TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Primavera dove sei?

Primavera  opera su vetro di  Eugène Grasset  Parigi

Primavera
opera su vetro di Eugène Grasset
Parigi

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Il primo, vero….

….giorno di primavera!!!

Ieri sera gia i presupposti c’erano, mentre Semir riposava tranquillo accanto a me, sul divano20150328_181303 io stavo immobile a godere gli ultimi raggi di sole inondare la sala20150328_181332 e precedere uno stupendo tramonto 20150328_182216

Questa mattina l’aria era frizzante, ma il cielo pulito, il sole caldo, anche i miei pelosi ne hanno approfittatoFoto2952 prima gustando il calore dei raggi e poi cercando un pò di fresco 20150328_115104 mentre io gironzolavo sul prato alla scoperta delle tante margheritine che lo stanno invandendo insieme ai bellissimi gigli selvatici 20150328_11475920150328_11481620150328_114822 e trovare tracce di Signora Talpa 20150328_11504320150328_115045. E con il sole fanno capolino le piante che hanno dormito tutto l’inverno 20150328_120630 e i rami si colorano di gemme, quelle della Robinia 20150328_114911 e del meraviglioso Ciliegio20150328_114950

Le querce, guardiane del mio giardino, sentinelle del perimetro della mia casa, ancora fanno dormire le loro, ultime a sfogliarsi fino in inverno inoltrato, stanno lì a godersi i raggi del sole che scaldano la corteccia antica.

 

In un giorno di sole
sedere tranquillamente
in panciolle.
Arriva la primavera
e l’erba cresce da sola.

da Zenrin-Kushu
raccolta di poesie Zen del XV sec.

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Marzo

Questa mattina c’era un bel sole, anche se le vette dei monti sono tutte imbiancate e tira un vento freddo avevo sperato in una bella giornata, ora piove insistentemente e l’aria è ancora più fredda.

pioggiadiddl10Marzo, re dei capricci, ogni giorno combina pasticci.

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Primavera

“I fiori della primavera sono i sogni dell’inverno raccontati, la mattina, al tavolo degli angeli.”   Khalil Gibran

helipterum

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Il topo di città e il topo di campagna

Oggi, primo giorno di primavera, la campagna è un tripudio di sole, fiori del bosco e sottobosco, la mia azalea, le mie rose…Così ho pensato, visto che ho visto sfrecciare un topolino, inseguito da uno dei miei cani, sul prato, di postare questa favola, racconatata da molti letterati.

t font Il topo di città invitò a prnzo il topo di campagna.
Il topo di città voleva mostrare a quello di campagna l’agiatezza in cui viveva e come mangiava abbondantemente e con raffinatezza; apparecchiò con posate d’oro e piatti di porcellana dove furono serviti formaggi francesi, dessert e frutta candita. Tutti contenti iniziarono a mangiare con appetito. “Tutto squisito”, pensava il campagnolo! Ad un certo punto arrivò la cuoca che armata di scopa iniziò a menare colpi verso i due topolini finchè non si rifuggiarono nella tana. Tornata la pace il topo di città invitò quello di campagna a tornare un’altra volta per mostrargli come si viveva bene in città, ma quello di campagna, ancora tremante e impaurito, rifiutò l’invito, anzi rispose:” No, amico mio, vieni tu da me; a casa mia non ci sono queste squisitezze, c’è pane e formaggio, ma nessuno ti minaccia con la scopa e si mangia in santa pace e tranquillità!”tcam

Morale: accontentiamoci di ciò che abbiamo e vivremo in pace, senza questa non si gusta nulla.

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Demetra e Persefone (Cerere e Proserpina)

Ma è primavera? Oggi fa abbastanza fresco e piove e tuona….Decisamente una primavera anomala. Sappiamo che le stagioni sono il frutto della rotazione della Terra intorno al Sole, dell’inclinazione dei raggi solari, degli equinozi…Ma anticamente come venivano spiegate?  Usando la mitologia, per i Greci ne erano artefici Demetra e Persefone che per i Romani diventarono Cerere e Proserpina. 

Demetra era figlia di Crono e di Rea,  madre di Persefone, avuta dal fratello Zeus. Un giorno Persefone, mentre coglieva dei fiori, sprofondò negli abissi, perchè così volle Ade, dio dell’oltretomba e signore dei morti; la rapì perchè innamorato di lei. Al rapimento aveva dato il consenso anche Zeus. Demetra, accortasi che Persefone era scomparsa, per nove giorni vagò per tutto il mondo alla ricerca della figlia sino alle più remote regioni della terra. Ma per quanto cercasse, non riusciva ne a trovarla, ne ad avere notizie. All’alba del decimo giorno venne in suo aiuto Ecate, che aveva udito le urla disperate della fanciulla mentre veniva rapita ma non aveva fatto in tempo a vedere il volto del rapitore e suggerì pertanto a Demetra di chiedere ad Elios, il Sole. E così fu. Elios disse a Demetra che a rapire la figlia era stato Ade.

demetraDemetra abbandonò l’Olimpo e per vendicarsi decise che la terra non avrebbe più dato frutti ai mortali così la razza umana si sarebbe estinta nella carestia e gli dei non avrebbero più potuto ricevere i sacrifici votivi degli uomini.  Vagando per il mondo Demetra arrivò ad Eleusi, in Attica; assunse le spoglie di una vecchia e fu accolta dal re Celeo e dalla regina Metanira; Demetra fu accolta benevolmente nella loro casa e divenne la nutrice del figlio del re, Demofonte, a cui la dea si affezionò tanto da farlo crescere come un dio: nutrendolo, all’insaputa dei genitori, con la divina ambrosia, il nettare degli dei e donandogli l’immortalità;  mentre era intenta a compiere i riti necessari, fu scoperta da Metanira, la madre di Demofonte. A quel punto Demetra si manifestò in tutta la sua divinità.
Delusa dai mortali che non avevano gradito il dono che voleva fare a Demofonte, si rifugiò sul monte Callicoro dove gli avevano edificato un tempio.
Il dolore per la scomparsa della figlia, adesso che non c’era più Demofonte a distrarla, ricominciò a farsi sentire più forte che mai e a nulla valevano le suppliche dei mortali che nel frattempo venivano decimanti dalla carestia.
Alla fine Zeus inviò Ermes, il messaggero degli dei, nell’oltretomba da Ade, per ordinargli di rendere Persefone alla madre. persefone_adeAde, inaspettatamente, esortò Persefone a fare ritorno dalla madre ma era un inganno: Ade, prima che la sua dolce sposa salisse sul cocchio di Ermes, fece mangiare a Persefone un seme di melograno, compiendo in questo modo il prodigio che le avrebbe impedito di rimanere per sempre nel regno della luce.
Grande fu la commozione di Demetra quando rivide la figlia e, in quell’istante, la terrà ritornò fertile. Solo più tardi Demetra scoprì l’inganno teso da Ade: avendo Persefone mangiato il seme di melograno nel regno dei morti, era costretta a farvi ritorno, ogni anno, per un lungo periodo. Questo era il volere di Zeus.
Allora Demetra decretò che: nei sei mesi che Persefone fosse stata nel regno dei morti, nel mondo sarebbe calato il freddo e la natura si sarebbe addormentata, dando origine all’autunno e all’inverno; nei restanti sei mesi la terra sarebbe rifiorita, dando origine alla primavera e all’estate.

ade_proserpinaRatto di Proserpina – Bernini – Roma, Galleria Borghese

Se capitate a Roma fate una capatina a Galleria Borghese, dove ci sono statue meravigliose e questa è spettacolare, a me dà l’impressione della potenza e della forza fisica.

 

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Colore

hibiscus%20syriacusQuesta mattina mi sono incontrata con il mio amico Luca per la colazione, e finalmente, dopo uggiose giornate, il sole! E come potevo non indossare qualcosa di colorato? Un golfino lilla e una pashmina di seta fuxia, sfumata tra il rosa e il lilla, anche il truccco l’ho adattato a quel colore. Quando c’è sole, anche l’anima si colora.

 
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Profumo inaspettato

68222Non ho resistito; malgrado l’erba alta, ho inforcato gli stivali e con il mio fidato Vento, sono scesa fino al margine del torrente. Una distesa di erba verde si apriva al nostro passaggio; il sole caldo e l’aria frizzantina mi hanno ridato energia. Arrivata al confine tra il prato e il bosco ho avvertito un profumo intenso, inaspettato….Arrivava dal bosco; anche se con un pò di timore mi sono infilata tra le siepi di rovi che formano una barriera naturale tra il prato e il bosco. Il profumo era ovunque, ma non sono riuscita ad individuare cosa lo producesse. Forse è solo il profumo della primavera.

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Aprile

La primavera sarà anche il risveglio della natura e dei sensi, ma Aprile!

“Sono Aprile e porto il sonno, al nipote, al babbo e al nonno”. E anche a me. Sono tre giorni che vivo un dolce torpore.e02

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Ah, Pablo….

img053…mi fai sempre sognare.

“Vorrei fare con te ciò che la primavera fa con i ciliegi.”

(Pablo Neruda)

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