TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

I Re Magi

Una luce vermiglia
risplende nella pia
notte e si spande via
per miglia e miglia e miglia.
O nova meraviglia!
O fiore di Maria!
Passa la melodia
e la terra s’ingiglia.
Cantano tra il fischiare
del vento per le forre,
i biondi angeli in coro;
ed ecco Baldassarre
Gaspare e Melchiorre,
con mirra, incenso ed oro.


Gabriele D’Annunzio

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Culla d’amore

Gesù Bambino,
il mondo è un vecchio pellegrino
carico di fatica e di dolore,
che va cercando nella notte
la luce del tuo presepe.
Gesù, lasciati ritrovare
nella culla d’amore
perchè il mondo
ti possa riabbracciare.

L. Fiorentini

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Ai miei blogger e a chi passa da queste parti..

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Che cos’è il Natale?

Passeggio per una via della città colma di luci, di suoni e di genteindaffarata per gli acqisti.
Ad un tratto incontro dei ragazzini che abitano nel mio condominio e chiedo loro:”Che cos’è per voi il Natale?”
Gianni dice subito:”E’ un mucchio di panettoni annaffiati da un bicchiere di spumante”.
Lorella invece aggiunge:”E’ un giorno di festa”.
Per Franco il suo Naltale è un robot ultimo tipo che canta e racconta barzellette.
Poi i ragazzi mi chiedono a loro volta:”E per te, che cos’è questo giorno?”.
Rispondo piuttosto deluso:”A me ricorda un bambino appena nato, però per molti è soltanto un supermercato”.

L. Fiorentini

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Verità o bugia?

Quando Meli aveva 7 anni ci siamo trovate a fare spese in un mercatino di Natale, incontriamo un’amica che, dopo i saluti, chiede a Melissa se stesse scegliendo il regalo che mamma e papà gli avrebbero fatto trovare sotto l’albero, lei, nella inncocente ingenuità di quel periodo risponde “No, mamma e papà me lo fanno al compleanno, a Babbo Natale scrivo la letterina e lui se può mi porta un dono per me e uno per chi scelgo io…”
La mia amica mi dice se non sono matta a far credere ancora a mia figlia che sia Babbo a portare i regali, che ormai gli dovrei dire la verità: che lui non esiste.
Ovvio, per me, che non gliel’ho detto, lo ha saputo quando ha iniziato ad intuirlo, ma non è rimasta traumatizzata come previsto da alcuni tra genitori e psicologi, non si è sentita tradita da noi. Un giorno mi ha chiesto:”E’ vero che Babbo non esiste?” “Io gli ho risposto si, è vero, ma ricorda che finchè ci sarà nella tua fantasia, nei tuoi sogni, non scomparirà mai.” E così è.
E certo che è una personaggio irreale, ma perchè non far credere a questa magia? I piccoli devono essere lasciati essere piccoli, non miniadulti. Non facciamoli diventare grandi prima del tempo, non pretendiamo che siano come noi li vorremmo. Il mondo della fantasia non è realtà, ma non è neanche una bugia, è una fiaba e, secondo il mio modesto parere, aiuta a sviluppare proprio la fantasia. Gli inganni raccontati ai piccoli sono ben altri. Quanto sarebbe triste il mondo senza favole, un mondo difficile per i piccoli, duro, a volte mediocre.
E poi lasciamo che i bimbi scoprano piano piano la realtà, ci da la misura della loro maturità, crescono e le favole non servono più…diventano sogni. E non c’è adulto che non ne ha.
Quello che trovo assurdo è dire che Babbo porta doni ai più bravi…questa è la vera buigia degli adulti, un vero ricatto che non appartiene alla “favola”.
(ovviamente rispetto in assoluto chi pensa il contrario di me)

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La vera storia di Babbo Natale

Era una fredda notte d’inverno, fra gli anni 243 e 366 dopo Cristo, quando nell’antica Roma imperiale, amici e parenti si scambiarono le prime “stranae” ovvero strenne, per festeggiare il “dies natalis”. Agli auguri di buona salute, si accompagnarono presto ricchi cesti di frutta e dolciumi, e poi doni di ogni tipo, perché la nascita di Gesù e, insieme, l’anniversario dell’ascesa al trono dell’Imperatore, divenissero il simbolo di una prosperità che avrebbe dovuto protrarsi per l’intero anno.
Passarono i secoli ed, in un bel giorno del 1800, il rito trovò la sua personificazione in un forte vecchio rubicondo dalla barba bianca, residente al Polo Nord dove, secondo la tradizione, aiutato da numerosi gnomi costruirebbe dei giocattoli da distribuire come doni durante la notte di Natale, con l’ausilio di una slitta trainata da renne volanti e passando attraverso i camini delle case  Questo arzillo vecchietto prende il nome di: Babbo Natale  Un personaggio molto simile è realmente esistito, si tratta di San Nicola; questi regalava cibo alle famiglie meno abbienti calandoglielo anonimamente attraverso i camini o le loro finestre. In ogni caso Nicola divenne nella fantasia popolare “portatore di doni”, compito eseguito grazie ad un asinello nella notte del 6 dicembre (S. Nicola, appunto) o addirittura nella notte di Natale.

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Era Natale

Quando ero bambina aspettavo il Natale perchè ogni anno ritrovavo l’albero, le decorazioni, il profumo dei dolci di mia nonna, il bigliettino colorato di mio nonno con le caramelle attaccate, ritrovavo i colori con cui mia mamma addobbava le finestre, una mensola all’ingresso…oggi è Natale perchè magicamente ricordo tutti quei natali e meravigliosamente vivo le emozioni che porto con me.

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Babushka in viaggio

Sapete perchè i bambini di una volta, in Russia, trovavano nella calza un pezzeto di pane nero? Ve lo racconto.
Babushka era una vecchia signora che, malgrado la sua povertà,era ospitale e accoglieva tutti i viaggiatori che passavano davanti casa sua.
Una mattina d’inverno bussarono alla porta, erano tre cavalieri riccamente vestiti, chiedevano di entrare per riposare dal lungo cammino.
Babushka li fece entrare, offrì loro ciò che aveva: un po’ di pane nero, una tazza di tè, il letto riscaldato dalla grande stufa.
Al mattino la donna chiese loro chi fossero e dove erano diretti, “Seguiamo una stella apparsa in Oriente che ci guida verso una grotta dove dovrebbe essere nato il Bambino Gesù, a Betlemme.”
Anche Babushka avrebbe voluto rendere omaggio al bambino…ma sospirando ci ripensò.
I tre cavalieri ripartirono e dopo un po anche la donna prese coraggio e si mise in cammino, voleva raggiungere Betlemme, e donargli l’unica ricchezza che aveva: un pezzo di pane nero.
La leggenda vuole che Babushka abbia perso la strada per Betlemme e cerchi ancora Gesù, così quando arriva Natale entra nelle case e lascia un pezzo di pane nero ai bambini.

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Il bue e l’asinello

Mentre Giuseppe e Maria erano in viaggio verso Betlemme, un angelo radunò tutti gli animali per scegliere i più adatti ad aiutare la Santa Famiglia nella stalla.

Per primo, naturalmente, si presentò il leone.
«Solo un re è degno di servire il Re del mondo» ruggì «io mi piazzerò all’entrata e sbranerò tutti quelli che tenteranno di avvicinarsi al Bambino!».
«Sei troppo violento» disse l’angelo.

Subito dopo si avvicinò la volpe.
Con aria furba e innocente, insinuò: «Io sono l’animale più adatto. Per il figlio di Dio ruberò tutte le mattine il miele migliore e il latte più profumato. Porterò a Maria e Giuseppe tutti i giorni un bel pollo!»
«Sei troppo disonesta» disse l’angelo.

Tronfio e splendente arrivò il pavone.
Sciorinò la sua magnifica ruota color dell’iride: «Io trasformerò quella povera stalla in una reggia più bella dei palazzo di Salomone!».                                          «Sei troppo vanitoso» disse l’angelo.

Passarono, uno dopo l’altro, tanti animali ciascuno magnificando il suo dono.
Invano.
L’angelo non riusciva a trovarne uno che andasse bene. Vide però che l’asino e il bue continuavano a lavorare, con la testa bassa, nel campo di un contadino, nei pressi della grotta.

L’angelo li chiamò: «E voi non avete niente da offrire?».
«Niente» rispose l’asino e afflosciò mestamente le lunghe orecchie «noi non abbiamo imparato niente oltre all’umiltà e alla pazienza. Tutto il resto significa solo un supplemento di bastonate!».
Ma il bue, timidamente, senza alzare gli occhi, disse: «Però potremmo di tanto in tanto cacciare le mosche con le nostre code».
L’angelo finalmente sorrise: «Voi siete quelli giusti!».

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Una filastrocca…

…dice: “…la Befana vien di notte
                 con le scarpe tutte rotte
                 col cappello alla romana
                 viva viva la Befana…”

befana

Ora avrà le scarpe rotte, sto’ cappello alla romana, si dice che sia strana, ma qui un grande dono lo ha portato: Lorenzo! Davvero una notte magica.

lorenza-copia

 

 

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