TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

La violetta e la farfalla

Una vorta, ‘na Farfalla
mezza nera e mezza gialla,
se posò su la Viola
senza manco salutalla,
senza dije ‘na parola.
La Viola, dispiacente
d’esse tanto trascurata,
je lo disse chiaramente:
– Quanto sei maleducata!
M’hai pijato gnente gnente
Per un piede d’insalata?
Io so’ er fiore più grazzioso,
più odoroso de ‘sto monno,
so’ ciumaca e nun ce poso,
so’ carina e m’annisconno.
Nun m’importa de ‘sta accanto
a l’ortica e a la cicoria:
nun me preme, io nun ciò boria:
so’ modesta e me ne vanto!
Se so’ fresca, per un sòrdo
vado in mano a le signore;
appassita, so’ un ricordo;
secca, curo er raffreddore…
Prima o poi so’ sempre quella,
sempre bella, sempre bona:
piacio all’ommini e a le donne,
a qualunque sia persona.
Tu, d’artronne, sei ‘na bestia,
nun capischi certe cose… –
La Farfalla j’arispose:
– Accidenti, che modestia!

Trilussa (da Favole moderne)

 

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Il suo nome è Gesù

Gesù, Figlio di Dio e Dio,
ti vedo nel filo d’erba,
nelle gemme dei fiori,
negli occhi dei bambini,
nel sorriso dell’amicizia.

Mio Gesù, l’uomo cerca
di allontanarti dal mondo
per prendere il tuo posto:
terribile follia,
morte di ogni speranza…
Quando ti sento vicino
il tuo cielo è con me.

 

da Poesie di Paul Contras

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L’Acqua

La pila bolle e l’Acqua va sur Foco
ch’a poco a poco frìccica e se smorza.

— Perché — je chiede l’Acqua — te lamenti
se sei tu stesso che me dai la forza? —

(Chi riscalla la testa de le folle
tenga d’occhio la pila quanno bolle).

 

Trilussa – 1941

 

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Fra cent’anni

Da qui a cent’anni, quanno
ritroveranno ner zappà la terra
li resti de li poveri sordati
morti ammazzati in guerra,
pensate un po’ che montarozzo d’ossa,
che fricandò* de teschi
scapperà fòra da la terra smossa!
Saranno eroi tedeschi,
francesci, russi, ingresi,
de tutti li paesi.
O gialla o rossa o nera,
ognuno avrà difesa una bandiera;
qualunque sia la patria, o brutta o bella,
sarà morto per quella.

Ma lì sotto, però, diventeranno
tutti compagni, senza
nessuna diferenza.
Nell’occhio vôto e fonno
nun ce sarà né l’odio né l’amore
pe’ le cose der monno.
Ne la bocca scarnita
nun resterà che l’urtima risata
a la minchionatura de la vita.
E diranno fra loro: – Solo adesso
ciavemo per lo meno la speranza
de godesse la pace e l’uguajanza
che cianno predicato tanto spesso!

Trilussa scrisse questa poesia nel gennaio del 1915, se aggiungiamo qualche altra nazionalità le cose non sono poi cambiate di molto….e la pace e l’uguaglianza ancora le stiamo aspettando? o bistrattando? Arriveranno mai? Sembra proprio che ancora non sia maturato quel tempo. Che tristezza.

 

*miscuglio

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Amarsi

Nel mutar degli anni
Nel mutar degli anni, nella spirale delle cose,879822-oraz012f-razumovskaya-30-x-24-orig-bw-canvas-just-a-kiss_large
nel clamore, nel rumore della vita futura,
noi, bevendo amore alle più lontane fonti,
protetti dall’amore come da un albero,
saremmo divenuti simili agli angeli, lassù,
pieni d’amore dal cuore alle labbra,
stretti nella sua mano, nel calore delle sue ali,
o amore, mio amore, se tu mi avessi amato!

Fermi come le stelle saremmo stati,
e ci saremmo mossi come si muove la luna,
che ama il mondo; avremmo visto
il dolore sparire come cosa rifiutata,
e la morte consumarsi come una cosa triste.
Due metà di un cuore perfetto, un’anima
Stretta all’altra dinanzi al cadere degli anni;
se una volta mi avessi amato, ma non mi hai amato;
se avessimo avuto fortuna, ma non l’abbiamo avuta.

Andrò per la mia strada, sul mio cammino,
riempirò i giorni del mio quotidiano respiro
con effimere cose di cui non far tesoro,
farò come fa il mondo, dirò quello che dice.
Ma se non ci fossimo amati…
Se tu avessi sentito sotto i tuoi piedi,
il mio cuore battere forte dal piacere
e calpestato farsi polvere e morire,
non avrei accettato la mia vita e dato
tutto quello che la vita e gli anni concedono,
il vino e il miele, il balsamo e il lievito,
i sogni elevati e le speranze cadute.
Vieni vita, vieni morte, e basta parole!
Dovrei perderti vivendo e morto tormentarti?
Non te lo dirò sulla terra, mai; e in cielo,
se allora griderò a te, tu sentirai o saprai?

 

Algernon Charles Swinburne

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Poesia persiana

Vieni, mia amata,
adoriamoci a vicenda
prima che non ci sia più nulla
di te e di me.

Jalāl al-Dīn Rūm

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27 gennaio – Giornata della memoria

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Oltre quel filo spinato fu ritrovata una poesia che dice:

“Morirò domani
con parole d’amore sulle labbra.
Nell’alba di una notte d’esilio.
Solo.
Di fronte al cielo indifferente.
Nessuno avrà saputo la mia fatica.
Per diventare uomo.”

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Uomo

Tu uomo,
perchè hai disprezzato la mia origine
perchè la mia religione
perchè il mio sesso
perchè la mia cultura
perchè i miei libri?

Tu uomo,
perchè hai incenerito
la mia anima e il mio corpo?

Tu,
saresi un vero uomo se
avresti rinunciato
a farlo,
tu uomo
ancora disprezzi
me, uomo.

Paola

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Una poesia

La danza della neve 

Sui campi e sulle strade
silenziosa e lieva
volteggiando, la neve
                                    cade.

Danza la falda bianca
nell’ampio ciel scherzosa,
Poi sul terren si posa
                                  stanca.

In mille immote forme
sui tetti e sui camini,
sui cippi e sui giardini
                                 dorme.

Tutto d’intorno è pace;
chiuso in oblio profondo,
indifferente il mondo
                                     tace.

Ada Negri

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Gli altri…

Pensa agli altri

 

Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri,b45aa44c53ef3ff3bee3e9eecdfd555d
non dimenticare il cibo delle colombe.
Mentre fai le tue guerre, pensa agli altri,
non dimenticare coloro che chiedono la pace.
Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri,
coloro che mungono le nuvole.
Mentre stai per tornare a casa, casa tua, pensa agli altri,
non dimenticare i popoli delle tende.
Mentre dormi contando i pianeti , pensa agli altri,
coloro che non trovano un posto dove dormire.
Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri,
coloro che hanno perso il diritto di esprimersi.
Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso,
e dì: magari fossi una candela in mezzo al buio.

 

Mahmoud Darwish

 

 

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Poesia d’amore

Vivendo qui, tanto lontano,

sono tuo.

Vivendo lì, tanto lontana,

sei mia.

L’amore non è fatto

di solo corpo.

La profondità dei nostri cuori
è dove noi siamo uno.

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Poesia d’amore sanscrita

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