TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Alberi

Ma quanto sono belli gli alberi? Questi esseri longevi che scienza, mito e letteratura ne raccontano l’esistenza.
Ci riparano dal sole, ombreggiano le nostre città, in questo periodo lasciano cadere le foglie, ma in primavera le fanno rinascere, arricchiscono la nostra vita e i nostri occhi. Io li considero esseri speciali. Ci vivo accanto, li abbraccio anche se a volte la loro circonferenza è esagerata, li vorrei scalare ma la loro altezza mi fa pensare che li devo rispettare; mi gira la testa se penso a quanti anni possono vivere, attraversano i secoli..
La loro corteccia è ruvida, ma il loro cuore pulsa, è immenso, non cercano nutrimento altrove, se lo producono.
Lasciano che il vento giochi tra i loro rami e sanno difendersi agli insetti nocivi, se sappiamo osservarli potremmo capire perchè ci sono alberi altissimi e quelli piccoli vicino…e quando è il momento di farli crescere l’albero grande sa che deve morire e cedere l’altezza, il piccolo ha bisogno di spiccare verso la luce, di cui hanno bisogno.
Gli alberi sono generosi, intrecciano le radici e i rami uno all’altro per poter sostenersi nel bisogno.
Gli alberi mi hanno inseganto qualcosa di grande: la resilenza

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Una poetica leggenda

Piazza S.Francesco d’Assisi (prima S. Francesco a Ripa), in Trastevere, a Roma, prende nome dall’omonima chiesa* che sorge dove un tempo era situata l’antica chiesa denominata S.Biagio de Curtibus, un convento dei Frati Minori con annesso ospizio-ospedale.
Si dice che qui venne ospitato S.Francesco d’Assisi in occasione della sua visita al papa nel 1219 ( ancora oggi la chiesa custodisce la cella del santo ed alcune sue reliquie), anche se molti studiosi nutrono dubbi.
Sul santo nasce quella che sembra essere una poetica leggenda: San Francesco, piantò, nel giardino del convento, un albero di arancio, che fruttificò per diversi secoli; nel 1613 fu trapiantato ma fiorì ugualmente, nel 1871 divenne secco e si decise di bruciarlo, allora un frate staccò un ramoscello e lo piantò, l’albero crebbe e ricominciò a fiorire e dare frutti fino al 1879, e poi ancora nel 1888 anno in cui cessò definitivamente di esistere.

* da visitare assolutamente, se non fosse per ammirare l’Estasi di Beata Ludovica Albertoni del Bernini, una scultura drammaticamente bella, direi meravigliosa, che riproduce la santa sul letto di morte; nel sarcofago sono conservate le spoglie di Ludovica.

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Io

Ho bisogno di equilibrio, d’amore, cura…come una pianta, no, ancor di più…come un albero, perchè voglio le mie radici forti. Le mie radici devono sostenere il fusto, devono far allungare i rami fino a sfiorare il profumo del cielo, il calore del sole, devono ondeggiare al vento birichino….presuntuosa? Forse, ma oggi mi girava così. Pensavo agli alberi, che amo più di ogni cosa in natura.

“Guarda sempre in alto. Questo è il segreto della vita.”
Charles Schulz

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Giornata Mondiale dell’Ambiente

Quest’anno il tema scelto per questa giornata è il rapporto tra persone e natura
Io amo la naturta, ma gli alberi…gli alberi…non potrei vivere senza di loro. Nel mio giardino ne ho diversi, il confine della mia casa è delimitato nel perimetro da sei querce secolari…
Li accarezzo gli alberi, ho bisogno di sentire la loro corteccia sotto le mie mani, mi da energia.
La loro circolarità mi da un senso di flusso vitale, la loro ombra mi protegge dal sole cocente come un amico fidato mi protegge dal dolore.
Li guardo e sento la loro eterna potenza, la loro dolcezza, la loro bellezza…Gli alberi sono fonte di vita.
E non dimentico che tanti alberi formano un bosco, una foresta, la loro unione protegge e da riparo agli animali, alle piante, ci regalano ossigeno, la vita per noi. Tra i loro rami gli ucceli nidificano creando allegria e ancora vita.
Frenano con le loro radici lo sgretolamento del terreno, come dovremmo fare noi “umani”, uniti si crea non si distrugge.
Proteggiamoli, sorvegliamoli. AMIAMOLI.

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Albero amico mio

Albero, amico,
tanto simile a me,
così greve di musica
sotto le dita del vento
che ti sfogliano
come una fiaba,
albero
che, come me,
conosci la voce del silenzio
che dondoli
nel profondo le tue ciocche verdi
il fremito delle tue mani vive,
albero
amico,
amico mio
perduto come me
perduto nel cielo
perduto nel fango
verniciato di luce danzante
dalla pioggia,
albero,
eco della pena del vento
della gioia degli uccelli,
albero spogliato dall’inverno,
ti guardo per la prima volta…

Minou Drouet  (testo scritto dalla poetessa a 16 anni)

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Tra gli alberi

by Melissa

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Il cielo e gli alberi

by Melissa

 

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Alberi

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Gryfino – Polonia

Mi imbatto in un’immagine alquanto singolare. Questa alberi

Mi domando che tipo di albero sia, la risposta è che appartengono alle conifere, ma non ne hanno l’aspetto. E’ la foresta dagli alberi curvi: Crooked Forest. Un vero e proprio mistero. Gli alberi sono curvati a 90° sulla base, mentre i pini che la circondano sono dritti . Su questa foresta circolano da anni miti e leggende che comunque non ne spiegano il mistero. Da rilievi fatti si sa, di sicuro, che gli alberi sono stati piantati a metà degli anni ’30 e sicuramente “fatti curvare o curvati” attorno ai sette anni dala loro nascita. Teoricamente si ipotizza un intervento umano fatto con dispositivi meccanici; ma il perché sia stato fatto rimane un mistero. Alcuni abitanti della zona parlano di falegnami al servizio segreto tedesco, altri di  uno strano fenomeno naturale. La scienza non sa decidere….E se lasciassimo l’incertezza? E se  lascimo una fetta di Terra come un luogo irreale? Io trovo che sia uno spettacolo magico, questi alberi mi danno idea di leggiadria ed eleganza; uno spettacolo incredibile! 

 

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