TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

“Solo chi necessita di un tocco delicato, sa toccare con delicatezza.”

Hermann Hesse

 

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Madri e figli

Questa sera mia figlia parlava con una mia amica di mamme e figli, di educazione dei piccoli, della differenza che c’era nei comportamenti delle mamme di tanti tanti anni fa (tempi miei) e di quelli delle mamme oggi…io ascoltavo involontariamente i loro discorsi. Mi ha stupito, sembra una che non si interessi di alcune cose e invece, è un’osservatrice.
La frase che mi ha commosso però è quando ha detto alla mia amica:”Non chiedo mai perchè, ma i miei amici sono tutti innamorati della mia stravagante mamma…” Chissà perchè mi ha definito stravagante…non glielo chiedo, la amo e basta, come amo tutti i bambini/giovani che incontro. E che sento figli miei.

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Ha scritto sant’Agostino

“Di ogni cosa visibile in questo mondo si occupa un Angelo.
Gli Angeli sono spirito, ma non è il fatto di essere spiriti a renderli Angeli.
Divengono Angeli quando vengono mandati.
Il nome Angelo, infatti, si riferisce alla loro funzione, non alla loro natura. Se chiedete il nome di questa natura, allora è spirito; se chiedete il loro ruolo, allora è quello di Angelo, che vuol dire messaggero”.

 

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Che piaccia o no!

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Canzone d’autunno

I lunghi singulti 
dei violini
d’autunno
mi lacerano il cuore
d’un languore
monotono.

Pieno d’affanno
e stanco, quando
l’ora batte
io mi rammento
remoti giorni
e piango.

E mi abbandono
al triste vento
che mi trasporta
di qua e di là
simile ad una
foglia morta.

 

Paul Verlaine

 

Una poesia che amo molto, per la malinconia autunnale che l’attraversa, per la precarietà del tempo che scorre.
Per quel destino che  trascina senza meta,  come se l’uomo fosse una  foglia morta.

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Sogno? O son desta?

Immagine creata da Paola Bernardi, con pittura digitale.

 

Sogno di una notte di mezza estate, come la maggior parte di voi (o tutti 😉 ) saprà, è una commedia di William Shakespeare.
Ma qui non parlo certo di questo…ma dello spettacolo a cui ho assistito domenica pomeriggio a Roma, sfidando burrasche di pioggia e vento irrivrente.
Ma come mancare a questo appuntamento che (notare il sottotitolo sulla locandina) mi ha solleticato?
Il tema è ovviamente l’amore, che ci appare come un “sogno”, un “incanto”. Ma dai sogni ci si sveglia con la morbidezza dell’anima e mille colori che non sbiadiscono mai o facendoci cadere in una cruda realtà.
E allora in questo spettacolo c’è l’amore per convenienza che apparentemente è mieloso e appassionante, c’è il rapporto che non vuole vedere ciò che realmente sta accadendo: una frattura insanabile ma che viene tollerata cercando altre scappatoie, come l’infedeltà, e c’è l’amore omosessuale, che è dedizione, è scoperta, è purezza, è mettere i piedi ben saldi sulla terra quando lo si scopre.


E c’è l’amore di una vita vissuta tra alti e bassi, ma che attraversa il tempo
E come dice il sottotitolo, credetemi, c’è di che divertirsi, di che meravigliarsi, c’è su cosa riflettere con un pizzico d’irriverenza, ma con tanta realtà, quella che spezza la convenzione, quella che si fa finta di non conoscere ma poi la si vive.
Questa opera rompe gli schemi e come dice mia figlia incastra la fantasia (ampolline piene di una polvere magica che se spruzzata vi farà dormire….) e la leggerezza con la realtà.


Complimenti ai registi Barbara Bricca e Guido Del Vento per la stesura di questo testo che da origine a uno spettacolo surreale, bello, importante, con tanti significati dentro, da cercare, e si trovano, ve lo garantisco.
Bravi gli attori in ruoli non sempre facili, bella la coreografia, le luci, i costumi.

 

Scenografia ideata da Barbara Bricca, realizzata da Maria Antonietta Paradiso

 

 

fotografie di Melissa Reale

 

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Mi ricostruisco

Le tempeste lasciano ferite profonde, la mia anima ha bisogno di balsamo in questo momento e quale migliore se non la natura?
Mi ricostruisco passeggiando tra gli alberi che stanno abbandonando i colori verdi di questa estate prolungata per  tingersi dei colori meravigliosi dell’autunno, elementi decorativi che rasserenano il cuore e gli occhi.
La natura trasforma la battaglia in un oasi di pace, i confini del mondo umano svaniscono davanti a tanta magnificienza.
La natura è la rinascita della mia anima, mi fa immergere nella tranquillità.
Anche la vecchia villa abbandonata, in cui non vado mai, mi ha regalato scorci stupendi, la natura pittrice non ha dimenticato di far passare il suo angelo pittore ad elargire sensazioni a chi da sempre crede il Lei.

 

 

“La natura non fa niente di inutile.”

Aristotele

 

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Voglio un ombrello

Voglio un ombrello,
rosso? perchè no?
Sarà l’unico colore
in questo vicolo doloroso
dove tu mi hai portato.

Voglio un ombrello
che  non mi permetta
di guardare oltre la
mia testa.

Voglio un ombrello
per non guardare il nero
laccio che ha abbracciato
di morte il tuo collo
che ha fatto tremare
il tuo corpo
che ti ha lasciato
inerme e indifeso
agganciato a quelle scale
fredde di marmo.

Voglio un ombrello
che non mi permetta
di vedere
la carta di quella ludica
illusione che ha bevuto il tuo sangue.

Voglio un ombrello,
rosso? perchè no?
Sarà l’unico colore
in questo vicolo doloroso
che soffoca il mio cuore.

E inatnto la pioggia fredda
di morte bagna i miei
occhi.

Paola

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E continuo…

…a sognare. I miei sogni sono scritti nel cielo della notte.

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Meglio sognare

Quando il sonno non arriva penso all’immensità del mare, alla casa isolata nei vicoli vecchi e disabitati, ai tanti oggetti di famiglia ben allineati e conservati nella vetrina….ai rimpianti per non aver osato, alla forza del momento per aver deciso…ma poi mi dico che è meglio sognare, e allora esco e mi faccio un bagno nel buio della notte dove l’unico conforto sono quei meraviglisi puntini lumonosi che ricamano la seta nera del cielo.

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