TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Grazie Melissa

Nel suo sabato romano c’è stato spazio  per pensarmi… E mi conosce di più di quanto io pensi…

E grazie per la dedica forte e bellissima che mi ha scritto sulla prima pagina, non la riporto perchè molto personale, con quella sua grafia minuta, di chi ancora non si sente sicura in questo mondo, quasi una riservatezza che è lo specchio del suo essere ❤

 

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Elle

di Paul Verhoeven

 

C’è una donna di mezz’età, a capo di una compagnia di videogiochi, antipatica, dura, ambigua, anche perfida, con al seguito un ex marito debole, un figlio sfaticato, un amante, una madre con tanto di gigolò, un’amica particolare… E c’è un uomo vestito di nero, mascherato che la stupra in casa. La donna non fa una grinza, riassetta la stanza. Non denuncia. E lui torna.
E c’è un gatto dagli occhi verdi, immobile davanti alla violenza a cui la donna tenta di ribellarsi.

 

 

Film geniale, drammatico. Un thriller inusuale, a tratti surreale, perverso se vogliamo. Superba Isabelle Huppert, un’interpretazione incredibile dove riesce a trasformare la violenza in un guizzo vitale, quasi a riempire il vuoto di precedenti negative esperienze familiari ancora incise, e mai risolte, nell’anima; la sua interpretazione è la grande forza di questo film, tanto gigante quanto è minuta nella realtà. Un film che può sembrare corale, ma non lo è, è introspettivo, la figura di donna risulta essere addirittura solitaria….così almeno l’ho visto io. Un film da vedere, per capire ancora una volta quanto sia ipocrita la società in cui viviamo, quanto possiamo essere istintivi e selvaggi. Un film dove ci si aspetta ciò che invece puntualmente non avviene, l’imprevisto è una costante.

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L’autunno bizarro…

SALVATE LE FOGLIE

Un giorno, Pimpi notò che tutte le foglie volavano via staccandosi dagli alberi.
“Presto non resterà neanche una foglia” disse Pimpi a Pooh, sospirando. “Bhe, se il vento soffia via le foglie dagli alberi” disse Pooh, “noi risoffiamole indietro!” Pooh riunì i suoi amici. Tutti si diedero un gran da fare  per soffiare più forte che potevano. “Proviamo ad incollarle!” disse Pooh. “Usiamo il miele super appicicoso!” Così Pooh si sedette su un ramo e cominciò ad incollare le foglie col miele. Il ramo fu presto ricoperto di foglie…e Pooh di miele appiccicoso! In quel momentoarrivò Christopher Robin. “Che cosa stai facendo, orsetto Pooh?” chiese.
Pooh alzò una zampa appiccicosa per salutare. Ma appema lo fece…scivolò! Cadde dall’albero…e atterrò proprio su un soffice mucchio di foglie secche! Pooh allora spiegò cosa stavano facendo. “Scioccherelleo!” disse ridendo Christopher Robin. “Le foglie cadono sempre in autunno”, spiegò agli amici. “Poi in primavera ne crescono di nuove!”
Pooh pensò al suo soffice atterraggio. “Dopotutto, è una buona cosa che le foglie cadano!” disse.

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Tutto il tempo in un sogno

E se tutto iniziasse con un sogno?
E se quel sogno fosse la paura di perdere l’anima che vive in ognuno di noi?
E se quella paura la portassimo su un palco e la trasformassimo in una rappresentazione?
E se all’interno della rappresentazione si incastrassero tante rappresentazioni di vita?
Tutto questo è stato possibile, e tale lo ha reso la intuitiva scrittura e regia di Barbara Bricca nello spettacolo di cui riporto la locandina.

La regista ha definito questo spettacolo “viaggio animico”, e così è.
Uno spettacolo che rapisce perche vi si srotolano i racconti di vita dei vari personaggi, racconti che sembrano uccidere la speranza, la bellezza, il senso della vita….l’anima. Un viaggio che sembra soffocare la libertà individuale a causa di avventure, disavventure, amore, rapporti familiari….Ombre che diventano “giganti” quando si perde il senso del proprio io.
Quando l’incertezza che coviamo si dissolve nelle nebbie inizia il viaggio di riscatto verso la nostra essenza, inizia la ricerca dell’anima.
E iniziamo a volare, e diventiamo il sogno dentro un sogno più grande: la vita e il suo tempo…un tempo che non sappiamo quantificare, ma che dobbiamo avere la forza di sfruttare.

                                                                                  

Difficile per me raccontare la trama di questo spettacolo, ma se sono riuscita a far capire “l’anima” di questa rappresentazione si può intuire quanto sia stato difficile rappresentarlo.
La regista ha creato in pochissimo tempo una rappresentazione con dialoghi forti e intensi, battute ilari che hanno allegerito la drammaticità del testo, scene fluide e perfettamente incastrate.
Uno spettacolo ben costruito e sostenuto dai bravissimi allievi della compagnia teatrale. Tutti hanno avuto il giusto ed equo spazio di visibilità.
Complimenti a questi attori che sono stati intensi e preparatissimi, ognuno con la loro caratteristica scenica, il loro personaggio e le loro storie, perchè, se pur rielaborati, i monologhi sono stati costruiti sulla vita degli attori, un mix di paure e sogni che portano ad un viaggio faticosamente si è trasformato in riscatto, una forza che non deve mai mancare per non farsi fagocitare dai “giganti” che la vita ci mette davanti; complimenti per la disinvoltura su quelle assi mai facili da calpestare
La loro prima rappresentazione corale che posso definire riuscitissima.
Complimenti al coreografo Davide Romeo e Giovanna Zanchetta.
Vincente l’accompagnamento musicale nella persona di Francesca Turchetti, che ha sottolineato ogni emozione , ogni espressione gestuale.
Grazie a questa compagnia a cui voglio augurare una crescita continua e intensa. La potenzialità c’è, tanta, e si avverte.

Grazie Barbara per avermi regalato uno spettacolo che mi ha emotivamente commosso, fatto vibrare l’anima, riempito il cuore di umanità, fatto sorridere. E riflettere su quanto siamo il tempo di noi stessi. Grazie per gli echi alla nostra storica letteratura, per la ricerca del “teatro” nella sua più profonda tradizione e significato, per la voglia di non trascurare l’inserimento di temi contemporanei e d’attualità.

“La vita è uno spettacolo e ognuno vive il proprio dentro di essa…uno spettacolo nello spettacolo”

 

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Il silenzio…a volte è necessario

Io ti imploro, nel silenzio più silenzioso,
ti imploro quando la pioggia batte sul tuo tetto,
o la neve scintilla sui vetri delle tue finestre,
mentre tu giaci tra il sonno e la veglia,
pensami nelle notti di primavera
e pensami nelle notti d’estate,
pensami nelle notti d’autunno e
pensami nelle notti d’inverno.

Evgenij Evtushenko

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Sole d’Ottobre

È così pura questa                                               
gioia fatta di luce e d’aria: questa
serenità ch’è d’ogni cosa intorno
a te, d’ogni pensiero entro di te:
quest’armonia dell’anima col punto
del tempo e con l’amore che il tempo guida.

Non più grano, né frutti
ha ormai la terra da offrire.
Sta limpido l’Autunno
sul riposo dell’anno…
Il fisso azzurro, immemore
di tuoni e lampi,
stende il suo gran velo di pace
sulle rosseggianti chiome
delle foreste.

Quand’è falciata
la spiga, spoglia la pannocchia,
rosso il vin nei tini, e le dorate noci
chiaman l’abbacchio, e fuor del
riccio scoppia
la castagna, che importa la minaccia
dell’Inverno, alla terra?..
Trasparente luce
d’ottobre, al cui tepor nulla matura
perché già tutto maturò: chiarezza
che della terra fa cosa di cielo.

Ada Negri

(questa poesia mi piace molto, la parte che ho evidenziato è quella che più mi rapisce)

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Papà, il mio

Guardo la foto di mio nipote (29 anni), con il suo bambino (2 anni), e mi commuovo. Quanto sono belli e uniti.
Lui, un padre meraviglioso.
Il mio se ne è andato troppo presto (60 anni).

 

 

Papà, oggi mi sei mancato tanto, mi consolo solo pensando a quanto tu sia stato presente nella mia vita, fin dal primo giorno che sono venuta al mondo, le foto me lo dicono, mia madre me lo raccontava, la mia mente, il mio cuore lo ricordano. Le mie braccia ti cercano ma non ti trovano. Sei stao un “buon padre” se così posso ristrettamente definirti. Quante volte mi hai accompagnato nell’adolescenza, approvato nella vita, appoggiato….Non eri perfetto, non eri un super eroe…ma eri il mio eroe, e lo sei ancora.
Ancora oggi sei “una parte della mia vita” intramontabile.
Ciao papà mio adorato.

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Un’opera “speciale”

 

 

San Pietro in Vincoli, una basilica romana, situata sul colle Oppio. Ma non è di questo sito che voglio parlare, pur conservando sotto l’altare maggiore la catena con cui era stato legato San Pietro a Gerusalemme, ma di un’opere incredibile qui conservata: la tomba di Giulio II, papa dal 1503 al 1513 (che però è sepolto nella basilica di San Pietro in Vaticano).
Una tomba di stupefacente bellezza, che contiene il Mosè di Michelangelo. Un opera maestosa e affascinante, dal volto espressivo e realista, emozionante.
La realizazzione di questa opera meravigliosa costò litigi, contrasti, invidie, ostilità.
L’opera doveva contenere più di quaranta statue, ma di fatto ne contiene sette. Papa Giulio II non la vide mai, fu completata dopo la sua morte
Se transitate in Roma, non fatevi scappare questo capolavoro.

                                                        

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I Figli della Mezzanotte

di Deepa Metha

India, Bombay.
I bambini nati nella mezzanotte del 1947, anno in cui viene dichiarata l’indipendenza dell’India dall’Inghilterra, vengono chiamati “I figli della mezzanotte”, ognuno di loro ha una dote straordinaria.
Quella notte nasce Shiva, da genitori benestanti, e nasce Saleem, da genitori della casta umile dei mendicanti.
L’infermiera che è di turno quella notte in ospedale decide di scambiarli.
I due crescono attraverserando sessanta anni circa di vita accompagnando il fermento contraddittorio dell’India, vivranno l’uno il destino dell’altro, uno l’odio verso l’altro e delle loro famiglie. Parvati, la bella strega sarà sempre presente.

                           

Tratto dal best seller di Salman Rushdie è un film che alterna la drammaticità alla gioia.
Bellissime le immagini, di grande impatto, suggestive. Vi troverete tante location, bambini, elefanti…
Un film pervarso di magia ma anche di realtà, amore e rabbia, poesia e storia…Il ricco e il povero, una trama forse scontata, un film lungo, altalenante, ma io consiglio di vederlo.

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Quando arriverà questo presente?

“Se si è depressi, si vive nel passato.
Se siete ansiosi, si vive nel futuro.
Se si è in pace, si vive nel presente.”

Lao Tzu

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