TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

50 primavere

 di Blandine Lenoir

 

Aurore ha due figlie, un ex marito, una amica del cuore e 50 anni.
Perde il lavoro, una figlia è incinta, l’altra ha problemi sentimentali, arriva la menopausa con tutto ciò che comporta.
Casualmente rincontra un amore di gioventù.
Può tornare ad amare? Può essere ancora desiderabile? O l’aspetta solitudine e vecchiaia?


Un film per le donne, non solo quelle che hanno superato i 50 anni. Una commedia leggera, tenera, piacevole, semplice, fin troppo, non c’è originalità nella sceneggiatura; il punto di forza è la bella interpretazione, nei panni della protagonista, di Agnès Jaoui.

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E oggi lei…

…mia figlia, per parcondicio, visto che ieri ho parlato del mio ragazzo.
Non ama andare troppo girando, non è una che fa una grande confusione quando è in casa, ma c’è.
E nei giorni in cui decide di andare dalla sua amica a Perugia, o va un paio di giorni dal suo “moroso”, la casa sembra vuota, un po triste, mi rendo conto che non è più la piccola che accompagnavo ovunque…ora fa da se. Quando siamo assenti si prepara da mangiare, riodina la stanza, la cucina, cura i cani…Si prende cura di se stessa.

Ma il mio cuore e la mia anima e la mia mente sono sempre con lei.
Il mondo è suo ormai, io lo vivo con la lentezza che mi compete in questa mia età, l’avventura ora è sua.

 

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Figli e coralli

Tra il 2016 e il 2017 la Grande barriera corallina australiana (a largo delle coste a nord/est) subì la distruzione di quasi la metà dei suoi coralli.
2.400 chilometri di un ecosistema tra i più ricchi del mondo, la più grande struttura vivente al mondo, patrimonio dell’Unesco.
E ci risiamo…ancora una volta subisce lo sbiancamento, una vera minaccia per la sopravvivenza dei coralli: l’aumento elevatissimo della temperatura dell’acqua del mare interrompe il legame simbiotico tra loro e le microscopiche piante chiamate zooxantelle, questo porta all’interruzione della crescita dei coralli che diventano bianchi e, solitamente, muoiono.
Se le temperature scendono ci sono buone probabilità che i coralli si riprendano.
E’ l’ecosistema che per primo potrebbe estinguersi.
Il mio figlio adottivo mi dice”Devi venire…devi venire…prima che scompaia…” Quest’anno non è stato possibile causa Covid, spero nel prossimo di andare…l’anno passato non siamo riusciti ad andare sulla costa…
Intanto guardo lui da lontano…in foto…e sogno. Il suo abbraccio e i coralli.

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La La Land

di Damien Chazelle.

 

Lei, barista, aspirante attrice sogna Hollywood.
Lui, jazzista, mira ad aprire un locale tutto suo.
Voglia di realizzare i propri sogni anche se con difficoltà.
Si inizia ballando tra le automobili ferme sull’autostrada per Los Angeles.

Sicuramente una bella favola musicale, con un montaggio moderno, ma con il solito rivisto finale: il sogno è l’amore e il successo.
Colori, volteggi, musica…una brava, anche se non meravigliosa, Emma Stone, sempre con la stesso sorriso; la faccia sempre uguale anche se non disdicevole di Ryan Gosling…ma che noia! Almeno per me!
Film pluripremiato, decantato come il film che doveva riportare in auge il genere del musical…
E lo so che mi attirerò le ire degli amanti di questo film…ma ripeto: che noia! Avrebbe dovuto omaggiare i vecchi film musicali, personalmente ho visto solo tanto caos nel primo balletto, una storia banale vista e rivista. Quando uscì sembrava che fosse il capolavoro del secolo…critiche meravigliose sui giornali, pubblicità a non finire….come sempre quando c’è troppo rumore mi eclisso, aspetto…dopo un po il silenzio…con un’amica decidiamo di vederlo…ma per carità! Tanto rumore per niente. Film musicali ce ne sono stati che possono dirsi davvero stupendi.
Qui la sceneggiatura a tratti si perde, coreografie spesso simili, tutto troppo colorato, troppa musica…non no…un film da dimenticare, un film che non è il capolavoro che sembrava dovesse essere.

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Proverbio

Il sole d’Agosto, prepara un buon mosto!

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“Orizzonti” dal Ponte Morandi al nuovo Ponte Genova San Giorgio.

fulvialuna1 in 1 agosto 2020 alle 17:43 ha detto:
Il tuo commento deve ancora venire moderato (il mio commento non è stato appprovato ancora ma non potrei commentare in ness’un altro modo un post tanto meraviglioso)

Quanto amore in queste parole, quanto amore i questi scatti.
Quanta poesia nel tuo cuore.
Le tue parole sono un rumore delicato e forte allo stesso tempo.
Si insinua delicato nell’anima e crea un rombo nelle coscienze.
Grazie.

Mutazioni del Silenzio

In questi giorni si vanno intensificando suoni e rumori: hanno accompagnato il Ponte Morandi da subito dopo il crollo sino alla costruzione del nuovo Ponte Genova San Giorgio passando per la demolizione di quello che del vecchio ponte era rimasto.

Questo video, nonostante la musica di sottofondo, essendo realizzato solo con foto, vuole essere uno spazio di ricordo e insieme di silenzio, perché le immagini degli scatti fotografici sono un silenzio che parla a ciascuno di noi, nella sua propria lingua: ogni sguardo ha una vita, dietro, ed ogni sguardo traduce simultaneamente nel linguaggio dell’anima quello che vede.

“Orizzonti” è semplicemente l’insieme di quello che i miei occhi hanno visto dal poggiolo di casa, dal 2010 sino ad oggi, luglio 2020. Sono 10 anni di orizzonti visti sempre dalla stessa prospettiva (al massimo variando la portata del mio zoom, che non supera i 300 mm).

In un mondo in cui…

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Anna Maria Garthwaite

Nasce nel Leicestershire nell’anno 1688; è stata una delle migliori designer tessile inglese, nota per la creazione di vivaci disegni floreali su tessuti di seta   Tra il 1726 e il 1728 creò oltre 1000 disegni. Molti dei suoi disegni originali in acquerelli sono sopravvissuti e sono parte della collezione del Victoria and Albert Museum, molti di questi disegni sono datati e annotati con le istruzioni di tessitura e i nomi dei tessitori a cui sono stati venduti.

   

 
I suoi lavori sono legati al periodo rococò, rappresentò motivi floreali quasi tridimensionali grazie ad un’attenta ombreggiatura; progettò damaschi su larga scala, broccati floreali dove favoriva grappoli di piccoli fiori naturalistici dai colori vivaci sparsi su un colore pallido
Muore nel 1763.

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Jupiter-Il destino dell’universo

 

 

 

 

 

di Andy e Lana Wachowski

 

 

Jupiter Jones lavora come donna delle pulizie, ha alle spalle una serie di fallimenti sentimentali.
Caine è un licatante, metà uomo metà lupo, ex militare geneticamente potenziato, proviene da un altro mondo.
E’ arrivato per portare Jupiter con lui, perché lei è stata prescelta per modificare l’equilibrio del cosmo, scopre di essere geneticamente rinata come fosse la regina Seraphi.
Jupiter, mai abbandonata da Caine, scoprirà che l’uomo ha avuto origine sul pianeta Orous. Incontrerà visir/gufo, lucertolne, conoscerà elisir di lunga vita, insidie inaspettate…e i tre fratelli Abrasax, una delle più potenti dinastie dell’universo.

 

 

Oggi mi è toccato di fare la baby-sitter ai “ragazzi” (10 12 13 anni) dei miei vicini. Proposta: vediamo un film di fantascienza? Ok, decidono per questo.
Diciamo che non mi dispiacciono fil del genere, quindi mi appresto fiduciosa alla visione….
Delusione, abbastanza prevedibile come trama, argomenti sfruttati, caotico nelle immagini, anche se graficamente belle…niente che non sia già stato visto. Colonna sonora frastornante, attori sotto tono, malgrado i begli occhi della protagonista, Mila Kunis
Avventura tra i pianeti, minacce, azione amore…ma l’adrenalina dov’è?

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Io prima di te

di Thea Sharrock.

Will, ricco trentenne, è costretto sulla sedia a rotelle a causa di un incidente, vive cinicamente e dolorosamente rassegnato.
Lou, ventiseienne, ex cameriera, viene assunta per occuparsi di Will.
6 mesi di tempo, prima che Will, per sua volontà, andrà in Svizzera per affrontare il suicidio assistito.
Le loro vite cambieranno per sempre.

 

Tratto dall’omonimo libro. Film romantico, fa commuovere, ma non è patetico.
Mi ha fatto sorridere l’abbigliamento di Lou, una sensuale Emilia Clarke.
L’amore che porta all’accettazione dell’altro, quasi una missione, diventa il tema un po’ fiabesco, del film, mentre i temi più importanti sono trattati superficialmente. Mi aspettavo qualcosa di più. Non c’è novità,
Sceneggiatura scontata.
Ma poi penso che una fiaba ogni tanto fa bene, la speranza fa bene al cuore.

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A casa

Quando varco il cancello della mia casa capisco di essere davvero dove voglio essere.

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