TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Lei dorme….

Ditemi che sono una mamma appiccicosa, ma vederla dormire, ancora oggi, è un rapimento dell’anima. La amo e nel sonno vedo la sua indifesa bellezza
Avrei voglia di tornare indietro e tenerla tra le mie braccia tutta la notte, come ho fatto mille volte.
Quanto è bello amare i figli!
E mi mancano tutti i bimbi che sono entrati nella mia vita, quanti ne ho tenuti tra le braccia. Tutti nel mio cuore, per sempre

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Dal Cantico dei Cantici

“Una voce! L’amato mio!
Eccolo, viene saltando
per i monti, balzando
per le colline. L’amato mio
somiglia a una gazzella
o ad un cerbiatto…..”

 

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A United Kingdom – L’amore che ha cambiato la storia

di Amma Asante.

 

Siamo nel 1947, una serata di danza: Seretse Khama (David Oyelowo), studente, erede al trono del Botswana, conosce, a Londra, Ruth Williams (Rosamund Pike), impiegata, di famiglia medio-borghese.
I due si innamorano e decidono di sposarsi prima che Seretse torni in Africa per diventare re.
Le autorità britanniche non sono d’accordo, le autorità africane neanche, le famiglie di entrambi non approvano.
Il timore è il terremoto politico che l’unione avrebbe scatenato in Sudafrica dove i matrimoni misti erano proibiti dopo la proclamazione dell’apartheid nel 1948.
I due, malgrado tutto, si sposano, partono per il Bechuanaland (oggi Botswana, Africa del Sud), dove, inizialmente, anche il popolo non accetterà l’unione. Tutto è contro di loro, vengono separati, costretti alla lontananza.
Ma l’amore vincerà sopra ogni ostacolo.

 

 

E’ una storia vera, i due personaggi principali sono realmente esistiti e sono riusciti ad abbattere pregiudizi, politica e privato.
Una storia romantica, drammatica, di libertà, che ha sgretolato i muri del pregiudizio.
Un film da vedere, una lotta contro il razzismo, un film che emoziona. Un grande amore che ha pagato comunque un prezzo altissimo.
Bella la colonna sonora, scenografia perfetta, bravi gli attori.

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Letters to John Middleton Murry

“Mentre sto qui seduta ti voglio, ti voglio. Voglio essere a casa con te, ovunque con te. Tu sei il mio paese, tu sei la mia gente, tutta la mia vita è legata alla tua. Fatti vicino vicino a me, e restiamo stretti l’uno all’altra per un minuto.
Ah, Amore, Amore, quando ritornerò saremo così felici così assolutamente felici! Le tazze e i piattini avranno le ali e tu mi preparerai l’unica fetta di pane e marmellata al mondo che desidero, e io ti verserò una tazza del mio tè. Perchè non sei qui, adesso, ora?
Ma sto arrivando, Bogey, e io sono in tutto la tua donna.”

Katherine Mansifield

 

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Mia madre

Oggi una mia amica mi ha chiesto: “Che cos’è per te l’amore?”……per me vuol dire tante cose, ma oggi gli ho risposto: “Amare mia madre…”, ogni giorno più piccola, ogni giorno più indifesa.

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Buonanotte

Notte d’inverno

Il mio letto è così vuoto
che continuo a svegliarmi.
Mentre il freddo aumenta,
cominciano a soffiare i venti notturni,
scuotono le tende,
facendo un rumore come il mare.
Oh fossero onde
che potessero riportarti da me!

Chen Wen-Ti

 

 

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Il contrario…

...della cattiveria è Amore

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Lontani in amore…

…il tempo che ci separa non ci logora, attesa e desiderio nutre l’amore.

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Madri e amore

“….O cara voce del materno amore,
A lievi giovanili anni conforto!
Che ognor t’intenda, ognor ti segua il core,
Fin che le vele sian raccolte in porto.”

da L’amore materno, di Giacomo Zanella

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Sogno? O son desta?

Immagine creata da Paola Bernardi, con pittura digitale.

 

Sogno di una notte di mezza estate, come la maggior parte di voi (o tutti 😉 ) saprà, è una commedia di William Shakespeare.
Ma qui non parlo certo di questo…ma dello spettacolo a cui ho assistito domenica pomeriggio a Roma, sfidando burrasche di pioggia e vento irrivrente.
Ma come mancare a questo appuntamento che (notare il sottotitolo sulla locandina) mi ha solleticato?
Il tema è ovviamente l’amore, che ci appare come un “sogno”, un “incanto”. Ma dai sogni ci si sveglia con la morbidezza dell’anima e mille colori che non sbiadiscono mai o facendoci cadere in una cruda realtà.
E allora in questo spettacolo c’è l’amore per convenienza che apparentemente è mieloso e appassionante, c’è il rapporto che non vuole vedere ciò che realmente sta accadendo: una frattura insanabile ma che viene tollerata cercando altre scappatoie, come l’infedeltà, e c’è l’amore omosessuale, che è dedizione, è scoperta, è purezza, è mettere i piedi ben saldi sulla terra quando lo si scopre.


E c’è l’amore di una vita vissuta tra alti e bassi, ma che attraversa il tempo
E come dice il sottotitolo, credetemi, c’è di che divertirsi, di che meravigliarsi, c’è su cosa riflettere con un pizzico d’irriverenza, ma con tanta realtà, quella che spezza la convenzione, quella che si fa finta di non conoscere ma poi la si vive.
Questa opera rompe gli schemi e come dice mia figlia incastra la fantasia (ampolline piene di una polvere magica che se spruzzata vi farà dormire….) e la leggerezza con la realtà.


Complimenti ai registi Barbara Bricca e Guido Del Vento per la stesura di questo testo che da origine a uno spettacolo surreale, bello, importante, con tanti significati dentro, da cercare, e si trovano, ve lo garantisco.
Bravi gli attori in ruoli non sempre facili, bella la coreografia, le luci, i costumi.

 

Scenografia ideata da Barbara Bricca, realizzata da Maria Antonietta Paradiso

 

 

fotografie di Melissa Reale

 

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