TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

A Creta…

..ma 3.000 anni fa circa, si pensa che si sacrificassero, alle divinità locali, non solo animali ma anche esseri umani.
Sono stati trovati reperti sulla collina di Castelli, nel tratto di costa limitrofa alla località di Splanzia, nell’area della città di Chanià (il nome greco di Canea), nella parte nord-occidentale dell’isola, costruita nel 1252 per volere del 44esimo Doge di Venezia Marino Morosini, sulle fondamenta dell’antica città di Cidonia.
Gli scavi hanno riportato alla luce numerose tombe, vasi di ceramica di varie epoche, edifici simili ai palazzi minoici, parti di affreschi murali del tardo periodo minoico, frammenti di un vaso con incisa un’epigrafe con scrittura “lineare”, statuette di epoca romana, pezzi di mosaici di epoca ellenistica e cristiana e ossa di animali insieme a ossa umane tra cui un cranio sfondato di una giovane donna che risalirebbe a circa il 1280 a.C.; il cranio risulta essere stato spaccato con un colpo forte inferto sulla fronte.
Proprio il ritrovamento di questo cranio testimonierebbe i riti religiosi che comprendevano sacrifici non solo di animali ma anche di esseri umani.
Le ossa sono state rinvenute nell’angolo di un cortile esterno che, secondo i primi indizi, si trovava accanto al palazzo reale della città di Cidonia che era strutturato come gli edifici del periodo miceneo tra il 1375 e il 1200 a.C.
La presenza del cranio umano non deve meravigliare in quanto la mitologia greca è piena di narrazioni di sacrifici di vergini, nel tentativo di ingraziarsi gli dei o di affrontare grandi disastri, come ad esempio i continui terremoti.

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Airone e il delfino

Il poeta greco Arione vive a Corinto, presso il tiranno Periandro.
Arione partecipa ad una gara di poeti in Sicilia, vince e riceve molti doni che carica sulla nave che lo riporterà a Corinto.
I marinai decidono di appropriarsi dei tesori e progettano come sottrarli al poeta, ma Arione sogna Apollo (protettore dei poeti) che lo mette in guardia. Arione, dopo essersi svegliato, si accorge che il timoniere si avvicina con una spada, allora il poeta chiede di poter avere la cetra per suonare l’ultimo canto. Ottenuto il permesso inizia a suonare la cetra, ma improvvisamente si tuffa in mare; un delfino, attratto dalla musica, si avvicina alla nave, e salva Arione trasportandolo in Grecia sul dorso
Gli dei decidono di premiare il delfino per il suo generoso gesto e lo trasformano, assieme alla cetra di Arione, in una nuova costellazione.

 

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