TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

E poi…e poi…e poi…e poi…e poi

...e poi vai a passeggiare per schiarirti le idee (spero presto di potervi raccontare su cosa) e la natura ti invita a guardarla con gli occhi dell’amore e incontri lui che ti guarda sempre scrutandoti, anche quando gironzola libero per i giardini dei vicini o quando arriva davanti al cancello della mia abitazione e fa inferocire i cani…

…e poi pensi che la giornata sembra un’inizio di primavera e fai progetti per portare tua figlia all’Eur per fargli ammirare la passeggiata del Giappone, quella che costeggia il laghetto artificiale..
La passeggiata è stata istituita nel 1959 quando il 20 luglio, in vista delle Olimpiadi di Roma del 1960, il Primo Ministro del Giappone, Nobusuke Kishi, donò alla Città di Roma 2.500 ciliegi da fiore giapponesi.
Il ciliegio giapponese da fiore è uno dei simboli nazionali del Paese del Sol Levante, è simbolo di fragilità, di rinascita e di bellezza, ma anche di purezza, lealtà e onestà.
Con l’inizio della primavera i giapponesi celebrano nei parchi la festa dell’Hanami, che significa “contemplazione dei fiori”, si riuniscono sotto gli alberi di ciliegio, spesso consumando un picnic. Anche a Roma, la Passeggiata del Giappone è il luogo di riferimento dei Giapponesi e degli Italiani che vogliono celebrare l’hanami, numerose persone si ritrovano nel parco e sotto gli alberi di Ciliegio, da diverso tempo si possono incontrare anche numerosi cosplayers, coloro che amano travestirsi da personaggi dei manga e dei cartoni animati Giapponesi, o incontrare persone che decidono di indossare l’abito tipico giapponese: il kimono.
Nel 2015 l’azienda farmaceutica Giapponese Daiichi Sankyo ha donato alla città di Roma diversi esemplari di ciliegio della varietà Yoshino, anche questi sono stati piantati nel Parco dell’Eur.
Vi posso garantire che è un’esperienza meravigliosa, se non amate passeggiare potete ammirare i ciliegi anche facendo un giro in battello o affittando il pedalò

…e poi pensi che oggi è giovedì grasso e i piccoli dei vicini sono proprio adorabili vestiti con abiti carnevaleschi e pensi che c’è una città, Pernik, Bulgaria, dove da più di 50 anni si celebra il carnevale (ora diventato un festival) dei Kuker, uomini e donne che  coprono la maggior parte del corpo con elaborati costumi e maschere di animali della foresta o di capre; sulle cinture vengono cuciti grossi campanacci che servono a cacciare gli spiriti maligni e attirare la buona sorte. Questa antica festa avrebbe origine prima della dominazione romana e si ispira ai rituali dedicati a Dioniso, divinità greca evocata nelle campagne per la fecondità dei raccolti, ma soprattutto per la prosperità della vendemmia, essendo Dioniso associato al vino, utilizzato anche in particolari rituali per avvicinare gli umani alla divinità; dopo la sfilata vengono effettuati una serie di riti e danze intorno ai falò.
  
Nel 2015 l’UNESCO ha dichiarato i costumi Kuker e i riti ad essi associati come patrimonio dell’umanità.

….e poi pensi che tutto questo sarebbe bellissimo se non hai un peso sul cuore che è un macigno, perchè c’è una guerra, che non mai avresti voluto diventasse reale, e pensi a Rodari, 

“Promemoria
Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.

Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.”

 

e pensi a Neruda,
“Le guerre sono fatte
da persone
che si uccidono
senza conoscersi..
per gli interessi
di persone che
si conoscono ma che
non si uccidono.”

 

 

e pensi a Trilussa e Proietti,

…e poi guardi oltre e scendono le lacrime, perchè pensi a chi dovrà soffrire, qualsiasi sia la parte di confine, e vorresti solo vedere tanta meraviglia in un mondo di Pace, che come dice la mia amica Paola, è una parola SERIA (https://paolapioletti1.com/2022/02/24/pace-e-una-parola-seria-io-la-uso-seriamente-post-lungo/)

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E va via anche il Carnevale

Il gioco dei se
Un saluto, a tutti voi;
dite un po’ chi siamo noi?
Ci guardate e poi ridete?
Oh! mai più ci conoscete!
Noi scherziam senza far male,
Viva, viva il Carnevale!
Siamo vispe mascherine,
Arlecchini e Colombine,
diavolini, follettini,
marinai
bei ciociari
comarelle
vecchierelle:
noi scherziam senza far male,
viva, viva il Carnevale!
Vi doniamo un bel confetto,
uno scherzo, un sorrisetto;
poi balliamo
poi scappiamo.
Voi chiedete:
Ma chi siete?
Su pensate,
indovinate.
Siamo vispe mascherine,
Arlecchini e Colombine,
diavolini, follettini,
marinai
bei ciociari
comarelle
vecchierelle:
noi scherziam senza far male,
viva, viva il Carnevale!
A.C.Pertile     carnevalef

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