TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Cuore

“Coloro che si amano col cuore, col cuore si parlano l’un l’altro.”

Francisco de Quevedo

 

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Amore

“L’amore è un bellissimo fiore, ma bisogna avere il coraggio di coglierlo sull’orlo di un precipizio”

Stendhal

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1001 Grammi

di Bent Hamer

 

Marie, trentacinquenne, lavora all’Istituto di Metrologia Norvegese, l’organizzazione responsabile delle norme nazionali in materia di misurazioni, anche suo padre Ernest ne fa parte.
Marie ha il compito di controllare bilance postali e atri apparecchi di misurazione in modo che possano essere certificati, in tutta la Norvegia.
Marie è precisa, riservata, schematica, silenziosa, forte e fragile allo stesso tempo, Marie è alle prese con una separazione e poi la morte del padre.
Per verificare il chilo norvegese viene inviata a Parigi, e il suo equilibrio salterà anche grazie ad un “giardiniere”.

Film “semplice”, che si muove in determinati spazi che rispecchiano i personaggi. Quelli della protagonista è del padre sono ristretti, un po’ come le loro vite, quelli parigini più ampi, come poi porta l’evolversi della storia.
Poco emozionale, forse un po’ triste, ma non spiacevole, anche se il finale avrebbe meritato qualcosa di più.
Bella la fotografia.
Un film che può dare “la misura” di quanto pesi la vita, l’amore, la delusione, il dolore…

 

In questo film l’attrice appare malinconica e solitaria, ma scusate il commento che esce fuori dal film, quanto è bella, almeno io così la vedo, Ane Dahl Torp!

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Senza età

L’amore non ha età, nasce sempre. Lo hanno detto i poeti.
Blaise Pascal

 

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Resta con me

di Baltasar Kormákur

 

 

 

Tami, ragazza solare e dal carattere forte, e Richard Sharp, sognatore, fidanzati, hanno trascorso un periodo sulle isole polinesiane a bordo di una barca a vela. Essendo skipper provetti, viene proposto loro di portare l’Hazana, un modernissimo yoth a vela, fino al porto di San Diego, un occasione affascinante anche economicamente  e accettano. Salpano da Tahiti e dopo due settimane, nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico, un uragano di proporzioni terrificanti si abbatte sulla loro imbarcazione, sarà una delle tempeste tra le più violente della storia. Tami scende sotto coperta e mentre si assicura con una cima, sente Richard gridare, poi il buio; Tami resta priva di sensi per diverse ore. Quando si risveglia trova l’imbarcazione semidistrutta e il ragazzo gravemente ferito. Non si vedono navi, né terra, solo una distesa d’acqua .
Ma Tami è forte, determinata, sa che deve resistere, li sola in mezzo all’oceano, anche se disidratata e a tratti con allucinazioni. E’ una lotta contro il tempo anche se sono senza motori, senza albero, senza strumentazione, con la riserva d’acqua e cibo limitata. 

 

 

“Il 41º giorno un uccellino giunge sulla barca, Tami ripensa ai primi giorni del viaggio, quando si presentò una circostanza del tutto simile, e Richard le aveva spiegato che quello era un esemplare di terra. La ragazza capisce quindi di essere vicina alla salvezza. Qualche istante dopo, infatti, dopo aver scorto la terraferma, incontra un peschereccio che la porta in salvo.”

 

 

Il flm è tratto da una storia vera avvenuta nel 1983, ha per protagonisti Shailene Woodley e Sam Claflin*.
Film emozionante e coinvolgente, è una storia di amore ma anche di coraggio, anche di sfida, se mai si può sfidare la natura, ma la voglia di vivere spinge spesso a non mollare.
Non riporto qualche notizia per non spoilerare se magari qualcuno lo volesse vedere, per chi l’ha visto sa di cosa parlo.
La fotografia è incredibilmente stupenda, la colonna sonora perfetta. 
Gli attori, nei panni dei protagonisti, grazie all’alchimia che li accomuna, hanno dato veramente il meglio.

 

* I veri protagonisti avevano 23 anni lei e 34 lui, da un anno e mezzo navigavano per i mari del mondo portando barche da un porto a un altro per conto di ricchi committenti. Nell’ultimo viaggio furono investiti dall’uragano Raymond. Furono realmente realmente 41 giorni alla deriva.
Quasi vent’anni dopo quegli eventi, nel 2002, Tami Oldham Ashcraft raccontò la sua storia in un libro intitolato  Red Sky In Mourning,  proprio da quel libro nasce il copione per il film. 
Tami oggi 60enne, vive sull’isola San Juan, al largo di Seattle e non ha mai smesso di andare in barca a vela.

I veri protagonisti

 

Il

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Dedicato ai miei zii…

Oggi ho assistito ad una delle scene più commoventi che abbia mai visto.
Ok, il luogo non era dei più romantici, anzi…ma ho visto un uomo di 92 anni, appoggiare la mano sulla foto della moglie (84 anni) e dire: “Mio amore, sei stata la compagna di una vita, con te ho riso, ballato, litigato, viaggiato…mi sono confidato…non potevo desiderare un’amica migliore.”
Non è forse questo l’amore?  Due anziani amici…è amore, si, anche l’oltre.

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Una frase…

“Per il mio cuore basta il tuo petto,
per la tua libertà bastano le mie ali.”

 da Per il mio cuore basta il tuo petto di Pablo Neruda

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Il filo nascosto

 di Paul Thomas Anderson.

Londra, anni cinquanta: Reynolds Woodcock, sarto e stilista, affiancato dalla inseparabile sorella Cyril, è all’apice del successo.
Le sue creazioni affascinano le donne della casa reale, le stelle del cinema, le signore dell’alta borghesia.
Reynolds e Cyril vivono in simbiosi, nessuno dei due è sposato. Reynolds frequenta donne sempre diverse che lo venerano fino a quando non si esaurisce la sua vena ispiratrice. Tutto questo fino a quando non incontra casualmente Alma, giovane e bella cameriera che diventerà musa e modella e soprattutto compagna di vita.
Alma è soggiogata dalla personalità del sarto e ne è innamorata, ma quando lui inizia a soffrire “l’abitudine” del rapporto e infastidirsi dell’esuberanza della ragazza che “disturba” il suo lavoro decide, con il sostegno iniziale della sorella di allontanarla.
Alma troverà il modo di renderlo dipendente e riuscirà a farsi sposare, demolendo anche il ricordo della madre di lui, morta da anni ma ossessivamente presente nella vita dello stilista.

 

Film pluri candidato e anche premiato.
La trama può farlo sembrare una storia d’amore. L’amore c’è, ma non nel senso più facile della parola, è più un thriller psicologico, se penso al finale mi ricorda la trama dei film di Hitchcock.
Non dico tutto del film, per chi volesse vederlo, e secondo me ne vale la pena, perchè ci sono dentro tante sfumature che toccano l’animo umano.
Nel film trovi il rapporto vittima-carnefice, c’è la seduzione dello scapolo manipolatore, la maniacalità, l’ossessione istrionica, c’è l’immagine, la strisciante allucinata psicologia, la complessità dei rapporti, il complesso  d’Edipo…
A mio giudizio film raffinato proprio nella sua lentezza che fa assaporare ogni situazione, soprattutto quelle nascoste da scoprire un poco alla volta, come c’è da scoprire un fantasma.
E’ un film che cattura l’occhio e l’anima, un film ambiziosamente emotivo, ben diretto, bella la scenografia, la fotografia, stupendi i costumi, ben recitato; splendida l’intensa carismatica interpretazione di Daniel Day-Lewis (Reynolds Woodcock), straordinaria Vicky Krieps (Alma), all’altezza del ruolo Lesley Manville (Cyril).
E il filo nascosto qual’è? Io l’ho trovato, un po mi ha aggrovigliato, se vi va di cercarlo….
(il film è tratto da una storia vera)

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Romeo&Juliet

di Carlo Carlei.

 

   

Salto temporale: dal Medioevo al Rinascimento.
Due adolescenti innamorati: Romeo e Gulietta.
Montecchi e Capuleti.

 

 

Non sto a spiegare la trama, la storia è conosciuta e universale.
Il regista cambia qualcosa, ma il sentimentalismo, il romanticismo, la dolcezza dell’amore sono gli stessi, anche se trasportati in un’altra epoca. Belli, bellissimi i giovani protagonisti (Douglas Booth/Romeo,Hailee Steinfeld/Giulietta) anche troppo.


Proprio la bellezza della protagonista, così innocentemente pura e bambinesca toglie alla recitazione carisma e avvenenza
Belli i costumi e le ambientazioni, ottima la fotografia.
Non eccellenti gli attori… e allora di questo film mi è rimasta solo la magia dell’amore.
Che vale sempre la pena sognare.

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Tutti i santi giorni

 di Paolo Virzì

 

Guido è gentile, colto, poliglotta, lavora come portiere di notte in un grande albergo.
Antonia lavora in un autonoleggio, è irrequieta, è una musicista che canta la sera nei locali.
Vivono alla periferia di Roma, si amano tantissimo e lui tutte le mattine la sveglia con la colazione e il nome del santo del giorno.
Sognano di avere un figlio, che non arriva.

Una bella storia d’amore, una commedia vivace anche se c’è dentro il dolore di non essere genitori e la spasmodica ricerca per diventarlo. Una vita routine che non pesa, perchè la vivi con la persona che ami, quella con cui scegli di dividere la vita con tutto quello che comporta e che anche nelle difficoltà diventa più forte, perchè la forza arriva dalla complicità che hanno i protagonisti, una verso l’altro.
Bravissimi gli interpreti, Luca Marinelli (Guido) e Federica Caiozzo (Antonia, in arte Thony), intensi, dolci, comici. Film da vedere, è piacevole e senza sottovalutare l’argomento principale: la maternità desiderata.
Farete anche un viaggio nella mia Roma grazie alle belle inquadrature.
Ottima la colonna sonora.
Unico appunto che posso fare è che personalmente avrei evitato qualche scena e battuta troppo da commedia comico/volgare.

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