TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Quando la fatica…

…è un valore aggiunto.
Periodo faticosissimo fisicamente, ma una fatica ripagata dalla positività di tutto ciò e di chi  ho sostenuto. Non c’è gioia più grande di vedere i propri sforzi dare buoni frutti.
Gli abbracci, i sorrisi, le novità che scaturiscono positivamente da alcuni momenti della vita non hanno prezzo.
Se non quello dell’amore e dell’amicizia.
Ora però spero di tornare ad una vita “regolare”, non immobile, non ne sono capace, ma che almeno io possa tornare a coltivare anche qualche mio interesse  🙂

Ad esempio il mio amato blog !

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Green Book *

di Peter Farrelly,
America anni ’60.
Ad un buttafuori italoamericano di origini siciliane, Tony Lip, viene proposto di fare da autista a Don Shirley, pianista afroamericano, che deve partire per un tour di concerti insieme al suo trio. Dovranno attraversare gli Stati del profondo Sud dell’America.
Tony, cresciuto nella culla del razzismo, abituare a scazzottare se ce n’è bisogno, dal linguaggio e i modi volgari, inizialmente tentenna, ma spinto dal bisogno accetta.
Don Shirley è colto, raffinato, talentuoso e non sopporta le volgarità.

L’ho rivisto con mia figlia, ci tenevo che lo vedesse.
Dico subito che sono spudoratamente di parte, per due motivi, amo Viggo Mortensen e adoro questa storia.
Non mi dilungo nel commentare, dico solo che è un film da vedere assolutamente. Film pluripremiato che racconta anche con leggerezza e ilarità l’America retrograda, omofoba e razziale di quel periodo, ma che strizza l’occhio ai nostri tempi, dove razzismo e conflitti sociali sono purtroppo ancora attuali.
Film straordinario con due attori bravissimi, Viggo Mortensen e Mahershala Ali, che creano una coppia riuscitissima.
Il film è tratto da una storia vera**

 

* GREEN BOOK È IL NOME DI una guida turistica, con scadenza annuale, che negli USA degli anni ’60 indicava negli stati segregazionisti del Sud i luoghi pubblici, alloggi, attività commerciali, alberghi, ristoranti, stazioni di servizio dove gli afroamericani potevano accedere lungo le strade.

** La vicenda avviene nel 1962. Il viaggio durò circa un anno e mezzo (nel film è stato notevolmente ridotto).
Frank Anthony Vallelonga (padre di uno degli sceneggiatori, Nick Vallelonga) ha sempre dichiarato che l’amicizia con Shirley è stata sincera ed è durata fino alla morte di entrambi, avvenuta nel 2013.
Alcuni parenti del pianista protestarono per la pellicola affermando che tra i due non ci fosse stato mai un legame amichevole, solo di lavoro; questa affermazione è stata però smentita dal ritrovamento di alcune registrazioni dello stesso Shirley che parla dell’amicizia con Vallelonga e dalle lettere che il pianista aiutò a scrivere a Frank indirizzate alla moglie (nel film è riportato), quelle lettere servirono ai sceneggiatori per ricostruire gli eventi.

I veri protagonisti della storia

 

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Dedicata

“L’unico metro di misura per capire se una persona ti vuole veramente bene, è solo uno: il tempo.
Il tempo che investe con te, senza lasciarti sola, nel bene e nel male.”

V. Cassetta

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Amicizia

Un’amica mi manda questa frase….voi cosa ne pensate? A me non piace proprio….perchè dobbiamo fare differenza tra un amico e l’altro? Non sempre gli amici devono fare o vivere l’amicizia allo stesso modo.
(a parte che ignoravo Cannova fino ad oggi, ma non mi è chiaro chi sia o cosa faccia)

“Non fidarti di chi entra nella tua vita quando sei felice ma tieni stretto chi ha conosciuto i tuoi momenti difficili e ha scelto di restare.”

Vincenzo Cannova

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Dedicato ai miei zii…

Oggi ho assistito ad una delle scene più commoventi che abbia mai visto.
Ok, il luogo non era dei più romantici, anzi…ma ho visto un uomo di 92 anni, appoggiare la mano sulla foto della moglie (84 anni) e dire: “Mio amore, sei stata la compagna di una vita, con te ho riso, ballato, litigato, viaggiato…mi sono confidato…non potevo desiderare un’amica migliore.”
Non è forse questo l’amore?  Due anziani amici…è amore, si, anche l’oltre.

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Noi due

Io e Roberta. Oggi abbiamo tremato, pianto, ci siamo fatte forza e poi gioito. Mai l’avrei lasciata sola. E quando mi sono sentita svenire lei ha sostenuto me. perchè i suoi figli sono i miei, mia figlia è la sua.

“Quando un amico chiede non c’è domani.”
(George Herbert)

Please letter
(Alfred Steven)

 

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La mia amica

Sempre lei, Roberta.
Lei che non mi lascia mai, mi sostiene nei problemi, mi da sicurezza, mi conferma sempre la sua fiducia, coccola i miei sogni, asciuga il mio dolore, mi scalda di abbracci, mi strappa i sorrisi.
Grazie grande immensa amica mia.

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