TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Il cacciatore di aquiloni – Khaled Hosseini

book1  Due ragazzi: Amir, afgano di etnia pashtun; Hassan, afgano di etnia hazara, bravissimo nel tiro con la fionda. Vivono a Kabul.
I due sono grandi amici anche se Hassan e Alì, suo padre, lavorano come domestici per Baba, padre di Amir.  Anche Baba è amico di Alì.
Hassan ha il labbro leporino è Baba si propone di pagargli l’intervento chirurgico anche se il costo è elevato, Baba ha un forte affetto per questo ragazzo e glielo dimostra spesso, mentre per il figlio Amir ha una certa freddezza, ritenendolo la causa della morte della moglie dopo il parto.
Amir si rifugia così nel conforto di Daniele Carusim, amico del padre, appassionato come lui di letteratura.
Amir ed Hassan crescendo decidono di partecipare a quello che è il gioco più importante della città: la caccia agli aquiloni, dove bisogna tagliare il filo dell’aquilone degli avversri e impossessarsene.
Amir riuscirà a vincere la competizione con l’aiuto di Hassan. Ma questa vittoria costerà cara ad entrambi, minerà la oro amicizia e il rapparto tra Baba e Alì.
Amir e suo padre scapperanno in America, dove il agazzo troverà l’amore e dove Baba morirà.
Ma il passato si riaffaccerà nella vita di Amir nelle vesti di Rahim; il passato porterà Amir di nuovo nel suo paese d’origine dove conoscerà una verità sconvolgente, dove si metterà a confronto con i demoni della sua adolescenza, dove cercherà di annodare i fili di un imprevisto destino tramite Sohrab. Suo nipote.

 
Lo so, un libro “datato”, ma io e Meli lo abbiamo riletto insieme, a lei era stato assegnato un compito proprio su questo romanzo.
Sinceramente rileggerlo è stato bello, mi sono rituffata in un mondo scomparso, ho riprovato emozione, dolore, rabbia.
Un libro dove si parla di amicizia, coraggio, paura, dolore, amore, guerra, destino.

Abbiamo deciso di rivedere anche il film.

14 commenti »

Amicizia

Oggi qualcuno mi ha detto che l’amicizia è un’illusione, che non ci sono spiriti affini, che non c’è mai un “vero” accordo tra due persone, che è egoismo…insomma mi ha detto che l’amicizia è un sentimento povero. Non so cosa questa persona cosa possa aver passato nella sua vita…pensava che io e Roberta fossimo due folli, inguaribili romantiche o forse legata dall’amore. Non ho risposto subito, ho guardato i suoi occhi, per altro anche belli, ma vuoti e gli ho detto che se intendeva demolire questo sentimento, se pensava di farci arrabbiare provocandoci non ci sarebbe riuscito, e allora per accentuare la mia ironia nella risposta (lo so sono stata un po’ stupida ma mi ha fatto girare…) gli ho detto che per me l’amicizia è un prato pieno di fiori brillanti, di alberi verdi, è luce sfavilante, è armonia di suoni e anime, è non voler entrare nella mente altrui, ma assecondarne i pensieri per viverli insieme. Retorica? Può essere, con questa persona era caricare ironicamente l’amicizia di romanticismo per farlo innervosire,prenderlo un po in giro, per me però è verità.

73b53dc063f866cb4c8445518205ec12

30 commenti »

33 giorni – Léon Werth

“Bisogna allattare a lungo un neonato prima che impari a pretendere. Bisogna coltivare a lungo un amico prima che reclami il suo debito di amicizia. Bisogna essersi rovinati per generazioni a riparare il vecchio castello che crolla, per imparare ad amarlo.”
33gg 1940, i tedeschi avanzano minacciosi verso Parigi quando ormai la guerra per i francesi sembra perduta; Léon Werth e la moglie fuggono verso Saint-Amour, nel Canton Giura, Svizzera. Il loro mezzo di trasporto è la vecchia Bugatti.
Il viaggio di solito dura nove ore. Ci vorranno trentatré giorni.

 

“…il 12 giugno, ripartiamo alle quattro di mattina….
Alla sera ci fermiamo..Abbiamo fatto sedici chilometriin quindici ore.”

“La carovana avanza a passo d’uomo, cento metri, cinquanta metri cinque metri.”
“Alla velocità di due cilometri all’ora, oggi ne abbiamo fatti venticinque.”

“…riesco a fare quattro chilometri in meno di un’ora. Fa giorno…Alla fine della giornata, avremo percorso una decina di chilometri.”

 

E’ un libro questo che era destinato ad essere conosciuto, malgrado le avversità a cui andò incontro.
leon-w Il libro è rimasto per decenni nascosto fino a quando Antoine de Saint-Éxupery, amico di Werth e autore del Piccolo principe che dedicò proprio all’amico, lo portò negli Stati Uniti dove nessun editore volle pubblicarlo. Solo nel 1992 sarà pubblicato da Viviane Hamy (editore francese) senza prefazione di Saint-Éxupery, andata perduta che fu ritrovata nel 2014 da uno stagista francofono, che lavorava presso una piccola casa editrice americana, la Melville House.
lw Léon Werth rimase in Francia perché di origini ebraiche, ma la loro profonda amicizia non cessò mai di esistere anche se non si videro più. era un legame di profondo affetto, rispetto, ammirazione.
Un libro che racconta senza giudicare, che presenta i fatti come li ha vissuti l’autore, un resoconto preciso e senza illusioni, un diario di fuga tra dormite nei campi e l’offerta di un tetto o del mangiare; racconta la fuga di milioni di francesi tra cui i soldati, una fiumana che fugge a bordo du qualsiasi mezzo, con poche cose, se non la disperazione che la storia ci mette davanti in alcuni momenti, racconta la resistenza di alcuni di loro verso i nazisti, racconta dei collaborazionisti.
Un racconto che ho trovato meraviglioso nella sua drammaticità, che mostra paure e sentimenti, che parla di una generazione che spesso non ha oltrepassato la gioventù (e non parlo solo fisicamente, è invecchiata dentro), che mi fa pensare a quanti anni sono trascorsi fino ad oggi e che ancora tutto il vissuto niente ci ha imparato.

 

sur-les-routes-de-l-exode-avec-andrzej-bobkowski-et-leon-werthm269862

“D’altro canto, una trascrizione nuda e cruda degli eventi è impossibile. I fatti si mescolano alle emozioni e ai giudizi…”

“Che cosa è vero? La guerra, la politica, l’uomo, Dio? Dio forse esiste, ma più lontano di dove l’hanno messo le religioni. Per come ci viene presentato, è una soluzione facile, buona per la pace e buona per la guerra, buona per i santi e per i criminali…. Ma non ho più la forza di andare a cercare in un paesino la storia e le sue ripercussioni. Aspetto che sia la storia a venire da me…Ciò che chiamiamo storia non può essere la più vana delle illusioni umane? Ciò che attribuiamo alla storia, alle guerre e alle potenze in tempo di pace, non è un segno della nostra incapacità? Facciamo la storia come un mlato fa una malattia. Siamo responsabili della storia come i matti sono responsabili della creazione dei manicomi.””

5 commenti »

Grazieeeeeeeee…..

…di cuore a tutti i “miei” blogger che mi hanno aiutato ad uscire dal cestino e così permettermi di continuare il dialogo che mi lega a voi…

603848_479040895501866_623377727_n

 

21 commenti »

Amicizia

Nella vista non esiste niente di tanto necessario quanto l’amicizia. (Aristotele)0a8085d3d6485bd17400efbc58fd90f8

(io credo che l’amicizia ha una grande importanza nella vita ma c’è anche l’amore è necessario)

 

Quel che rende indissolubili le amicizie e ne raddoppia l’incanto è un sentimento che manca all’amore: la sicurezza. (H. de Balzac)

(ma c’è la sicurezza nell’amicizia? Proprio in questo momento non lo credo più, credo nell’amicizia si, ma non nella sicurezza in cui mi buttavo a capofitto prima)

 

Voi che ne pensate?

8 commenti »

Ciao Endri

Te ne sei andato in questo pomeriggio che prelude alla primavera. Non ci posso ancora credere, mi sento svuotata, impotente, ho dolore alle spalle, come se un macigno mi stesse premendo dal collo in giù. Non mangio, non ho fame, non so neanche io cosa fare…vago tra il blog e il divano e la cucina….Ho vagato sotto la tua casa buia, senza luci, senza musica, quella che amavi (tu musulmano), senza la pianta davanti al portone, hanno tolto anche quella. Non riesco a capacitarmi. Neanche mio marito sapeva come darmi questa notizia…La mia giornata era cominciata bene, benissimo e adesso vedo un muro davanti a me.

Te ne sei andato portando via il tuo dolce sorriso, gli occhi a stella quando parlavi dei tuoi piccolissimi bambini che sono troppo piccoli per capire, forse, che il loro papà non tornerà più per prenderli in braccio anche se odoravi di polvere e mattoni, non tornerai dalla giovane e piccola sposa che ti ha seguito fin qui con mille paure ma che poi sembrava aver trovato l’eden; te ne sei andato facendoti abbracciare dal freddo delle lamiere, tu che non amavi chi guidava come un folle e che come un folle ti ha tolto tutto, tu che ri la pace e la tranquillità e la pacatezza fatta persona.

Il tuo dio non era il mio, ma questo non ci ha impedito niente, ne mangiare i cornetti insieme, bere il latte insieme, ridere e ascoltare musica, questo non ci ha impedito di parlare della religione, degli stati ingannatori, delle nostre usanze, delle nostre tradizioni, di mangiare la pizza insieme e ancora e avrò sempre nelle orecchie le tue parole, scandite con quell’accento straniero che impastato con l’italiano sembrava una canzone mielosa, dolce, quelle parole che risuoneranno sempre nella mia testa, quelle parole con cui lodavi il primo pranzo che ho portato nella casa diroccata, che abbiamo mangiato tutti assieme su sedie di mattoni e tavolo di assi da impalcature, che divertimento quel giorno! Che risate! Hai mangiato tutto perchè hai detto che era una benedizione avermi conosciuto.

Te ne sei andato senza dirmi che cosa voleva dire quel saluto albanese con cui mi accoglievi, non me lo hai mai tradotto…ridevi e dicevi “E’ cosa bella tranquilla”.

Non potrò venire al tuo ultimo viaggio su questa terra, ti porteranno lontano, ma non ti dimenticherò mai amico mio dolcissimo, io ringrazio il mio Dio per avermi dato la gioia di conoscerti perchè io e te possiamo dire di essere stata, e lo saremo sempre finchè io avrò il battito del cuore, una delle tante, o poche, non lo so e non mi interessa saperlo, gocce nel mare che bagna le nostre terre ad aver capito che non serve una religione, un’etnia, uno stato sociale, una cultura a dividere, serve il rispetto…ad unire. Quando ci rincontreremo, perchè così sarà, ancora una volta vorrò sentire il tuo saluto; ci rincontreremo perchè al di sopra di questo cielo che ci copre non esistono barriere e confini.

Ecco così posso ricordarti Endri, l’ho fatto con Meli che è sconvolta ma forte, “Mamma era troppo carino, troppo…” e non lo diceva per la tua bellezza, bello non eri come dicevi tu, ma a che serve essere belli fuori se non lo si è dentro? E tu lo eri. Ti ricordo su questo blog e mentre scrivo finalmente le mie lacrime iniziano a scendere, mi liberano da questo peso che sta comprimendo tutta la nostra famiglia, perchè tutti noi ti stimavamo. Ti ricordo in questo blog dove troverò balsamo grazie alle tante stupende persone che mi seguono.

 

389b42883a6d7fa16f4cd770f6913f12

 

Ciao Endri

37 commenti »

Una lettera da Jak

Cassetta della posta…e poi la gioia.

“Amica mia bellissima….
Come ti ho già scritto in precedenza, sono ormai perfettamente integrato in questa nazione, in questa terra meravigliosa, ancora selvaggia. Una terra dove vivo la libertà assoluta, tu sai a cosa mi riferisco………..Vado spesso nella fattoria dei miei vicini e ho imparato, nota bene, “imparato”, alla mia età, a cavalcare. Ti ho lasciato stupita? Dai di la verità!
Con il figlio dei signori…vado spesso a fare giri esplorativi dai quali non tornerei mai.
…………………………………………………..
Tu sai quanto io sia stato sempre contrario a qualsiasi forma di movimento programmato, alla palestra, ma d’altra parte già cammino e mi arrampico per la mia professione, quindi! Ma quando ho visto questi bellissimi esemplari mi sono incantato, ho scattato loro più di cento foto (avrai il tuo bel da fare quando torno, perchè torno, tranquilla!); è una razza di cavalli bella, muscolosa, forte.
La cosa che mi ha convinto ad imparare a montarli è che è facile cavalcarli perchè sono docili, mi sorprendevo le prime volte vederli pascolare tranquilli accanto alle pecore; quello che spesso mi assegnano, Tanyf, è eccezionalmente dolce.
……………………………………………………
Ho nostalgia di te, di voi, della mia casa, ma come ti scrivo sempre ancora non è ora che io torni.
Scrivimi, non farmi mancare le tue parole, tue notizie……
A volte quando galoppo immagino che ti piacerebbe essere qui, assaporare questa libertà (lo so, lo so, niente cavalli).
……………………. “

islanda_cavalli

 

La libertà, in un momento come questo è un grande sogno, Libertà è Pace. E per questo mio amico, dolce e tormentato dalla vita non posso che essere felice, che, seppur lontano da qui, abbia trovato una dimensione serena, che mi auguro sia finalmente per sempre.

 

536552_358071900921618_278893018839507_75781273_487971619_n

Apro una parentesi che scinde dalla lettera che ho riporatato, ma è legata alla libertà. Ieri ho scritto di essere andata a prendere un caffè con delle amiche, la questione da discutere era che i ragazzi, che hanno aderito al progetto Contest, sarebbero andati a Roma per la premizione. Ora, stò benedetto allarme bombe ha messo tutti in agitazione, alcune mamme non volevano mandarli, giustificatissima paura. Al ritorno di Meli a casa mi guarda e mi dice:” S, S, A, non vengono a Roma, i genitori non hanno firmato l’autorizzazione, ma voi mi mandate? Vero?” Ci guardiamo e non ci sono volute parole da parte mia, Meli ha detto sorridendo.”Figlia mia, sono agitata, ovvio so tu madre, ma la libertà è più forte della paura, quindi vai. Mica ci vogliamo far schiacciare.” Ecco lei sa che più o meno questo avrei detto, questo avrebbe detto suo padre. Ma non è che siamo incoscienti (lo stomaco è ancora strizzato nel dolore, la paura, l’emotività, la rabbia), siamo “ben” coscienti che nessuno ci può sottomettere, nessuno. Neanche la paura. La libertà, la nostra libertà, la vogliamo dipingere ogni mattina e mi auguro che altri pittori la dipingano insieme a noi, sempre, e che queste pareti dipinte diventino il Mondo intero.

 

Meli oggi era a Roma, viaggio in treno e passeggiata, giornata serena con compagni e docenti. Ringrazia tutti coloro che hanno votato il loro video, sono arrivati terzi. Grazie a chi ha assecondato e spalleggiato questa mia figlia a cui forse un semino di coraggio sono riuscita a far germogliare.

13 commenti »

Che giornata!

Terrificante e gratificante allo stesso tempo.

Terrificante: devo partire da mercoledì scorso, antefatto: pioggia torrenziale, allagamenti, incidenti stradali paurosi, linee telefoniche saltate, questa la situazione da queste parti. Giovedì mattina chiamo la mia amica Roberta per sapere come sta, la linea è saltata, mando un messaggio sul cell e mi dice che tutto bene, altro messaggio, gli chiedo se venerdì è disponibile per un cappuccino non mi risponde, anzi salta anche il contatto wz. Pazienza. Venerdì, riprovo, silenzio. Questa mattina la chiamo e finalmente risponde:”Robertì ma che fine hai fatto?” “Tutto bene…” la voce è poco convincente, “Robè che succede?” “Puoi venire? Ora che sento la tua voce ho bisogno di te, ho perso tutto…”. Attacco e volo via, lascio tutto, telefono a mio marito e gli chiedo di andare a prendere lui Meli a scuola, lui mi dice: “Sto andando da Roberta, dalla strada si vede una frana scendere dalla casa” Un colpo al cuore. Quando arrivo non credo a quello che vedo: il muretto alto circa un metro, quello in cui ci sedevamo a chiacchierare, non esiste più, gli alberi da frutto, il ciliegio immenso, il fico…spariti, la terrazzata di terra dove c’erano i diversi orti (li ha divisi per coltivazione) non ci sono più, il pollaio, la conigliera, la vasca delle papere…più niente. Mi scendono le lacrime e abbraccio Roberta, tutto il suo mondo scomparso, tutto quello in cui crede scomparso…poi mi prende per mano e mi porta sul retro della casa e vedo tre galline, il grande coniglio grigio (il suo cucciolo come lo chiama lei) e altri coniglietti, e tutte le papere chiuse in una stanza dove tiene i teli da agricoltura. Danny è riuscito giovedì mattina a scendere e li ha trovati infangati ma vivi. Ci siamo abbracciate, rimboccate le maniche e abbiamo iniziato: lavato gli animali, rimesso la legna al coperto, tirato via i rami che ci passavano gli uomini, apparecchiato, mangiato, tirato fili di protezione….E ora sono piena di dolori…ma il dolore più grande sono le lacrime di Roberta e del marito, ora il danno è immenso e devono creare uno sbarramento di pietra per evitare che accada ancora. Tutto ciò che ama la mia amica per questo inverno sarà morto, non raccoglieremo niente, non ci diremo che belle zucche, che meravigliosi cavoli, che lattughina tenera, che patate saporite, che perse dolci…Il sostentamento della famiglia perso, tutto finito nel canalone.

Queste sono le fotografie e calcolate che molto è stato tolto già da ieri, il telo bianco in basso delimita la frana dal piazzale antistante la casa, cinque metri dopo termina il basamento del piazzale collegato ala casa…spaventoso, ecco perchè devono creare non solo uno sbarramento ma un muro di massi che spinga la terra verso la casa :-(, per evitare che venga giù anche questa; una grande bianca casa che è lì da circa 30 anni.

Foto3853 Foto3851 Foto3854

Gratificante: perchè non mi ha chiamato prima? Perchè non mi ha risposto? Perchè sapeva che sarei corsa sfidando tutto e lei ha paura per me, per la mia salute; io mi ci arrabbio quando ragiona così, gli dico sempre che i miei limiti li conosco e non mi metterei mai in gioco, ma sono più tosta di quello che sembro. Alla mia voce ha ceduto perchèè  stata una carezza sulla sua guancia, i nostri abbracci sono la forza, le lacrime la comprensione, le fatiche condivise una gioia, la voglia di fare la costruzione. Questa è l’amicizia. Ora ci vuole una grande forza e non mi tirerò indietro, qualsiasi cosa io possa fare lo farò.

L’amicizia è un balsamo per l’anima.

David P. Hettinger - Tutt'Art@ - (25)

E ora vado ad infilarmi al letto con un buon libro per rilassarmi anche se so che dormirò poco, e domani si riparte.

33 commenti »

Amici/amicizia

Gli amici sono amici anche quando non stai sulla stessa lunghezza d’onda perchè ognuno ha la propria vita, le proprie abitudini; con gli amici puoi parlare all’infinito, ti capiscono senza giudicarti; gli amici conservano i tuoi segreti più intimi come un gioiello in una cassaforte.
L’amicizia non deve essere una fatica, deve essere una gioia; l’amicizia deve essere un conforto, un sollievo agli inciampi della vita; l’amicizia non può essere competizione ma comunicazione, stimolo; l’amicizia deve arricchirti con le esperienze vissute insieme.
Nell’amicizia ci deve essere il diritto di chiedere spiegazioni senza urlare ma con la gentilezza, la spontaneità.
Nell’amicizia non si deve soffocare se stessi per il bene dell’altro, si deve accompagnare….

 

“Voglio solo il mio braccio soprad2eb176285b0
  un altro braccio amico
  e spartire con altri occhi quello che
  guardano i miei.”

Luis Cernuda

 

 

 

 

Grazie a tutti i miei “amici”, ieri sera è stato come vivere in una bolla magica. Vi voglio bene, tanto, e vi ritrovo sempre anche quando non ci si vede per mesi, o addirittura anni.

opinion-post

19 commenti »

The Help – Kathryn Stockett

the help 

Aibileen Clark è una una domestica afro-americana.
Minny Jackson è una domestica afro-americana.
Eugenia (Skeeter) Phelanè una ragazza bianca.
Cosa lega tre persone che vivono in Mississippi, a Jackson, nel 1962, quando ancora il colore della pelle era un ostacolo?
Le loro vite si intrecceranno fino a realizzare un libro che porterà scompiglio nella ricca, quieta, falsa vita della società in cui vivono.
La storia è drammatica, ma mantiene un certo humor che da pepe al romanzo. Una storia di coraggio.

The Help3

Sentimenti, amiciza, forza, delusione, paura, coraggio, riscatto, sostegno è un mix che fa di questo libro un romanzo bellissimo che si legge con commozione, rabbia, amarezza, dolcezza. Un romanzo che arriva dritto al cuore e alla coscienza.
Scritto benssimo, scorre velocemente anche nelle descrizioni più dettagliate.
Una verità cher sappiamo, sicuramente, ma bella l’idea di vederla dalla parte di chi ha (ancora, almeno in alcune zone) subito negli anni ’60 razzismo e discriminazioni che escludevano totalmente uomini e donne di colore dalla vita di tutti i giorni, se non per sfruttarli.
Un libro da leggere assolutamente. E dopo che lo avrete letto (non ve ne pentirete), si può guardare il film.

 

the elp film  regia di Tate Taylor.
Non ripeto la trama perchè il film ricalca perfettamente quella del libro.
Inizio con il dire che il libro supera il film, perchè, come spesso accade nei film, è difficile e riduttivo cogliere tutto ciò che è nel romanzo.
Ma questo film è un capolavoro.
Recitato alla grande, tutto il cast veramente all’altezza, attrici di colore e bianche insieme, uno spettacolo! Un film corale. Un film fatto da un gruppo di donne memorabili.
th viol  Sono rimasta affascinata dalla bravura di Viola Davis (Aibileen), donna bellissima che nel film appare sciupata e stanca ma che riesce a dare al personaggio bellezza, espressione, umanità, luminosità, emozione viola
E’ un film che fa meditare,. Da guardare anche per il lato frivolo, la moda anni ’60, che io trovo deliziosa e femminile.

9 commenti »