TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Cassiopea e Cefeo

Secondo la leggenda, Cassiopea, figlia di Arabo (figlio di Ermes) era la bella e vanitosa regina dell’antica Etiopia. moglie di Cefeo re e madre di Andromeda.
Superba e orgogliosa della sua bellezza e di quella di sua figlia dichiarò che addirittura superavano quella delle Nereidi (ninfe del mare), una di queste era Anfitrite, sposa di Poseidone, dio del mare. Le Nereidi chiesero a Poseidone di essere vendicate: il dio mandò allora il mostro marino Tiamat a devastare l’Etiopia
Cefeo, visto il suo regno in pericolo si rivolse ad un oracolo, che lgli suggerì che per salvare il paese doveva sacrificare la figlia Andromeda.
Con il cuore spezzato il re accettò: Andromeda fu allora incatenata a uno scoglio e abbandonata al suo destino
Ma la giovane fu salvata da Perseo che attaccò e sconfisse il mostro e lo pietrificò grazie alla testa di Medusa che aveva ucciso e decapitata
Andomeda sposò Pereo; Cassiopea, per punizione fu trasformata in una costellazione e condannata a girare per sempre con il suo trono attorno al Polo Nord.

Cassiopea costellazione è visibile soprattutto a settembre, per vederla bisogna guardare verso Nord, è una delle stelle più brillanti conosciute della Via Lattea.
Se si individua il timone del Grande Carro la si individua facilmente per la sua forma a W, si incastra fra Cefeo e Andromeda.
Le due costellazioni, sono talmente vicine in cielo da formare le uniche due costellazioni celesti dedicate a un marito e a una moglie. La costellazione di Cefeo è riconoscibile dalla forma, una casetta con tetto.

 

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Madre/figlia

Che dirti figlia mia! Abbiamo sognato insieme, abbiamo camminato tra prati e boschi meravigliandoci della natura e amandola, abbiamo camminato in alta quota sulla neve candita, io con fatica tu no; abbiamo applaudito in teatro e pianto per l’emozione guardando documenatri sulle due guerre che hanno sconvolto il nostro continenete; ci scambiamo libri, visitiamo musei e discutiamo sulle opere viste, cerchiamo strade per migliorare la nostra vita…eppure siamo diverse nei gusti, nella manualità, nelle ambizioni, nel modo di affrontare la vita, nei gusti alimentari…ma la cosa che mi fa sorridere è che alla fine ci sosteniamo, ci incoraggiamo, ci piacciamo. Siamo amiche, ma comunque riamaniamo madre e figlia, quella linea che deve esistere per poter essere sicure una dell’altra. Quella linea che è nella natura. Meravigliosa invenzione anticonvenzionale, a differenza di quello che sembra una convenzione.

    

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Giornata contro la violenza sulle donne

Circa sette milioni di donne sono state oggetto di abusi e spesso tra le mura domestiche, non trovando il coraggio e la forza di denunciare.
Ci vogliono annientare?
Inutile, siamo immense, abbiamo dentro di noi una bellezza che va oltre quella fisica: la resistenza, e quella viene dall’anima. Si, la resistenza, perchè è vero che si parla di “femminicidio” da qualche anno, ma ci siamo dimenticati delle donne lapidate, oltraggiate, devastate dai tribunali…che hanno attraversato i secoli? Non sono state dimenticate, anzi, sono state offerte alla memoria, con la loro arte, filosofia, scrittura, donne coraggiose che hanno sfidato guerre e regimi, culture e preconcetti.
E le donne sono ancora qui. Su questa Terra che “sembra” degli uomini, ma non lo è, è “anche” degli uomini.

“Essere donna è un compito difficile: consiste nell’avere a che fare con gli uomini.” Joseph Conrad

Come dico sempre, amateci uomini, con rispetto.

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Il fondamentalista riluttante

di Mira Nair

 

Pakistan, 2010.
Changez Khan viene intervistato da Bobby Lincoln, giornalista americano.
Changez Khan gli racconta la sua vita di ambizioso analista finanziario di una grande agenzia di New York che valuta in qualsiasi luogo del mondo le credenziali di aziende in difficoltà; oltre ad inserirsi perfettamente nell’occidentale vita americana, si innamora di una fotografa, Erica.
Dopo l’11 settembre 2001 sarà costrettoa tornare in patria, perchè vittima di pregiudizi e sospetti.

 

  

 

Tratto dall’omonimo romanzo, di Moshin Hamid, questo film del 2012 è da vedere, anche se non è tra i migliori che ho visto.
Buona regia, meraviglioso cast dove primegia Riz Ahmed, ottima sceneggiatura, stupenda la fotografia, buona colonna sonora.
L’argomento trattato è spinoso e attualissimo: il fondamentalismo e l’America.
Alla fine qualche dubbio rimane sul protagonista, su come vediamo realmente le altre culture, su come ci si possa, e se è possibile, adattare a vivere in un paese completamente diverso dal nostro.
Film anche inquietante, doloroso, con un pizzico di mistero, ma niente sentimentalismo.
Non ho letto il romanzo, e non lo leggerò, ma credo che sia meglio del film, argomenti così profondi è difficile chiuderli in una macchina da presa.

 

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Curare…

…un giardino, un orto, dei semplici fiori nel vaso, sembra essere un buon antistress…in Italia lo fa (secondo una statistica della Kronos) solo il 37% della popolazione…pochini eh! Sarà per questo che questa mattina correvano tutti con l’automobile (malgrado la nebbia) come se stessero su di un circuito da gran premio?

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Una famiglia

C’è un modello di famiglia? Non credo.
La famiglia cambia secondo le culture, il periodo storico, le religioni. La famiglia ti segna, nel bene e nel male. Dalla famiglia acquisti dei valori, dipende da noi accettarli crescendo o rinnegarli.
Dalla mia famiglia ho ricevuto tanto: cure, amore, protezione, serenità…per me è stata una bussola nei periodi tempestosi, è stata la forza del legame, dell’affetto, dell’appagamento personale.
Proprio la forza che la mia famiglia aveva all’interno di se mi ha donato ali forti per volare dove volevo, se volevo; mi ha fatto conoscere i miei limiti, le mie possibilità. Della mia famiglia amo le radici che ancora sono in me e che mai e poi mai rinnegherei.

Ho ritrovato questa foto qualche giorno fa, tra le tante che mio papà ci scattave nei viaggi che facevamo girando per l’Italia. Ci si fermava così, magari perchè ai miei piaceva quel prato, quel luogo, quella città…mi ha riportato indietro come una magia, mi ha riportato il profumo di mia madre, le risate con mio fratello, la gioiosità di mio padre. Mi ha riportato me stessa, uno scriccioletto biondo biondo dagli occhi profondamente castani, che mio papà diceva “…faranno girare la testa agli uomini…”
Sono stata una bambimna felice. Oggi sono una donna con una famiglia dentro. La mia, per sempre.

 

“Una famiglia felice è un assaggio di paradiso” John Bowring

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Il Clan

 di Pablo Trapero.

 

Primi anni ’80, Arquimedes Puccio vive in Argentina, è stato un funzionario dei servizi segreti durante la dittatura. Grazie ad una rete di protezione, e i suoi familiari, organizza sequestri di persona a scopo di estorsione, portando i sequestrati nella sua casa per poi ucciderli a sangue freddo.
Il figlio Alejandro, astro del rugby, pur se riluttante non riesce a dire no al demoniaco padre. Il tutto peggiora quando Arquimedes Puccio rapisce un compagno di Alejandro.
E intanto la vita della famiglia scorre come se niente accadesse, attraversando un periodo post regime tra i più drammatici della storia argentina dove il clero corrotto non disdegna la corruzione. Anche del corpo.

 

 

C’è crudeltà in questo film magistralmente diretto; tratto da una storia vera che coinvolge la famiglia Puccio; un film dove violenza va a braccetto con impunità, dove indifferenza va a braccetto con orrore.
Un film da non perdere, uno spaccato della situazione politica e sociale dell’Argentina sotto regime, dove i rapimenti degli oppositori politici erano usati come modo per tenere la popolazione sotto controllo e paura, un film che mi ha devastato il cuore e l’anima, per l’orrore, per il male che serpeggia nascosto, per l’ipocrisia degli uomini.
Bravissimi gli attori, una recitazione intensa.

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Casa mia

Mio rifugio dalle paure, dalle giornate della rabbia, da chi ti vuole attaccare, dall’invidia. Da questa folle umanità.

E’ la mia pace, è il luogo della pace.

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Provate a tenere fermi i miei piedi…

…non ci riesce nessuno 🙂

Ballate con me?

 

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Grazia

  “La grazia, più bella ancora che la bellezza” – Jean de La Fontaine

“La grazia è la bellezza in movimento” – Gotthold E. Lessing

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