TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

X agosto

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla arde e cade,
perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de’ suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono…

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!

Giovanni Pascoli

Il poeta vede nelle stelle cadenti il pianto del cosmo sulla malvagità e l’ingiustizia dell’uomo…e perchè no?  La nostra casa è un luogo dove rifugiarci.
Una poesia struggente e intensa.

11 commenti »

Thine Eyes Still Shined

Thine eyes still shined for me,                                                 
Though far I lonely roved the land or sea:
As I behold yon evening star,
Which yet beholds not me.

This morn I climbed the misty hill,
And roamed the pastures through;
How danced thy form before my path
Amidst the deep-eyed dew!

When the redbird spread his sable wing,
And showed his side of flame;
When the rosebud ripened to the rose,
In both I read thy name.

Ralph Waldo Emerson

—————————————————————–

I tuoi occhi brillavano ancora per me,
Anche se ho vagato da solo per la terra o il mare:
Mentre vedo quella stella della sera,
Che ancora non mi guarda.

Questa mattina ho scalato la collina nebbiosa,
E vagavano per i pascoli;
Come ha ballato la tua forma davanti al mio sentiero
In mezzo alla rugiada dagli occhi profondi!

Quando l’uccello rosso allargò la sua ala di zibellino,
E ha mostrato il suo lato di fiamma;
Quando il bocciolo di rosa maturò fino alla rosa,
In entrambi ho letto il tuo nome.

Ralph Waldo Emerson

6 commenti »

dalla poesia Il viaggio

“——————————————————
Ma i veri viaggiatori partono
per partire;
cuori leggeri, s’allontanano come palloni,
al loro destino mai cercano di sfuggire,
e, senza sapere perchè,
sempre dicono: Andiamo!
I loro desideri hanno la forma
delle nuvole,
e, come un coscritto sogna il cannone,
sognano voluttà vaste,
ignote, mutevoli
di cui lo spirito umano non conosce il nome!”

Charles Baudelaire

11 commenti »

Perchè il poeta è Amore…in ogni sua sfumatura d’animo

“L’Angelo tenne
quella parola tra le
dita..
poi la consegnò al
tempo..
“poeta”…
Ci risiamo, pensò,
Dio si è di nuovo
innamorato..”

Marco Corsi

11 commenti »

Vorrei un mondo migliore…

I bambini si incontrano

I bambini si incontrano
sulla spiaggia di mondi sconfinati.
Sopra di loro il cielo è immobile
nella sua immensità
ma l’acqua del mare che non conosce riposo
si agita tempestosa.
I bambini si incontrano con grida e danze
sulla spiaggia di mondi sconfinati.
Costruiscono castelli di sabbia
e giovano con conchiglie vuote.
Con foglie secche intessono barchette
e sorridendo le fanno galleggiare
sulla superficie ampia del mare.
I bambini giocano sulla spiaggia dei mondi.
Non sanno nuotare
né sanno gettare le reti.
I pescatori di perle si tuffano per cercare
i mercanti navigano sulle loro navi
i bambini raccolgono sassolini
e poi li gettano di nuovo nel mare.
Non cercano tesori nascosti
non sanno gettare le reti.
Ride il mare increspandosi
ride la spiaggia luccicando pallidamente.
Le onde portatrici di morte
cantano ai bambini cantilene senza senso
come fa la madre
quando dondola la culla del suo bimbo.
Il mare gioca con i bambini
e la spiaggia ride luccicando pallidamente.
I bambini si incontrano
sulla spiaggia di mondi sconfinati.
Nel cielo senza sentieri vaga la tempesta
nel mare senza sentieri naufragano le navi
la morte è in giro e i bambini giocano.
Sulla spiaggia di mondi sconfinati
c’è un grande convegno di bambini.

R.Tagore

13 commenti »

Momento

“…il cuore s’affida all’aquilone
dei pensieri e si corre, si vola,
ci si perde a sognare. Sognare!…”

M.Gori

11 commenti »

Occhio alla data… 1938….cosa è cambiato?

Tinte

Un Sorcio, che correva a più nun posso
pe’ nun fasse acchiappà da un Micio rosso,
s’intrufolò de dietro a un cassabbanco
dove c’era accucciato un Micio bianco.
Lì pure la scampò; ma verso sera
cascò fra l’ogne d’ una Micia nera.
— Purtroppo, — disse allora — o brutta o bella,
la tinta cambia, ma la fine è quella.

Trilussa

27 commenti »

Trilussa era anche questo…

L’AMANTE DE PRIMA E QUELLO D’ADESSO

Prima annava a trovà l’innammorata,

sonanno la chitara allegramente,

eppoi montava, coraggiosamente,

su ‘na scala de seta preparata.

 

Adesso, invece, è tutto differente:

mo cosamo una donna maritata,

senza chitara, senza serenata,

senza scala de seta, senza gnente.

 

Dev’ésse propio granne l’affezzione,

si je sonamo, senza fà rumore

er campanello elettrico ar portone.

 

E ammalapena che ce fa er segnale,

se famo portà su da l’ascenzore,

mentre er marito scegne pe le scale.

11 commenti »

Haiku

“Un fiore caduto,
pensavo,
sta risalendo
sul ramo.
Ma no: una farfalla.”

Arakida Moritake

10 commenti »

Parole e fatti

Certi Sorcetti pieni de giudizzio
s’ereno messi a rosicà er formaggio,
quanno, ner vede un Gatto de passaggio,
fecero finta de tené un comizzio.

Un Sorcio, infatti, prese la parola
con un pezzo de cacio ne la gola.
— Colleghi! — disse — questa è la più forte
battaja der pensiero che s’è vista:
io stesso lotterò pe’ la conquista
de l’ideale mio fino a la morte!
Voi pure lo farete, so’ sicuro… —
Ogni Sorcetto j’arispose: — Giuro!

— Fanno le cose propio ar naturale,
— disse er Miciotto — come fusse vero!
L’appetito lo chiameno Pensiero,
er formaggio lo chiameno Ideale…
Ma io, però, che ciò l’Istituzzione
me li lavoro tutti in un boccone.

Trilussa

9 commenti »