TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Un padre

Ai figli lasciò in eredità non parole nè beni,
ma un tacito tesoro: il tesoro
del suo esempio di uomo e di padre.
Più di ogni altra cosa che ho, sto cercando
di trasmettere questo ai miei figli.

Will Rogers Jr.

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Nostalgia

Ieri pensavo al mio papà (ebbene si ancora lo penso, malgrado sia volato via venti anni fa, malgrado io abbia una bella età), pensavo a quando noi figli eravamo piccoli e lui ci aiutava nel fare il presepio, ad ornare l’albero, ci portava a Piazza Navona…che bei ricordi!
L’ho pensato come un dolce guerriero, che non amava le guerre, assolutamente no, ma con lui mi sentivo sempre protetta, con lui parlavo, mi ascoltava, c’era. Sempre.
Trovava sempre il tempo per giocare con noi, anche quando tornava stanco dal lavoro, quando aveva dei problemi; lui era anche l’autorità, colui che rispettavamo anche perchè era il sostegno economico più forte della famiglia. Oggi a questo non si pensa, spesso i padri non sono neanche considerati l’autorità (e non intendo quello che mena, sgrida, detta leggi…), non sembra più essere una figura importante, lo diventa il 19 marzo, dove il consumismo, i regali lo fanno re per un giorno.
Mio padre era il ponte tra nostra madre e il mondo, quello che mi sringeva tra le braccia, organizzava l’uscita e mi educava su come comportarmi, mi ha guidato nella scoperta della società. Non che mia mamma non lo facesse, ma sotto certi aspetti questo era il suo compito, loro avevano deciso così. Anche perchè il rapporto con una madre è immediato, indispensabile, è il primo al mondo e questo i miei, pur senza “l’informazione” che c’è oggi, l’avevano capito, il padre non può essere secondo.
Se guardo le foto di quando ero nenonata tra le sue braccia mi sciolgo, vedo la gioia nei suoi occhi, l’allegria, la consapevolezza di aver ricevuto un grande dono, io, la sua Principessa (nomignolo che ancora mi porto dietro), i miei nomi me li ha dati lui, riferiti a due principesse. 1a4ec8eec231f713aa27709439f41fa0
Il padre, in ogni angolo del mondo è padre, svolge un ruolo importantissimo, insostituibile secondo me.

 

Grazie papà per esserci ancora anche se non sei più “reale”, mi hai sempre sostenuto, non mi hai mai fatto mancare il tuo “sguardo”, mi hai donato al Mondo, quelo che tu, come me, amavi tanto.

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Grazie papà

Johann P. Richter  ha sritto che “…le parole che un padre dice ai figli, di sera, nell’intimità della casa, nessun estraneo le sente al momento, ma alla fine la loro eco raggiungerà i posteri.”

Oggi è accaduto…grazie papà, sei sempre e per sempre nel mio cuore.

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Una poesia

Qualcuno penserà che mi sono sbagliata, oggi non è la Festa del Papà. Ma questa poesia mi è piaciuta troppo, ammirazione e anche identificazione di questa figura tanto importante.
Ci vuole forse una festa per un papà? Per me no, alla mia età e dopo tanti anni da quando se ne andato da questa terra non c’è giorno che non lo pensi e ne senta un la nostalgia.

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Mio padre dalla mattina alla sera.

Mio padre dalla mattina alla sera
suda, va e viene, lavora,
non c’è un uomo migliore di mio padre,
non c’è, non c’è in nessun posto.

Porta una giacca logora mio padre,
ma a me compra un vestito nuovo,
e mi parla di un bel futuro,
amorosamente.

Dei ricchi è prigioniero mio padre,
e lo maltrattano, lo umiliano, poveretto,
ma la sera lui ci porta lo stesso
una buona speranza.

Mio padre è un combattente, un grand’uomo,
per noi vende orgoglio e forza,
ma non umilia mai se stesso
davanti al denaro.

Mio padre è triste, pover’uomo,
ma se non avesse riguardo per suo figlio,
fermerebbe lui questa grande, triste
commedia.

Se mio padre non volesse,
non esisterebbero i ricchi,
così ogni mio piccolo compagno sarebbe
come sono io.

Se mio padre dicesse una sola parola,
ah, in molti tremerebbero,
e molti non vivrebbero così allegramente
e felicemente.

Mio padre lavora e lotta,
non c’è nessuno più forte di lui, forse,
è più potente anche del re
mio padre.

Endre Ady

Copia di Copia di Alessandra Bertacco469

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Padri

Quando si parla di separazioni e affido di figli la maggior parte di articoli giornalistici, commenti televisivi o quant’altro, parlano delle madri, delle loro difficoltà, del loro coraggio nell’affrontare la nuova situazione.
Giusto.
Ma voglio spezzare una lancia a favore dei papà, una figura sicuramente rivalutata, ma ancora sottotono; i padri, uomini che affrontano drammi a volte non voluti, uomini che stanno affrontando percorsi difficili, uomini senza conforto.
Uomini con una grande forza, con grande sensibilità. Uomini che per abbracciare un figlio lottano in tribunale.
I loro figli anche se non vivono con loro si devono considerare fortunati ad averli come padri.
Il tempo lo dimostrerà.

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19 Marzo- Festa del papà

Auguri a tutti i papà del mondo, anche a quelli che non sanno o non hanno voluto sapere di esserlo.

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Ciao papà, ti voglio bene sempre, anche se cammini  le vie dell’altra dimensione.

Il mio presente è ciò che abbiamo vissuto insieme nel passato. Grazie.

https://tuttolandia1.wordpress.com/category/io/page/9/

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19 marzo – Festa del papà

296232_487831381289484_1991373604_nMelissa questa mattina, prestissimo, è partita in gita d’istruzione, sarà fuori fino a domenica, malgrado il sonno ancora non gli permetteva di essere completamente “resettata” non ha resistito alla tentazione di far trovare un bigliettino al suo papà, diseganto da lei, attaccato all’anta dell’armadio dove lui tiene le sue cose:”Papà ti voglio bene, sempre. La tua Mely”. E lui si è sciolto. E’ bello avere i figli, ma è anche bello avere un papà. Il mio è sempre nel mio cuore.

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Papà italiani

Ancora un demerito all’Italia, ancora fanalino di coda. Da un’indagine inglese condotta su 13 Paesi, anche con l’aiuto di interviste alle donne, è emerso che i papà italiano trascorono una media di 38 minuti al giorno con i figli 😦 , la cosa positiva che i papà di questa genereazione sono migliori di quelli del passato. Al primo posto risultano i danesi con 64 minuti al giorno e a seguire tutti quelli nord-europei.

Premesso che a questo tipo di  indagine  non credo per niente perchè penso sia influenzata dal pensiero personale, dall’esperienza personale ed è difficile a volte sapere se la risposta è stata onesta, come si fa a dare un primato o no su certe cose? Si può ridurre la paternità (in questo caso) ai minuti? Mha!

carte_virtuelle_fete_pere_7Io ad esmpio ho avuto un padre meraviglioso, che in un momento della sua vita ha dovuto lavorare come muratore e non con gli orari di oggi, tornava a casa tardi, verso le 20, cenava e malgrado fosse stanchissimo e la mattina si alzava alle 5 non ha mai saltato una sera in cui non si fosse buttato in terra per giocare con mio fratello ai soldatini, non mi prendeva in braccio e mi portava al letto, non ci raccontava qualcosa….Le domeniche erano una gioia, le vacanze al mare una meraviglia; siamo cresciuti e lui c’è sempre stato, nel dolore e nelle gioie, nell’appoggiarci o nel dissentire, sempre con discrezione e forza, amore e dolcezza…e così, troppo presto, se ne è andato. Sinceramente non lo cambierei con un papà di oggi per nessun motivo. Ecco! L’amore non ha minuti che contano, ha l’intensità. Ancora oggi a 55 anni mi manca e spesso gli dico “Ti voglio bene papà”.

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Figli

229forumGrande festa questa mattina nella zona dove vivo: le ragazze hanno appeso agli alberi tanti palloncini  multicolore a forma di cuore; sono arrivati i due fratellini, boliviani, adottati dai nostri vicini. Dopo tre anni di via vai, sono finalmente a casa. Cinque anni fa avevano deciso di adottare, in Italia si è presentata  un’impresa burocraticamente, economicamente titanica, in Bolivia solo economica. Erano andati perchè era disponibile l’adozione per una bambina, ma quando hanno saputo che aveva un fratello di due anni più piccolo non hanno esitato, anche se questo significava nuovi documenti e tempi che si allungano; il loro cuore si è diviso d’amore anche per l’altro. Ora sono qui, e che bello vederli abbracciati al collo dei loro genitori, sereni e sorridenti.

“Non è vero che i propri figli si amano perchè sono i nostri. Si amano perchè si impara ad amarli.”

Marcello Bernardi

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10 Agosto – San Lorenzo

stelle1Cosa chiederò alle stelle questa notte?
Chiederò un viaggio…ma nei ricordi. Un viaggio con immagini nitide, ricordo degli odori, delle risate; chiederò di tornare indietro nel tempo, alle belle notti passate con il naso all’insù nel giorno di San Lorenzo.
Perchè a Roma c’è una forte tradizione attorno a questo santo e mio padre ci regalava sempre una notte diversa. Fin da picoli ci caricava in macchina (mitica 600) e ci portava sull’Appia Antica, in un tratto dove i resti antichi fanno da padroni assoluti e, mentre io e i miei fratelli scivolavamo nel sonno, lui e mia madre stavano lì, sul vecchio plaid, abbracciati ad aspettre di vedere le stelle cadenti; e quando siamo diventati adolescenti ci organizzava una notte sulla spiaggia, con tanti amici, fuoco, risate, chitarra, mangiadischi portatile, balli; o sulla cima del monte Teminillo o Campocatino, sotto un magnifico cielo stellato…Dio mio che bei ricordi! Un pò di nostalgia mi assale. Mio padre, il suo profumo, i suoi occhi a mandorla scuri come la brace, la sua carezza, il suo abbraccio forte e rassicurante, il suo sorriso…Ecco, questa notte chiederò un viaggio nella memoria che non mi tradisca mai.

perseLa notte di san Lorenzo è associata al fenomeno delle stelle cadenti, che evocano i carboni ardenti su cui il santo fu martirizzato; in quei giorni possiamo vedere lo sciame delle Perseidi e l’atmosfera è attraversata da un numero di piccole meteore molto più alto del normale. Il fenomeno risulta particolarmente visibile alle nostre latitudini in quanto il cielo estivo è spesso sereno.

 

san lorOriginario di Aragona, alle falde dei Pirenei (Spagna), San Lorenzo fu uno dei sette diaconi di Roma.
Molto giovane completò gli studi umanistici e teologici a Saragozza dove conobbe il futuro papa Sisto II, insieme lasciarono la Spagna per trasferirsi a Roma.
Quando il 30 agosto 257 Sisto fu eletto vescovo di Roma, affidò a Lorenzo il compito di arcidiacono, cioè di responsabile delle attività caritative nella diocesi di Roma, di cui beneficiavano 1500 persone fra poveri e vedove. Nell’agosto 258 l’imperatore Valeriano aveva emanato un editto, secondo il quale tutti i vescovi, i presbiteri e i diaconi dovevano essere messi a morte: l’editto fu eseguito immediatamente a Roma. Sorpreso mentre celebrava l’eucaristia nelle catacombe di San Callisto, papa Sisto II fu ucciso insieme a quattro dei suoi diaconi, il 6 agosto; quattro giorni dopo il 10 agosto fu la volta di Lorenzo, che aveva 33 anni.
A partire dal IV secolo Lorenzo è stato uno dei martiri più venerati nella Chiesa di Roma e che è radicato profondamente nella tradizione popolare .san_lorenzo Del martirio subito non si hanno certezze: non si sa se fu veramente bruciato sulla graticola messa sul fuoco ardente; di questo santo si sono sempre fatti racconti leggendari, come su molti martiri dell’epoca. La tradizione vuole che un soldato romano che assistette al supplizio raccolse con uno straccio gocce di sangue e grasso mentre il martire spirava, portandole al paese di Amaseno (FR) dove la reliquia è tuttora custodita e ogni 10 di agosto avviene il miracolo della liquefazione del sangue del santo. Nel Medioevo una delle leggende diceva che il corpo del martire fu fatto a pezzi e dato in pasto alla plebe pagana vittima di una carestia. La tradizione dice anche che a Lorenzo fu promessa salva la vita se avesse consegnato i tesori della Chiesa entro tre giorni. Del martirio, in modo più credibile c’è la testimonianza di Ambrogio che racconta dell’incontro e del dialogo fra Lorenzo e il Papa, della distribuzione dei beni della Chiesa ai poveri, infine parla della graticola, strumento del supplizio; c’è la testimonianza di Agostino d’Ippona; di Leone Magno; di  alcune formule liturgiche contenute nei Sacramentali romani…
Sisto III (432-440) costruì una grande basilica con tre navate, appoggiata all’antica chiesa, sulla sommità della collina dove Lorenzo fu seppellito. Nel XIII secolo Onorio III unificò i due edifici, che costituiscono la basilica che esiste tutt’oggi.
San Lorenzo è patrono di bibliotecari, cuochi, librai, pasticcieri, vermicellai, pompieri, rosticcieri e lavoratori del vetro. È patrono della città di Grosseto, Tivoli, Sant’Agata li Battiati (Catania), Aidone (Enna) dove si venera anche una sua reliquia; è uno dei tre patroni della città di Perugia e di Viterbo.
molto venerato.
A Roma gli sono dedicate sei basiliche:
San Lorenzo fuori le mura, nel luogo in cui fu sepolto
San Lorenzo in Miranda, nel luogo in cui sarebbe stato condannato a morte
San Lorenzo in Lucina
San Lorenzo in Damaso
San Lorenzo in Fonte, nel luogo in cui fu imprigionato dal centurione Ippolito.
San Lorenzo in Panisperna, nel luogo in cui fu martirizzato.

X Agosto

San Lorenzo , io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.


Ritornava una rondine al tetto :
l’uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.


Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.


Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono ;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.


Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.


E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!

Giovanni Pascoli

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