TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

L’autunno bizarro…

SALVATE LE FOGLIE

Un giorno, Pimpi notò che tutte le foglie volavano via staccandosi dagli alberi.
“Presto non resterà neanche una foglia” disse Pimpi a Pooh, sospirando. “Bhe, se il vento soffia via le foglie dagli alberi” disse Pooh, “noi risoffiamole indietro!” Pooh riunì i suoi amici. Tutti si diedero un gran da fare  per soffiare più forte che potevano. “Proviamo ad incollarle!” disse Pooh. “Usiamo il miele super appicicoso!” Così Pooh si sedette su un ramo e cominciò ad incollare le foglie col miele. Il ramo fu presto ricoperto di foglie…e Pooh di miele appiccicoso! In quel momentoarrivò Christopher Robin. “Che cosa stai facendo, orsetto Pooh?” chiese.
Pooh alzò una zampa appiccicosa per salutare. Ma appema lo fece…scivolò! Cadde dall’albero…e atterrò proprio su un soffice mucchio di foglie secche! Pooh allora spiegò cosa stavano facendo. “Scioccherelleo!” disse ridendo Christopher Robin. “Le foglie cadono sempre in autunno”, spiegò agli amici. “Poi in primavera ne crescono di nuove!”
Pooh pensò al suo soffice atterraggio. “Dopotutto, è una buona cosa che le foglie cadano!” disse.

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Pranzo

Oggi ho avuto l’immenso piacere di avere a pranzo quattro persone che fanno parte di una squadra di soccorritori delle zone terremotate. Si fermano due giorni e poi ripartono. Uno di loro è molto amico di mio marito, è dimagrito quattro chili in questi giorni, ci ha detto che è stata non la fatica, ma il dolore che ha provato quando è arrivato lì. E poi gli manca Francesco e Kash, ed è un tarlo nella testa, con loro si sentiva sicuro. Francesco era un carissimo amico, allevatore di cani, dove abbiamo preso Argo, Kash era il cane di Francesco, padre di Argo, che ha trovato tante persone sotto le macerie in diversi terremoti, anche fuori dall’Italia, nel terremoto dell’Aquila, purtroppo due senza vita. Padrone e cane non ci sono più, se ne sono andati troppo presto. Francesco lo ha portato via un male incurabile a soli 49 anni, il suo cane dopo 6 mesi si è lasciato morire. Ecco oggi abbiamo ricordato solo gli amici che aiutavano in questi frangenti, non abbiamo parlato di ciò che hanno visto e chi hanno soccorso in questi giorni. Non abbiamo voluto. Ci è sembrata una forma di rispetto verso chi non c’è più. Abbiamo solo fatto una preghiera. Qualche lacrima l’ho versata sinceramente anche nel vedere quei volti scavati. Mi ha fatto piacere averli qui e prendermi cura di loro anche se solo con un pranzo senza pretese. Magari avessi potuto farlo in quelle terre.

 

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“Cucinare è un modo di dare” – Michel Bourdin

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