TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Auguri…

… a tutte le mamme, che partoriscano o no, danno una spinta ai figli per portarli a camminare nei giardini del mondo

…alla mia mamma, oggi 87 che felice di avere figli e nipoti accanto sembrava ancora la giovane donna sorridente nella foto del suo viaggio di nozze

… alla mia amica Katerina che proprio ieri ha saputo che mai potrà diventare madre, e dopo che ci siamo abbracciate mi ha detto ” e ora so che devo continuare ad essere la madre del cuore, per tutti i bimbi che seguo”. Lei è una grande madre

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Un dato…

…che alla soglia della Festa della mamma mi ha stroncata.
Tre milioni di bambini sono morti nel 2017 per cause legate alla malnutrizione.

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Johanna della foresta – Giorgio Scerbanenco

  Immigrati, boscaioli in Svizzera. Uomini di diverse nazionalità, tra cui due italiani: Donato e Francino.
La foresta fa sfondo alla storia di due donne innamorate di Donato.
La fidanzata storica, Maria, e la maestra Gertrude.
Ma Donato s’innamora di Johanna, figlia dell’oste del paese.
E poi c’è il capitano Heinrich Glicken, poliziotto. E il nazismo che è un eco sempre attivo
Johanna scompare, non si trova.
E’ stata uccisa?

Trovo questo libro in uno scaffale del centro commerciale, nell’angolo dei Libri lasciati. Un libro datato, anche come stampa (guardate la copertina).
Scerbanenco…come posso non leggerlo?
Natura, amore, mistero. Un romanzo che sembra “leggero”, ma non lo è, anzi dentro ci ho trovato la violenza dell’uomo sulla donna. Ci sono le donne che sognano un amore che le protegga, un uomo forte e solido. Ma questo amore non può essere tale se vuol dire abbassarsi ai soli piaceri dell’uomo, donne sacrificate per amore.
Certo la collocazione temporale è lontana dal momento che viviamo…uno Scerbanenco del 1955. Forse ancora attualre?
C’è anche la descrizione asciuuta della vita quotidiana dei personaggi. E storie piccole ma significative.
Non è un eccezionale romanzo, ma i personaggi sono fortemente delineati (a me è piaciuto Glicken). E il finale riscatta un po’ l’amore.

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Benvenuta!

Alice. Dopo la grande forza che la tua mamma ha avuto per farti nascere sei arrivata.
E ora profumi le nostre vite. Un nuovo fiore nel giardino della vita.

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La poesia c’è

Le immagini distorte dalle gocce d’acqua sui vetri del bus, il vociare dei turisti che invadono una Roma piovigginosa umida e calda, gli odori persistenti di profumi e sudori, non riescono a scalfire quell’intimo senso di pienezza dell’anima che provo dopo aver ascolatato le “parole”.
“Parole” di chi della poesia sa parlare, di chi la sa recitare, ma soprattutto di chi la poesia la incide sul foglio bianco; è perno delle anime che la sanno ascoltare, che ancora ne sanno apprezzare la forza discreta ma penetrante che non può lascire indifferenti.
La parola bella e ricercata che ben si sposa ad una Via Margutta che, se pur scalfita nella sua eterna bellezza da segnali stradali mal posizionati e obsoleti, è poesia lei stessa, con i suoi ciotoli, le sue mura inondate da cascate di verde smeraldo, le gallerie d’arte, piccole ma importanti, che espongono opere di generi diversi.
Nella calda/umida serata romana, Marco Corsi è riuscito a legare la mia anima alla sua poesia, ai ricordi di una Paola giovane incantata da una Roma che era silenzio meraviglioso di anni artisticamente costruttivi, al ciabattare confusionario e superficiale del momento sociale.
Una Roma che è comunque meraviglia.

 

Versi dissennati

 

Seppure avessi bisogno di toccare i tuoi sospiri
avvolti in sogno di cristallo,
chiederei il permesso al consesso delle stelle
amiche delle magie degli uomini,
custodi innammorati
in donna illuminata!

 

Marco Corsi

 

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Buona serata blogger!

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Ah l’amore!

“E’ certo che nel mondo degli uomini nulla è necessario, tranne l’amore.”

Johann Wolfgang Goethe

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Queste parole le sento come un abbraccio

Farfalle

Quando poniamo molta fiducia o aspettative in una persona, il rischio di una delusione è grande.
Le persone non esistono in questo mondo per soddisfare le nostre aspettative così come noi non siamo qui per soddisfare le loro.
Dobbiamo bastare… dobbiamo bastare a noi stessi sempre e quando vogliamo stare con qualcuno dobbiamo essere consapevoli che stiamo insieme perché ci piace, lo vogliamo e stiamo bene, giammai perché abbiamo bisogno di qualcuno.
Una persona non ha bisogno dell’altra, esse si completano… non per essere due metà, ma per essere un intero, disposte a condividere obiettivi comuni, gioia e vita.
Nel corso del tempo, ti rendi conto che per essere felice con un’altra persona, è necessario, in primo luogo, che tu non abbia bisogno di questa persona.
Comprendi anche che la persona che ami (o pensi di amare) e che non vuole condividere niente con te, sicuramente, non è l’uomo o la donna della tua vita.
Impari a volerti bene, a prenderti cura di te stesso e principalmente a voler bene a chi ti vuole bene. Il segreto non è prendersi cura delle farfalle, ma prendersi cura del giardino, affinchè le farfalle vengano da te.
Alla fine troverai non chi stavi cercando, ma chi stava cercando te.

Mario Quintana

 

 

 

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E poi ci trovi loro…

…dove? A Roma
Accompagno mia figlia, che di deve incontrare con un paio di suoi amici, per “colorare” la giornata
Ovviamente resto, sono curiosa. Gironzolo (inseme a mia sorella) tra i capannoni…Oriente…Spagna…Messico…America…Irlanda…Country.
Qui mi fermo, incuriosita dall’esposizione di stivali di tutte le fogge, di stetson, camicie colorate, ricamate, quadrettate. E dall’invitante profumo del cibo.


Mentre lo sguardo vaga di qua e di la, il mio padiglione auricolare (messo a dura prova dal vociare, urlare dei speaker che richiamano agli spettaoli) capta una melodia che non puoi non conoscere, non puoi non amare…Ennio Morricone.
Ma chi cavolo la esegue così bene?
Loro.
Mi siedo e li ascolto rapita. L’interpretazione delle colonne sono dei film ” spaghetti-western”, è impeccabile, come stupendi sono i brani da loro scritti ed eseguiti (ad esempio E lo chiamarono Giustizia).
Mi rubano gli occhi con le loro movenze, la simpatia, l’abbigliamento. Ma soprattutto mi rubano il cuore.
Sono forse in trance…propabile, è la fame. Ma dopo esermi rifocillata mi risiedo sotto il palco e arrivano ancora loro. Non posso non ascoltarli.
Bravi, bravi davvero. Quel tanto di moderno, di rock che te li fa amare ancora di più.
Loro sono i Dollaro D’Onore – Western Orchestra -, toscani, mitici!


Grazie a mia sorella potrò seguirli nella pagina FB: https://www.facebook.com/dollarodonore/


Non perdeteli se siete appossionati di questoi genere, ma se non lo siete li amerete. A me così è successo. Mi hanno conquistato.

Voglio nominare anche ‘Accademia Internazionale del Musical Torino, davvero bravissimi. Anche loro scoperti in questa lunga, divertente, gioiosa giornata.

Un grazie a mia figlia, mi trascina ovunque….e io scopro sempre cose nuove. Il mio passato, il suo presente. Mix esplosivo.

  

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1° Maggio?

Per rispetto di chi ha lottato per questa giornata, non posso ignorarla.
Ma i bambini schiavi del lavoro? Sfruttati per il lavoro? Per rispetto e indignazione non posso ignorarli.
Milioni di donne e uomini sfruttati senza pensare alla dignità umana? Per rispetto e rabbia non posso ignorarli.

 

In un mondo apparentemente libero ancora ci sono i “schiavi”. E non parlo solo dei paesi “non industrializzati” (una parola che da un po di tempo mi disturba molto).

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