TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Il GGG – Il Grande Gigante Gentile

 di Steven Spielberg

 

 

 

Londra: Sophia, bambina orfana, viene rapita da un gigante che la porta nel Paese dei giganti
Il gigante ha il compito di soffiare i sogni nelle camere delle persone e dei bambini che stanno dormendo; GGG porterà anche Sophia nel Paese dei Sogni; è un gigante dolce, gentile
Nel Paese vivono anche dei giganti terribili, che amano nutrirsi di bambini, a differenza di GGG che è vegetariano, i giganti mettono paura; la bambina vorrebbe eliminare la violenza che usano per imporsi, e quando scopre che vogliono fare una srage non esita, insieme al GGG, a presentarsi alla Regina d’Inghilterra per spiegargli la situazione

 

 

Il film è tratto da un libro che non ho letto quindi non posso fare confronti; la viosione del film mi è stata proposta dai bambini della mia vicina a cui ieri, per tre ore, ho fatto da “guardiana” come dice il più grande (7 anni).
Gli effetti speciali non mancano e legano la fantasia cinematografica a figure reali.
Una trama che strizza l’occhio alla diversità, vi si insinua l’ironia; una favola un po’ ingenua, innocente, una favola con una magia dentro: quella della speranza.
Sinceramente un po ne sono rimasta delusa, mi aspettavo di più da un regista come Spielberg, ma vale la pena vederlo, per sognare ancora un po l’infanzia e abbandonare il disincanto della vita; i bambini si sono comunque incantati e divertiti con la figura del GGG.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Fuocoammare

di Gianfranco Rosi

 

Il dodicenne Samuele vive a Lampedusa, terra che vive quotidianamente l’arrivo di uomini e donne che cercano una nuova vita. Il ragazzo non incontrerà mai queste persone.
Il medico dell’isola sarà colui che incontrerà fisicamente chi sbarca e anche chi purtroppo arriverà senza vita.

 

Non è un film come viene spesso definito ma un documentario, che tocca un problema serio e costante del nostro tempo: l’arrivo di migranti su barconi improponibili e salvataggi.
Sinceramente questo “film” che è stato tanto decantato (e che non ho mai voluto vedere proprio per questo nell’immediato, come ho già spiegato e come faccio spesso in questi casi) non mi ha nè affascinato nè coinvolto, a tratti mi ha annoiato; tutto il mostrato è visto e rivisto alla tele, in rete, sui giornali…mi aspettavo molto di più sulla vita che si svolge su questa terra che sicuramente accoglie, ma che ha sicuramente una serie di problematiche.
Mi è piaciuta la prima immagine del documentario, il faro che illumina il mare alla ricerca di naufraghi…subito mi ha coinvolto nella storia, poi l’ecografia di una donna in gravidanza appena sbarcata…il medico che a tutti i costi mantiene quello che è il suo giuramento deontologico…e poi? Carina la figura di Samuele, affetto dall’occhio pigro, caratteristica che suppongo il regista ha usato per dire allo spettatore di non averne verso l’argomento che propone…
Il regista ha giocato molto sull’immagine (suggestiva, se così si può definire, l’inquadratura dei corpi avvolti nelle dorate coperte isotermiche) con inquadrature e fotografia perfetta; ma non ho capito se racconta la vita di quell’isola, per far vedere che malgrado tutto gli isolani continuano la loro vita o cos’altro…io credo che ci sia altro che non solo la loro quotidianità (che realmente è stata alterata).
Mi viene in mente che forse il mio pensiero è “pigro” visto il tanto positivo clamore per questa pellicola….chissà!

 

 

 

 

 

 

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Segreti

“I bambini hanno un mondo segreto che per gli adulti sarà sempre impenetrabile.”

J.K.Rowling

 

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In Francia

Cristo (particolare) Velazquez

In Francia fino il venerdì Santo le campane delle chiese restano silenziose in segno di dolore per Gesù Crocefisso.
Ai bambini si racconta che le campane volino verso Roma, per poi tornare la domenica della Santa Pasqua, in questo giorno i bambini  si affrettano a cercarle in cielo per vederle tornare.
Quando le campane iniziano a risuonare i più piccoli cominciano la ricerca delle uova di cioccolato che i genitori hanno nascoste precedentemente.

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Desiderio

«Il bambino chiama la mamma e domanda:

“Da dove sono venuto? Dove mi hai raccolto?”

La mamma ascolta, piange e sorride mentre stringe al petto il suo bambino.

“Eri un desiderio dentro al cuore.”»

Tagore

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Devil’s Knot/ Fino a prova contraria

the-devils-knot-atom-egoyan-2013-locandina di Atom Egoyan

 

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3 A West Memphis tre bambini scompaiono, di pomeriggio, nei boschi che circondano la apparente tranquilla cittadina, siamo nel 1993.
Iniziate le ricerche la polizia scopre che i bambini sono stati uccisi dopo essere stati sottoposti a sevizie e i corpi abbandonati nella melma acquosa di un laghetto. Inizia la caccia al colpevole che si riveleranno essere tre adolescenti dallo stile di vita sbandata, che amano il mondo dell’occulto e hanno piccoli precedenti penali.
I tre ragazzi si proclamano innocenti mentre tutto il paese, autorità comprese li hanno già condannati.
Ron Lax, un investigatore privato, contrario alla pena di morte, e Pam Hobbs, madre di uno dei bambini, sospettano che le prove a carico dei ragazzi siano poco chiare; l’investigatore decide allora di aiutarli per  salvarli.

 

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Film tratto da un fatto realmente accaduto (e ispirato al libro di di Mara Leveritt) che ha lasciato, si sconvolti per l’afferratezza della vicenda, ma anche per i dubbi sulla presunta colpevolezza degli accusati, per la veloce risoluzione giudiziaria.
Film del genere non sono mai facili, bisogna rispettare la cronaca ma anche avere il coraggio di scavalcare la realtà per focalizzare alcuni punti spesso nella cronaca volutamente dimenticati, senza cadere nella troppa fantasia.
Spesso le cronache trovano facile puntare il dito su chi nella società “perbenista” è considerato scomodo, io almeno così ho visto l’imputazione ai tre giovani.
A me il film è piaciuto, quando uscì nelle sale (2013) non sono riuscita ad andarlo a vedere. E’ un film drammatico, doloroso, angosciante, dove errori, superficialità, orrore, cattiveria, perbenismo religioso, si mescolano lasciandoti in tensione in più di qualche scena, almeno così è accaduto a me.
Bravissimi Colin Firth timido ma costante investigatore, Reese Witherspoon che ha interpretato con maestria il dolore intenso che una madre può provare e James Hamrick, uno dei tre ragazzi accusati, intenso e ben calato nella parte del tenebroso.
La sceneggiatura mi ha convinto poco, ecco mi sarei aspettata qualcosa di più visto il tema trattato, ma malgrado ciò dico che è un film da vedere assolutamente per capire quanto l’uomo sia imperfetto nel male (anche se palesemente lo vediamo tutti i giorni), nella giustizia, nella certezza, nella manipolazione. Il film non si focalizza su ciò che è accaduto ai bambini ma sull’iter giudiziario, le indagini svolte, questo è l’interesse che mi ha suscitata la voglia di vederlo, il voyeurismo per scene crudeli lo lascio agli amanti del genere, soprattutto se riguarda i bambini, il film già tratta un argomento ruvido e che instaura paure , quelle che fanno venire sospetti sugli insospettabili.

 

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Una filastrocca…

…dice: “…la Befana vien di notte
                 con le scarpe tutte rotte
                 col cappello alla romana
                 viva viva la Befana…”

befana

Ora avrà le scarpe rotte, sto’ cappello alla romana, si dice che sia strana, ma qui un grande dono lo ha portato: Lorenzo! Davvero una notte magica.

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Bambini

Voglio i bambini al governo!

Sarebbero meno infantili di chi gioca a nacondere le cose e poi dire che non sapeva (di averle nascoste); se ne fregherebbero di essere famosi come chi crede di esserlo e invece è un burattino da due lire (a loro di famoso interessano solo i calciatori); sarebbero più liberi dai pregiudizi razziali, sociali, sessuali…(mica stanno a guardare se il compagno di banco è giallo, rosso, nero, povero, ricco, maschio, femmina…); sarebbero più simpatici, allegri, colorati (non come comici da strapazzo, che buttano il sasso e nascondono la mano…); non lascerebbero un compagno nel pericolo e in solitudine (come chi vuole far credre di essere pulito/a ma c’ha l’anima nera e corrotta più di un demone); non vorrebbero guadagnare  montagne di soldi  (facendo finta di aver “rinunciato”),  a loro basterebbe un soldo per comprare magari un buon gelato (fatto con alimenti naturali), un buon piatto di pasta (italiana magari), una bella bistecca (e si perchè oltre la moda vegana c’è chi continua a mangiare carne senza far demagogia), un trenino di legno (di quelli che solo gli artigiani italiani sanno creare), un pallone di cuoio (per correre su di un prato magari al centro di una città e non in un’accozzaglia di ferro)…. saprebbero guardare al mondo con l’innocenza che noi adulti continuiamo a volergli togliere.

E dopo l’ennesimo sogno ad occhi aperti (vorrei sapere stì giorni che bevo di stano…) vi saluto blogger.

Blount Cultural Park - Montgomery, Alabama

Blount Cultural Park – Montgomery, Alabama

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Che tristezza!

 L’età scende, i disturbi alimentari iniziano a manifestarsi già dai 6-7 ani, i disturbi infantili toccano tutte le nazioni, dall’Italia, agli Stati Uniti…in 10 anni sono aumentati del 72%.
Il motivo sembra essere la paura di essere “grassottelli”, ma anche cause culturali, familiari, traumi…
Gli adolescenti intorno ai 14 anni sono il 30%, di questi il 20% sono maschi, l’80% femmine.
Cosa comporta questo? Blocco della crescita e dello sviluppo ormonale.

“Il senso morale di una società
si misura su ciò che fa per i suoi bambini.”
Dietrich Bonhoeffer

 

Bambola e bambolo Marta Czok

Bambola e bambolo
Marta Czok

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Vado a scuola

scuola di Pascal Plisson.

 

Jackson e sua sorella , Zahira e le amiche, Carlos e sua sorella, Samuel su una sedia a rotelle; per frequentare la scuola attraversano monti del Marocco, corrono nella sterminata savana keniota, affrontano le strade impervie e inesistenti dell’India e cavalcano in Patagonia. Chilometri di strada…

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Non lo definirei un film ma un documentario, mi ha strappato il cuore.
Andare a scuola, capire che l’istruzione è una strada impervia ma quella che ti forma, che ti fortifica, ti porta verso la bellezza…l’istruzione è l’unica salvezza per l’umanità, non possiamo non offrila ai bambini, è il modo per tirare fuori tutto ciò che hanno dentro: potenzialità, debolezze, amore, rabbia, gioia…..
I bambini qui presentati affrontano una dura realtà pur di frequentare la scuola.
Le vite presentate sono vite dure, ma che non mancano di poesia, di sogni.
Un film che dovremmo vedere noi genitori, e gli adulti in generale, e poi mostrarlo ai nostri figli.
I bambini protagonisti e le loro storie sono vere.

zahira-cammino-verso-la-scuola

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