TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Gambit

di Michael Hoffman

 

 

Harry Deane, curatore d’aste, vessato dal suo capo, mette in piedi una truffa ardita, che si svolge tra Londra e New Mexico, per raggirare un ricco collezionista d’arte, Lionel Shabandar.
Il collezionista deve acquistare un falso Monet.
Deane si fa aiutare da una campionessa di rodeo e dal Maggiore.
Ma non tutto va come previsto.

 

 

Il film è un intreccio spassoso sostenuto dalla divertente scenografia dei fratelli Coen. Film non dei migliori, anche scontato se vogliamo, ma che si gusta senza troppo impegno, con serena ilarità.

Interpreti perfetti: Alan Rickman, Stanley Tucci, Cameron Diaz (che ho apprezzato per la sua figura mozzafiato e sensualità, non per le sue capacità, proprio non riesce a piacermi), Tom Courtenay e non ultimo Colin Firth, dall’insospettabile comicità e dal carismatico talento.
Da guardare se avete voglia di leggerezze e relax, e per chi ama Colin Firth da non perdere la scena in cui incede regalmente senza pantaloni nel Savoy Hotel di Londra.

 

 

 

 

 

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Dedicata

DEDICATA

Scarpette di seta rivestite,
di tessuto cremisi e
intrecci di fili dorati
avvolto ha il corpo di
saettanti moine.

 

Risate argentine invadono il
cuore e occhi
vibranti di scaltra furbizia
femminile destreggiano
il palco.

 

Locandiera costruita dalle
magiche parole del Maestro,
incise eterne nell’universo,
non teme il sangue caldo,
la passione che
turbina su assi baciate nel
tempo da chi di teatro ne fece Arte.

 

Locandiera che sfida il tempo
non teme Mirandolina dai
rossi capelli, ne guarda anzi,
ingorda, la nuova vita
che s’offre a incantati corteggiatori,
ad affascinati spettatori,
Mirandolina Mirandolina….

 

Di complessa anima e
orgoglioso potere, di leggiadria,
di parlantina che incanta
Mirandolina si avvinghia
a chi vita gli dona.

 

Di anima la storia ho vissuta
di cuore da te l’ho amata
artista e donna
di vibrante cultura e
passione infinita.

 

A Barbara con immenso affetto e amicizia. Paola.

 

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Volevo scrivere…

…che in Italia niente cambia: soliti intrecci, favoritismi, traffici, missioni di solidarietà che tali non sono, sindaci/che che chiedono trasparenza e che trasparenti non sono, che prendono compensi altissimi (117mila euro annui, ad esempio…), e te credo che “nun se tocca…”;

Vocazione di San Matteo – Hendrick Terbrugghen
(Gesù chiama matteo mentre riscuote le tasse)

volevo scrivere che i romani pagano 162euro l’anno, a Berlino 75….ma la monnezza c’è sempre a dispetto delle tante parole e promesse (false ovvio) fatte; volevo scrivere che alcuni assessori comunali per un part-time prendono 7mila euro, e certo! il problema non c’è visto che gli italiani sono il popolo più tartassato tra imposte e contributi;

“Anche sorgenti e pozzi si esauriscono quando si attinge troppo e troppo spesso da loro.” – Demostene

volevo scrivere che i partiti si ingozzano di contributi parlamentari e rimborsi ma si dichiarano sempre in rosso….; che le pensioni sono sempre più basse e in età sempre più avanzate, che alcuni non le prenderanno mai, volevo scrivere che la forza lavoro invecchia sempre di più mentre i giovani continueranno ad essere immobili, l’Italia rallenta. Volevo scrivere, ma non trovo le parole giuste e siccome, come dice Publio Cornelio Tacito “… le chiacchiere non producono nulla” , o come dice Catone “Bisogna prestare poca fede a quelli che parlano molto”, chiudo qui e vi auguro la buona notte.

 

La Morale

Una bella matina er direttore

d’un Giardino Zoologgico vestì

le scimmie, le scimmiette e li scimmioni

co’ li calzoni de tela cachì.

Una vecchietta disse: – Meno male!

ché armeno nun vedremo certe scene…

Er direttore l’ha pensata bene:

se vede che je preme la morale…. –

Una scimmia che stava ne la gabbia

tutta occupata a rosicà una mela,

intese e disse: – Ammenoché nun ciabbia

un parente che fabbrica la tela…….

Trilussa

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Giovanni VII

  Di Giovanni VII (86º papa della chiesa cattolica) non ne parlo perchè abbia fatto grandi cose, ma perchè è il primo papa di cui abbiamo l’immagine vera perchè ritratto in vita, quindi attendibile.
Di origine greca, ci sono scarse fonti sulla sua vita, le notizie conosciute contengono soprattutto notizie sulle principali imprese artistiche di papa Giovanni. A differenza dei papi che si fecero seppellire in San Pietro, anche in modesti sepolcri , fu il primo a farsi inumare in un oratorio costruito appositamente per lui e dedicato alla Vergine; fece restaurare diverse chiese romane, tra cui la semidistrutta chiesa di S. Eugenia, fece riparare i cimiteri dei SS. Marcelliano e Marco e di papa Damaso. Molti affreschi che fece dipingere in numerose chiese spesso includevano raffigurazioni della sua persona
I restauri più importanti furono dedicati alla Vergine: i mosaici della basilica di S. Pietro e gli affreschi di S. Maria Antiqua nel Foro romano.

 

Roma – Frammento del mosaico di Giovanni VII. – Museo Petriano

Oratorio di Giovanni VII – Antica basilica di San Pietro – Sacrestia di Santa Maria in Cosmedin –
Sacra Famiglia e Angelo

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La migliore offerta

offerta di Giuseppe Tornatore
Virgil Oldman, sessantenne, colleziona ritratti di donna che custodisce in una stanza segreta della sua casa. Affascinato dalla figura femminile passa ore a guardarli.
Oldman è un eccentrico battitore d’aste cresciuto in un orfanotrofio dove veniva obbligato a frequentare un laboratorio di antiquariato che lo portò ad avere la passione per l’arte.
In un’antica villa vive una ragazza, Claire, che lo contatta per far valutare alcune opere, vuole che lui vada alla villa.
Quando Oldman arriva si rende conto che deve comunicare con la ragazza solo con telefonate, messaggi o da dietro una porta, mai di persona.
Inizialmente Oldman decide di abbandonare l’incarico, ma Claire gli confessa di soffrire di agorafobia e che per questo non esce da diversi anni. Tra Oldman e Claire nasce un rapporto di stretta amicizia, un’anomala intimità fino a quando l’uomo insiste per vederla, la ragazza decide allora di mostrarsi.
Oldman se ne innamora e mette al corrente di questa relazione Robert, restauratore di vecchi marchingegni che gli aggiusta un antichissimo automa meccanico trovato all’interno della villa di Claire.
Oldman convince, su suggerimento della fidanzata di Robert, Claire ad andare ad abitare con lui e svela il luogo dove custodisce la sua collezione.
Sarà un legame sincero quello che li unisce? Quanto durerà questo amore?
Cosa nasconde la donna dietro la sua apparente fragilità?
Cosa porterà Virgil Oldman ad aver bisogno di essere curato da uno psichiatria?

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Film meraviglioso, un meraviglioso Tornatore, una sceneggiatura perfetta e ricca, un’eccellente fotografia.
La storia d’amore, la sfuggente Claire, le fobie di Oldman, i preziosi dipinti…è un gioco tra la realtà delle circostanze e la follia dell’amore ossessivo, l’ipocrisia, l’avidità, l’ambizione.
Bravissimo Rush nel ruolo di Oldman, ma bravi anche Donald Sutherland, Sylvia Hoeks, Jim Sturgess, un cast internazionale per questo film cupo,  per un triangolo amoroso intriso di giallo.
Perfetta la colonna sonora di Ennio Morricone.

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Aquila romana

A Londra è stata scoperta una straordinaria scultura Romana: un’aquila che ha un serpente nel becco. Le raffigurazioni di aquile e serpenti sono tipicamente romane.
E’ databile tra il I e il II secolo d.C., simboleggia la lotta del bene (l’aquila) contro il male (serpente).
Questo tema è comune nei contesti funerari, infatti nella zona si trovava un importante cimitero romano.
L’ipotesi è che la statua adornasse un ricco mausoleo le cui fondamenta sono state trovate durante gli scavi; l’ipotesi è avvalorata dalla mancanza di erosioni della scultura, il che fa pensare che fosse posta in una nicchia, è intatta come è stata scolpita, forse solo la pittura è andata perduta.
Martin Henig (Istituto di Archeologia dell’Università di Oxford) ha definito la qualità di questa scultura eccezionale, l’ha definita la migliore scultura di un artista Romano-Britanno che sia stata mai trovata a Londra, una delle migliori statue sopravvissute della Britannia Romana dove lavorava una nota scuola di scultori.

aquila

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L’accompagnatrice – Nina Berberova

Laccompagnatrice_01Ambientato in Russia, quella Russia dove le divergenze sociali fanno da sfondo a questa storia: 1919, post Rivoluzione d’ottobre dove il freddo, la fame, la povertà di una pianista, si scontrano con il calore, l’abbondanza, la ricchezza di una cantante gentile e innamorata della vita; due donne tanto diverse tra loro per posizione sociale, fascino, bellezza, amori, ma che si incontrano nella musica. Una, Sonecka, pianista, a cui la mamma aveva prospettato una brillante carriera, sarà l’accompagnatrice dell’altra, cantante di successo, Marija Nikolaevna. Le due viaggeranno tra la Russia e Parigi per i concerti, ma il legame artistico non sarà sufficiente a fermare la gelosia, l’invidia che l’accompagnatrice nutre, pur riconoscendone e ammirandone il talento, verso la cantante. Il tutto è avvolto dalla irrequieta vita sentimentale della Nikolaevna, che Sonecka, scialba e poco elegante, non conoscerà mai. L’accompagnatrice non si inserirà mai all’interno della vita della cantante, anche se accolta con affetto e tenerezza, si sentirà sempre lasciata al margine.

Bellissimo romanzo di Nina Berberova, scritto nel 1934 e pubblicato solo nel 1985 in Francia.
Io l’ho letto la notte scorsa, tutto d’un fiato; è breve e si legge benissimo. Originale l’idea del diario ritrovato per caso, con cui inizia il libro. La figura, l’aspetto fisico e la psicologia dei personaggi è ben disegnata e sono magnificamente descritti i drammi e i segreti che si intrecciano all’interno di questa storia dove è interessnte anche il conflitto, nascosto, tra le due donne; un conflitto che nasce dall’ingiustizia sociale, all’epoca ben marcata.
Ho apprezzato la comprensione che la Berberova mette nel descrivere i vari personaggi; anche nella loro crudeltà ne riconosce le attenuanti. Ecco giustificare in parte Sonecka, a cui non viene mai dato un riconoscimento, un’attenzione…Intelligente quello che la scrittrice ci vuole comunicare: come un regime può inquinare i sentimenti più naturali della vita, ad esempio l’amicizia, la solidarietà; come il talento spesso scompare davanti al fascino e alla bellezza, non è forse quello che accade oggi? Come l’invidia, la cattiveria, la malizia, concentrate su un’ossessione possono mettere una barriera nell’anima tanto da far apparire tutto il resto indifferente.
Correggo il bellissimo scritto all’inizio, lo sostituisco con sublime, assolutamente da leggere. Alle donne lo consiglio particolarmente, chi meglio di noi può calarsi nella psicologia delle due protagoniste?

Posto un’opera che ben si lega a questa storia e di seguito ne presento l’artista.

Ritratto di Nadejda Jdanovich al pianoforte.

Ritratto di Nadejda Jdanovich al pianoforte.

Pavel Andreyevich Fedotov è stato un pittore dilettante russo, nato a  Mosca nel 1815.
Era un ufficiale delle Guardie Imperiali di San Pietroburgo; tra i suoi interessi c’era il flauto e i corsi serali presso l’Accademia di Belle Arti, dove si concentrò sulla pittura. Nell’esercito divenne il pittore del reggimento eseguendo ritratti di ufficiali e scene militari, anche se la sua passione era la satira

La colazione di un aristocratico

La colazione di un aristocratico

 

Ritratto del capitano in seconda Vannovsk

Ritratto del capitano in seconda Vannovsk

Corteggiamento di un maggiore

Corteggiamento di un maggiore

Anche se consapevole della notevole carriera che gli si prospettava come pittore di reggimento, decise di concentrarsi su quello che maggiormente voleva rappresentare e nel 1844 si congedò, anche se questo voleva dire rinunciare a un considerevole stipendio che gli permetteva di sostenere la sua famiglia. Tornato a Mosca inizia a dipingere utilizzando sia matita che acquerello

Ritratto di M. Ye. Shishmareva

Ritratto di M. Ye. Shishmareva

poi, dal 1846, passerà alla pittura ad olio, con cui crea sopratutto pezzi dove critica, usando la satira, l’allora ordine sociale e politico. Le sue opere vengono riconosciute come innovative e presentate alle mostre del 1849 e 1850 a San Pietroburgo; arriva così successo e prosperità.I suoi legami con il gruppo social-democratico Petrasevskij lo portarono sotto processo e fu perseguitato dal governo, destino che condivise con molti intellettuali dell’epoca. A quel periodo appartengono le sue migliori opere, intrise di dolore e disperazione

Encore, once again!

Encore, once again!

Una giovane vedova

Una giovane vedova

A causa della persecuzione passò un lungo periodo di sofferenza emotiva e mentale, venne ricoverato in una clinica psichiatrica, dove morì a soli 37 anni circa a Pietroburgo.

Ritratto di Zhdanovich, bambina

Ritratto di Zhdanovich, bambina

 Ritratto di M I Krylova


Ritratto di M I Krylova

Davanti l'altare

Davanti l’altare

Il principe V.P. Kochubei nel suo studio

Il principe V.P. Kochubei nel suo studio

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Tre in un pomeriggio….

imm1)Monuments Men , film di George Clooney.
E’ ambientato nel 1943.  Seconda guerra mondiale: Hitler, convinto di poter costruire il Museo del Fuhrer e riempirlo di opere d’arte, dà ordine ai suoi uomini di portarle via dai Paesi occupati dai nazisti e nascondele. Ma c’è un altro ordine  del Furer: di distruggerle in caso di sconfitta, come poi è stato fatto in alcuni casi. Le forze alleate di fatto stanno sferrano attacchi continui alla Germania costringendo la ritirata degli uomini del Reich. Roosevelt autorizza lo storico d’arte Frank Stokes di costituire un gruppo di esperti che cercherà di recuperare le opere trafugate. Del gruppo faranno parte due storici, un architetto, uno scultore, un esperto d’arte, un mercante, un pilota britannico e un soldato ebreo tedesco che aiuterà il teem nella traduzione del tedesco e che sarà risolutivo per capire dove le opere sono state nascoste. Anche se non inserita nel gruppo, c’è anche la figura dell’unica donna che collaborerà al ritrovamento e catalogazione delle opere e dei proprietari.
Il gruppo non è addestrato militarmente e avrà i suoi momenti difficili e anche dolorosi. Come avrà la forza di affrontare rischiose azioni pur di salvare il patrimonio culturale di diversi artisti.
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Avevo letto alcune critiche a questo film quando è uscito in altre nazioni: si marca il fatto che ci sia troppa ilarità per essere un film che tratta un argomento così particolare e ci si aspettava più omologazione al romanzo omonimo da cui è stato tratto, romanzo che non ho letto e mai leggerò.
Le critiche in Italia vertono sul fatto che non si è dato spazio alla drammaticità del momento, non si è preso troppo in considerazione la vita perduta per un opera d’arte, si è parlato di troppo orgoglio americano…Mha! Come sempre non mi vedo d’accordo con alcune di queste critiche, anzi con nessuna. Per fortuna, come dico sempre, ognuno ha il suo modo di interpretare e vedere le cose, un dibattito serve a chiarire, a confermare o far cambiare le idee. Io non le cambio questa volta, neanche un pò.
Io la vedo così: in questo film, che è la trasposizione cinematografica di un fatto realmente accaduto, si vuole presentare solo la sequenza dei giorni, e in che modo sono state recuperate le opere d’arte; il film è centrato sul valore che queste hanno, non solo artisticamente, ma culturalmente, come veicolo di conoscenza dei popoli che altrimenti sarebbero ignorati o quanto meno accennati, basta pensare, quanta storia ci trasmette un quadro? Una statua? Il concetto è ribadito diverse volte nel film e io questo ho percepito e non mi dispiace affatto non aver visto grandi battaglie e grandi personaggi emergere; meglio sia emersa la finalità per cui era nato questo gruppo e di cui ne riconosco il coraggio e la forza morale; uomini (non militarmente preparati) che hanno rischiato la vita per delle opere d’arte e che mai vengono menzionati nei libri di storia o d’arte; altro argomento: la vita, uomini che l’hanno persa non con leggerezza, ma ben consapevoli in ciò che credevano, questo concetto è ben chiaro nel film. Per quanto riguarda l’ilarità, non ci trovo nulla di inadeguato, per due motivi: sono convinta che il film vuole essere solo una dimostrazione di ciò che è avvenuto senza entrare troppo nella storia e nella vita personale dei protagonisti, di cui comunque ne viene delineata la personalità, e poi perchè parliamo di americani, notoriamente conosciuti per la frase “…va tutto bene…” anche qundo sono in punto di morte, e non solo nella finzione cinematografica, anche nella vita di tuti i giorni; non è una critica alla società americana, ma è quello che penso del loro modo di vivere, meno “pesante” del nostro. Infine la “troppa voglia di far emergere gli americani”, ma la domanda è: da dove nasce questo gruppo? Non sono forse stati gli unici ad attuare questa operazione pur essendo contrastati dagli americani stessi? C’è forse qualche regista italiano che ha voglia di raccontare una figura nazionale che ha salvato il nostro patrimonio oltre le tante vite umane (assolutamente incomparabile con nulla)?
Da Clooney, come regista, sicuramente mi aspettavo di più nei dialoghi, ma lo ringrazio per avermi fatto conoscere i veri volti di questi uomini, mostrando a fondo film le fotografie originali dell’epocaimagesmimagesmmimagesmmmStolen-Artworks; e lo ringrazio per aver ricordato che proprio gli americani hanno bombardato, distruggendola in gran parte, l’Abbazia di Montecassino (ci vivo abbastanza vicino ora) e mi sono sentità salire il magone nel vedere la diapositiva, mostrata nel film, che la riproduce distruttacas; la prima volta che ci sono andata (avevo 18 nni) ho pianto di commozione, pensando a chi era lì quel giorno, alle popolazioni circostanti (anche i miei nonni, mia madre e i suoi fratelli), guardando lo spezzone inesploso e incastrato di un missile/bomba (da brivido, è la prima cosa che vedi quando entri) e le innumerevoli croci allineate (molte senza nome) dei militari morti, una generzione quasi completamente annientata.
L’immagine della Madonna di Bruges, del nostro MichelangeloMadonna_michelangelo1, e il polittico di Gantgand, due opere su cui una parte del film è centrato, mi hanno fatto uscire dal cinema ribadendomi la certezza che ho sempre avuto: le opere d’arte, anzi, l’arte in generale non è di una sola persona, di quella che l’acquista, la ruba, la vuole possedere per diritto o per potere, è di tutta l’umanità, è la memoria storica, culturale, religiosa, politica di tutti coloro che credono in questa grande forza, di coloro che credono nella forza creativa degli uomini, quella creatività che può scavalcare ogni confine, non solo geografico.
Ho portato mia figlia a vedere il film e alla fine mi ha detto la cosa più bella che non avrei mai pensato di sentirmi dire:”Mà tu l’avresti fatto, tua nonna ha salvato un tedesco (che i stessi tedeschi volevano punire, aveva 17 anni), un giovane italiano ferito, tu avresti salvato anche solo un dito di una statua”. Mi sono uscite le lacrime, perchè se solo ho instillato in mia figlia, un minimo di idea che salvare, in generale, è possibile e fattibile, mia figlia al momento giusto non si tirerà indietro, non avrà paura di creare un mondo più sano.
E ora fatemi dire due parole su quella che credo sia stata la migliore attrice del film: Cate Blanchett. imagescbimagesbE’ passata dalla donna un pò algida e sospettosa, vestita rigidamente e dall’andatura tesa, alla sofistica, elegante e sensuale donna francesemonuments-men-blanchett. Bravissima, superba attice in ogni ruolo che tocca, per me tra le più brave al mondo.

2)Poi esci dal cinema e squilla il cellulare, leggi il numero è ti si ferma il cuore; qualcuno ricorderà che avevo parlato di Giovanna, la mia amica che stà lottando (oggi sono arrivati i secondi risultati) contro un tumore che la porterà via, senza possibilità, il numero è di sua sorella, mi faccio coraggio e rispondo: non è per Giovanna, ma per suo marito, è deceduto oggi alle 16, mentre lei faceva la chemio, lui veniva soccorso due piani più giù per infarto, inutilmente. Una tragedia nella tragedia. E  sono crollata, altre lacrime, ma di dolore e non d’emozione. Mi faccio coraggio anche perchè ho Meli con me, 3)poi arrivo a casa e vedo uno tra i spettacoli più belli che la natura mi possa regalare e penso ancora una volta che la vita è una continua sorpresa, che vale sempre la pena di vivere, vale la pena attraversala e viaggiarci dentro. Anche solo per vedere una luce così intensa: la luce che va via per lascire spazio alla luna, ma che ci dice che ci sarà ancora un’altro giorno.

PaPa (1)

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Joseph Noel Paton

Joseph Noel Paton è un pittore scozzese, nato a Dunfermline nel dicembre del 1821 in una famiglia di tessitori che lavorava in particolare sete e damaschi; inizialmente segue, per un breve periodo, gli interessi della famiglia, ma la sua inclinazioni artistica lo porta a studiare alla Royal Academy di Londra nel 1843.
Nella sua pittura riproduce soggetti storici, fiabeschi, allegorici e religiosi, illustra miti e leggende, tutto con un pizzico di romanticismo.
Muore ad Edimburgo il 26 dicembre 1901.

A dream of Latmos

_A_Dream_of_Latmos_      

 

 

 

   Paolo e FrancescaPaolo And Francesca        

 

 

 

The Bluidie TrystThe_Bluidie_Tryst

 

 

 

  The Indian Boy’s Mother 

 

The Indian Boy’s Mother   

 

 

Hesperus   Hesperus

 

SAG67755The Fairy Queen         

 

 

  Oberon and the   Mermaid Oberon_and_the_Mermaid_                                           

   

 

 

 

 

Sir Galahad            

Sir_Galahad_

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Albero/fiore

primavera_7012“Nessuno può aggiungere niente a un albero, a un fiore. Così è una vera opera d’arte.”

C. F. Hebbel

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