TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Prova a cantare il mondo mutilato

Prova a cantare il mondo mutilato.
Ricorda le lunghe giornate di giugno
e le fragole, le gocce di vino rosé.
Le ortiche che metodiche ricoprivano
le case abbandonate da chi ne fu cacciato.
Devi cantare il mondo mutilato.
Hai guardato navi e barche eleganti;
attesi da un lungo viaggio,
o soltanto da un nulla salmastro.
Hai visto i profughi andare verso il nulla,
hai sentito i carnefici cantare allegramente.
Dovresti celebrare il mondo mutilato.
Ricorda quegli attimi, quando eravate insieme
in una stanza bianca e la tenda si mosse.
Torna col pensiero al concerto, quando la musica esplose.
D’autunno raccoglievi ghiande nel parco
e le foglie volteggiavano sulle cicatrici della terra.
Canta il mondo mutilato
e la piccola penna grigia persa dal tordo,
e la luce delicata che erra, svanisce
e ritorna.

 Adam Zagajewski

 

Una poesia che racchiude la realtà dell’uomo moderno: l’indifferenza, il dolore, la desolazione…
Una poesia che contiene la voglia di scorgere una luce che illumini, che dia la forza di sconfiggere la bruttura del vivere su questa terra.
Non ci dobbiamo ubriacare e far abbagliare da ciò che ci appare artificialmente luminoso, ma guardare bene questo mondo che si sgretola.
Dovremmo tornare alla fragilità consapevole, all’amore, alla discerta luce, alla tenerezza, alla purezza…alla natura.

 

 

 

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Festa dei nonni

La nanna nella savana

 

Nella savana africana possiamo trovare tanti animali, piante, insetti…e rumori.
Di giorno tutto va bene, ma la notte chi non è abituato non riesce a dormire.
Nel villaggio di Nondormo un cucciolo su tre non riusciva a chiudere gli occhi.
Mentre Tania Giraffa russava, Ippociccio era sveglio, e camminando contava gli alberi per addomentarsi, ma erano troppi e così perdeva il conto…si domandava quale fosse il modo migliore per riuscirci. Gli animali attorno a lui facevano rumore…
La notte seguente però riuscì a prendere sonno, ma non ci riusciva Lea leoncina. Camminando per il villaggio udì il lento russare di Ippociccio, e pensava cosa potesse fare per dormire almeno un po’ ….camminò ancora, ma poi decise di tornare nella sua stanza , dove la sorellina Macchietta dormiva beata . Pensò di contare le pecore, ma nella savana non esistevano, voleva ascoltare una ninna nanna ma chi gliela avrebbe cantata? Voleva leggere un libro, ma non ne era capace…
Allora decise di fare ancora una passeggiatina tra l’erba invasa dai rumorosi insetti.
Seduto sotto una pianta c’era un vecchio leone, dai lunghi baffi. Lea gli chiese chi era e lui rispose:”Sono un nonno!”
“E chi sono i nonni?”
“Sono quelli che sanno il segreto per far dormire i cuccioli”
Lea esclamò “Davvero?”
Il nonno prese un libro, inforcò gli occhiali e iniziò a raccontare una storia, con voce dolce e calma…la leoncina si addormentò.

Il nonno la portò nella sua stanzetta, la mise a letto e le rimboccò le coperte.
Da quel giorno i cuccioli di Nondormo divennero amici dei nonni, che raccontavano loro storie meravigliose, e alcuni nonni sapevano canzoni dolcissime, le ninne nanne…i cuccioli si addormentavano sereni, nella savana piena di dolce amore.

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Gambit

di Michael Hoffman

 

 

Harry Deane, curatore d’aste, vessato dal suo capo, mette in piedi una truffa ardita, che si svolge tra Londra e New Mexico, per raggirare un ricco collezionista d’arte, Lionel Shabandar.
Il collezionista deve acquistare un falso Monet.
Deane si fa aiutare da una campionessa di rodeo e dal Maggiore.
Ma non tutto va come previsto.

 

 

Il film è un intreccio spassoso sostenuto dalla divertente scenografia dei fratelli Coen. Film non dei migliori, anche scontato se vogliamo, ma che si gusta senza troppo impegno, con serena ilarità.

Interpreti perfetti: Alan Rickman, Stanley Tucci, Cameron Diaz (che ho apprezzato per la sua figura mozzafiato e sensualità, non per le sue capacità, proprio non riesce a piacermi), Tom Courtenay e non ultimo Colin Firth, dall’insospettabile comicità e dal carismatico talento.
Da guardare se avete voglia di leggerezze e relax, e per chi ama Colin Firth da non perdere la scena in cui incede regalmente senza pantaloni nel Savoy Hotel di Londra.

 

 

 

 

 

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Ma quando arriva quel giorno?

Finalmnte notizie di Jak…scritte, perchè contravvenendo alla regola di non usare altro mezzo se non nelle emergenze, avevamo avuto un contatto per metterlo al corrente di ciò che era accaduto a mia suocera. Scambio di pensieri e poi il silenzio del cellulare.

“…, tesoro mio ho deciso, torno presto.
A breve visiterò un luogo che non posso tralasciare, anche per fare delle belle fotografie, e poi torno. Non ho più voglia di stare qui….
Qualche giorno fa ho visitato il Kirkjufell, una montagna dalla forma particolare…vedrai i scatti! Qui la chiamano anche la montagna chiesa….dormo ancora due giorni in questa città e poi parto per l’ultima tappa, ormai ho deciso….
Torno…ora ne ho desiderio. Ora ho davvero nostalgia della mia casa, di voi, della mia vita.
………………….
Ti farò assaggiare il graflax, una tartina di salmone affumicato, sono certo che ti piacerà…buonissimo, ho imparato a preparare bene questo sfizio.
Anche l’alimentazione, che pur apprezzo, mi comincia a stancare…..dovrai cucinare molto quando torno. E tornare mi crea tristezza se penso che Mary non abita più vicino a me; mi dici che tua cugina è tranquilla e carinissima, ma Mary per me è mia madre, lo sai…..Sarà una buona scusa per venire più spesso da te.
A presto, prestissimo, dolce amica mia. ti scriverò tra qualche giorno e poi arrivo…..”

 

E io non vedo l’ora che i giorni passino velocemente, troppo tempo senza la sua voce, le sue risate, la sua musica….

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Lavoro

“Tre grandi mali allontanano da noi il lavoro: la noia, il vizio e il bisogno”

(Voltaire)

Trovo sia una frase ambigua….voi che ne pensate?

 

 

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Abbracciare

Gli anni passano, ma abbracciare resta il mio punto di forza…non ne posso fare a meno. Abbraccio e amo essere abbracciata. In un abbraccio senti il cuore, l’anima, la forza fisica, la delicatezza e la passione di un amore, la dolcezza di una madre, di un padre…senti il fluire e il calore della vita.

 

Io e mio fratello

 

 

Io e mio marito

 

 

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Piccolo carro

L’Orsa Minore è individuabile facilmente grazie alla sua stella più luminosa, la Stella Polare, che si trova all’estremo del Piccolo Carro, così è anche chiamata questa costellazione, infatti le sue stelle più brillanti formano un disegno simile a quello del Gran Carro nell’Orsa Maggiore.
Questa costellazione potrebbe essere stata definita per la prima volta nel 600 a.C., dall’astronomo greco Talete.
E’stata sempre usata come guida dai marinai perchè la Stella Polare mostra il nord; anticamente le popolazioni scandinave ritenevano che la Stella Polare fosse attraversata dall’asse attorno al quale gira l’Universo, perderla di vista significava mettere a rischio la vita dei naviganti.
Nella mitologia greca si dice che Zeus lanciò Callisto (ninfa amata da Zeus) verso il cielo, per difenderla dall’ira di Era; volle trasformala in un’orsa e la lanciò tenendola per la coda che, durante il lancio, si allungò tantissimo…per questo la costellazione appare con una coda lunga rispetto all’animale reale.
In Ottobre il Carro sembra rovesciato, anche qui entra in gioco una leggenda, quella che raccontavano i Pellerossa: il carro si rovesciò trasportando dei colori che caddero sulla Terra, questo diede origine al colore delle foglie rosse d’autunno.

Ma quanta magia si racconta delle stelle? Ispirano da sempre….

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Auguri!

 

Vorrei regalarti abbastanza soldi per comprare tutto ciò che desideri, vorrei regalarti la felicità senza ombre, vorrei regalarti la bellezza ad oltranza, vorrei regalarti una vita facile…
No…non è per me regalarti questo, non è per te desiderare questo.
Ti regalo il sapore dell’acqua, i colori delle foglie, la freschezza della pioggia, i colori dell’arcobaleno, il volo degli uccelli, il verde del bosco, il caldo dell’estate, il profumo delle viole, il bianco candido delle lenzuola in cui ti tuffi la notte, il battito del cuore dei cani, il manto setoso dei gatti, l’allegria dela mia cucina; ti regalo gli odori della memoria, perchè tu possa cercarli quando ne avrai bisogno.
Ti ho regalato la vita perchè tu possa amarla sempre.
18 anni sono un traguardo da rispettare, come i molti traguardi che hai passato e che passerai.
Una stagione nuova della tua vita, quella dove le responsabilità diventano necessarie.
Auguri figlia mia adorata, stupisciti sempre di quanto il mondo può regalarti.

 

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Foxcatcher

di Bennet Miller

 

 

America: due fratelli campioni di lotta libera. Mark Schultz, frequenta il college senza grandi risultati accademici e con una fragilità anche verso se stesso, il fratello maggiore portato all’autodisciplina e più coerente nella vita.
Un eccentrico milionario, John Du Pont invita Mark ad allenarsi nella sua tenuta, vuole riunire i migliori lottatori americani per formare un teem da portare alle olimpiadi di Seul del 1988.
Il rapporto tra i due diverrà morboso e difficile quando il milionario scatenerà tutto il suo potere economico che farà emergere turbe psichiche da cui è affetto, anche influenzato dall’anziana madre, figura ingombrante.
Il rapporto diverrà un drammatico baratro tra sport, follia e sangue, dove a pagare sarà una terza persona.

 

 

Tratto da una storia vera, film coinvolgente, magnifico. Un film per me capolavoro, che racconta rancori e rivincite.
Lati oscuri, fragilità, prevaricazioni; confronti ed emozioni tra uomini che rafforzano la qualità della storia.
Meravigliosi, bravissimi Mark Ruffalo  Steve Carrell (davvero eccezionale)  e Channing Tatum

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Amici

Quanto è bello chiacchiare con una amico/a!
Le idee si chiariscono, i pensieri scorrono, hai davanti qualcuno che ha nel cuore la gioia di stare con te.
Un amico ti vuole bene, non ha paura di dirti cosa pensa di te, nel bene e nel male.
E’ bello l’amico che è in sintonia con te, che condivide anche le tue passioni, ma che non è uguale a te, è bella la differenza che non soffoca la tua personalità, anzi quella differenza crea attrazione.
Ma quanto sono pochi gli amici, parlo di quelli veri, quelli che ti amano e che tu ami, quelli che si fidano e di cui ti fidi.
Con quei pochi la vita è meno difficile.

 

“Un amico è la
cosa più
preziosa che
tu possa avere,
e la cosa
migliore che
tu possa
essere.”

Douglas Pagels

 

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