TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Un brano che ascolto sempre con piacere…

…e con altrettanto piacere ballo 😉

Aventura – Obsession

4 commenti »

“apparire”

Mi ha colpito molto la notizia di una nota e bellissima indossatrice che a causa di trattamenti di “bellezza” ha il volto devastato.
Non ne faccio uso, e non ne faro mai, ma non sono contraria ai “ritocchini”, se si sente l’esigenza o può dare forza al proprio vivere, soprattutto psicologicamente, perchè non farlo?
Però mi infastidisce l’idea del volere la bellezza fisica ad oltranza sminuendo ciò che inevitabilmente lo scorrere del tempo comporta.
Penso che chi continua costantemente su questa strada in fondo in fondo non si è mai accettata/o, pur nell’essere bella/o; si vuole diversa/o,  forse si vuole solo esaltare la propria immagine.
La società attuale è fatta di immagini, quindi il corpo viene sempre di più enfatizzato, omologato al bello, siamo la società del narcisismo, a sfavore dell’etica.
Si distorce la nostra immagine fino a farla diventare diversa da quello che realmente è.
La chirurgia plastica, la medicina estetica, gli allenamenti forsennati…non sono salute, sono “modificazione”.
Forse il corpo è l’anello più debole dello scorrere del tempo, che inevitabilmente arriva ad una fine, ma non è guardando allo specchio la bellezza che potremmo arrestare tutto ciò.
E gli adolescenti ne stanno facendo le spese…ma questa è un’altra storia! (di cui esporrò il mio pensiero).

14 commenti »

Campagna in autunno

L’estate fresca e piovosa non ha
ingiallito la campagna e le poche
foglie appassite tendono sugli orli
al rosso e al violetto. Limpida
l’aria, nitidi i colori, un autunno
che sembra primavera.

Bianche nubi corrono per il cielo
luminoso, lungo le siepi ronzano
ancora le api, fioriscono le
rose selvatiche, ma all’orizzonte
è in partenza una nera fila d’uccelli
fuggenti l’inverno in agguato.

G. Mosca

9 commenti »

Le figlie delle stagioni – Cassandra Graziosi/Martina Palmieri

Lo Stregone Oscuro e una parte di umanità mettono a repentaglio la sopravvivenza di Madre Natura, che cerca di difendersi, ma con grande difficoltà….
Per fortuna quattro giovanissime streghe, Nives, Euridice, Tessa e Iris, affiancate dai genitori e da amici, cercano di venire in aiuto.
Ci riusciranno? Vinceranno la guerra che lo Stregone Oscuro a messo in atto contro Madre Natura?

 

 

Una dolce favola moderna.
Un libro per i giovanissimi ma che strizza l’occhio anche agli adulti.
Temi di attualità: la sopravvivenza del pianeta, l’inquinamento, la battaglia degli ambientalisti, un pizzico di magia…
Una scrittura ancora acerba ma che fa riflettere e sperare.
Cassandra è una giovane scrittrice che già avevo presentato (https://tuttolandia1.wordpress.com/2020/07/19/allombra-di-alagna-larrivo-del-male-cassandra-graziosi/) e che ripropongo con piacere anche per il tema trattato.
Il racconto è accompagnato dai deliziosi disegni di Martina, acquerelli delicati e poetici.

 

5 commenti »

Ricomincio da qui….

…ce la metto tutta per ripartire, questo blog è parte di me, non ce la faccio a lasciarlo.
La vita mi travolge con le burrasche, le notti lunghe, il mare in tempesta, il dolore che trafigge il cuore…ma…ma poi… mi accoglie con giornate di Amore, Amicizia, Bellezza infinita…
Il posto che mi piace si chiama Mondo…comunque vada ‘stà vita non mi arrendo.

36 commenti »

Orgogliosa di voi!

Grazie per tutte le emozioni che mi avete fatto vivere

8 commenti »

Sergio Bambarén

È questa la chiave di tutto:
rendersi conto di essere vivi.
ricordarsi che non è mai
troppo tardi per voltarsi
a guardare il sole.
Ancora una volta.

 

 

21 commenti »

Ritratto di gentildonna

Olio su tela, conservato a San Pietroburgo, Museo dell’Ermitage, opera di Antonio Allegri detto Correggio.
Trovo questa opera di grande stile, un dipinto dettagliato, raffinato.
Il personaggio raffigurato è Veronica Gàmbara, principessa governante di Correggio.
Veronica Gàmbara (Pralboino, 30 novembre 1485 – Correggio, 13 giugno 1550) sposò all’età di ventiquattro anni, inizialmente per procura (il matrimonio religioso fu celebrato ad Amalfi), il quasi cinquantenne Giberto X da Correggio con il quale ebbe due figli, rimase vedova dopo dieci anni di matrimonio.
Fu raffinata poetessa; moltissime poesie le dedicò al marito del quale era profondamente innamorata; dopo la morte del conte non si risposò, portò il lutto tutta la vita, meditò anche il suicidio ma desistette pensando alla giovane età dei figli, il maggiore divenne un condottiero, il minore un cardinale.
Governò il piccolo feudo di Correggio con  intelligenza e capacità, che gli valse l’immensa stima dei suoi concittadini.

 

 

 

Poscia che ‘l mio destin fermo e fatale
Vuol pur ch’io v’ami e che per voi sospiri,
Quella pietà nel petto Amor v’ispiri
Che conviene al mio duol grave e mortale

E faccia che ‘l voler vostro sia eguale
A gli amorosi ardenti miei desiri;
Poi cresca quanto vuol doglia e martìri
Che più d’ogn’altro ben dolce sia ‘l male.

E se tal grazia impetro, almo mio sole,
Nessun più lieto e glorioso stato
Diede amor o Fortuna al mondo mai.

E quanti per addietro affanni e guai
Patito ha il cor, ond’ei si dolse e duole,
Chiamerà dolci, e lui sempre beato.

————————————————–

Poesia scritta dopo la morte del marito:

Quel nodo in cui la mia beata sorte,
Per ordine del ciel, legommi e strinse,
Con grave mio dolor sciolse e discinse
Quella crudel che ‘l mondo chiama morte.

E fu l’affanno sì gravoso e forte,
Che tutti i miei piaceri a un tratto estinse;
E se non che ragione alfin pur vinse,
Fatto avrei mie giornate e brevi e corte.

Ma tema sol di non andare in parte
Troppo lontana a quella ove il bel viso
Risplende sovra ogni lucente stella,

Mitigato ha il dolor, che ingegno od arte
Far nol potea, sperando in paradiso
L’alma vedere oltra le belle bella.

 

Moltissimi dei suoi componimenti sono andati perduti,
Quelli ritrovati sono preziose testimonianze sulle abitudini e modi di vivere del tempo e una ricca testimonianza sull’evoluzione della nostra lingua.

Tornata durante un viaggio al paese natio compose questa poesia:

Con quel caldo desio che nascer suole
Nel petto di chi torna, amando, assente
Gli occhi vaghi a vedere, e le parole
Dolci ad udir del suo bel foco ardente,
Con quel, proprio voi, piagge al mondo sole,
Fresc’acque, ameni colli, e te, possente
Più d’altra ch’l sol miri andando intorno,
Bella e lieta cittade, a veder torno.

Salve, mia cara Patria, e tu, felice,
Tanto amato dal ciel, ricco paese,
Che a guisa di leggiadra alma fenice,
Mostri l’alto valor chiaro e palese;
Natura, a te sol madre e pia nutrice,
Ha fatto a gli altri mille gravi offese,
Spogliandoli di quanto avean di buono
Per farne a te cortese e largo dono.

—————————————————

Dedicata al marito

Occhi lucenti e belli,
com’esser può che in un medesmo istante
nascan da voi nove sì forme e tante?
Lieti, mesti, superbi, umili, alteri
vi mostrate in un punto, onde di speme
e di timor m’empiete,
e tanti effetti dolci, acerbi e fieri
nel core arso per voi vengono insieme
ad ognor che volete.
Or, poi che voi mia vita e morte sète,
occhi felici, occhi beati e cari,
siate sempre sereni allegri e chiari.

 

 

11 commenti »

X agosto

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla arde e cade,
perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de’ suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono…

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!

Giovanni Pascoli

Il poeta vede nelle stelle cadenti il pianto del cosmo sulla malvagità e l’ingiustizia dell’uomo…e perchè no?  La nostra casa è un luogo dove rifugiarci.
Una poesia struggente e intensa.

11 commenti »

Olimpiadi

Poi l’ho fatto…avevo detto che non ce la facevo a puntare la sveglia per guardare le gare…ma poi ce l’ho fatta! Devo partecipare. Adoro le Olimpiadi e guardare le gare e gli atleti.
Grazie davvero ai nostri “ragazzi” che ci hanno regalato grandi emozioni, e medaglie!
Ma grazie a tutti gli atleti che gareggiano nello spirito di partecipazione.

L’immagine che porterò sempre con me è quella del mezzofondista keniano Timothy Cheruiyot che dona il suo braccialetto porta fortuna al vincitore della gara, il norvegese Jakob Ingebrigtsen. Emozionante!

E ora vorrei ricordare Nadia Comaneci, una ginnasta meravigliosa, che a soli 14 anni ci ammaliò con le sue evoluzioni nelle Olimpiadi del 1976 a Montreal; prima atleta nella storia ad ottenere sette volte il punteggio di 10, vince tre medaglie d’oro,  una d’argento e una di bronzo. 40 chili in 1 metro e 53.
    

Nadia nasce in Romania sotto la dittatura di Nicolae  Ceausesco, una farfalla che ha forza, rapidità, agilità, ma anche intelligenza grande concentrazione e soprattutto coraggio, tanto.
Costretta a vivere per 5 anni in una “prigione dorata”, in una lussuosa villa a Bucarest, voluta dal figlio di Ceausesco, Nicu, che la costringeva ad esibirsi davanti agli amici, un trofeo da gestire a suo piacimento. Una vita controllata, ultima Olimpiade a cui partecipa è a Mosca, tredici anni di tormento.
Ma Nadia ha coraggio e in una notte di novembre del 1989 attraversa, assieme ad un gruppo di compagni, il confine con la Bulgaria, e passando tra boschi e montagne arriva in Austria, la libertà senza paura pur sapendo che il rischio era perdere la vita.
Il suo scopo è arrivare all’ambasciata americana, e ci riesce. In Oklahoma l’aspetta Bart Connor, anche lui atleta, che aveva conosciuto a new York durante l’America Cup. Insieme organizzano fondazioni, negozi, palestre e dopo venti anni dalla prima volta che si sono visti si sposano, in Romania, e all’età di 44 anni Nadia diventa mamma.
Grande meravigliosa donna.

 

14 commenti »