TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Intrecci

cletyo  Anacleto (o Cleto) è stato papa dal 76 all’88; fu il papa che per primo ordinò i sacerdoti, ben 25, e fu colui che impose a questi la rasatura dei capelli (pratica rimasta in vigore per diversi secoli).
PlinioDurante il suo papato, il 24 agosto del 79, si ebbe l’eruzione del Vesuvio, che causò la distruzione delle città di Stabiae, Ercolano e Pompei, di cui Plinio il giovane lascia un racconto angoscioso: “[…] Una nube nera e terribile, squarciata da guizzi serpeggianti di fuoco, si apriva in vasti bagliori di incendio: erano essi simili a folgori…..Udivi i gemiti delle donne, i gridi dei fanciulli, il clamore degli uomini: gli uni cercavano a gran voce i genitori, altri i figli, altri i consorti, li riconoscevan dalle voci; chi commiserava la propria sorte, chi quella dei propri cari: ve n’erano che per timore della morte invocavano la morte […]”.
tNel periodo dell’eruzione regnava Tito, tollerante verso i cristiani, che nell’80 innaugurò superbamente l’anfiteatro Flavio: fastose cerimonie che durarono 100 giorni consecutivi e che costarono la vita a migliaia di gladiatori.c
dMorto Tito salì agli onori della gloria imperiale Domiziano che progettò, a Campo Marzio, uno stadio (stadio Domiziano, attuale piazza Navona) per gare di atletica e ginnastica; fu innaugurato nell’85 e fu utilizzato non solo per gare atletiche ma anche equestri e musicali. Domiziano fu anche l’imperatore che scatenò una violenta persecuzione contro i cristiani che culminò nell’anno 95;  e qui torniamo al papa con cui ho aperto questo post, alcuni storici di tradizione orale lo davano morto martire, ma il suo nome è stato rimosso dal Calendario universale della Chiesa, quindi non martirizzato,  essendo Anacleto (o Cleto) morto nell’88, quasi sicuramente di morte naturale.

Quanto erano pagani stì antenati miei! Amavano panem et circenses…pane e spettacoli/giochi….

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Fontana romana

La funtana der Tritone

La vasca, com’annaveno de moda
nell’epoca barocca, porta dentro,
acconocchiati ar centro,
quattro derfini ch’arzeno la coda
pe’ regge un conchijone spalancato
indove stà buttato su l’imbraga
‘na specie d’omo-pesce che se sciaqua
coll’acqua de ‘no schizz’a cal’e cresce
che j’esce cor soffià da ‘na lumaca.
E li du’ stemma, in mezzo a li derfini,
scorpiti sur davanti e su de dietro,
co’ tanti de trerregni de S. Pietro
fra chiave grosse come tronchi d’arberi
confermano che, comprice er Bernini,
quello che qui nun fecero li barberi
è stto fatto da li Barberini.
Poesia di Armando Fefè, poeta romanesco, sconosciuto ai più; io stessa ne ignoravo l’esistenza fino a quando una mia conoscente ha comprato una casa nelle vicinanze di via Ezio, dove il poeta abitò e morì.

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Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri

Monumenti_Images_BasilicaSMariaDegliAngeli-GLa Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri si trova in piazza della Repubblica, a Roma.visione tot
Dopo l’abbattimento, avvenuto nel 1911, della facciata concepita dal Vanvitelli nel 1750, non si ha la senzazione della maestosità di questa chiesa; entrando ci si trova in un’aula cilindrica, resti delle Terme di Diocleziano. dall'altoProprio l’entrata non comune per una chiesa fa sorprendere quanto invece sia ampia e spaziosa.
La Basilica si deve ad Antonio del Duca, che, dopo aver avuto una visione emergere al centro delle Terme di Diocleziano, con al centro sette martiri, eresse un’edicola sacra con un altare proprio addossato alle terme, dedicato al culto degli Angeli; ma ladri e vagabondi spesso lo depretavano, così chiese all’allora papa Paolo III di poter costruire una chiesa dedicata ai sette angeli ed ai sette martiri, ma il pontefice non lo permise. Nel 1543 Antonio del Duca fece realizzare un quadro raffigurante la Madonna fra sette angeli, copia del mosaico della Basilica di San Marcomadonn; il dipinto è attualmente posto al centro dell’absideSanta-Maria-degli-Angeli-Romeinter. Antonio del Duca dovette aspettare la concessione di Pio IV nel luglio del 1561. La basilica prese il nome di “Beatissimae Virgini et omnium Angelorum et Martyrum”.santa_maria_degli_angeli_e_dei_martiri
Paolo IV affidò il progetto nel 1561 all’anziano Michelangelo che all’epoca stava lavorando alla Basilica di San Pietro; questi intervenne nel complesso termale restaurando l’aula del tepidarium; i lavori proseguirono anche dopo la morte di Michelangelo a cura di Giacomo Del Duca, nipote di Antonio. Nel XVIII secolo alcuni lavori furono eseguiti sotto la guida di Luigi Vanvitelli, che decorò nello stile dell’epoca il sobrio interno voluto da Michelangelo di cui purtroppo non rimane alcuna documentazione.
Sul pavimento, costruito da Giuseppe Barberi, si può notare la meridiana chiamata “Linea Clementina”, merideata da papa Clemente XI, che la commissionò a Francesco Bianchini per il Giubileo del 1700; è una linea di bronzo lunga circa 45 metri tracciata nel pavimento, intorno alla meridiana vi sono dei riquadri che rappresentano le costellazioni intarsiate in marmo; ad un capo c’è il segno del Cancro (rappresenta il solstizio d’estate), all’altro quello del Capricorno (solstizio d’inverno). Una lapide recente afferma che fu usata come orologio solare dai romani fino al 1846 quando fu sostituita dal cannone del Gianicolo. Lo scopo dell’installazione era di verificare e dimostrare la correttezza del Calendario Gregoriano e di determinare la data della Pasqua nel modo più coerente possibile con i moti del Sole e della Luna. merd 1
La volta della cupola, in epoca romana, era un’apertura circolare a cielo aperto che consentiva all’acqua piovana di penetrare e di finire nella piscina sottostante, con la trasformazione delle terme in chiesa si è resa necessaria la trasformazione con una vetrata; Michelangelo e Vanvitelli vi installarono delle lanterne successivamente demolite; nel secolo scorso vi furono installate delle lanterne che in seguito si sono rivelate inadatte a resistere alle intemperie; la nuova lanterna installata, ha un diametro di circa due metri suddivisa in otto spicchi composti da ventiquattro lastre di vetro multicolore, altre tre lenti collocate ad altezze differenti completano l’operaGlass_-_Santa_Maria, queste fanno convergere i raggi del sole verso il basso, facendo in modo che la luce riflessa verso il pavimento sia di colore rosa, la luce avanza molto lentamente sul pavimento creando l’illusione del movimento terrestre nello spazio. Il sole raggiunge il centro esatto del pavimento nei due equinozi e nei solstizi indicando il mezzogiorno a Roma.cup
All’interno della basilica vi sono pregevoli dipinti e statue, come quella di San Bruno che, anticamente, aveva di fronte quella di San Pietro, essendo questa di gesso, cadendo a terra si frantumò in mille pezzi e non fu mai rimpiazzata.
Vi sono sepolti: papa Pio IV, il Maresciallo Diaz, il Duca del Mare Tharon di Revel, Vittorio Manuele Orlando, Paolo Parisi. Salvator Rosa.
È la chiesa dove si svolgono le cerimonie ufficiali dello Stato italiano.

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Fontane dè Roma

A Roma ci sono oltre duemila fontane, tra grandi e piccole. Quasi tutte meritano di essere viste per la loro bellezza, particolarità e perchè opera di grandi scultori e architetti. A noi romani l’acqua e le fontane ci piacciono, sin dai primi acquedotti a quelle moderne. Un vero patrimonio artistico. A parte le più importanti e visitate,  a Roma ce ne sono di piccole in molti quartieri. La caratteristica di queste fontane, che risalgono tutte agli anni 1925-30, è l’aspetto classicheggiante riferito al Rinascimento; purtroppo moltissime sono scomparse.
Una di quelle che resiste  è “La fontana Paolina” che si trova nell’omonima via, in rione Monti.
Fu realizzata da Mariano Ginesi nel 1927; è una piccola fontana dove troviamo rappresentati un putto alato (dalla bocca esce l’acqua), un festone floreale, cornici, stemmi e una piccola vasca. Io la trovo un piccolo gioiello.

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Shelley (poeta) diceva: “Bastano le fontane per giustificare un viaggio a Roma”.

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