TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Animali e anima…

421      angel_prayer     angeli-del-bosco

 

angelo-con-gattino Dicono che gli animali non hanno un’anima… bè, io non ci credo. Se avere un’anima significa essere in grado di provare amore, fedeltà e gratitudine, allora gli animali sono migliori di tanti esseri umani (J. Herriot) angioletto-con-coniglio

 

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Cosa non si fa….

...per un amico peloso. perchè loro sono veri amici, anzi anche di più, sono te.

sconforto Quando arriva la nostalgia, la malinconia come fai a non sopportare i 40° che diventano 43° con lui appiccicato addosso?  Ma te lo chiede quel contatto con tanta discrezione che non puoi dirgli di no.

palla E quando arriva la voglia di giocare, mentre tu tenti un tuffetto in piscina per evitare quei 40° alle 12, come fai a dirgli di no se imperterrito resta immobile sotto il sole mettendoti la pallina sotto gli occhi?

ombrellone E come fai a non comprare un altro ombrellone per ripararlo dal sole quando decide che quel giorno vuole stare a sonnecchiare nel gabiotto? (che serve solo momentanamente per quando arrivano i paurosi dell’animale 🙂 )

mele E come fai a sgridarlo quando stacca le mele più belle e tonde per mangiarle? Ridi e basta.

Calzino 28 5 2016 (5) E come fai a non sacrificare il calzino da palestra di tuo marito quando si taglia di netto un cuscinetto?

84 E come fai a non amarli quando ad impararti a camminare è stata Mora?

IMG-20160517-WA0000 IMG-20160517-WA0002 E come fai a non provare tenerezza quando appena nato resta senza la sua mamma?

 

“Il nostro amore per gli animali si misura dai sacrifici che siamo pronti a fare per loro.”

(K.Lorenz)

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Il grande e potente Oz

Il-grande-e-potente-Oz-youmovies.it_ regia di Sam Raimi.

 

Oscar Diggs è un prestigiatore/illusionista, bugiardo, furbo e squattrinato che vive nel Kansas.
Per non essere preso da un rivale in amore sale su una mongolfiera che lo conduce nella terra di Oz, un luogo magico.
Gli abitanti della terra di Oz lo credono un vero mago, il salvatore che una profezia indica come colui che li salverà dalla strega cattiva.
Diggs scopre che nel palazzo reale è conservato un immenso tesoro che sarà il suo premio solo se annienterà la strega.
Diggs, ormai chiamato il grande mago Oz, si mette in viaggio per cercare la strega; nel suo pellegrinare incontrerà personaggi fantastici e vivrà un’avventura incredibile.

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Un film che ho visto qualche giorno fa con i figli dei miei vicini (mi sono prestata come baby sitter) e che ho avuto la fortuna di vedere su uno schermo di ultimissima generazione, sembrava un 3D. E diciamo che fa la differenza di vederlo su uno schermo normale.
Il film racconta la gioventù del mago di Oz, non posso dire che è il remake del libro di Lyman Frank Baum  (vero capolavoro secondo me) anche se ci sono molti riferimenti adattati  in chiave moderna, film indubbiamnete originale. Una bella colonna sonora, bravo James Franco, ma le tre streghe sono stupende davvero (ti strega_no):

la giovane Theodora (M. Kunis) oz-mila-kunis-theodora-costume-grazia-daily-uk Tumblr_mig7tnor4m1rse64oo1_500

la  malvagia Evanora (R. Weisz) tumblr_mjvgay0V7o1s8delco1_500 Evanora-green-lightning

 la buona Glinda (M. Williams) pic 2 image

Il film, se lo guardi con gli occhi dei bambini, è spettacolare, con effetti speciali straordinari, porc  una bambola di porcellana animata che li ha conquistati (chi non la vorrebbe come compagna?); i bambini sembrano viverci dentro quel mondo magico: streghe, maghi, personaggi originali, animali che parlano, tanto colore (anche se l’inizio è in color seppia, il che è affascinante)….la parte migliore per loro è l’inizio del viaggio che Oz compie nel mondo magico Il-grande-e-potente-Oz e il finale, perchè tutto è colorato e veloce. Il problema è la lunghezza di questo film, sembra interminabile; dopo circa 40 minuti dall’inizio ho dovuto fare un break e proporre una merenda perchè è un po pesante per i bambini, poi….
noraimixoz Se guardi il film con gli occhi dell’adulto lo vedi come una metafora della vita: l’uomo egoista, approssimativo, opportunista, bugiardo e dai sentimenti facili si trasforma in un uomo forte moralmente, grazie alle difficoltà che deve affrontare e che gli fanno capire qual’è la strada dell’onestà e dell’amore.
Cosa mi è rimasto di questo film? L’illusione che l’uomo meschino possa davvero diventare un “uomo migliore”. Io, d’altra parte, sono adulta e con tutte lo sovrastrutture del caso, i bambini lo hanno guardato semplicemnte come una bellissima favola, non avendo ancora sovrastrutture che arrovellano il cervello.
Lo consiglio a chi ama sognare e farsi trasportare dalla fantasia, il viaggio è “fantastico”.  Soganre è per tutte  le generazioni. Per me lo è stato.

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Sfiduciata (con speranza)

Domenica, a Parigi inizierà il vertice organizzato dall’Onu per salvare il Pianeta dalle emissioni di Co2 che stanno facendo aumentare vertiginosamente la temperatura dell’atmosfera e dei mari, con le conseguenze ormai note a tutti: spaventosi disastri naturali.
190 Paesi partecipanti.
Riusciranno/riusciremo davvero a ottenere qualcosa? Sono anni che vengono imposte drastiche norme che puntualmente non vengono messe in atto. Non ci vogliono parole, protocolli…cioè ci vogliono, ma ci vuole una grande convinzione, che scetticamente non vedo.
Non sto qui a nominare quali Paesi hanno promesso e non mantenuto…e sperando che questa volta abbiano voglia di lasciare seriamente questo nostro meraviglioso mondo un po meno malandato ai nostri figli (no i nostri figli no, nipoti…) dico che intanto:

 

– Italia: l’Oms ha stimato che, a causa della concentrazione di polveri sottili dovute a traffico, industrie e riscaldamento, muoiono 8mila persone all’anno;

-Cina: a causa dell’inquinamento industriale le alghe invadono le coste dell’est, ne sono state rimosse circa 7mila tonnellate ;alg nella provincia di Gansu avanza la desertificazione, a causa delle tempeste di sabbia, mai avvenute in quella zona, che coprono le terre coltivabili;

-Artico: l’Agenzia Spaziale Europea ha inviato immagini dei ghiacci perenni, si riducono, sono diventati sottilissimi, spariranno fra 2020 e 2030.

-Canada: nel nord/ovest, terra degli inuit, l’erosione delle coste e lo scioglimento del permafrost, ne compromette la vita;

-Russia: in Siberia il permafrost, suolo perennemente ghiacciato, si sta sciogliendo provocando lo sprofondamento delle case;

-Himalaya: in 20 anni i ghiacciai del Tibet si sono ridotti dell’8%, spariranno entro il 2040 img739

-Perù: i lama, sostentamento primario di molte popolazioni stanno diminuendo a causa delle estati troppo calde e degli inverni troppo gelidi che fannno ammalare questi animali;

-USA: Colorado, i pini delle Montagne Rocciose si stanno ammalando e muoiono a causa dell’arrivo di parassiti non abiituali della zona;

-Italia: Basilicata, la spiaggia di Metaponto si sta riducendo a causa dell’erosione causata da piogge e temporali di natura tropicale, in 10 anni ci sono stati 15 metri di spiaggia in meno;

-Monte Bianco: ghiacciaio del Prè de Bar, si riduce di 20/30 metri di lunghezza e di5/7 metri di spessore all’anno prima dopo (ho avuto la fortuna di vederlo 24 anni fa, spettacolare e imponente, lo riconoscerei oggi?)

-Oceani: temperatura con picchi di 17° in superficie, muore così la barriera corallina e scompare il fitoplancton (microrganismi che alimentano i pesci) Copia di img739

“La terra ti ascolta, il cielo
e le montagne ti scrutano.
Se riesci a comprendere questa verità
vivrai a lungo!
(canto luiseno)

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Torneranno le quattro stagioni – Mauro Corona

cInverno
“Stefano era un bambino come voi che, forse, leggerete queste fiabe….Ed era un uomo come quelli che forse leggeranno queste fiabe…” (da Stefenin)
“La vita accade, e non c’è scampo. Nel bene e nel male quello è il sentiero” (dal Binocolo Magico)

Primavera
“Il tordo cresceva come pane che lievita.” (da Libertà)
“Un ruscello faceva ondeggiare tra i sassi la sua treccia d’argento liquido e cantava pure lui.” (da La radura scolpita)
“Nessuno può spiegare il misterioso rapporto che lega uomini e animali. Ma è certo, tra esseri umani e animali un dialogo esiste.
…L’erba era cresciuta e faceva inchini a destra e sinistra sotto la spinta del vento” (da La marmotta)

Estate
“D’estate, molta gente, prima di andare in ferie, getta via i cani come sacchetti di spazzatura..” (da L’estate di Ciuffo)
“Una bambina di dieci anni aveva un nonno all’antica, che voleva educarla all’antica, e le voleva bene all’antica. Ma che vuol dire all’antica?…” (da Uffa!)
“…respirando tempo libero, aria libera! L’aria della vita, di fronte alla quale non c’è oro che paga o ricchezza che valga.” (da Il gufo e il pettirosso)

Autunno
“Il vento del destino fa muovere le cose, le fa danzare, ma le porta anche via. Le porta altrove, lontano….Nessuno può sapere quale vento scuoterà le nostre vite…” (da La piuma).

 
Ancora la natura partecipe di queste favole; favole che hanno dentro l’amore, la paura, la sofferenza, l’ilarità, la fantasia, la montagna, gli animali, gli uomini…la semplicità di una voltà, quella che te le fa leggere o che sei un bambino o che sei un adulto.
Libro piacevole che si legge in un batter d’ali, sedici racconti divisi per stagione dove c’è tanta tenerezza e dolcezza e sentimento. Ancora una volta Corona mette l’uomo e la natura in contatto, ci fa capire quanto siano intrecciati anche se il consumismo e l’indifferenza vogliono  fare da padrone.
Sedici racconti dove la realtà si mescola inevitabilmente all’mmaginazione di questo “montanaro” che ha saputo creare personaggi e situazioni che immediatamente arrivano al cuore.

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Il volo della martora – Mauro Corona

il-volo-della-martora-libro-85553  Quattro gruppi di racconti (ventisette) che parlano di animali, di piante, di uomini, del paese di Erto; tutto sotto l’ombra di una data: 9 ottobre 1963 quando una parte del Monte Toc precipitò nel lago del Vajont creando una catastrofe che spazzò paesi e più di duemila morti.
Ricordi d’infanzia e giovinezza, dove fantasia e realtà si intrecciano.
 Di Mauro Corona ho letto diversi libri, e ancora ne leggerò, ma il suo primo non lo avevo volutamente letto. Ora l’ho fatto.
Un libro bellissimo che corre spesso sul filo dei ricordi di un bambino cresciuto con l’amore familiare a metà, tra povertà e durezza, ma che ha respirato e imparato tradizioni e realtà della vita di montagna, una vita che non esiste più, che sembra lontana anni luce da noi, ma che è la radice di molti di noi.
Racconti ironici ma anche struggenti dove la solitudine non è disprezzata, dove la natura è scandagliata nei suoi segreti, dove l’uomo diventa impontente davanti un’onda devastarice, che ha annientato secoli di vita, da lui stesso creata per non aver rispettato quella che è la nostra vera madre.
Figure di donne e uomini che sembrano surreali, ma che in realtà sono esistiti, quotidianità che ho ritrovato nella memoria, visto che i miei nonni materni venivano da un paese di montagna.
Corona è un uomo che non ha illusioni, ma tante amarezze e nostalgia per tutto ciò che ha perso, per ciò che ha visto sparire, ma che riesce a raccontare “la vita” di ieri con una forte realtà mescolandola ad una fantasia che se non ci fosse renderebbe la lettura una cronaca. E’ questo che mi piace di lui, la magia nel creare storie e nell’unire le parole. Ora che ho letto questo suo primo libro capisco ancor di più da dove sono nati i romanzi intrisi di figure particolari.
Sarà che amo la natura, sarà che spesso ho nostalgia delle corse nei vecchi vicoli del paese dei miei nonni, sarà che ho nostalgia della vita semplice di una volta, ma Corona mi entra nell’anima e ci resta, un monito a non dimenticare quanto la natura sia potente e noi uomini infinitamente fragili.
Spero che mia figlia voglia leggere un domani i suoi libri per capire ancor di più quanti errori noi uomini abbiamo commesso e commettiamo avidi di noi stessi e non delle rocce che sono sentinelle dei monti, non dei boschi che in una giornata di calore ti regalano il refrigerio, non degli animali che permettono anche la nostra vita, non avidi di vedere l’anima delle cose che ci circondano.

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Un sogno….

Qualche “delinquente” (e gli stò facendo un complimento) ha ben pensato di avvelenare gatti e cani di un paese che dista circa 10 chilometri da qui..

Il mio sogno? Che tutti gli animali possano vivere amati e coccolati come i nostri. Utopia?

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Semir attende il rientro di Melissa…

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I fantasmi di pietra – Mauro Corona

126In quella casa vive e lavora un fabbro, stà forgiando i stumenti da lavoro per arare, rastrellare, tagliare. Lìc’è il forno del pane, il suo profumo invade la strada. Ecco la letamaia dove è stato ritrovato il corpo del marito della donna che vive nella casa accanto. E lì ci sono i cessi pubblici dove possiamo vedere i culi delle donne che vanno a urinare. Quella è la stalla del delitto. In quella cucina c’è il camineto più grande di tutto il paese.
Quattro strade che tagliano il paese dove in ogni stagione si lavora secondo i ritmi della natura.
Peccato che il paese è un paese fantasma, le figure sono fotografie nella mente dell’autore, sono una fotografia che è rimasta tale dopo il 9 ottobre 1963.

Corona narra poeticamente la natura, la vita, le persone, le case che in questo paese, Erto, animavano la vita di tutti i giorni fino a quel maledetto giorno, quando il monte Toc franò nell’invaso del Vajont sollevando un’onda altissima, 200 metri di altezza, che sconvolse gli agglomerati montani di Erto e Cassio provocando più di 100 morti e fece scomparire il paese di Longarone portando via più di 1900 vite. Ci parla della saggezza antica di popolazioni abituate a sacrifici e che rispettavano e si adattavano alla natura che li circondava, una natura non sempre benevole, quella natura che si stà riprendendo i suoi spazi, quei spazi che l’uomo gli aveva tolto e che l’uomo gli ha ridato, ma a che prezzo?
Un libro anche intriso di metafore, malinconia, storie di epoche lontane; un libro dove ho potuto conoscere gli usi, la povertà, le leggende di quel paese di montagna.
Ho sorriso, mi sono incuriosita, mi sono immedesimata e mi sono comossa leggendolo. Per me un libro stupendo, da leggere con calma e in silenzio, per ascoltare il ritorno dei fantasmi che camminano in quelle quattro strade. Un libro dove la memoria ci ricorda che l’uomo può costruire con grande sacrificio ma può distruggere per grande superficialità.

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Principessa Mononoke

momnoIn Giappone, il guerriero Ashitaka viene contaminato da una maledizione mortale. Si mette in viaggio per chiedere al Dio Bestia una cura. Attraversando alcune regioni le trova coinvolte in una guerra tra gli uomini e gli animali primitivi della foresta; questi sono aiutati dalla Principessa Spettro, ragazza allevata dai lupi. Gli uomini sono guidati da Lady Eboshi che gestisce un villaggio dove i fabbri lavorano il ferro estratto dalla montagna e per ricavarlo abbattono gli alberi che la ricoprono; per poter continuare l’abbattimento e per conquistare l’eterna giovinezza bisogna uccidere il Dio Bestia, tagliandogli la testa.

La traduzione  di Mononoke è  Principessa degli spiriti vendicativi.
Film  del 1997, di Hayao Miyazaki, presentato in questi giorni nelle nostre sale cinematografiche. Ieri Meli mi dice “Mami, ho diligentemente svolto il mio compito di studentessa, compiti terminati, possiamo andare al cinema?” E mamma, prende l’automobile e parte, non si può dirgli di no, non chiede mai niente se non cinema o teatro.  E a questo non potevamo mancare.
Colonna sonora bellissima per questo film suggestivo e d’avventura, dove gli uomini combattono uomini e natura, dove gli animali combattono altri animali; disegno particolare con immagini bellissime, dai colori vivaci, splenditamente realizzati; un film lungo ma avvincente.
C”è tutta la mitologia giapponese dell’epoca di ambientazione dove al centro troviamo quei valori ormai trascurati: rispetto e sacrilità della vità; il giovane Ashitaka impersona chi tenta di non uccidere o distruggere, usando, quando possibile, le sole parole.
Il messaggio del film è chiaro: ecologia; distruggere la simbiosi che ci può essere tra natura e animali è pericoloso, mette i brividi. Dovremmo avere paura di queste distruzioni e cercare di crescere per far si che ciò non accada.
Altro messaggio è quello sull’odio: se questo esiste tra gli umani, anche se di diversa fazione, diventa come un cancro che ci consuma (la ferita mortale) e porta alla fine della vita (uccisione del dio bestia). Anche Mononoke dovrà abbandonare questo atteggimanto verso gli umani (che considera malvagi) che ha ripudiato, c’è sempre una speranza, c’è sempre l’uomo diverso (Ashitaka) che considera ancora la vita un bene sacro, e usa la dolcezza, il contatto fisico, per mezzo dell’abbraccio, per trasmettere questo amore. Come potrebbe essere diversamente? Non è il primo gesto quando si nasce, il contatto fisico? Non è l’abbraccio di una madre? L’abbraccio alla vita lo da la natura e noi uomini sempre più spesso lo dimentichiamo. Ancora non riusciamo a capire che la natura ci dona la vita, ma la può anche togliere, senza preavviso e senza armi, come invece fa l’uomo, anche nel film.
A mio giudizio c’è un altro messaggio, velato, non palese ma che si intuisce nelle ultime scene con il rinascere del bosco, dei suoi colori… Si può costruire una società compatibile con la natura? Si, si può, basando il vivere sul rispetto, civilizzare non vuol dire annientare, io credo che sia l’unica strada; in me, quando penso alla natura che stiamo uccidendo, nasce la tristezza che ha come base la catastrofe di tutto questo meraviglioso mondo: gli animali, i boschi, i fiori, l’acqua e l’uomo stesso. Possiamo essere così incoscienti da ucciderci? Possiamo essere così smemorati da dimenticarci da dove proveniamo? Possiamo essere così sciocchi da crederci una divinità? Possiamo essere così meschini che pur sapendo che stiamo sbagliando continuiamo imperterriti in nome del dio denaro? Evidentemente si, se penso a tutte le catastrofi naturali e non che accadono.
Questo meraviglioso film fa pensare a quanto il materialismo stia realmente distruggendo tutto, valori compresi.
Pace e natura, sicuramente un’utopia; ma quanto è bella stà utopia! Tanto. E con tutta la convinzione che ho nel cuore, spero che le nuove generazioni abbiano il coraggio di tornare indietro di qualche passo.
Nel  film il finale non è scontato: i due protagonisti, pur uniti nella battaglia e nell’anima, si separeranno: uno per tornare tra gli umani, l’altra per tornare a vivere nella natura; nulla è scontato nella vita, anche il finale mi ha soddisfatto.

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Orice bianco d’Arabia

index Trovo che sia un animale affascinante, elegante, meraviglioso, un pò magico, mi fa pensare ad un dio mitologico. Un tempo abitava le steppe e i deserti dell’Arabia; la caccia indiscriminata e protatta per lungo tempo portò all’uccisione dell’ultimo esemplare selvatico nel 1972; la specie venne quindi dichiarata “estinta nella natura” dall’IUCN-International Union for Conservation of Nature. Fortunatamente, già nel 1963, era partito il programma Operation Oryx che aveva trasportato nello zoo di Phenix alcuni esemplari prelevati dal loro ambiente per farli riprodurre in cattività e poi reintrodurli nel loro ambiente naturale; il programma di tutela ha coinvolto diversi giardini zoologici in tutto il mondo.  Già all’inizio degli anni ottanta sono stati reintrodotti i primi esemplari in Oman e successivamente in Arabia Saudita, Israele, negli Emirati Arabi e in Giordania.
?????????????????????????????????????Oggi si contano più di 1000 esemplari in natura e 600 in cattività;  è la prima volta che una specie classificata “estinta in natura” nella Lista Rossa dell’IUCN risale nella graduatoria di due categorie: oggi è classificata come “vulnerabile” avendo superato le categorie “in grave rischio di estinzione” e “a rischio di estinzione”.
L’orice è alta circa un metro e pesa 70 kg,  le lunga corna sono nere e possono raggiungere il mezzo metro di lunghezza, ne sono dotate entrambi i sessi; il manto è principalmente bianco luminoso, con la parte inferiore e le zampe di colore bruno; nella giuntura fra collo e capo, sulla fronte, sul naso e lungo una linea che va dal corno all’occhio e alla bocca sono inoltre presenti le caratteristiche strisce nere tipiche di questo animale.
oriceSi nutrono di germogli, erba e foglie e sono solite riposare durante le ore più calde della giornata rifugiandosi all’ombra. Questi animali hanno la capacità di capire se sono presenti piogge nelle regioni più vicine e vi si spostano;  in Oman si sa di un gruppo di orici che si sposta entro un territorio di 3.000 kilometri quadrati. Vivono in branchi fino a 15 individui dove convivono entrambi i sessi. 

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