TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Senthe (Ita – Fr – Eng – Esp – Ned)

marcellocomitini

Foto di LUCAS DEWAELE

Sei nata sul fondo oscuro del mare
dalle valve madreperlacee di una conchiglia
concepita dal silenzio del fuoco.
Le alghe ti hanno donato il colore del corallo
tra i tuoi capelli una foglia
del colore rosso dell’autunno,
sulla tua pelle la chiarità dell’alba
e negli occhi due lacrime
del mare profondamente azzurro
che si riversa nella mia anima.
Quando il vento spettina
la fiamma dei tuoi capelli
m’inebria il profumo del tuo sorriso
come un gelsomino fiorito
tra i petali dischiusi delle tue labbra.
Le tue parole danzano
al ritmo seducente delle onde
che s’infrangono sul corallo della tua bocca.
Il suono della tua voce mi seduce
con la dolcezza di stelle tremanti.
Ti guardo alla luce dei baci
che mi hai donato
quando ti pregavo di non fuggire.
Ancora illumina il tuo volto di primavera
la mia mano mentre ti scrivo
e il cuore…

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“Orizzonti” dal Ponte Morandi al nuovo Ponte Genova San Giorgio.

fulvialuna1 in 1 agosto 2020 alle 17:43 ha detto:
Il tuo commento deve ancora venire moderato (il mio commento non è stato appprovato ancora ma non potrei commentare in ness’un altro modo un post tanto meraviglioso)

Quanto amore in queste parole, quanto amore i questi scatti.
Quanta poesia nel tuo cuore.
Le tue parole sono un rumore delicato e forte allo stesso tempo.
Si insinua delicato nell’anima e crea un rombo nelle coscienze.
Grazie.

Mutazioni del Silenzio

In questi giorni si vanno intensificando suoni e rumori: hanno accompagnato il Ponte Morandi da subito dopo il crollo sino alla costruzione del nuovo Ponte Genova San Giorgio passando per la demolizione di quello che del vecchio ponte era rimasto.

Questo video, nonostante la musica di sottofondo, essendo realizzato solo con foto, vuole essere uno spazio di ricordo e insieme di silenzio, perché le immagini degli scatti fotografici sono un silenzio che parla a ciascuno di noi, nella sua propria lingua: ogni sguardo ha una vita, dietro, ed ogni sguardo traduce simultaneamente nel linguaggio dell’anima quello che vede.

“Orizzonti” è semplicemente l’insieme di quello che i miei occhi hanno visto dal poggiolo di casa, dal 2010 sino ad oggi, luglio 2020. Sono 10 anni di orizzonti visti sempre dalla stessa prospettiva (al massimo variando la portata del mio zoom, che non supera i 300 mm).

In un mondo in cui…

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Chi mi può aiutare….

….a capire perchè non riesco più a vedere i video che i blogger inseriscono su Wp?

Grazie.

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Ascoltate questa DONNA

ladimoradelpensiero

https://youtu.be/9cVn7E12-x0

Per mettere all’angolo il “Coronavirus”, prima,  è necessario sconfiggere i suoi alleati:
l’Ignoranza
l’Insensibilità
e il Delirio di Onnipotenza.
Vi chiedo di condividere questo link, affinchè, sui social, smettano di girare video con protagonisti “untori” senza cervello!!!
Vi abbraccio, augurandovi una serena notte …
– Carla –

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Paolo Borsellino

É normale che esista

la paura, in ogni uomo,

l’importante è che sia

accompagnata dal coraggio.

Non bisogna lasciarsi

sopraffare dalla paura,

altrimenti diventa

un ostacolo che

impedisce di andare

avanti.

Paolo Emanuele Borsellino nacque a Palermo, Sicilia il 19 gennaio del 1940.

Morì, a Palermo, il 19 luglio del 1992 vittima di Cosa Nostra nella strage di Via D’Amelio assieme ai cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, EmanuelaLoi – prima donna a far parte di una scorta e anche prima donna della Polizia di stato a cadere in servizio -, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Assieme al collega e amico Giovanni Falcone, Paolo Borsellino è considerato una delle personalità più importanti e prestigiose nella lotta alla mafia in Italia e a livello internazionale.

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La leggenda del Calicantus

words and music and stories

20200108_091913 calicantus gelo

Filastrocca  (endecasillabi a rima baciata)

L’inverno soffiava alito gelato
sul pettirosso fiacco e stremato.
Aveva cercato rifugio, invano:
nessuno che gli desse una mano.

Al limite delle sue forze giunto
posò l’occhio stanco su di un punto
dove un umile arbusto quasi secco
s’ergeva proprio davanti al suo becco.

“Aiuto!” mormorò il pettirosso.
A quel dire l’albero fu commosso.
“Vieni da me” rispose generoso,
“il gelo il mio cuor non ha corroso,

sono spoglio ma ti offro riparo
a questo gelo pungente ed amaro:
le mie ultime foglie ingiallite
saran difesa per le tue ferite.”

Dio dall’alto vide la carità
dell’arbusto modesto, la sua pietà.
Decise che meritava un dono
per essersi mostrato così buono.

Chiamò a raccolta del cielo le stelle
– le più piccoline e le più belle –
le colmò di profumo inebriante
che per i sensi fosse esaltante.

Ne costellò i rami generosi
rendendoli fioriti e…

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