TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Mi sto facendo dei castelli nella mente…

Vi ricordate quando da piccoli ci cadeva qualcosa dalle mani? un gioco, un pezzetto del panino, una caramella…? molti di noi lo raccoglievano e si andava avanti!
Vi ricordate quando giocavamo seduti sul prato, sulla terra, con le mani sporche che elegantemente ci pulivamo su abiti e grembiulini se non addirittura ci grattavamo un occhio o mettevamo il dito in bocca?
E quando addentavamo il gelato di un cuginetto, un amico…?
E avete avuto animali con i quali passavate ore insieme? Io si, Mora, un pastore tedesco che mi ha insegnato a camminare, mi leccava la faccia, ci dormivo vicino….Non cercavate i vermi nella terra? Io e il mio amico Maurizio si.
Oggi molte di queste “attività” sono off limits per i bambini, se non proprio proibite, io le considero quasi attitudini naturali.
Non dico che i bambini debbano essere lasciati allo stato brado, ma sporcarsi un pochino, scoprire ciò che è saporito o no, non stimola forse le difese del corpo? Uno studio sembra dimostrare che una leccata o la presenza di un animale domestico contribuisce a diminuire del 13% la possibilità di ammalarsi di asma, proporzione che sale al 52% se si hanno animali da fattoria. In questo momento disinfettare le mani è importantissimo, ma anche acqua e sapone è un’ottimo antibatterico, una mia idea è che forse è meglio di tutti i disinfettanti usati al momento. E i cibi troppo raffinati che ormai sono la stragrande maggioranza? Non diminuiscono forse l’efficenza del sistema immunitario?
E poi arrivano gli antibiotici, che salvano un gran numero di vite, ma bisogna usarli con prudenza e se effettivamente servono perchè, se è vero che colpiscono i batteri cattivi, colpiscono anche quelli buoni.
L’abuso di antibiotici e l’uso improprio accelara il fenomeno della resisteza.
L’Italia è uno dei Paesi europei con il più alto consumo di antibiotici: si registra un alto livello di resistenza verso le infezioni gravi, tipo Stafilococco, E.coli, Pneumococco…e ad alcune classi di antibiotici come le penicelline, cefalosporine…
La resistenza è una minaccia per la salute personale e pubblica.
Per questo si creano classi di antibiotici di ultima generazione che inevitabilmente creeranno la comparsa di batteri ad essi resistenti.

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A che età si invecchia? Datemi un numero.

Ma perchè oggi c’è tanta paura di “invecchiare”? Ancora devo capire quando la gente pensa a che età inizia ad “invecchiare”, quando lo chiedo non mi danno mai un’età, tentennano o fanno battute sarcastiche…Ma tanto si invecchia, così è in natura. Invecchiare, una parola che si rifiuta da anni.
Sognamo farmaci che rallentino l’invecchiamento, abbiamo terapie genetiche che ti dicono quali malattie potremmo evitare, farmaci che riescono a sconfiggere il cancro, ripariamo il cuore e i suoi annessi, abbiamo il silicone che ci rimodella, creme che all’apparire della prima ruga la rimpolpano…in fondo la vita si è allungata, in occidente la media è di 80/85 anni…e allora perchè abbiamo paura della parola “invecchiare? In fondo la allontaniamo sempre più questa fase del vivere…o no?
Vogliamo fermare il tempo…addirittura ci facciamo ibernare….e i furbi, che hanno capito che umanità di dei vogliamo diventare, fanno soldi a palate, ed economicamente il divario cresce, i ricchi sempre più ricchi (e belli) e i poveri sempre più poveri (e come sono restano).
Lo so il mio è un discorso un po farneticante, nato dal vedere sui giornali solo gente bella e patinata, statue a cui non riesco a vedere la scintilla dell’anima…
Forse sto invecchiando, si decisamente è così…sto invecchiando e magari, non essendo ricca mi disturba non potermi “sistemare”. Si forse è così…vorrei appartenere agli dei che peseranno sempre più su una società futurista che sarà sempre “giovane”.
Poi mi guardo allo specchio e rido, si rido, perchè le medicine con me hanno fatto effetto salvandomi la vita, il mio cuore è stato riparato…ma le rughe le ho, eccome se le ho, e me le voglio tenere, perchè mi dicono che sono io, sono me stessa e lo so che un giorno finirò e, lasciando stare che credo che c’è un’altra vita oltre ed è quella che mi interessa senza ibernazione, rido perchè la mia “giovinezza” è aver accettato “l’invecchiamento”, faccio i conti con il tempo che passa e mi adeguo, e mi abbraccio e mi godo ogni giorno che mi è concesso vedere con la gioia nel cuore. E come si dice a Roma…”campo finchè er bon Dio vorrà”!

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Crescere

Ogni persona cresce non soltanto grazie ai propri talenti e seguendo le proprie credenze più intime, ma anche grazie a  tutto ciò che riceve dalle persone che la circondano.

Iris Haberli

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Nonni

Oggi mia figlia mi dice: “Mami ma nonno questo Natale non viene….” “No, tesoro mio, no” “E sarà solo?” “Si” e se ne va.
Siamo tristi per questa situazione. Mia figlia non vede spesso suo nonno, siamo ad 800 km di distana, ma lo adoro, pensate che lei lo ha aiutato a superare un esame d’inglese (mio suocero ha 82 anni).
Mi rendo sempre più conto quanto siano importanti i nonni. I miei li adoravo, mio marito è praticamente vissuto con la nonna. Mia figlia non ha conosciuto mio padre, ma mia mamma per lei era una enorme fetta della sua vita. Vivevano in simbiosi.
Quando penso ai nonni, almeno i miei, penso ad una poesia d’amore, così li definirei.
Diciamo che oggi danno una grande mano: economicamente, assistenti genitori, baby-sitter, vacanze…sono un mondo. E secondo me sono fondamentali nell’educazione.
I nonni sono il tronco di un albero da dove partono i rami che produranno foglie.
Sono il collante tra passato e futuro. Ci arricchiscono con le loro esperienze, le loro memorie, speranze, forse anche con piccole illusioni. Sanno raccontare la loro vita passata come una favola, io mi incantavo ad ascoltarli, Meli adorava sentire le “avventure” di mia madre. Quando mia mamma ci ha lasciati Meli mi ha detto “Mi sentivo sicura anche quando non la vedevo”, ecco, forse i nonni sono la sicurezza degli affetti.
Con i nipoti sono pazienti, generosi, li viziano, non obbligano…
Offrono un bene grande: il loro tempo.
E quanto stiamo soffrendo dall’inizio della pandemia per quanti se ne sono andati ingiustamente!
Amiamoli, sempre, anche se non sono i “nostri”, sono un tesoro per la società.

 

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1 Maggio 2020

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Dopo? Sarà bellissimo

Coronavirus, Mihajlovic: ”Finirà e ricominciare sarà bellissimo…”

Il tecnico serbo assicura: ”Ho vissuto due guerre, può essere mai un problema stare a casa, sul divano davanti alla tv, o leggere un libro?”

”Dopo? Sarà bellissimo… E quel dopo arriverà presto” è il messaggio di ottimismo e di speranza di Sinisa Mihajlovic sull’emergenza Coronavirus.

Batteremo insieme il Coronavirus, lo dice senza esitazioni Sinisa Mihajlovic in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport dalla sua casa di Roma: ”Capisco che per chi non è abituato può sembrare un sacrificio, ma per me queste precauzioni che ci impongono sono una passeggiata. Ho passato mesi chiuso in una stanza di ospedale tre metri per tre, attaccato a fili e flebo, senza poter aprire neanche una finestra, pensi sia un problema essere in famiglia, a casa, e uscire in terrazzo a fumare una sigaretta? Sono mesi che uso una mascherina e non abbraccio e do la mano. Non ho dovuto cambiare le abitudini. Sono un pò orso, non mi ha pesato evitare tanti contatti, anzi scherzando dico spesso che terrò questa precauzione per i prossimi 5 anni…”.

Da sempre abituato a lottare, il tecnico del Bologna non sembra patire le restrizioni di questo periodo:”Per me è piacevole. Non sto sminuendo né i pericoli del coronavirus, che debelleremo, né l’ansia di chi magari non è abituato a stare chiuso in casa. Ognuno ha il suo vissuto, non faccio paragoni. Ma secondo te dopo aver vissuto due guerre, le bombe che potevano distruggerti la casa, i coprifuoco, sarà mai un problema stare a casa, sul divano davanti alla tv, leggere un libro o andare in terrazzo a fumare? Dopo mesi in ospedale stare in casa con la mia famiglia intorno è un privilegio…C’ è di peggio no? Ci chiedono solo questo: stare in casa”. Poi prosegue sulla situazione italiana: ”Gli ospedali in alcune regioni sono pieni, le terapie intensive non bastano per tutti. Io so di cosa parlo purtroppo. E non c’ è solo il coronavirus da curare negli ospedali: i medici stanno facendo un lavoro enorme, abbiamo il dovere di aiutarli evitando che il contagio aumenti e di essere un pericolo per le fasce piu deboli e delicate di salute”.

Misure del Governo italiano, a suo parere poco tempestive: ”Ognuno interpreta le regole a modo proprio. C’è poco coraggio. La scelta di chiudere tutto doveva essere fatta prima e in maniera netta, invece c’ è stato un decreto al giorno, un pezzetto alla volta. Proprio perché si conosce la mentalità del Paese, che tende un pò a dribblare le regole, bisognava essere netti sin dall’ inizio. Spesso qui le persone rispettano le regole quando si mettono paura, come in questo caso. Ogni Paese ha le sue caratteristiche, gli italiani sono geniali, conoscono l’arte e il gusto del vivere, sono svegli, ma se vuoi imporgli le cose o lo fai in modo netto oppure ti sfuggono da tutte le parti. Ma si compattano e ritrovano l’ orgoglio nel momento delle estreme difficoltà. Anche nel calcio è così, guardi gli ultimi due mondiali vinti…”

Sul prosieguo della stagione invece: ”Mi aspetto che il campionato finisca. Bisogna spostare gli Europei e far finire i tornei nazionali e le Coppe. Lo vogliono le federazioni, i club, le tv che hanno pagato i diritti. È giusto terminare ciò che si è cominciato” con l’auspicio che ”quello che stiamo passando ci serva da insegnamento. Soffriamo ora e quando torneremo alla normalità, quella normalità sarà bellissima. Godiamocela fino in fondo”. Perchè in fondo assicura Sinisa: ”Anche le difficoltà, le sofferenze, le crisi, possono lasciare qualcosa di buono quando finiscono. E anche questo periodo difficile finirà. Dipende da noi…”.

 

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Ancora…

…un figlio di amici che se ne va, disperato perchè qui non ha trovato lavoro (ed è maledettamente in gamba, sa tre lingue…) in Australia si. E mi sento triste, ma spero che trovi davvero una stabilità.

“I giovani devono andare, partire. Ma per curiosità, non per disperazione.”
Renzo Piano

 

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Fuga da Auschwitz – Joel C. Rosenberg

   Jacob Weisz è ebreo; si oppone inutilmente alla dittatura di Hitler, alla follia nazista.
Viene catturato e deportato ad Auschwit dove assiste allo sterminio di massa di migliaia di innocenti; insieme a Luc, un prete francese, organizza la fuga.

 

Mi aspettavo qualcosa di più da questo libro. Un romanzo ben scritto che comunque regala emozioni.
Emozioni di cui avrei fatto volentieri a meno.

 

27 gennaio – Giorno della Memoria

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S.O.S

Mancano, in Italia, 50mila infermieri.
20mila servirebbero negli ospedali per far fronte alle carenze dovute al blocco del turn over e rispettare le norme europee su turni e orari di lavoro.
30mila servirebbero sul territorio per assistere continuamente persone con  patologie croniche e persone  non autosufficienti.

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In Europa…

…crescono i casi di morbillo.
Secondo l’OMS nel 2017 sono state colpite da questa malattia 21.315 persone (35 morti), nel 2016 i casi erano stati 5.273.
Le tre nazioni più colpite sono state: Romania (5.562), Italia (5.006), Ucraina (4.767).
Una recrudescenza preoccupante davvero.

 

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