TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Una richiesta

…la mia, e lo faccio con le parole di S.Agostino:” Signore, non disdegnare questo tuo filo d’erba assetato.”

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Da non leggere se vi sentite tristi…

Quando si perde qualcuno è sempre un dolore, che sia la persona che più ti è vicina, che sia chi più ti è lontana, è sempre un dolore. Forse cambia l’intensità o il modo di viverlo, ma sempre dolore è.
Vivere e convivere con il dolore non è facile, ma è un’aspetto della vita che tocca tutti gli esseri umani.
Non c’è una ricetta per evitare nè il dolore nè la morte.
La morte è un argomento che non tratto spesso, non perchè mi disturbi, lo faccio solo quando si affaccia nella mia vita, Sorella Morte mi mette timore, non paura. Mi mette timore da quando sono mamma e l’ho fronteggiata più di qualche volta, prima neanche la pensavo.
Ne ho discusso con una mia amica questa mattina, si commentava un fatto accaduto in zona; lei ne ha terrore, non l’accetta, mi ha domadato perchè ho la forza di parlarne, glio ho risposto che non è forza è l’inevitabilità, è ciò che non si può eludere, è una legge scritta nella natura, è un calore che mano mano si consuma…Sapete cosa mi disturba dei tempi attuali? Che la morte non è più accompagnata da un senso di pudore, dal silenzio, ma è eclatante, è sbandierata, è rumore, è immagine propinata all’inverosimile, è a volte estremamente pietosa, ma anche accompagnata da una discutibile retorica…che poi si dimostra falsa e commerciale.
E mi scuserete se posto tanto su Sorella Morte, ma oggi mi gira così.

I Romani e i Greci rappresentavano la fuga dell’anima con una leggera farfalla o una colonna spezzata: l’istanmte in cui qualcosa va via, non si può recuperare…è per sempre.

C’è chi nella sua fragilità, nel suo carisma, nella sua vita vissuta fino all’ultimo istante la vede così:
“Quando moriremo andremo sicuramente in Paradiso, perchè l’Inferno l’abbiamo già vissuto qui”
Jim Morrison

Rabindranath Tagore ha detto:
“La morte non è
una luce che si spegne, e’ mettere fuori una lampada perché è arrivata l’alba.”

Per molte tribù africane niente muore definitivamente perché tutto si trasforma in una nuova vita, Leopold Senghor, poeta senegalese ha scritto (una poesia che amo molto):
I morti non sono morti (da I canti d’ombra)
“Coloro che sono morti non se ne sono mai andati:
essi sono nell’ombra fitta.
I morti non sono sotto terra:
sono nell’albero che stormisce,
sono nel bosco che si lamenta,
sono nell’acqua che scorre,
sono nell’acqua che dorme,
sono nella capanna,
sono in mezzo alla folla,
i morti non sono morti.

Coloro che sono morti non sono mai andati:
sono nel seno della donna,
sono nel bambino che si lamenta,
nell’incendio che brucia.
I morti non sono sotto la terra:
sono nel fuoco che si spegne,
sono nell’erba che piange,
sono nelle rocce che gemono,
sono nella foresta,
sono nella casa:
i morti non sono morti.

Ascolta più spesso…
È il respiro degli antenati.”

“Nessuno muore, se resta nel cuore di chi vive…”
Alex Bongiovanni

La morte come evento inevitabile lo spiega un racconto delle scritture sacre buddhiste:
“Una madre si era recata dal Buddha con in braccio il proprio bambino appena morto.
Prostrata dal dolore gli gridò: “Dammi una medicina per mio fglio!”.
Ma il Buddha le rispose: “Va’ in città e portami un granellino di senape da ogni casa dove non sia mai morta una persona”.
Ella andò, ma ben presto si rese conto che in tutte le case era entrata la morte.
Allora concluse: “Sarà la stessa cosa in tutte le città. È la legge: tutte le cose devono passare”( Maharathapurana )
E’ la realtà e bisogna saperla accettare, dal buddhismo:”«Nessuna agonia angosciosa disturba il cuore fermo di chi ha raggiunto il grado supremo del cammino spirituale, cioè il nirvana.”

“Come l’uomo è uscito nudo dal grembo di sua madre, così se ne andrà di nuovo come era venuto, e dalle sue fatiche non ricaverà nulla da portar con sé.” (Qoeleth 5,14-16)

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Fuori misura….

…è il momento che stiamo vivendo. E tralascio argomenti sociali e politici, penso alla natura. L’uomo vuole comandarla, ne stravolge il sistema, non ha più limiti, la invade in ogni dove con superbia, dimentica l’armonia con cui è stata creata gettando lo scompiglio in ogni luogo, da nord a sud, da est a ovest, dalla terra al cielo, dai mari ai monti, persino sui pianeti. L’uomo la sfida, la vuole rendere schiava dei suoi piaceri, vuole trarre vantaggio nel manipolarla geneticamente, vuole stabilire un’ordine dimenticando che ce n’è uno naturale, che prima o poi chiederà conto, perchè l’uomo ha dimenticato che tutto ciò che è stato creato era per noi, perchè ci riproducessimo in pace e armonia. La natura ne chiederà conto…

——“Dov’ eri tu quando io ponevo le fondamenta della terra?medium_Scotland_Aberdeen_Deeriver_003810092718_LuisB_02
Dillo se hai tanta intelligenza!
Chi ha fissato le dimensioni, se lo sai,
o chi ha teso su di essa la misura?
Dove sono fissate le sue basi
o chi ha posto la sua pietra angolare,
mentre gioivano in coro le stelle del mattino
e plaudivano tutti i figli di Dio?
Chi ha chiuso tra due porte il mare
quando erompeva uscendo dal seno materno,
quando lo circondavano di nubi
per veste
e per fasce di caligine folta?”—— (dal Libro di Giobbe)

 

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Fede

Ma quanta ne aveva trovata in se Sant’Agostino per scrivere parole meravigliose come queste?canada_34_bg_061904

Ma che amo, quando amo te?
Non una bellezza corporea…
Non una leggiadria che appassisce…(Conf. 10, 6,)
….
Amo, per cos’ dire, amo una luce, un profumo, un cibo, un amplesso quando amo il mio Dio: luce, voce, profumo, cibo, amplesso dell’uomo interiore che è in me…
Nell’uomo interiore risplende all’anima mia una luce non conosce tramonto; risuona una voce che il tempo non rapisce; si espande un profumo che il vento non disperde; gusto un sapore che la voracità non sminuisce; mi stringe un amplesso che sazietà non potrebbe disciogliere…Questo io amo, quando amo il mio Dio! (Conf.10, 6).
….
Dovrò trapassare la barriera della mia forza vitale, quella che tiene l’anima aderente al corpo per riempirne e vivificarne le compagnie…
Vi è, infatti, ben altra energia che rende non solo vivente, bensì sapiente l’uomo che Dio creò…
….
Trapasserò anche quest’altra energia; ed eccomi negli spazi dove si innalzano i palazzi della mia memoria…
Alcune cose vengon fuori subito; altre si fan cercare e tirar fuori da riposti nascodigli; altre irrompono inaspettate…
Par che dicano: Siamo noi che cercavi?
Trapasserò anche la memoria per cercarti e trovarti…Dove?
Dimmi, o soavità indisturbata: trovarti dove?
Quando io cerco te, cerco la Felicità…
(Conf.10,8,17,20,23)

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Un salmo

A dire il vero un concentrato di un salmo di S. Agostino. Parole meravigliose che io amo molto.

mareehqteyzr“L’immagine di Dio è nell’intimo dell’uomo, non nel corpo. Non è nelle orecchie che vedete, negli occhi, nelle narici, nel palato nelle mani o nei piedi. Ma tuttavia c’è! Dov’è l’intelletto, dov’è la mente, dov’è la ragione che ricerca la verità; dov’è la fede, dov’è la speranza, dov’è la vostra carità: qui Dio ha la sua immagine.”

 

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Salmo penitenziale babilonese

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Al Dio, noto o ignoto, proclamo il mio dolore […].
O Signore, non respingere il tuo servo.
Egli giace prostrato nelle paludi; prendilo per mano!
I peccati che ha commesso, convertili in grazia!

 

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Piove…

…e spesso quando accade noi uomini ci annoiamo. Ma l’acqua è il più grande dono che ci è stato fatto,  senza di essa nessuna forma di vita è possibile.

In un papiro del della XIX dinastia (1304/1195 a.C. circa), gli Egizi, circondati dal deserto,  immortalarono la grande forza di questo elemento tanto umile quanto indispensabile; è scritto:

“Lode a te, o Nilo, che esci dalla Terra
e vieni a dare vita all’Egitto:
di natura misteriosa, tenebra di giorno.
Tu irrighi le campagne,
tu sei stato creato da Ra per sostenere il bestiame.
Tu bagni il deserto lontano dall’acqua;
la rugiada è acqua che cade dal cielo.
Signore dei pesci, fai levare in volo gli uccelli.
Fai il grano e crei il frumento
per far celebrare la festa del Tempio.
Arrechi sostentamento e sei ricco di cibo;
tu crei ogni cosa buona.
Tu grandissimo, tu dal dolce profumo.”

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Vacanze di Natale

Non è il titolo di un cinepanettone, ma sono le mie vacanze…romane.
Tra tre ore circa mi sposterò nella capitale e volevo lasciare il mio augurio di pace a tutti i miei amici virtuali, a tutti coloro che passeranno di qua; lo faccio con le parole di Papa Giovanni Paolo II.
Un abbraccio a tutti e a presto.

BAMBINO GESÙ

Asciuga, Bambino Gesù, le lacrime dei fanciulli!01j
accarezza il malato e l’anziano!
Spingi gli uomini a deporre le armi
e a stringersi in un
universale abbraccio di pace!
Invita i popoli, misericordioso Gesù,
ad abbattere i muri creati
dalla miseria e dalla disoccupazione,
dall’ignoranza e dall’indifferenza,
dalla discriminazione e dall’intolleranza.
Sei Tu, Divino Bambino di Betlemme,
che ci salvi liberandoci dal peccato.
Sei Tu il vero e unico Salvatore,
che l’umanità spesso cerca a tentoni.
Dio della Pace, dono di pace all’intera umanità,
vieni a vivere nel cuore di ogni uomo
e di ogni famiglia.
Sii Tu la nostra pace e la nostra gioia!
Amen.

 

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Oggi

rosePerdona Signore lo sfogo iroso di ieri, non credevo che per ottenere il minimo avrei dovuto battere i pugni, ma è successo, avrei voluto che fosse stato per diplomazia; ascolta la mia preghiera che ha le parole tratte dai Beati costruttori di pace: “Padre nostro che sei nei cieli e cammini con noi nei sentieri della storia, manifesta il tuo piano di vita per tutti…liberaci da ogni tentazione di dominio: dell’uomo sulla donna, del padre sul figlio, del ricco sul povero, del nord sul sud, del grande sul piccolo, del bianco sul nero….Metti le tue mani fresche di creazione nelle nostre mani per costruire insieme un domani migliore per tutti.”

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Una preghiera

Mi rivolgo al mio Dio, perchè in lui spesso trovo la forza. E’ la mia preghiera, quella del cuore. Un cuore che per un momento tuffo-al-cuoreha cercato di inabissarsi nella confusione sociale di questo momento. E con questo cuore gli chiedo di darmelo semplice perchè non possa cadere nell’ira come ho fatto ieri sentendo gli stupidi discorsi dei politici, ma possa vedere la verità con gli occhi dei fanciulli, senza pregiudizi e sovrastrutture; di mantenerlo forte, come sempre è stato, perchè malgrado i miei problemi possa sempre avanzare amore per chi ha più bisogno di me in questo momento e sostenerli; glielo chiedo freddo con me stessa, perchè possa giudicarmi con realtà se stò sbagliando.

 

Poi alzo gli occhi e vedo una sentinella della natura che mi fa amare con il cuore questa vitaDSC06219

DSC06218Poi guardo il mio guerriero, perchè questo ora è,  lotta per la vita, e con il cuore lo coccolo mentre lo vedo attendere tranquillo che lo chiami per fare la puntura, che non ama nenche un pò, ma che silenziosamente si fa fare, e quanta tenerezza provo nel vederlo un pò “spellacchiato” nelle zone rasate per i prelieviDSC06214

 

 

 

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