TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

Viaggiare fantasticando

 

La Catedral de Mármol (Cattedrale di marmo)

Siamo in Cile, costa del lago General Carrera, definito come il lago dalla luce magica.
La corrosione delle acque hanno creato questo capolavoro, visitabile all’interno con piccole imbarcazioni solo quando il livello delle acque del lago si abbassa.
Il lago deve la sua colorazione azzurra al cielo cobalto tipico del 46° parallelo sud e al limo glaciale, un fango prodotto dall’azione di raschiamento e di erosione operata dai detriti di rocce dure e quarzose, come il granito, che caratterizza la maggior parte delle vette andine a queste latitudini, che vengono trasportate dal ghiaccio.
In 6000 anni l’incessante lavoro delle onde ha scolpito è levigato le rocce interne che riflettono il colore azzurro delle acque.

 

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Non riesco a vedere il grigio…

..neanche quando la giornata è uggiosa, piovigginosa, la tristezza dilaga…perchè i miei occhi cercano sempre una fonte di colore, e lo trovano immancabilmente, perchè se è vero che gli occhi sono lo specchio dell’anima…io ancora un’anima la ho, senza orgoglio  nè presunzione, ma riconosco che ancora un’anima la ho.

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La vedova Van Gogh (titolo originale La vedova dei Van Gogh) – Camilo Sánchez

“A momenti, quando la natura è bella come in questi giorni, sento una terribile lucidità.
Poi mi dimentico di me stesso, e il dipinto mi viene come in sogno.”

 

Van Gogh scrisse molte lettere al fratello, di questo carteggio ne venne in possesso la moglie di quest’ultimo, Johanna Van Gogh-Bonger. Pur non conoscendo a fondo l’artista Johanna si prese carico di leggelre tutte e di recuperare le opere che la suocera, Anna Cornelia Carbentus, aveva lasciato a Parigi, di quelli dimenticati nei ripostigli, di quelli utilizzati come tappabuchi, questo gli permise di organizzare la prima mostra di quadri del cognato, ad Amsteram, e pubblicare il carteggio.
Johanna dopo il suicidio di Van Gogh e la morte del marito, che non seppe reagire alla perdita dell’amatissimo fratello, decide di leggere tutte le lettere, quasi a voler mitigare il dolore per il lutto, per la sua vedovanza di giovane donna con un bimbo da crescere (che porta lo stesso nome dello zio); nelle lettere conoscerà l’anima, la fatica del vivere, la visione poetica, l’uso che del colore di Vincent, capì il suo modo di guardare il mondo.
Nasce così un diario in cui la donna racconta le sue emozioni, ma anche le descrizioni poetiche che l’artista fa dei suoi quadri e di quelli di altri artisti; un viaggio dal baratro alla cima, una battaglia che la vedrà affiancata da Willelmina, sorella dei Van Gogh, anche lei donna emancipata e fuori dai schemi femminili dell’epoca.

 

Questo bellissimo, sringato, emozionale libro, ci racconta come le opere di Van Gogh conobbero la luce e il meritato successo artistico, ci racconta annedoti sconosciuti della sua vita .
Ma la protagonista è Johanna Van Gogh-Bonger, traduttrice, giovane donna vedova che si lascia affascinare dalla poesia e dal colore che il cognato descrive nelle lettere destinate al fratello Theo; una donna che riesce a diventare imprenditrice di se stessa (apre una locanda, l’adorna con 200 quadri del cognato, tratta e contratta con critici d’arte, galleristi…) e a far conoscere i quadri dell’artista, uno tra i più grandi pittori mai nati. Una donna che definirei “contemporanea” per il suo modo di gestirsi e di vedere oltre le apparenze dell’epoca.
Questo libro mi è entrato nel cuore, io che amo il colore e la poesia e l’arte ho vissuto ogni parola e ogni pagina come un meraviglioso sogno, una poesia di vita e di speranza, quella che la bellezza delle parole e dell’immagine possano vincere sempre e comunque sulle bruttture che questo scorcio di secolo ci sta gettando addosso in continuazione.
Devo ringraziare Camilo Sánchez per avermi fatto conoscere questa figura fondamentale (di cui ne ero a conoscenza ma non così dettagliatamente) per la scoperta dell’artista e dei suoi quadri.
Se non lo avete fatto leggete questo romanzo suggestivo, intimo, affascinante, dove scoprirete il ritratto di una meravigliosa donna, di un artista definito pazzo, con una grande umanità e sensibilità.

“Se ogni stile fosse una vita, Van Gogh avrebbe vissuto almeno otto vite in un decennio…”

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