TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

“La causa principale della guarigione è l’amore.“

Paracelso

Allora l’amore ci salverà sempre…l’amore ci riporta alla luce, come quando nasciamo…però io vedo anche tanto gelo in questa umanità.

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Lettera a Mabel Todd

Il sole non può splendere senza te,
senza te gli uccelli non possono cantare.
I fiori non hanno bellezza nè profumo:
tutto è spreco senza senso. Ti amo cara.
Tu sei in ogni mio pensiero, sogno,
speranza, desiderio.

Austin Dickinson

 

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Il primo Re

di Matteo Rovere

Romolo e Remo. La fondazione di Roma.
I due fratelli vengono catturati dalle genti di Alba e costretti a duellare tra di loro fino alla morte; Romolo decide di sfidare Remo; i due, con astuzia, e in accordo con altri prigionieri, riescono a scatenare una rivolta e fuggire portando con loro anche la vestale che custodisce il fuoco sacro. Romolo è ferito gravemente e quindi sarà Remo a guidare il gruppo.
La vestale gli prospetterà il suo destino, ma Remo decide di sfidare gli dei.

Film stupendo da vedere assolutamente se cercate qualcosa di diverso, una reinterpretazione dalla leggenda a cui siamo abituati per quel che riguarda la fondazione di Roma.
Un film forte visivamente, drammatico; c’è amore e conflitto, magia e violenza, dove le genti vivevano come i barbari (ed è assolutamente palusibile), tra pastorizia e agricoltura, in capanne di fango, dove la violenza era una lotta per la sopravvivenza.
Magistrale Alessandro Borghi (Remo), bravissimo Alessio Lapice (Romolo), che hanno dovuto anche interpretare e sostenere la recitazione di una lingua simil/latino inventata dal regista infatti il film è sottotitolato, i dialoghi sono comunque ridotti all’osso, questo mi è piaciuto perchè se trasporto il pensiero all’epoca del fatto credo che si agiva di più e si parlava di meno. Il film è incentrato sul conflitto/amore tra i fratelli (bellissima la scena dell’inondazione…non dico altro se magari qualcuno vorrà vederlo). Ci tengo a dire che il regista mette in evidenza l’amore viscerale tra i due fratelli e il conflitto spezzerà il legame dolorosamente consegnandoli alla leggenda.
Ottima regia, magnifica la fotografia, scenografia accurata, sceneggiatura a mio giudizio intelligente. Qualche effetto speciale ma ben inserito nel contesto.

Origini di Roma secondo la leggenda.
Dopo la distruzione di Troia Enea lascia la sua terra e dopo un lungo peregrinare approda sulle coste del Lazio, fondando la città di Lavini; il re degli Aborigeni, Latino, avrebbe stretto con Enea un’alleanza facendogli sposare la figlia Lavinia; questo scatenò l’ira di Turno, re dei Rutuli, promesso sposo di Lavinia, il quale mosse guerra a Latino e ad Enea. Lo scontro si concluse con la morte di Turno e di Latino. Enea assunse il comando dei popoli che da quel momento si sarebbero chiamati Latini. Alla morte di Enea il trono passaò al figlio Ascanio, che fondò la città di Alba Longa. In seguito il trono passò nelle mani di Numitore, ma il fratello minore di costui, Amulio, desideroso di impossessarsi del trono, ordì un complotto ai danni del re facendo uccidere il figlio e costringendo la figlia Rea Silvia a diventare una vergine vestale, impedendo così di dar vita a una successione legittima. Rea Silvia però rimase incinta per opera del dio Marte che di lei si era incapricciato, allora Amulio la fece rinchiudere; dopo aver partorito due gemelli, essendo considerata sacrilega, fu gettata nel fiume Aniene dallo zio Amulio, della sua sorte non si seppe più nulla (ma secondo alcune versioni della storia fu resuscitata dal fiume); i gemelli (che forse erano fratelli), Romolo e Remo, furono nascosti in una cesta dalle guardie e abbandonati sul fiume Tevere. I gemelli però sopravvisseri grazie all’intervento di una lupa* (più plausibilmente una prostituta), che, udendo i vagiti dei neonati, li avrebbe allattati. Romolo e Remo sarebbero poi stati accuditi da un pastore della zona, Faustolo, che li avrebbe cresciuti insieme alla moglie Acca Larentia. Romolo e Remo una volta raggiunta l’età adulta e scoperta la loro vera identità, avrebbero aiutato il nonno Numitore a ritornare sul trono uccidendo Amulio. I gemelli manifestarono al nonno il desidero di fondare una nuova città nei luoghi in cui avevano trascorso la loro infanzia. Per stabilire a chi sarebbe toccato il governo dela città i due si sarebbero affidati alla volontà divina, manifestata attraverso il volo degli uccelli. Piazzatosi sul colle Aventino, Remo avrebbe per primo avvistato sei avvoltoi, mentre Romolo, attestato sul Palatino, ne avrebbe scorti dodici. A questo punto sarebbe sorta una feroce contesa tra i due fratelli sulla corretta interpretazione da dare ai segni divini: secondo Remo a prevalere doveva essere il momento dell’avvistamento, secondo Romolo, invec, andava dato maggior valore al numero di uccelli riconosciuti. Alla fine la contesa sarebbe degenerata in uno scontro armato in cui Remo avrebbe trovato la morte per mano dello stesso Romolo. Accettato da tutti i presenti, Romolo sarebbe diventato re officiando i riti necessari per ufficializzare la fondazione della città tracciando con un aratro i suoi confini sacri, poi fortificati con l’elevazione di un muro difensivo e organizzando la comunità inizialmente di pastori. Dal sangue nacque Roma, il più grande impero della storia.

*sul colle del Palatino nel 2007 sarebbe stato ritrovato il lupercale: questo santuario, dove i Romani veneravano il Dio Luperco, è collegato al racconto dell’allattamento di Romolo e Remo da parte della leggendaria lupa.

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Vorrei un mondo migliore…

I bambini si incontrano

I bambini si incontrano
sulla spiaggia di mondi sconfinati.
Sopra di loro il cielo è immobile
nella sua immensità
ma l’acqua del mare che non conosce riposo
si agita tempestosa.
I bambini si incontrano con grida e danze
sulla spiaggia di mondi sconfinati.
Costruiscono castelli di sabbia
e giovano con conchiglie vuote.
Con foglie secche intessono barchette
e sorridendo le fanno galleggiare
sulla superficie ampia del mare.
I bambini giocano sulla spiaggia dei mondi.
Non sanno nuotare
né sanno gettare le reti.
I pescatori di perle si tuffano per cercare
i mercanti navigano sulle loro navi
i bambini raccolgono sassolini
e poi li gettano di nuovo nel mare.
Non cercano tesori nascosti
non sanno gettare le reti.
Ride il mare increspandosi
ride la spiaggia luccicando pallidamente.
Le onde portatrici di morte
cantano ai bambini cantilene senza senso
come fa la madre
quando dondola la culla del suo bimbo.
Il mare gioca con i bambini
e la spiaggia ride luccicando pallidamente.
I bambini si incontrano
sulla spiaggia di mondi sconfinati.
Nel cielo senza sentieri vaga la tempesta
nel mare senza sentieri naufragano le navi
la morte è in giro e i bambini giocano.
Sulla spiaggia di mondi sconfinati
c’è un grande convegno di bambini.

R.Tagore

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“L’amore è l’unico tesoro che potete accumulare in questo mondo e portare con voi nell’altro. Tutta la gloria, il lavoro, le fortune, i tesori e i successi che credete di aver posseduto in questo mondo, resteranno in questo mondo.”

S. Charbel

 

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Valerian e la città dei mille pianeti

di Luc Besson

 

Anno 2740. Valerian e Laureline, giovanissimi, vengono inviati in missione per salvare la stazione orbitante Alpha, la Città dei Mille Pianeti dove vivono abitanti di specie diverse, e recuperare l’ultimo esemplare di una animaletto proveniente da un pianeta distrutto.

Valerian e Laureline incontreranno i bellissimi Pearls che vivono in un luogo incantato la mutante Bubble, un aliena ipersexy in cerca di identità mostri marini e terrestri ; troveranno pianeti distrutti dall’uomo e disastri ecologici.
E l’amore non manca.

 

Oggi i ragazzi dei miei vicini mi hanno invitato ad un pomeriggio cinematografico, con me si trovano bene e io non dico mai di no, li adoro.
Oggi hanno programmato di vedere questo film di fantascienza e avventura.
Tratto da un fumetto francese è un film visionario, molto tecnologico. Sinceramente non è tra i migliori del genere  di quelli che ho visto, qualche similitudine con altri, da Besson mi aspettavo qualcosa di meglio, ma comunque film godibile, spettacolare, che mi sento di consigliare, per chi ama il genere. Oltre due ore di caos, un immenso videogioco con tanti effetti speciali.
Fantastica la scenografia, credibile la trama; gli attori non mi hanno proprio affascinato anche se trovo Dane DeHaanabbastanza fisico ed espressivo, Cara Delevingne, brava e dallo sguardo penetrante.

 

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Lasciami annegare

Cercavo il mare…
Nel freddo inverno, nella calda estate

Cercavo il mare

L’ho visto nei tuoi occhi
e
in quel mare
lasciami annegare

Paola

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Quartet

di Dustin Hoffman

 

Beecham House è una casa di riposo per musicisti e cantanti, situata nella campagna inglese.
Beecham House rischia di essere chiusa, così, in occasione dell’anniversario della nascita di Giuseppe Verdi, i residenti decidono di esibirsi davanti ad un pubblico pagante al fine di racimolare soldi per evitare la chiusura della struttura.
Ai già moti ospiti si aggiune Jean Horton, famosa cantante d’opera, donna raffinata ed estremamente altezzosa e cinica
La donna porta un certo tumulto nella quiete della casa, spezza l’armonia ch e c’è tra i residenti. Il motivo è chiaro, faceva parte di un celebre quartetto composto anche da  Cissy Robson, Reggie Paget, Wilf Bond, tutti presenti nella casa; il problema è che Jean è stata sposata con Reginald, che lei aveva abbandonato per andare a cantare alla Scala di Milano. L’uomo non l’ha mai perdonata.
Lei ora vuole chiedergli scusa.


Accetterà Reginald le scuse? E’ veramente disposta Jean a scendere a compromessi? Ma soprattutto Jean accetterà di rientrare nel quartetto ed esibirsi dopo aver giurato a se stessa che non avrebbe più cantato?

Film che consiglio vivamente di vedere. Tratto da un’opera teatrale del commediografo Ronald Harwood.
Ci sono arrivata perchè cercavo una notizia su Dustin Hoffman, che adoro, mi balza agli occhi la parola regia….Quartet. Imperdonabile mia svista. E così ho recuperato. Piacevolmente recuperato.
Dustin Hoffman ha creato una commedia tenera, leggera, romantica, anche velata di malinconia, ma con tanto humour dentro. un film con protagonisti d’età, ma pronti all’innovazione musicale.
C’è tanta musica dentro, ma anche amore, c’è l’emozione, la passione i sentimenti, i ricordi….e la voglia di vivere.
Regia perfetta, elegante, essenziale, gradevole. Scenografia meravigliosa, fotografia stupenda.
Attori meravigliosi, mi sono piaciuti tutti, ma Maggie Smith (anticipo che sono di parte perchè l’adoro) è superba, non solo nella parte altezzosa che deve ricoprire, ma nella recitazione, la trovo irresistibile; comunque stupendo anche Tom Courtenay e sfiziosamente brava Pauline Collins.
Non perdetelo…c’è dentro un cinema che definirei grande.
(forse parteggio visto che mi avvio verso l’età dei residenti di Beecham House?)

 

 

 

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Stronger – Io sono più Forte

di David Gordon Green.

 

Jeff Bauman, ventisettenne cameriere in un fast-food, vuole riconquistare Erin, il loro è un amore del genere ti lascio e ti riprendo.
Erin decide di partecipare alla maratona di Boston del 2013, Jeff la vuole aspettare al traguardo.
La gara però viene interrrotta dall’esplosione di un bomba che ucciderà tante persone tra il pubblico e i partecipanti. Moltissimi i feriti, anche gravi, tra questi c’è Jeff, che subirà l’amputazione delle gambe. La sua vita non sarà più la stessa, sia per la menomazione, sia per tutte le persone che gli gireranno intorno: l’FBI per il riconoscimento degli attentatori, Jeff fu il primo a capire chi erano, di uno fornì un dettagliato identikit; la famiglia che naviga sulla popolarità che il ragazzo ottiene; la nazione tutta che lo vede come un eroe per la sua resistenza….L’unica che veramente sa e comprende il grande dolore morale e fisico che Jeff sta vivendo sarà Erin.

 

 

Film che consiglio vivamente di vedere, vera storia di Jeff Bauman.
Nel film c’è si la vita distrutta di questo ragazzo, ma c’è anche il suo percorso coraggioso di rinascita. E per questo verrà osannato come un eroe nazionale (vabbè, gli americani creano eroi ovunque). C’è tutto nel film (tratto da un libro che il vero Jeff ha scritto): la speranza, la rassegnazione, la paura, il riscatto…
Un film che mi ha emozionato perchè basato sul percorso emotivo e fisico del protagonista e non per il terribile attentato che non è stato il principale tema del film, ma la causa di tutto quello che è il vero obbiettivo: il vissuto intimo e fisico del ragazzo, la sua lotta, la sua forza, ma sono stati scandagliati anche i sentimenti combattuti di Erin, una brava Tatiana Maslany. Film con figure del genere mi emozionano anche perchè ci vedo anche un po di me, delle lotte e delle dure sfide che ho sostenuto per riappropriarmi di quella parte di me che la vita sembrava volermi portare via (e in parte c’è riuscita).
Pregevole, oserei definirla meravigliosa la recitazione di Jake Gyllenhaal.
Eccellente la regia, essenziale, senza retorica.

 

 

 

 

 

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La vita di Adele

di Abdellatif Kechiche

 

Adèle: quindici anni, ama i spaghetti e vuole insegnare ai bambini.
Emma: capelli blu è studentessa alle Belle Arti.
Si incontrano per caso in un locale gay.
Nasce una storia d’amore passionale, forte, travolgente. Ma anche dolorosa. una storia che porta Adèle verso una maturità inaspettata, anche verso la libertà interiore, quella libertà che spesso i standard della società impediscono. Adèle capirà che non sempre la vita, l’amore, è come le vorremmo vivere per sempre. Ci può essere anche la solitudine, la contraddizione, il confronto con il mondo che ci circonda, a volte molto diverso da noi.
Perchè una coppia è comunque formata da due identità.

Film struggente che consiglio di vedere.
Anche le scene di nudo sono da vedere, non cè morbosità, ma solo amore, dolcezza.
Film coraggioso, che parla dell’omosessualità adolescenziale con estrema realtà: essere o diventare, la ricerca dell’identità.
Film emotivamente eccellente, l’amore è gioioso anche se poi verte nella dolorosa privazione che gli eventi porteranno. Passioni e litigi, il realismo dei sentimenti.
L’amore nasce, si alimenta, coinvolge, ma può consumarsi e infrangersi.
Complimenti alle due magnifiche attrici, Léa Seydoux e Adèle Exarchopoulos.
Regia eccellente.

 

 

 

 

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