TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Green Book *

di Peter Farrelly,
America anni ’60.
Ad un buttafuori italoamericano di origini siciliane, Tony Lip, viene proposto di fare da autista a Don Shirley, pianista afroamericano, che deve partire per un tour di concerti insieme al suo trio. Dovranno attraversare gli Stati del profondo Sud dell’America.
Tony, cresciuto nella culla del razzismo, abituare a scazzottare se ce n’è bisogno, dal linguaggio e i modi volgari, inizialmente tentenna, ma spinto dal bisogno accetta.
Don Shirley è colto, raffinato, talentuoso e non sopporta le volgarità.

L’ho rivisto con mia figlia, ci tenevo che lo vedesse.
Dico subito che sono spudoratamente di parte, per due motivi, amo Viggo Mortensen e adoro questa storia.
Non mi dilungo nel commentare, dico solo che è un film da vedere assolutamente. Film pluripremiato che racconta anche con leggerezza e ilarità l’America retrograda, omofoba e razziale di quel periodo, ma che strizza l’occhio ai nostri tempi, dove razzismo e conflitti sociali sono purtroppo ancora attuali.
Film straordinario con due attori bravissimi, Viggo Mortensen e Mahershala Ali, che creano una coppia riuscitissima.
Il film è tratto da una storia vera**

 

* GREEN BOOK È IL NOME DI una guida turistica, con scadenza annuale, che negli USA degli anni ’60 indicava negli stati segregazionisti del Sud i luoghi pubblici, alloggi, attività commerciali, alberghi, ristoranti, stazioni di servizio dove gli afroamericani potevano accedere lungo le strade.

** La vicenda avviene nel 1962. Il viaggio durò circa un anno e mezzo (nel film è stato notevolmente ridotto).
Frank Anthony Vallelonga (padre di uno degli sceneggiatori, Nick Vallelonga) ha sempre dichiarato che l’amicizia con Shirley è stata sincera ed è durata fino alla morte di entrambi, avvenuta nel 2013.
Alcuni parenti del pianista protestarono per la pellicola affermando che tra i due non ci fosse stato mai un legame amichevole, solo di lavoro; questa affermazione è stata però smentita dal ritrovamento di alcune registrazioni dello stesso Shirley che parla dell’amicizia con Vallelonga e dalle lettere che il pianista aiutò a scrivere a Frank indirizzate alla moglie (nel film è riportato), quelle lettere servirono ai sceneggiatori per ricostruire gli eventi.

I veri protagonisti della storia

 

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Dedicata

“L’unico metro di misura per capire se una persona ti vuole veramente bene, è solo uno: il tempo.
Il tempo che investe con te, senza lasciarti sola, nel bene e nel male.”

V. Cassetta

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Amicizia

Un’amica mi manda questa frase….voi cosa ne pensate? A me non piace proprio….perchè dobbiamo fare differenza tra un amico e l’altro? Non sempre gli amici devono fare o vivere l’amicizia allo stesso modo.
(a parte che ignoravo Cannova fino ad oggi, ma non mi è chiaro chi sia o cosa faccia)

“Non fidarti di chi entra nella tua vita quando sei felice ma tieni stretto chi ha conosciuto i tuoi momenti difficili e ha scelto di restare.”

Vincenzo Cannova

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Dedicato ai miei zii…

Oggi ho assistito ad una delle scene più commoventi che abbia mai visto.
Ok, il luogo non era dei più romantici, anzi…ma ho visto un uomo di 92 anni, appoggiare la mano sulla foto della moglie (84 anni) e dire: “Mio amore, sei stata la compagna di una vita, con te ho riso, ballato, litigato, viaggiato…mi sono confidato…non potevo desiderare un’amica migliore.”
Non è forse questo l’amore?  Due anziani amici…è amore, si, anche l’oltre.

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Siete alla follia…

Diciamo che la giornata non è stata delle migliori.
Peccato…il cielo era azzurro come non lo era da tempo, l’aria fredda e rarefatta, bellissima, ricami di ghiacccio…
Poi arrivano le notizie che non vorresti mai sentire, dai l’abbraccio a chi ne ha troppo bisogni e non vuoi tirarti indietro, scruti qualcosa che non pensavi ti emozionasse dopo anni, le lacrime arrivano, poi se ne vanno, poi tornano…uff…che giornata.
Poi arriva il raggio di sole che ti scalda il cuore, mia figlia. E dici “Eeee…la vita è bella, malgrado tutto è bella”
Ma sai che non è ancora finita…e altra strapazzata.
Poi vai da Roberta e ci guardiamo negli occhi, come solo noi sappiamo capirci.
E non ce la facciamo più a essere strapazzate e allora ci prende la pazzia: due selfie con le montagne innevate alle spalle, iniziamo a raccontarci cose buffe, un gelato, un caffè, mettiamo la musica e iniziamo a ballare…si a ballare, mentre qualche lacrima rotola le risate la contrastano e si balla.
Arriva il figlio ci guarda e dice “siete alla follia…” Ci pensate uno di 19 anni che ti dice così?
Ci fermiamo? Neanche per sogno, ci abbracciamo e continuiamo, fino a che il cuore pulsa talmente forte e ci arrendiamo.
2 amiche+2 cuori+la follia= la forza di non mollare, di non cedere, di sapere che ci saremo sempre una per l’altra, qualsiasi cosa accada.
E la vita riprende “vita”. Insieme ce la possiamo fare.

 

 

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La pazza gioia

di Paolo Virzì

Toscana, Villa Biondi è una comunità terapeutica per pazienti con disturbi mentali.
Beatrice Morandini Valdirana, contessa, ritenuta socialmente pericolosa, è elegante, logorroica, ricca.
Donatella, cubista, è depressa, scontrosa, tatuata, ha a vuto un’infanzia infelice e ha tentato di uccidere il figlio.
Bisognose d’affetto diventano amiche, fuggono, prima a bordo di un bus, poi rubando un’auto e infine a piedi, una fuga tra colline e mare, tra gente meschina, egoista, approfittatrice…

Premetto che non mi piace Paolo Virzì, ma questo è un film bello, intenso, da vedere. Il regista ha usato la delicatezza, l’ironia, la malinconia per raccontare un’alleanza di due donne sole, ingannate, umiliate da uomini che non sanno amare, due donne che fuggono insieme per darsi alla pazza gioia, cercando di accettare sé stesse allontanandosi dalla follia, dall’internamento, dalle lacrime…per ritrovare il sorriso.
Un film da vedere, una commedia drammatica, agrodolce, un miscuglio di emozioni, dove si punta l’attenzione anche sull’incapacità di comprendere le anime di chi è definito “folle”, “diverso”.
Il ritmo del film è in continuo movimento, dialoghi concreti, bravissima Micaela Ramazzotti, straordinaria Valeria Bruni Tedeschi, che hanno interpretato le protagoniste con grande coinvolgimento, donne difficili nella loro femminiltà, tragicità, sensibilità.

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Noi due

Io e Roberta. Oggi abbiamo tremato, pianto, ci siamo fatte forza e poi gioito. Mai l’avrei lasciata sola. E quando mi sono sentita svenire lei ha sostenuto me. perchè i suoi figli sono i miei, mia figlia è la sua.

“Quando un amico chiede non c’è domani.”
(George Herbert)

Please letter
(Alfred Steven)

 

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La mia amica

Sempre lei, Roberta.
Lei che non mi lascia mai, mi sostiene nei problemi, mi da sicurezza, mi conferma sempre la sua fiducia, coccola i miei sogni, asciuga il mio dolore, mi scalda di abbracci, mi strappa i sorrisi.
Grazie grande immensa amica mia.

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Il cacciatore di aquiloni – Khaled Hosseini

  Due ragazzi: Amir, afgano di etnia pashtun; Hassan, afgano di etnia hazara, bravissimo nel tiro con la fionda. Vivono a Kabul.
I due sono grandi amici anche se Hassan e Alì, suo padre, lavorano come domestici per Baba, padre di Amir.  Anche Baba è amico di Alì.
Hassan ha il labbro leporino è Baba si propone di pagargli l’intervento chirurgico anche se il costo è elevato, Baba ha un forte affetto per questo ragazzo e glielo dimostra spesso, mentre per il figlio Amir ha una certa freddezza, ritenendolo la causa della morte della moglie dopo il parto.
Amir si rifugia così nel conforto di Daniele Carusim, amico del padre, appassionato come lui di letteratura.
Amir ed Hassan crescendo decidono di partecipare a quello che è il gioco più importante della città: la caccia agli aquiloni, dove bisogna tagliare il filo dell’aquilone degli avversri e impossessarsene.
Amir riuscirà a vincere la competizione con l’aiuto di Hassan. Ma questa vittoria costerà cara ad entrambi, minerà la oro amicizia e il rapparto tra Baba e Alì.
Amir e suo padre scapperanno in America, dove il agazzo troverà l’amore e dove Baba morirà.
Ma il passato si riaffaccerà nella vita di Amir nelle vesti di Rahim; il passato porterà Amir di nuovo nel suo paese d’origine dove conoscerà una verità sconvolgente, dove si metterà a confronto con i demoni della sua adolescenza, dove cercherà di annodare i fili di un imprevisto destino tramite Sohrab. Suo nipote.

Lo so, un libro “datato”, ma io e Meli lo abbiamo riletto insieme, a lei era stato assegnato un compito proprio su questo romanzo.
Sinceramente rileggerlo è stato bello, mi sono rituffata in un mondo scomparso, ho riprovato emozione, dolore, rabbia.
Un libro dove si parla di amicizia, coraggio, paura, dolore, amore, guerra, destino.

Abbiamo deciso di rivedere anche il film.

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