TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Autunno degli amanti (Ita – Fr – Eng – Esp)

Meravigliosa!

marcellocomitini

Autunno degli amanti

Torna la frescura irrequieta dell’autunno
azzurro puro tra le nuvole bianche. E le foglie
coprono la polvere grigia dalle strade
le trasformano in reti d’oro.
Una schiera di corvi passa tra le case
sul mesto scorrere del fiume.
È un volo triste
come una sinfonia di smorti accordi.
Tra i rami plumbei degli olmi
si addolcisce lo splendore dell’estate.
Il sole s’immerge lentamente nel proprio sangue
mentre la luna sorge bianca
dalle montagne intorno,
apre fredde siepi d’ombra, squadra
gli spigoli taglienti dei palazzi.
Nelle stanze luci soffuse
avvolgono gli amanti, le stelle scendono
come baci sulle loro schiene, sui loro occhi
goccia la rugiada argentea della notte,
li carezzano angeli neri. Ardono
nelle fiamme del desiderio.

Automne des amants

La fraîcheur agitée de l’automne revient
bleu pur parmi les nuages blancs. Et les feuilles
couvrent la poussière grise des rues
ils les transforment en filets…

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Fiordilino (Soul of a flax flower)

Mutazioni del Silenzio

(Fiordilino) Soul of a flax flower

Ho nascosto i colori
Il fiore di lino non sappia
Che il sole è al tramonto.
La sua ultima luce
È l'abbraccio più delicato.
Riscalda,nutre e non brucia.

Riyueren

(Fiordilino) Soul of a flax flower

(Fiordilino) Soul of a flax flower

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L’albero di giuda – A. Joseph Cronin


David Moray, scozzese, studia medicina. Vive una storia d’amore con la giovane Kathy che lascerà per contrarre un matrimonio di convenienza.
Rimasto vedovo, dagli Stati Uniti si trasferisce in Svizzera in una lussuosa villa ricca di opere d’arte e mobili pregiati. Corteggiato da molte donne da una di queste sente parlare della Scozia e in lui riaffiora la memoria del suo giovane amore. Decide così di tornare lì per cercare Kathy, ma scoprirà che la donna è deceduta lasciando una figlia, infermiera, che vive in restrittezze. David decide di occuparsi della giovane. Sarà in grado di farlo?

Romanzo drammatico, triste e bellissimo.
Un intreccio di umanità ed egoismo, di inganni e prove di riscatto, responsabilità e fughe, fino all’ultima, quella estrema.
Come ogni libro di Cronin l’ho letto con fluidità, mi ha coinvolto ed emotivamente scosso. Una vera denuncia verso chi mette il bene materiale davanti a qualsiasi evento che coinvolge la vita, una denuncia a quanto sia fugace e precario il valore dei beni materiali.

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Il silenzio e l’indifferenza. Baluardi incoscienti della nostra società

ORME SVELATE

Ecco un’altra testimonianza del nostro nuovo amico centroasociale.com, che ci racconta la voglia di cambiamento di chi vive il disagio e vuole fare di tutto per uscirne e trascinare con sé i “compagni di disavventura”

Risultato immagini per indifference

Se c’è una cosa che non sopporto nella società odierna, che ci accomuna tutti e che ci caratterizza, sono il silenzio e l’indifferenza. Ma perché nel titolo ho scritto “baluardi incoscienti ” ? Perché spesso noi che spesso subiamo questi torti di silenzio e di indifferenza, ne siamo i primi portavoce senza neanche rendercene nemmeno conto secondo me. Potremmo dare una mano, in molti piccoli gesti della nostra vita quotidiana, aiutando il prossimo, senza recare danno a noi stessi e senza rubarci del tempo, piccoli gesti che ci farebbero sentire meglio. Il silenzio e l’indifferenza sono come due macchie nere, che si propagano in un oceano, 2 chiazze di petrolio che inondano esso e…

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per un bell’abito Olga perse le penne – Alessandra Marcotti

Due entità che si avvicinano ma sono separate.
Il cliente e l’intrattenitrice, nuovo inizio per uno, la fine per l’altra…
Non voglio dire di più sulla trama di questo libro.

 

Ignazio
“…Tutta la mia vita l’ho racchiusa in quattro valigie, nemmeno tanto capienti e chiuse con dei lucchetti da diario delle bimbe di prima elementare….”
Quei lucchetti mi fanno pensare alla solitudine di una vita compressa nello scorrere del tempo.

Olga
“…ma il cinturino metterà in risalto le mie caviglie così sottili che possono fare invidia anche a una giovane donna….”
Le caviglie, una sensuale parte del corpo femminile, questa frase mi fa pansare ad una vita introspettiva fondata sulla paura del tempo che scorre sul nostro corpo, la realtà è rifiutata.

Trama a parte in questo libro di Alessandra ci trovo molto di lei.
Del suo essere realtà e fantasia.
Lei è concreta, va sempre dritta come un treno, affronta la vita, anche nelle difficoltà che si prospettano (Ignazio); lei è una sognatrice, racconta la sua infanzia, ci lascia a volte pensieri di un’infanzia vissuta gioiosamente (Olga).
Tutto il libro è un’introspettivo viaggio dell’anima e del cuore dei due protagonisti, un libro che cattura la mente e rimbalza nel cuore, anche nel finale.
Un libro che lascia alla parola le immagini ben descritte, tanto che, nel leggerlo, mi sembrava di vedere i protagonisti e i luoghi, addirittura i colori,
Un libro scritto bene, senza orpelli, con una legiadria ebellezza che commuove.
Brava Alessandra! Ancora una volta la tua sensibilità, il tuo vivere intensamente ha creato un gioiello.

 

 

 

 

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L’arte è essenziale per il nostro quotidiano

Meraviglia!

Cecilia Gattullo

In questo periodo così difficile, l’intera umanità sta purtroppo affrontando infiniti cambiamenti sia a livello sociale che a livello individuale. E’ una crisi globale in un mondo che non è più lo stesso. Il mondo dell’arte a sua volta ha subito molte ostruzioni ma il genio artistico è difficile da limitare ed è così che nasce l’idea di questa mostra, un “porta a porta” nei laboratori, atelier e case degli artisti partecipanti.

Artisti in mostra

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Mostra a cura della Labgallery This is My Church

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Prova

E’ una prova

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La leggenda del Calicantus

words and music and stories

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Filastrocca  (endecasillabi a rima baciata)

L’inverno soffiava alito gelato
sul pettirosso fiacco e stremato.
Aveva cercato rifugio, invano:
nessuno che gli desse una mano.

Al limite delle sue forze giunto
posò l’occhio stanco su di un punto
dove un umile arbusto quasi secco
s’ergeva proprio davanti al suo becco.

“Aiuto!” mormorò il pettirosso.
A quel dire l’albero fu commosso.
“Vieni da me” rispose generoso,
“il gelo il mio cuor non ha corroso,

sono spoglio ma ti offro riparo
a questo gelo pungente ed amaro:
le mie ultime foglie ingiallite
saran difesa per le tue ferite.”

Dio dall’alto vide la carità
dell’arbusto modesto, la sua pietà.
Decise che meritava un dono
per essersi mostrato così buono.

Chiamò a raccolta del cielo le stelle
– le più piccoline e le più belle –
le colmò di profumo inebriante
che per i sensi fosse esaltante.

Ne costellò i rami generosi
rendendoli fioriti e…

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