TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Dove eravamo rimasti

di Jonathan Demme.

 

 

 

Ricki, sessantenne, è il nome con cui si presenta come cantante rock, il suo vero nome è Linda e deve tornare a Indianapolis, città dove vivono i suoi figli e l’ex marito che ha abbandonato anni prima per seguire la passione della sua vita, la musica.
Ad Indianapolis, la figlia Julie ha tentato il suicidio dopo il divorzio.
Esclusa dalla vita dell’ex marito, che si è risposato, e dei figli che ha trascurato (oltre Julie, uno che sta per sposarsi, l’altro omosessuale), dovrà ristabilire con loro un rapporto d’affetto e unione lungamente perso.
L’opportunità sara il matrimonio del secondogenito, a cui Linda parteciperà con l’attuale compagno, il chitarrista della band in cui canta.
La cerimonia sarà il palco per una sua esibizione a cui si uniranno i figli e gli amici.

Un film che mescola il dramma di una famiglia alla musica. Volevo vederlo già quando uscì nelle sale nel 2015 ma non ci sono riuscita, l’ho fatto qualche giorno fa.
Protagonisti Meryl Streep e Kevin Kline, presente nel cast Mamie Gummer, la vera figlia della Streep.
Film prevedibile, storia per niente originale, vista e rivista, un po noiosa a mio giudizio. Il finale poi è melenso…tutto lieto fine anche se si passa per il dramma, il tormento, il dolore, il riscatto.
Cosa salvo di questo film? La parte musicale, ma soprattutto lei, Meryl Streep. In questo film è da urlo, una delle rare attrici contempoaranee più talentuose. Scontato? Sicuramente, ma tale è. La rocker è lei! La madre è lei!

 

 

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E c’è Teatro…

“Un popolo che non aiuta e non favorisce il suo teatro, se non è morto, sta morendo.”

F.Garcia Lorca

 

E io sono perfettamente d’accordo…i teatri chiudono, le Compagnie si sciolgono, lo Stato non incentiva, la massa  verte ormai quasi totalmente su cinema e televisione.

Ma….ma…e ringraziando Dio c’è un ma. Non serve il nome dell’attore conosciuto, il grande regista, il testo sfruttato e risfruttato, c’è anche qualcosa di diverso, c’è un vento fresco e nuovo che ci può far innamorare ancora del Teatro, che ci fa entrare in una dimensione che spesso dimentichiamo, che ci fa trascorrere il tempo senza guardare l’orologio.

 

 

 

E sulle assi vuote del Palco delle Valli, un piccolo teatro-gioiello in continuo fermento creativo, ho sentito il rumore dei passi di chi conosciuto non è, ho visto riempirsi quello spazio che mai dovrebbe essere dimenticato. E quel movimento di anime e corpi hanno saputo strappare sorrisi e applausi, attori e principianti che con grande competenza hanno portato la magia di una rappresentazione teatrale travolgente, dove il testo “importante” è stato integrato con la leggerezza della parola, del gesto, un mix godibile e interessante.
Un mix riuscitissimo grazie alla regia e ai testi di Barbara Bricca, Guido del Vento e Marco Corsi.
Ne esce una rappresentazione godibile, fresca, nuova, che strizza l’occhio al tradizionale senza tralasciare l’attuale.
Una rappresentazione teatrale travolgente, un mix che i registi sono riusciti a miscelare con vera maestria.

 

E allora grazie a voi Registi, a voi Compagnia delle Sibille per avermi regalato tanto e colmato occhi, anima e cuore di meraviglia.

 

(fotografie di Melissa Reale)

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Tuffo!

La Quebrada (il crepaccio), Acapulco, Oceano Pacifico, altezza di 45 metri, flusso e riflusso del mare.
Tuffo!Ccoraggiosi o incoscienti? Mi piace pensare coraggiosi.
Io non lo farei…(ma un dolce uomo un po’ folle, mio amico, lo ha fatto), voi? 

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Libri

“Una casa
senza libri
è come
una stanza
senza
finestre.”

Marco Tullio Cicerone

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Parigi

Quando a Parigi arriva la primavera ogni
umile mortale sente di abitare
in paradiso.

Henry Miller

(grazie Jak)

 

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Bella!

Questa mattina una mia amica, che non incontravo da diversi mesi, mi ha detto “Ma quanto sei bella!”
Ora…a me sembra una parola abbastanza abusta, su alcuni post con risposta su FB (me li fa leggere mia sorella visto che io non sono social) spesso leggo “bella” “sei bellissima” “ma quanto stai bene sei bella” e sinceramente tutto sto bello poi non c’è. E’ pur vero che è bello è molto soggettivo, ma a me sembra che a volte sta’ parola andrebbe evitata. E non solo per le persone, anche per oggetti, abiti o quant’altro.
Presuntuosa vero? Credere che io sia in grado di giudicare il bello che pace agli altri, ma questo è ciò che penso.
Ho sessanta anni, non ho ua foto recente da postare, tanto per farvi vedere dove sta la bellezza, ma neanche quando ero proprio giovane lo sono stata, carina, si, carina si…ma bella proprio no!

(foto non proprio nitida, ma sotto mano ho questa, qui ho circa 35 anni, carina…)

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Paese che vai…

…leggenda che trovi.

 

Per i Maori la stella più brillante della costellazione della Lira è chiamata Whanui.
Ma chi era Whanui?
Era un giovane uomo che una notte incontrò Pani, la bella moglie di Rango-Maui, rimase sconvolto dalla sua bellezza e, pur sapendo di compiere una cattiva azione, sedusse Pani e fece l’amore con lei. Dal loro amore nacquero le patate dolci. Suo marito Rango-Maui odiava tanto la loro presenza che Pani gli permise di mandarle sulla Terra. Whanui andò su tutte le furie e, per vendetta, spedì sulla Terra tre diversi tipi di bruco che si nutrivano di patate dolci.
Per questo, prima che Whanui appaia in cielo all’alba, gli uomini della Terra depositano le patate dolci nel suolo per evitare che i bruchi le mangino.

 

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Le avventure di Emma Mancini – Gianni Gregoroni

Emma è una bambina dalla personaltà vivace e dotata di una curiosità che la porta a scandagliare luoghi misteriosi,
ad esempio la casa nera, la biblioteca del colleggio di Torre in Poggio e i suoi sotterranei.
Nel suo cammino Emma incontrerà persone “speciali” che la guideranno verso la conoscenza della parte misteriosa che è in lei e che non sapeva di avere…
Incontrerà figure malefiche e poteri sovarnnaturali.

 

Una lettura fresca, vivace, che non annoia. Il linguaggio è semplice ed efficace.
Il mistero e la normalità della vita di una bambina si intrecciate in questo racconto che strizza l’occhio alla magia, al fantasy, all’avventura….
Tra le righe, a parte la trama accattivante, io ci leggo il passaggio di Emma dalla fanciullezza alla quasi adolescenza, le sue avventure sono metafora per raccontare le responsablità, gli errori e la vogia di riuscire che i ragazzi attraversano nel crescere.
Un libro per ragazzi? Si, ma io lo consiglio anche agli adulti, io mi sono divertta un mondo a leggerlo, provate, non ne rimmarrete delusi. Anzi…

 

Grazie Gianni per questo bel regalo 😉
(mia figlia si è ripromessa di leggerlo dopo gli esami)

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Tulipani

In Ottawa, Canada, nel mese di maggio si svolge il Canadian Tulips Festival, 15 chilometri di colore, parate, concerti, spettacoli dal vivo.
Ammirare i tulipani di Ottawa è come guardare un immenso tappeto fitto fitto che non si riesce a scorgere la terra.
Questa manifestazione è legata al paese dei mulini a vento, l’Olanda.
Perché? L’origine ha inizio quando la regina dei Paesi Bassi, Juliana, alla fine della seconda guerra mondiale fece inviare alla capitale canadese 100.000 tulipani come ringraziamento per l’ospitalità ricevuta nel periodo in cui la sua terra era occupata dai nazisti.
Quando la follia nazista arrivò ad occupare l’Olanda e a perpetrare anche lì le sue violenze, la principessa Juliana trovò rifugio in Canada. Arrivò a Ottawa nel 1940 con le due bambine, Beatrice e Irene. Qui nacque la principessa Margherita. Jiuliana si rese subito amabile al popolo canadese: mandò le figlie alla scuola pubblica chiedendo che lei e le figlie venissero trattate come una delle tante famiglie in quei tempi difficili, si fece chiamare semplicemente “Signora” e non “Vostra Maestà”, condusse una vita normale andando, ad esempio, a fare la spesa personalmente, amava andare al cinema e si metteva in coda per i biglietti. Si fece amare e rispettare dal Canada e dai Paesi Bassi aiutando chi era in difficoltà con le sue proprie forze, ad esempio quando la sua vicina stava per partorire si offrì di badare agli altri figli della donna.
Tornata in Olanda alla fine della guerra, espresse la sua gratitudine verso il Canada inviando alla città di Ottawa centomila bulbi di tulipani. L’anno seguente ne donò altri 20.500, e da allora ogni anno arrivano i tulipani dall’Olanda.
Ecco come nasce il Festival dei tulipani.

Un po’ di storia: quando la regina Guglielmina, madre di Juliana, iniziò la ricerca di un marito per la figlia si trovò nella difficoltà di trovare un principe protestante di una famiglia regnante; furono esaminati principi dal Regno Unito e dalla Svezia, ma rifiutarono (la corte olandese era alquanto noiosa) o vennero respinti dalla principessa. L’incontro con il principe Bernardo di Lippe-Biesterfeld, ai Giochi olimpici del 1936, fu risolutivo, la principessa Jiuliana si innamorò profondamente del ragazzo, un amore che sarebbe durato una vita. Il fidanzamento reale della principessa Jiuliana venne così preparato dalla madre: fu redatto un documento legale che stabiliva esattamente cosa il principe tedesco poteva e non poteva fare, e la quantità di denaro che poteva aspettarsi dall’unica erede della vasta fortuna della famiglia reale olandese, l’astuta regina Guglielmina non lasciò niente al caso; il documento venne firmato, e il fidanzamento della coppia venne annunciato l’8 settembre 1936. L’annuncio del matrimonio divise la nazione che non si fidava della Germania di Adolf Hitler. Prima delle nozze, il 24 novembre 1936, il principe Bernardo ottenne la cittadinanza olandese e cambiò la pronuncia del suo nome da tedesca a olandese. La coppia si sposò a L’Aia il 7 gennaio 1937, la stessa data in cui i nonni di Jiuliana, (re Guglielmo III e la regina Emma) si erano sposati cinquantotto anni prima.
Il clima politico in Europa era già estremamente teso per la crescente minaccia della Germania nazista e la tensione andò ad aumentare nei Paesi Bassi quando Hitler lasciò intendere che il matrimonio reale era un segno di alleanza tra i Paesi Bassi e la Germania. Una furiosa regina Guglielmina fece rapidamente una denuncia pubblica del commento di Hitler, ma l’incidente causò ulteriore risentimento per la scelta del marito tedesco fatta da Jiuliana. Ulteriori rivelazioni circa la condotta del principe Bernardo si aggiunsero al crescente risentimento della popolazione olandese (pur se di carattere dolce il principe Bernardo era un “uomo di mondo” con uno stile di vita vivace, ebbe relazioni extraconiugali e figli illegittimi), ma dopo l’invasione tedesca del maggio 1940, le sue azioni fecero molto per cambiare l’opinione pubblica in suo favore.
Durante la seconda guerra mondiale e l’occupazione tedesca dei Paesi Bassi, il principe e la principessa decisero di lasciare il paese con le due figlie per il Regno Unito. Jiuliana vi rimase per un mese prima di portare le figlie a Ottawa.
Jiuliana e i canadesi crearono un legame duraturo che venne rinforzato quando i soldati canadesi combatterono e morirono a migliaia (1944/45) per liberare i Paesi Bassi dal nazismo. Il 2 maggio 1945 Jiuliana, assieme alla regina Guglielmina, fece ritorno con un aereo da trasporto militare, nelle parti liberate dei Paesi Bassi, raggiungendo Breda per installare un governo olandese provvisorio. La gratitudine di Juliana verso il Canada, come già detto, fu l’invio dei centomila bulbi di tulipano. L’anno seguente Jiuliana donò altri 20.500 bulbi, con la richiesta che una porzione di questi venisse piantata nei giardini dell’ospedale dove aveva dato alla luce Margherita. Allo stesso tempo, promise a Ottawa un dono annuale di tulipani per il resto della sua vita, per mostrare il suo duraturo apprezzamento per l’ospitalità ricevuta in tempo di guerra.

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Paura!

Dell’esame!

E ti voglio ancora più bene ❤

 

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