TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Il giardino/prato ai tempi del coronavirus…

Il mio, si, è un po’ giardino e un po’ prato, diciamo che lo lascio al “naturale”, e mi incanto a guardarlo….ci passo diverso tempo.

Oggi non era proprio l’ideale stare fuori, vento freddissimo…ma come  fai a resistere quando sulla testa ai tanta meraviglia, anche se promette pioggia?

E quando rientri per scaldarti lui è li, ancora un po’ a tenerti compagnia

 

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L’amore eterno

“I cani, quando amano, amano in modo costante, inalterabile, fino all’ultimo respiro.”
E. Von Arnim

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La leggenda del cane rosso – Beatrice Fiaschi

Tra le dune che lambiscono la città di Voltunna, l’ispettrice di polizia Cristina Corbe cerca di districare il caso di misteriose apparizioni di uomini incappucciati, cani rossi, sparizioni, morti inaspettate.
La sua mente razionale non può arrendersi alle leggende che aleggiano in paese.
Cristina, pur essendo stata scottata da una precedente storia d’amore, non disdegna l’attrazione, che comunque combatte, per il suo capo, il commissario Valerio Fante.
Tra sogni fantastici, musiche esotiche e suggestive, viaggi della mente, dialoghi interiori, cani magici, campi magnetici, bunker, Cristina riuscirà a risolvere il caso e leggere in se stessa?

 

 

Un libro con una trama che fonde thriller e fantasy.
Un percorso di vita ma anche dell’anima.
Scritto con un italiano ricercato, che non leggevo da molto tempo, con immagini davvero squisite (…mentre i suoi pensieri si affastellavano come formiche all’ingresso di un formicaio….), l’ho trovato dettagliato, con descrizioni di ambienti e  personaggi molto accurate.
Nella parte che descrive l’ambiente marino mi sembrava di percepire l’odore dei pini marittimi, nella descrizione dei cani riuscivo a vedere le loro movenze. Mi ha appassionato la leggenda (che non svelo ovviamente), anche la storia mi è piaciuta, una storia “moderna”,  al passo con i tempi,  che strizza l’occhi anche alla tecnologia….
Dettagliata la personalità dell’ispettrice, una donna apparentemente forte, e nel lavoro lo è, ma fragile nella vita sentimentale, la definirei un’anima razionale e istintiva allo stesso tempo, comunque complessa.
Al di fuori della trama, trovo che questo libro sia un percorso psicologico che mette a nudo molto l’anima della donna nella sua complessità. E punta sull’istinto naturale che noi uomini, purtroppo, abbiamo perso nel tempo.
Qualche dialogo mi ha lasciata perplessa, se potessi suggerirei all’autrice di ampliarli, rendeli più corposi. La cosa che mi è mancata è sapere chi fossero gli uomini incappucciati…svaniscono in una descrizione fantastica senza che ci sia la descrizione reale di cosa poi volessero realmente attuare o per chi lavorassero nell’oscuro, e perchè in quel territorio? Forse lasciare aperta una porta può far aprire la nostra fantasia…
Indubbiamente originale questo libro, di cui penso che forse tutta la trama è un immenso sogno onirico dell’autrice, un viaggio nella psiche, autrice di cui percepisco una importante cultura. E scusate se è poco.
Lo consiglio.

 

Se deciderete di acquistarlo, sappiate che parte dei proventi vanno a favore di associazioni animaliste (e qui scatta il mio immenso applauso).

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Belle & Sebastien – L’avventura continua.

di Christian Duguay

 

 

Sebastien e Belle aspettano con ansia il ritorno di Angelina,  che purtroppo rimane vittima di un incidente: l’aereo su cui vola cade al confine tra Francia e Italia.
L’incendio che si propaga anche nella foresta fa pensare che non ci siano superstiti.
Sebastien non vuole convincersi che Angelina è tra questi, insieme all’inseparabile Belle e al nonno, decide di andarla a cercare.
Su suggerimento del nonno incontra Pierre Marceau, aviatore, che, oltre ad aiutarlo nella spedizione di salvataggio, si rivelerà più del provetto pilota che è. La vita di Sebastian cambierà.

Il primo film l’ho trovato stupendo, questo una favoletta dove tutti vissero felici e contenti, dove i salvataggi rocamboleschi mi sanno tanto di action movie assurdo.
Comunque bravissimo il piccolo Félix Bossuet; avrei voluto la splendita Belle più coinvolta; belli i paesaggi.
In questo film manca lo spettacolo naturalistico come poesia, manca l’emozione dei sentimenti che si appiattiscono a fronte delle azioni spettacolari. Sceneggiatura prevedibile.
Peccato, non mi ha coinvolto neanche un po, mi sono “accontentata”, già dall’inizio, per amore dei miei piccoli vicini.

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Datemi un pizzico…

…e ditemi che sto sognando.

in India, un villaggio sperduto dell’entroterra, Mangli Munda, diciottenne, viene considerata affetta da malocchio persistente; gli anziani del villaggio, a cui si rivolgono i genitori per trovare una via d’uscita alla situazione, consigliano di fargli sposare un cane. Perchè un cane? Perchè in alcune zone dell’India si crede che questi animali attirino su di loro gli spiriti malvagi…Ecco la soluzione per liberare la ragazza! Così Mangli ha sposato il cane Sheru, splendidamente vestita di arancio….La ragazza non voleva, ma la famiglia l’ha obbligata. La domanda più banale che mi viene in mente è: gli spiriti malvagi se ne sono andati? (Oddio!!!)

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cane

 

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Un nuovo arrivo…

Semir!!! Foto2362 E’ nato il 1 Ottobre e pesa 9 kg 20141210_094116

E’ arrivato domenica, faceva parte di una cucciolata di quattro destinati al canile. Il proprietario dei genitori è stato licenziato due mesi fa (lavoratore edile) e ha cercato di darli via, ma nessuno li voleva, mantenerli non è una barzelletta, pastori tedeschi di taglia gigante…, allora si è visto costretto a prendere questa decisione; un collega di mio marito lo ha saputo e si sono mobilitati, quattro colleghi e il gioco è fatto!!! Volevamo dare qualcosa perchè comunque la spesa per la mamma e le vaccinazioni hanno pesato, ma il “signor Roberto” (lo scrivo tra virgolette perchè lo è più di tanti danarosi) ha detto che mai e poi mai avrebbe preso soldi, lui li regala, non ci commercia, ma con enorme tristezza doveva prendere questa decisione, ha due figli di 15 e 10 anni, e l’ultima arrivata appena un anno, lui senza lavoro, la moglie idem. E’ speranzoso essendo un bravo operaio specializzato, di trovare anche lavori occasionali, ma i genitori non li darà mai via, sono sette anni che li ha, li ha portati dalla Germania dove era andato con la ditta per un lavoro, ci è affezionatissimo. Così vista la nobiltà e la dignità di questa persona, il 24 riceverà un buono spesa per una fonitura di alimenti per cani per un anno dal nostro negozio di fiducia, quattro cuccioli, quattro forze che si uniscono e magari i cani peseranno meno…Non sapevamo cosa fare, avevamo paura di offenderli, ma crediamo che apprezzerà anche perchè ha visto con quanto amore ci siamo avvicinati ai piccoli e con quanto rispetto a questa famiglia. La loro unica pretesa? Mettere le foto su fb ogni tanto per farglieli vedere e se passiamo da quelle parti fermarci per un caffè. A qualcuno sembrerà ridicolo (ci hanno già detto: con tutte le famiglie in difficoltà pensare ai cani…) ma Natale (e non solo, ma visto il periodo) è anche questo.

E neanche a farlo apposta indovinate chi adora (anche se stà sempre con me perchè sono la vivandiera :-), e perchè mi ha scambiato per una specie di mamma…)?20141209_192244 20141208_113237 Sono già inseparabili 20141208_1757227 dic 2014 (19)7 dic 2014 (23) quando Meli lo ha visto ha iniziato a piangere a catinelle, per l’emozione e anche perchè assomiglia sorprendentemente ad Argo (questo ci ha un pò spiazzato).

E se la intende alla grande con Jo…tra cuccioli birbanti!!! 20141209_08390220141209_08402920141208_141932

 

Ti voglio già un gran bene Semir, sei nel mio cuore 8 dic 2014 (1)

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Ancora un ciao doloroso

Quanto dolore in questa giornata e poi un piccolo spiraglio di luce, perchè questa casa è strana, accade sempre qualcosa che mi sorprende.
Un dolore grande prendere una decisione che fa scivolare una vita nel sonno eterno, anche se quel sonno è la fine di ogni soffernza, una sofferenza atroce che anime pure come gli animali non meritano. Un dolore grande vedere quel compagno di vita adagiato e semi addormentato. Un dolore grande stringerlo l’ultima volta e appoggiare la mia fronte sulla sua mentre quegli occhi velati di sonno ti cercano ancora. Un dolore vedere mia figlia stringerlo e accarezzarlo e sussurargli chissà quali parole d’amore per l’ultima volta. Non vedrò mai più il tuo muso spuntare in quell’angolo strategico da dove dominavi il cancello, la porta d’ingresso, la finestra di Meli; un guardiano attento e protettivo
Ancora una volta dico ciao, perchè ancora incontrerò la potenza del salto, la forza magica di quegli occhi, lo scodinzolare di quella voluminosa coda, l’allungarsi di quella zampa che sempre tendeva per salutarti, chiamarti. Ancora vedrò la potenza di quella corsa vigorosa, ancora stringerò quel corpo massiccio e agile.
Cane speciale, dall’intuito e dal fiuto speciale, cane fedele fino all’ultimo, cane che ha amato mia figlia sopra ogni cosa, incondizionatamente.
Ciao Argo, il vuoto che lasci è grande, immenso, la felicità che ci hai donato è un bene prezioso. Non ho più lacrime da donarti .

E mentre Argo si addormentava tra le mie braccia, mio marito salvava una cucciolata che qualcuno ha deciso di far morire in modo disumano, e da quella cucciolata arriverà un raggio di sole che non scalderà nello stesso modo di Argo, ma scalderà…perchè ogni raggio di sole arriva con angolazioni diverse e illumina ogni volta una parte diversa di noi.
Questa casa è strana.

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Belle & Sebastien

Belle-e-Sebastien-locandina-210x300Figuriamoci se ci potevamo far mancare un film dove c’è un cane tra i protagonisti.
Così sfidando la pioggia torrenziale, ieri pomeriggio, siamo andate a vedere Belle & Sebastien, del regista Nicolas Vanier.
Sebastien è un bambino che vive in montagna con un uomo che gli fa da nonno e sua nipote. Nelle sue tante passeggiate in quota incontra quella che tutti definiscono la bestia perchè ritenuta colpevole di uccidere le pecore. La bestia altro non è che un cane che stringerà un forte legame con Sebastien, questi le darà come nome Belle. Il loro legame sarà tanto forte da affrontare e superare una prova difficilissima.

Il film è la versione cinematografica di una novella scritta da Cecile Aubry. Nelle altre nazioni in cui già è stato proiettato questo film ha sbancato i botteghini inaspettatamente.
La sala era completa ieri, e uscendo c’era una fila niente male. Abbiamo forse bisogno di vivere un pizzico di romanticismo, drammaticità e amore senza ricorrere a film troppo impegnati, da cassetta, con parolacce o melensi fino all’inverosimile?
Per qunto ci riguarda (io e Meli), dove c’è un cane si va e abbiamo fatto bene. Il film è una storia semplice,  la sua bellezza stà anche nel grande impatto visivo: luoghi supefacenti, riprese e colori incredibili; stà nell’amicizia del bambino, l’attore che lo impersona è bravissimo e con una delle facce più accattivanti che abbia mai visto negli ultimi anni, e un cane, fedele amico dell’uomo; e non dimenticando il periodo storico: l’occupazione tedesca della Francia durante la seconda guerra mondiale.
Un film dolcissimo, da vedere, per non dimenticare che l’amicizia esiste, per non dimenticare la natura, per non dimenticare la solidarietà.
La prima inquadratura mostra le cime altissime delle alpi e io ho sospirato, perchè per quanto mi stia adattando alla mia nuova vita sotto i duemila metri, il mio cuore è lassù, dove sento forte e potente la mano di Dio e la piccolezza dell’uomo, dove l’anima si può perdere in silenzi maestosi e aprirsi a profumi intensi; subito si vede un aquila sullo schermo e mia figlia mi ha detto “Forse in un’altra vita sei stata un’aquila, e allora ci credo che ami le vette.”
E lei alla fine del film mi ha detto “Anche io con Argo andrei in capo al mondo, loro ti capiscono anche senza le parole e non ti tradiscono mai.” Quanto è vero.

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