TUTTOLANDIA

"…il posto che mi piace si chiama mondo…"

dal Vangelo di Matteo

“Ed ecco, la stella, che avevano visto
spuntare, li precedeva, finchè giunse
e si fermò sopra il luogo
dove si trovava il bambino.
Al vedere la stella, essi provarono
una grandissima gioia.
Entrati nella casa, videro il bambino
con Maria sua madre, e prostratisi
o adorarono. Poi aprirono i loro
scrigni e gli offrirono in dono
oro, incenso e mirra.”

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Dono

Per la passata festa della mamma mia figlia mi ha regalato delle piante di gerani. Sa che adoro fiori e piante. Queste piante continuano a fiorire malgrado l’aria fredda, sono bellissime.

 
Oggi mi ha regalato un libro, così, senza un motivo specifico, è passata davanti una libreria, è entrata e girando girando ha pensato che quel libro era stato scritto per me. All’interno una dedica che mi ha commosso fino alle lacrime.

Ho ricevuto tanti doni belli dalla vita, doni preziosi, ma lei è il dono più grande, quello che rimargina ferite, cancella le paure, aiuta a costruire e se il caso aiuta a restaurare.

 

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Doni

“Ho imparato che avere un
buon amico è il più puro di
tutti i doni di Dio, perchè è
un amore che non chiede
nulla in cambio.”

Frances Farmer

E io ringrazio Dio per avermene dati di speciali.

 

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La Befana vien di notte…

La scopa della Befana è una scopa specialissima.
Il manico è di un legno magico, lo stesso che viene usato dalle fate e dalle streghe per le loro bacchette magiche.
Con la sua scopa, la Befana può volare tranquillamente nche in mezzo alle bufere più tremende e può spostarsi di tetto in tetto, senza fatica.
Quando cavalca la scopa, la Befana ha sempre con se il suo sacco pieno di doni, ma anche di cenere polverosa e carbone nero. Il sacco è sempre stracolmo, perciò è molto pesante, ma la Befana se lo butta sulle spalle con grande agilità, come se fosse leggero come una piuma: più doni la Befana toglie dal sacco e più ne ritrova.

da Il grande libro della Befana  

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“Il dono”

“Mamma ho mal di testa, se ti siedi sul divano e io appoggio la mia testa su di te mi fai i massaggini come quando ero piccola? “
La guardo e penso “Ma ora è grande?”. Alta si, quasi come me, forse un paio di cenimetri di meno, sono alta 170 cm.
Ci mettiamo sul divano e accarezzando, accarezzando le sue tempie si addormenta.
La guardo, ranicchiata vicino a me, la sua testa sulle mie gambe e penso che quel che vedo è un miracolo che ancora oggi mi lascia stupita.
Il suo calore, il suo profumo mi rassicurano. La guardo e penso che anche se cresciuta è una cucciola da proteggere, ma che non è stata mai mia fino in fondo, quando una vita arriva la si dona al mondo.
L’ho amata ancora prima che nascesse, in quel sogno in cui mi diceva “Aspettami, sto arrivando”, sedute su quella collina a guardare il cielo di notte; e ho avuto pazienza e fiducia, quando tutta la medicina era contro tu sei arrivata, un semino nascosto in chissà quale terreno magico, perchè sembra proprio una magia il tuo essere arrivata. Un sogno, quello dell’albero dopo la collina.
Persa nei miei pensieri non mi accorgo che si sveglia, sento la sua voce dolce “Paola dove stai andando?” E iniziamo a ridere. “Grazie mà! Il mal di testa è passato.”
Va nella sua stanza e penso che momenti così sono oro colato, e ringrazio la natura di avermi concesso il dono della tenerezza, della tranquillità, del saper amare, della felicità, perchè lei mi dice sempre “…come fai ad essere semprte tanto disponibile, serena…”
Ringrazio Dio e Madre natura per aver disposto nel mio destino, tra i tanti doni ricevuti,  il dono più bello: mia filglia.

 

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