TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Amiamoli…

“Fratelli…Amate tutta la creazione divina,
nel suo insieme e in ogni granello di sabbia.
Amate ogni foglia,
ogni raggio di luce!
…amate le piante,
amate tutte le cose!…
Amate gli animali…amate
specialmente i bambini
perchè…essi vivono per purificare
e commuovere i nostri cuori…”

Feodor Dostoevskij

(da I fratelli Karamazov)

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Dirupo

Il cuore ha perso
un battito
sull’orlo di quel
dirupo
che ha tenato di
risucchiarmi –
più di una volta.

Ho messo le ali
e ne sono uscita
anche se con la
cenere sul corpo –
ne sono uscita.

Le cicatrici restano –
strie bianche su
quel muscolo rosso
che pulsa Amore –

Paola

 

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Convegno

La neve ricoprirà le strade                                             
colmerà i pioventi dei tetti,
andrò a sgranchirmi le gambe:
tu stai oltre la porta.

Sola, col paltò autunnale,
senza cappello né galosce,
lotti con l’emozione
e l’umida neve inghiotti.

Alberi e steccati
svaniscono lontano nel buio.
Sola nel turbinio
all’angolo stai tu.

Dal fazzoletto del capo scorre l’acqua
dietro le maniche nel risvolto,
e come gocce di rugiada
tra i capelli brillano.

E da una ciocca bionda
sono rischiarati: il volto,
il fazzoletto e la figura
e quel paltoncino.

La neve sulle ciglia è bagnata,
nei tuoi occhi l’angoscia
e il tuo aspetto risulta
di un sol pezzo.

Quasi che come ferro
bagnato in antimonio,
ti avessero portato a taglio
per il mio cuore.

In esso s’è in eterno fissata
la dolcezza di questi tratti,
per cui non ha importanza
che il mondo sia spietato.

E perciò si biforca
tutta questa notte nella neve
e tracciare un confine
tra di noi non posso.

Ma noi chi siamo e da dove
se di tutti quegli anni
sono rimaste chiacchiere
e noi siamo scomparsi?

Boris Pasternak

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Infanzia clandestina

 di Benjamín Ávila.

 

1979, Juan, dodicenne, torna in Argentina con la sua famiglia dopo un periodo di clandestinità.
I genitori sono guerriglieri oppositori della dittatura militare di Videla che ha rovesciato con un golpe il governo Peron nel 1976.
Essendo latitanti ricercati, devono vivere nascosti, con una falsa identità per poter proseguire l’attività politica. Una parte importante nella vita del ragazzo l’avrà lo zio Beto.
Juan sarà costretto a diventare Ernesto.

 

 

Il film è tratto da una storia vera, è uno spaccato della vita del regista.
Film drammatico, realista, dove la clandestinità, se pur per una causa ritenuta giusta, toglie l’infanzia a Juan, un bambino privato del gioco, della serenità, un bambino costantemente messo sotto pressione dalla paura di sbagliare ed essere scoperti, dalla solitudine, un bambino costretto a vivere due identità.
Il cast è eccezionale, sceneggiatura perfetta, regia originale, tra realtà e fumettistica.
Un film da vedere, che commuove, fa sorridere, che sconvolge se si pensa a quel bambino che deve crescere in fretta, che vede scene violente, che ama e vive con due nomi diversi.
Io trovo che sia tra i film più belli che ho visto, quello che mi ricorda che in Argentina è stata distrutta una generezione, nel silenzio totale, un vero olocausto nascosto. Mi ricorda che anche sotto la dittatura il cuore dell’innocenza trova la forza di innamorarsi.
Perchè forse nell’amore ci sarà il vero riscatto di questa umanità sempre in continuo travaglio.

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Culla d’amore

Gesù Bambino,
il mondo è un vecchio pellegrino
carico di fatica e di dolore,
che va cercando nella notte
la luce del tuo presepe.
Gesù, lasciati ritrovare
nella culla d’amore
perchè il mondo
ti possa riabbracciare.

L. Fiorentini

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Il grande Gatsby

di Baz Luhrmann

 

Long Island, 1922, Nick Carraway, agente di borsa, vive accanto alla villa di Gatsby, uomo misterioso e miliardario, amante di feste sontuose. Un giorno per Nick arriva un invito a una festa.
Ma chi è Gatsby? E’ una spia? Un contrabbandiere? Un bugiardo? O è solo un sognatore illuso e fragile che inganna se stesso? Nella vita di Gatsby arriva Daisy Buchanan, cugina di Nick, la donna di cui Gatsby è innamorato, per la quale vuole possedere tutto pur di averla, ma dalla quale non è corrisposto  
Nick rimarrà con Gatsby fino al dramma.

 

 

Tratto dal romanzo Il grande Gatsby*, che è un capolavoro, almeno per me, di Scott Fitzgerald, questo film è una tragica storia d’amore, dove lei rifiuta lui perchè povero, lui diverrà milionario solo per amarla. Triste vero?
Film visivamente piacevole, tra gioielli e abiti lussuosi, tra colori e tappetti, tra Jazz e Art Dèco.
Bravi tutti gli attori, splendida Carey Mulligan. ma un Di Caprio superbo (per me lo è spesso), in grande forma, un perfetto Gatsby, affascinante ed oscuro, intenso.
Sicuramente il film non mi fa dimenticare Robert Redford nel film del ’74 di Coppola, siamo su livelli diversi, completamente, difficile fare un confronto, registi troppo diversi, attori troppo diversi.

 

 

 

 

 

 

 

Ho trovato bella la scenografia; benchè convulsa, ho trovato la regia di Luhrmann coinvolgente, elettrizzante, fantasiosa, che ci riporta al mondo falsamente luccicante che la nostra società sta vivendo, una regia visionaria che ha modernizzato un’epoca non poi troppo lontana da noi, un’epoca di sfarzi e poi grandi ribassi economici e morali.
Bella la colonna sonora.
Da vedere per vivere anche il mondo dorato e tragico di Fitzgerald.

 

  *Il grande Gatsby, romazo toccante e amaro (così l’ho visto io quando lo lessi molti, molti anni fa), è il riflesso nato dalla vita eccesiva, lussuosa, stravagante dello scrittore Scott Fitzgerald e di Zelda, donna bellissima, sensuale, anticonformista, ribelle, amante della danza, ma moglie infelice che finirà in manicomio
Sposati, vanno a vivere a Long Island, in una villa presa in affitto dove vivono nel lusso, ma sempre sul baratro del fallimento visto le spese folli per abiti, gioielli, automobili, feste. Fitzgerald sprofonda sempre di più nell’alcolismo, Zelda, pur avendo una figlia, continua la sua vita di divertimenti, balli, tradimenti. Tra i due si insinuerà Ernest Hemingway, una frequentazione assidua che fa sospettare Zelda di un legame a sfondo omosessuale tra i due scrittori. La coppia si allontana sempre di più, anche per i rispettivi tradimenti. Zelda cerca una sua vita: partecipa a lezione di danza, dipinge, pubblica un romanzo…tra alti e bassi, minata dall’alcol e dalle cure per una presunta schizofrenia, muore nel 1948 nell’incendio che devasta la clinica in cui è ricoverata.
Senza Zelda ci sarebbe mai stata Daisy?

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Abbraccio

Si avvicina il Natale, ho preparato l’albero. Ogni pallina che ho messo mi ha ricordato la mia infanzia. Perchè la maggior parte dei decori appartenevano ai miei genitori. Mio padre li acquistava a Piazza Navona, o nelle botteghe artigiane; tutte in vetro. Le portava a casa e noi, assieme a mia madre, le posizionavamo a nostro piacere. Il nostro era un abete d’amore. Oggi lo è ancora di più, perchè quell’amore che arriva dal passato lo intreccio tutti gli anni, fino a creare una trama luminosa, di vetri poliedrici, di immagini che non si trovano più, di colori tra brillante e sbiadito, un’amore che valica il tempo e l’altra dimensione. Vorrei abbracciare ancora mio padre, come quando tornava la sera con le veline colme di tanta meraviglia, ma anche se arrivasse con le braccia vuote quell’abbraccio sarebbe il più ricco del mondo.

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Il fiore colorato (e io ne ho tanti)

Ho molti conoscenti, ma pochi amici (maschile/femminile).
Amiche, nel senso di femmine ancor di meno.
Ma quei pochi amano venire a casa mia, per un pranzo (dicono che cucino bene), per un caffè, per essere ascoltati, spesso mi dicono “…chi ti ascolta più, nenache in casa…”. Diciamo che sono una che sa relazionarsi, non con tutti eh! proprio no! Se non mi va a genio qualcuno lo dimostro palesemente, anche se rispetto sempre tutti. A volte casa mia diventa un crocevia…io divento un crocevia. Più di qualcuno mi dice che sicuramente sono così perchè ho avuto una vita da favola….Ora, lo dico senza modestia, come dico sempre me la sono e me la canto, ma io davvero sono amabile, non faccio alcuno sforzo per esserlo a tutti i costi, non mi interessa, io sono quella che sono. (punto), io lo dico sempre che sono stata fortunata: amata da piccola, professori eccellenti nel periodo scolastico, datori di lavoro con cui ancora sono in contatto perchè mi hanno insegnato molto, fortunata in amore…insomma sono fortunata, ma, ma…si domanderà qualcuno se dietro tutto questo non ci sia anche la mia fatica? Se solo sapessero quante volte mi sono messa in gioco, quante volte mi sono sfidata, ho sfidato, ho faticato, ho rischiato, quante volte sono caduta, mi sono fatta male, sono stata ferita…le esperienze amare mi hanno fatto crescere e migliorare. Qualcuno si chiede se la favola a volte non è stata dolorosa? La gente ti guarda e pensa che cammini a tre metri da terra perchè sei fortunata, ed è difficile far capire che proprio così non è, a volte ti senti dire “…che problemi hai tu?” Che espressione stupida! Se sapessero quanto a volte la sera sono sfinita, fisicamente e nell’anima. Ma poi? Non è che semplicemente si nasce così?
Qualcuno mi chiede se ho un segreto per essere sempre così disponibile, non essere mai arrabiata con la vita, per non essere mai acida (espressione che mi fa morir dal ridere), per vedere sempre un lato positivo.
Certo che ce l’ho un segreto, ora lo rivelo: ogni dolore e ogni gioia che ho provato hanno inciso nel mio cuore un fiore colorato che non posso far morire, lo annaffio tutti i giorni perchè possa continuare a creare profumo d’Amore.

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Il fondamentalista riluttante

di Mira Nair

 

Pakistan, 2010.
Changez Khan viene intervistato da Bobby Lincoln, giornalista americano.
Changez Khan gli racconta la sua vita di ambizioso analista finanziario di una grande agenzia di New York che valuta in qualsiasi luogo del mondo le credenziali di aziende in difficoltà; oltre ad inserirsi perfettamente nell’occidentale vita americana, si innamora di una fotografa, Erica.
Dopo l’11 settembre 2001 sarà costrettoa tornare in patria, perchè vittima di pregiudizi e sospetti.

 

  

 

Tratto dall’omonimo romanzo, di Moshin Hamid, questo film del 2012 è da vedere, anche se non è tra i migliori che ho visto.
Buona regia, meraviglioso cast dove primegia Riz Ahmed, ottima sceneggiatura, stupenda la fotografia, buona colonna sonora.
L’argomento trattato è spinoso e attualissimo: il fondamentalismo e l’America.
Alla fine qualche dubbio rimane sul protagonista, su come vediamo realmente le altre culture, su come ci si possa, e se è possibile, adattare a vivere in un paese completamente diverso dal nostro.
Film anche inquietante, doloroso, con un pizzico di mistero, ma niente sentimentalismo.
Non ho letto il romanzo, e non lo leggerò, ma credo che sia meglio del film, argomenti così profondi è difficile chiuderli in una macchina da presa.

 

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Festa dei nonni

La nanna nella savana

 

Nella savana africana possiamo trovare tanti animali, piante, insetti…e rumori.
Di giorno tutto va bene, ma la notte chi non è abituato non riesce a dormire.
Nel villaggio di Nondormo un cucciolo su tre non riusciva a chiudere gli occhi.
Mentre Tania Giraffa russava, Ippociccio era sveglio, e camminando contava gli alberi per addomentarsi, ma erano troppi e così perdeva il conto…si domandava quale fosse il modo migliore per riuscirci. Gli animali attorno a lui facevano rumore…
La notte seguente però riuscì a prendere sonno, ma non ci riusciva Lea leoncina. Camminando per il villaggio udì il lento russare di Ippociccio, e pensava cosa potesse fare per dormire almeno un po’ ….camminò ancora, ma poi decise di tornare nella sua stanza , dove la sorellina Macchietta dormiva beata . Pensò di contare le pecore, ma nella savana non esistevano, voleva ascoltare una ninna nanna ma chi gliela avrebbe cantata? Voleva leggere un libro, ma non ne era capace…
Allora decise di fare ancora una passeggiatina tra l’erba invasa dai rumorosi insetti.
Seduto sotto una pianta c’era un vecchio leone, dai lunghi baffi. Lea gli chiese chi era e lui rispose:”Sono un nonno!”
“E chi sono i nonni?”
“Sono quelli che sanno il segreto per far dormire i cuccioli”
Lea esclamò “Davvero?”
Il nonno prese un libro, inforcò gli occhiali e iniziò a raccontare una storia, con voce dolce e calma…la leoncina si addormentò.

Il nonno la portò nella sua stanzetta, la mise a letto e le rimboccò le coperte.
Da quel giorno i cuccioli di Nondormo divennero amici dei nonni, che raccontavano loro storie meravigliose, e alcuni nonni sapevano canzoni dolcissime, le ninne nanne…i cuccioli si addormentavano sereni, nella savana piena di dolce amore.

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