei campi, dei contadini e del bestiame, più i balzi erano alti, più alto sarebbe cresciuto il grano.
Nascerà da questo la tradizione di ballare l’ultimo dell’anno?

 

Gli antichi romani aveva una bella tradizione, innauguravano l’anno con doni a base di miele e fichi, ancora oggi in alcune zone del Meridione si regalano fichi secchi avvolti nell’alloro.

 

Anticamente per scacciare i demoni si creavano forti rumori…e forse l’usanza (pessima) di sparare botti e creare fuochi d’artificio l’ultimo dell’anno deriva da questo?

 

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Si avvicina…

…l’ultimo giorno dell’anno.
Manterrete alcune tradizioni? 
Mangerete le lenticchie? Ricordatevi che ogni lenticchia è una monetina d’oro!
Indosserete qualcosa di nuovo e qualcosa di vecchio?
E un indumento intimo color rosso?

 

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Per i grandi, per i piccoli

Ho voglia di lascire un augurio ai più grandi (decidete voi se lo siete…).
Auguri per un Natale ricco di parole, dette e lette, perchè le parole rendono ricchi nel cuore e nella mente; per un Natale ricco di musica, perchè le melodie sono sempre nuovi orizzonti; per un Natale di felicità, perchè la felicità genera pace e abbracci; ma il dono che più vi auguro è la consapevolezza, del tempo che passa e che è prezioso, della forza che ognuno di noi ha e non ne siamo convinti, delle debolezze che comunque ci rendono umani, di ciò che veramente siamo.
E lasciamo  scivolare via il materialismo e facciamo un po’ di “dieta”…abbuffarsi nella vita fa male. Non solo al corpo 😉

 

 

Hai piccoli che amo e adoro al di sopra di ogni cosa…

Brilla in cielo una stella

Brilla in cielo una stella
Con la coda lunga e bella.
Si ode dentro la capanna,
una dolce ninna-nanna.
C’è un bambino biondo, biondo
Col visetto tondo, tondo,
che riceve doni e fiori
dagli umili pastori.

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Ad ognuno la sua!

 

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Dal web

Tutto è cominciato molto tempo fa con la luna !
Stando vicina agli Angeli,
la luna aveva sentito dire che il 25 dicembre
sarebbe nato sulla Terra un Bambino straordinario.
In cielo c’era una grande agitazione.

Gli Angeli raccontavano che questo meraviglioso Bambino
avrebbe portato la pace, l’amore e la felicità sulla Terra.
La luna, emozionatissima,
decise che doveva fare qualcosa di straordinario
per celebrare la nascita del Bambinello.

Così, dopo avere riflettuto per bene,
chiamò tutte le stelle per annunciare loro la notizia
e chiedere loro un aiuto per preparare un regalo.

«Conta pure su di noi», risposero subito le stelle.
« Ma come possiamo aiutarti? Noi non sappiamo fare altro che splendere».

La luna spiegò loro il suo ingegnosissimo piano:
«La notte dell’evento, una di voi brillerà senza sosta sopra la casa in cui nascerà il Bambinoin modo che tutti sappiano dove andare per ammirarlo. Nei giorni che precederanno la nascita del Bambinello le altre stelle rimarranno al loro solito posto nei cieli,intorno alla Terra. Di notte, ciascuna di loro dirigerà il suo raggio luminoso verso la camera di un bambino addormentato per raccogliere i suoi sogni! »

Le stelle rimasero incantate da questo piano
«Immaginate che belle storie di posti meravigliosi e di animali straordinari potremo trovare nei sogni dei bambini», disse la Stella Polare.

«Noi le offriremo al Bambinello che sta per nascere e sono sicura che apprezzerà il nostro regalo! »

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Una frase…

E’ bene tornare bambini qualche volta e non vi è miglior tempo che il Natale,
allorchè il suo onnipotente fondatore era egli stesso un bambino.

Charles Dickens

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